Il mondo dei doppiatori - Gli speciali

BUON COMPLEANNO ROYFILM!
55 anni di grande doppiaggio


di Nunziante Valoroso

Lo scorso mese di giugno 2013 ha compiuto 55 anni una delle più famose società di edizione che operano a Roma nel settore del doppiaggio. Questa ricorrenza è una occasione per ricordare anni ed anni di superbe edizioni italiane di alcuni tra i più importanti film della storia del cinema, prodotti da case come Disney, MGM, Paramount, Universal, Warner, Fox. Sto parlando della Royfilm, che venne fondata il 7 giugno 1958 da Roberto de Leonardis, che, all’epoca, era già un quotatissimo dialoghista nel mondo del doppiaggio e poteva vantare nel curriculum le edizioni italiane di "Luci della ribalta", "Giochi proibiti", "La regina d’Africa", oltre a quelle di tutti i film di Walt Disney giunti in Italia fino a quel momento, come "Dumbo", "Cenerentola", "Alice nel paese delle meraviglie", "20000 leghe sotto i mari", "Peter Pan".

Dedica di Walt Disney a Roberto De Leonardis

Roberto era un comandante di Marina e possedeva una perfetta conoscenza della lingua inglese, anche perché, durante la seconda guerra mondiale, era stato fatto prigioniero dai giapponesi in un campo che era pieno di soldati americani. Alla fine del conflitto sono proprio persone come Roberto a guadagnarsi la piena fiducia delle agenzie italiane delle case di produzione americane che, avendo riaperto i battenti all’indomani della liberazione di Roma, si trovano a dover doppiare una enorme quantità di film americani, giunti in massa dalle case madri. In un primo tempo si era iniziato a doppiare direttamente negli Stati Uniti, ma i risultati non erano stati convincenti (i doppiaggi italiani ancora circolanti oggi di film MGM come "Prigionieri del passato" e "Le fanciulle delle follie" ne sono una testimonianza al limite del ridicolo; molto buone invece le versioni realizzate direttamente dalla Disney di "Saludos Amigos" e "Fantasia", con la voce narrante del messicano Josè Oliveira).
Costituita legalmente la famosa CDC (Cooperativa Doppiatori Cinematografici), si ricomincia quindi a doppiare in Italia e Roberto, con le sue conoscenze linguistiche, si guadagna la stima del capo ufficio edizioni della RKO, Alberto Liberati, con il quale collabora alle edizioni italiane dei film Disney "Pinocchio", "Bambi" e "I tre Caballeros". Quando è il momento di doppiare "Dumbo", che uscirà sugli schermi italiani per Natale 1948, Liberati affida tutto il lavoro al comandante de Leonardis e il risultato entusiasma Walt Disney stesso, che è particolarmente "Alice nel paese delle meraviglie"sorpreso dell’ottima riuscita delle canzoni, affidate al doppiaggio del famoso Quartetto Cetra. Da quel momento Walt affiderà al “Comandante”, come Roberto viene ormai affettuosamente chiamato nel mondo del doppiaggio, la versione italiana di tutte le opere, cinematografiche e televisive, che usciranno dagli studi di Burbank.

Roberto inizia così ad ingaggiare, collaborando con la CDC, tutti i migliori doppiatori italiani che daranno voce ed autentica anima italiana ai personaggi di Walt. Sarà così che le voci italiane di Ingrid Bergman o Audrey Hepburn diventeranno la Fata Azzurra di "Pinocchio" o la deliziosa principessa Aurora della "Bella Addormentata nel Bosco". Roberto è anche un raffinato paroliere ed adatta in italiano tutte le canzoni dei film. In "Alice nel paese delle meraviglie" sarà proprio la piccola Vittoria Febbi a cantare tutta la parte di Alice, oltre che a darle voce nel parlato, e la stessa Tina Lattanzi si divertirà ad accennare qualche nota nello strepitoso personaggio della Regina di Cuori.
Anche il doppiaggio dei film Disney con attori verrà realizzato da Roberto con risultati superbi, pensiamo ad esempio a "20000 leghe sotto i mari", in cui il grande Giulio Panicali è sia direttore che voce di Kirk Douglas (ed Emilio Cigoli ci regala uno dei suoi migliori doppiaggi nella parte di James Mason /Nemo) ed, allo stesso tempo, possiamo ascoltare un grande, vero talent come Alberto Rabagliati nel doppiaggio della canzone di Douglas "A whale of a tale".
Nel frattempo, Roberto ha anche fondato una sua casa per la produzione di cortometraggi, la FILMECO e, con essa, produrrà per Walt Disney il prestigioso documentario Sardegna della serie “Genti e Paesi”.

Con la costituzione della Royfilm nel 1958, il lavoro per Roberto de Leonardis aumenterà ancora. Oltre a Disney si affideranno alla società per il doppiaggio la Dear Film (con titoli come "A qualcuno piace caldo", "Irma la dolce", "Lolita" e i titoli della serie di James Bond), la MGM (con "Ben Hur") e la Universal (con "Spartacus").
Walt Disney finalmente termina la produzione della "Bella Addormentata nel Bosco", che raggiunge gli schermi italiani per il Natale 1959. Per quello che resta senza dubbio il più colossale film d’animazione mai prodotto, il Comandante organizza un doppiaggio degno dei kolossal dal vivo: Maria Pia di Meo, voce italiana di Audrey Hepburn (alle cui fattezze si ispira il personaggio) è la voce della principessa Aurora che, per le parti cantate, si avvale della deliziosa voce da soprano di Tina Centi. Stelle del doppiaggio come Lydia Simoneschi, Rina Morelli e Flaminia Jandolo sono le tre fatine Flora, Fauna e Serenella. In particolare è curioso notare che la Morelli somiglia tantissimo a Fauna, e che la Jandolo aveva già doppiato Lilli in "Lilli e il Vagabondo", la cui voce originale era di Barbara Luddy, voce originale anche di Serenella. Il capolavoro sonoro di questo doppiaggio è però Tina Lattanzi nella parte di Malefica, che esegue un lavoro addirittura superiore alla voce originale Eleanor Audley.
Nel frattempo Walt Disney è arrivato sui teleschermi della Rai nel 1958, con la versione italiana della sua popolare serie “Disneyland” e la Royfilm si occuperà del doppiaggio di tutti gli episodi trasmessi. Negli anni seguenti anche "Il Club di Topolino" e "Zorro" saranno doppiati dalla Royfilm con immenso successo e, negli anni ’90, quando la Rai comprerà i diritti di trasmissione della serie completa di "Zorro" colorizzata, la società produrrà un nuovo ottimo doppiaggio di tutti gli episodi, talmente ben fatto che, quando la Columbia dovrà doppiare il nuovo film di Zorro con Antonio Banderas, chiamerà lo stesso doppiatore di Guy Williams, Antonio Sanna.

Mentre il comandante e la Royfilm si guadagnano stima e consensi anche con l’adattamento di film francesi (la serie di "Angelica", "Un uomo, una donna", "Jules e Jim"), i successi Disney continuano anche negli anni ’60, con le versioni italiane della "Carica dei 101" (in cui il protagonista, il cane Pongo, è doppiato dalla voce italiana della sua voce originale, Giuseppe Rinaldi, alter ego di Rod Taylor e un altro grande crooner nostrano, Franco Bolignari, interpreta Crudelia de Mon), e di "La Spada nella Roccia" (che deve gran parte della sua popolarità anche ad un doppiaggio nettamente superiore all’originale, in cui Bruno Persa–Merlino e Lydia Simoneschi–Maga Magò creano incredibili virtuosismi vocali).
Walt Disney è sempre più fiero del lavoro di Roberto, che ormai considera il suo “alter ego” italiano. Roberto non lo deluderà mai e, con la versione italiana di "Mary Poppins" firma probabilmente il suo capolavoro. L’aderenza vocale alla recitazione di Julie Andrews da parte della di Meo per la voce e di Tina Centi per il canto sono sbalorditive e Oreste Lionello, già impiegato con successo dalla Royfilm per tanti personaggi animati, si guadagna un superbo ruolo da coprotagonista recitando e cantando in italiano per Dick Van Dyke.
"Il libro della giungla", distribuito in Italia per il Natale 1968, sarà pure un grande successo, anche grazie al doppiaggio del Comandante che sfodera voci come Corrado Gaipa (Bagheera) Pino Locchi (Baloo) e Sergio Tedesco (Kaa).
Anche le commedie “dal vero” e i film d’avventura prodotte da Walt saranno doppiate magnificamente con le migliori voci disponibili: "Il segreto di Pollyanna", "Il cowboy col velo da sposa", "FBI operazione gatto", "Quattro bassotti per un danese", "Il fantasma del Pirata Barbanera" e "Un maggiolino tutto matto" dovranno una buona parte del loro successo in Italia alle edizioni prodotte dalla Royfilm.

Dopo la morte di Walt, avvenuta nel dicembre 1966, Roberto continuerà a infondere l’autentico “Disney Touch” nei doppiaggi delle produzioni dello Studio, eseguiti con amore, rispetto e "Mary Poppins"cura. Melina Martello diventerà la “star” del doppiaggio Disney degli anni ’70 con le sue straordinarie caratterizzazioni di personaggi quali Duchessa negli "Aristogatti", miss Bianca ne "Le avventure di Bianca e Bernie" e la protagonista nel nuovo, ottimo doppiaggio di "Biancaneve e i sette nani", distribuito in Italia per il Natale 1972, doppiaggio realizzato sulla scia di altri ridoppiaggi di questo capolavoro, già eseguiti sotto la direzione di dialoghisti di fiducia di Walt in altri paesi come Francia, Spagna, Messico e Germania.
Roberto continua poi la sua collaborazione ad importanti edizioni italiane dei film di registi quali Kubrick ("2001 odissea nello spazio"), Polanski ("Rosemary’s baby", "Per favore non mordermi sul collo", "Chinatown"), Truffaut ("Effetto notte") e realizza una straordinaria riedizione del "Grande Dittatore" di Charlie Chaplin, con Oreste Lionello superbo protagonista.
Per la Disney saranno molto importanti i doppiaggi di "Pomi d’ottone e manici di scopa", "Robin Hood" (versione animata della leggenda tutta interpretata da animali che riporta al leggio, in patria come in Italia, gran parte del cast vocale del "Libro della Giungla") ed "Elliott il drago invisibile" in cui il Comandante sceglie per doppiare il canto della pop singer Helen Reddy la nostra indimenticabile Betty Curtis.
Grandi direttori di doppiaggio, oltre al veterano Panicali, si affiancheranno a Roberto nella direzione dei suoi copioni, come Fede Arnaud e Mario Maldesi (che dirigerà i doppiaggi prodotti dalla Royfilm per cosucce come "L'esorcista", "Frankenstein Junior" e la prima trilogia di "Guerre Stellari"). Altri grandi film adattati da Roberto negli anni ’70 sono "Il maratoneta", "Lenny", "Incontri ravvicinati del terzo tipo", "Superman", "Arancia meccanica". Si cimenterà perfino con un ridoppiaggio “moderno” del classico per eccellenza, "Via col vento", ripulendo il precedente adattamento di alcune “licenze poetiche” che erano state prese a prestito dalla traduzione italiana del romanzo, eseguita per conto della Mondadori, in piena era fascista, nel 1937. Il risultato, diretto da Mario Maldesi, è ottimo, le voci (Luigi Vannucchi, Ada Maria Serra Zanetti, Rodolfo Traversa, Angiola Baggi) quanto mai azzeccate ma non tutti apprezzano: per le trasmissioni televisive e l’home video si preferisce ritornare al vecchio doppiaggio del 1950.
Quando anche la Walt Disney deciderà di riscoprire il filone fantascientifico con "Black Hole" e "Tron", Roberto e la Royfilm saranno pronti a cogliere la sfida e i due film diventeranno, anche in Italia, se non dei blockbuster, degli autentici cult movies.

Con l’arrivo degli anni ’80, Roberto de Leonardis non si ferma. "Sul lago dorato", "Gente comune", "La scelta di Sophie", "Scontro di Titani", "Silkwood" sono tutti grandi film dei primi anni del decennio che portano la sua firma. Il Comandante lascia il mondo del doppiaggio nel 1984, appena dopo aver tenuto a battesimo nel nostro paese il grande ritorno di Topolino sul grande schermo nello stupendo cortometraggio "Canto di Natale di Topolino".

Dopo la sua scomparsa, i figli, Roy ed Andrea, hanno continuato a produrre, con la Royfilm, grandi edizioni italiane per grandi film come "Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma", "Schindler’s List", "Jurassic Park", "Forrest Gump", "Blown Away".
Andrea de Leonardis ha continuato sulla scia del padre la tradizione Disney con l’adattamento, tra le altre cose, dei titoli del periodo della “rinascita Disney” "La sirenetta", "La bella e la bestia" e "Il Re Leone"; "Aladdin", con i dialoghi di Elettra Caporello, ha presentato al leggio il grande Gigi Proietti, forse anche migliore dell’originale Robin Williams nella parte del Genio.
Il vero trionfo è stato nel 1994 con il doppiaggio del "Re Leone", film per il quale Roy de Leonardis scelse personalmente il grande Vittorio Gassman come voce di Mufasa.

Dopo "Pocahontas" la Royfilm ha continuato a produrre versioni italiane di prodotti Disney, sfortunatamente, in molti casi, non per film cinematografici. È importante ricordare tutto lo straordinario lavoro di adattamento che continua ad essere effettuato sui cartoni animati con personaggi classici come Topolino e Paperino, sia attraverso nuove edizioni dei cortometraggi originali, sia attraverso il doppiaggio delle nuove serie come "House of Mouse – Il Topoclub" oppure "La casa di Topolino". Anche tutti i film, cortometraggi, giochi interattivi e spettacoli con protagonista il famoso orsetto Winnie the Pooh fanno parte del curriculum della Royfilm, compreso l’ultimo lungometraggio animato del 2011 "Winnie the Pooh - Nuove avventure nel bosco dei Cento Acri".
Impossibile poi non citare la straordinaria serie dei Muppets, doppiata fin dai primissimi episodi trasmessi dalla Rai, che furono adattati da Roberto de Leonardis personalmente, fino ad arrivare al nuovo delizioso film dello scorso anno "I Muppet". Lo spirito di Roberto de Leonardis ha continuato a vivere ancora in lavori come l’irresistibile doppiaggio delle "Follie dell’Imperatore", con la magnifica Anna Marchesini nella parte della cattiva Yzma, e con la versione italiana della serie di spettacoli Disney Live e Disney On Ice.
La Royfilm ha inoltre realizzato la versione italiana del più importante film Disney dal vivo degli ultimi anni: "Tron Legacy", seguito del classico del 1982, progetto che ha visto inoltre la realizzazione contemporanea dell’adattamento del videogioco tratto dal film, "Tron Evolution" e , due anni dopo, il doppiaggio della graphic novel animata "Tron: la serie", ispirata ai personaggi del film.
Tantissime anche le serie di telefilm doppiate nel corso degli anni, tra cui "Cuori senza età", "Quell’uragano di papà" e più recentemente "Criminal Minds: Suspect Behavior". Inoltre, sempre per la Disney, la Royfilm ha supervisionato l’edizione di serie come "Criminal Minds", "Grey’s Anatomy", "Private Practice", "Lost" e "Ugly Betty".
 Anche altre produzioni hanno affidato nel corso degli anni alla Royfilm il doppiaggio delle loro realizzazioni animate, una tradizione che parte fin dagli anni ’70 con le versioni italiane del lungometraggio di Hanna & Barbera "La meravigliosa stupenda storia di Carlotta e del porcellino Wilbur" (1973) e di "Snoopy cane contestatore" (1972), tratto dalle strisce dei Peanuts, per arrivare fino ai nostri giorni con l’adattamento del capolavoro di Don Bluth "Anastasia" (1998) e l’edizione del colossal animato tutto italiano prodotto dalla Rainbow di Igino Straffi "Gladiatori di Roma" (2012). Anche la più recente serie animata Disney "Sofia la principessa", ispirata al magico mondo delle classiche principesse, fa parte della grande famiglia degli adattamenti Royfilm, rinnovando la loro tradizione di qualità nel doppiaggio.


INTERVISTA A ROY DE LEONARDIS
a cura di Antonio Genna

Roy de Leonardis

Che ricordo personale ha di Walt Disney e come si conobbero Roberto e Walt?
Mio padre e Walt Disney si conobbero alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Dopo la prigionia in Giappone, mio padre tornò in Italia e adattò il primo film per Walt Disney: Dumbo, uscito da noi a Natale del 1948. Visto il successo dell’edizione italiana di questo lungometraggio, Disney consolidò il rapporto con mio padre e tra lui e il comandante de Leonardis nacque una profonda amicizia, rafforzata sempre più negli anni e allargata al resto della famiglia Disney: Roy, il fratello di Walt di cui io porto il nome, e Roy Edward, suo figlio.
Sono stato diverse volte a casa di Walt, da ragazzo, insieme a papà. Anche con il doppiatore Giuseppe Rinaldi e sua moglie, Maria Pia Casilio. Erano gli anni ’60, poco dopo l’uscita della “Carica dei 101”. Alcuni tra i più importanti collaboratori di Walt, mi ricordano ancora con affetto. Ci sentiamo tutti gli anni in occasione delle festività, anche se ormai molti di loro sono in pensione.
Tantissimi grandi doppiatori hanno lavorato per la Royfilm, prestando la voce ai personaggi Disney. Ha qualche ricordo di quelli della storica CDC, come Rinaldi, Cigoli, la Simoneschi?
Ricordo la mostruosa bravura di Rinaldi e la varietà delle voci femminili tra cui quella della Simoneschi. La signora Lydia era una donna semplice e gentile, spesso con le nostre famiglie andavamo al mare insieme. Peppino Rinaldi era simpaticissimo e ha collaborato attivamente per oltre trenta anni ai doppiaggi Disney, è stata una grave perdita, insostituibile. Insieme diedero vita a uno dei film Disney più popolari in Italia: “Pomi d’ottone e manici di scopa”, doppiando rispettivamente Angela Lansbury e David Tomlinson. Fu un grande successo.
Da ragazzo, a quale film di Walt Disney era più affezionato?
Certamente a “Il Libro della Giungla”. La stessa Disney si complimentò con papà per la qualità della versione italiana, che è stata definita la migliore tra tutte quelle straniere. È un film ancora oggi popolarissimo, trovo i personaggi e il copione eccezionali e, nella nostra versione, la presenza di voci come Locchi, Corrado Gaipa, Sergio Tedesco, è un grande valore aggiunto. Per non parlare dello straordinario lavoro del nostro compianto Maestro Carapellucci, un genio nel rendere in italiano le difficili parti musicali dei film Disney.
Tra i registi i cui film sono stati adattati da Roberto (Chaplin, Russell, Kubrick, Friedkin, Truffaut) quale preferisce?
Senza ombra di dubbio direi Russell e Stanley Kubrick. Sono registi difficili, duri, dalle tematiche spesso scabrose ma, sul fascino di film come 2001 : odissea nello spazio oppure L’altra faccia dell’amore, non credo possano esserci dubbi.
Qual è stato il suo primo approccio con il mondo del doppiaggio italiano?
Ho iniziato da bambino seguendo mio padre che adattava e supervisionava l’edizione italiana di molti film. All’epoca avevamo un ufficio al quarto piano della Fono Roma che ai tempi era il centro del doppiaggio italiano.
Nel panorama del doppiaggio italiano, e dei prodotti Disney fin dal loro arrivo in Italia, suo padre è stato una figura fondamentale. Vorrebbe proporcene un suo ricordo personale?
Mi ricordo di mio padre come di una persona che amava profondamente il proprio lavoro. Non passava giorno senza che si documentasse sui cambiamenti del linguaggio sia americano sia di tutte le lingue da cui adattava i vari dialoghi. Sono ancora in possesso di svariati dizionari e libri dell’epoca. Mi ricordo inoltre del tempo che passava in moviola e della sua felicità quando riusciva a trovare delle soluzioni nell’adattamento che non stravolgevano l’originale.
Come è avvenuta la nascita della società Royfilm?
La nascita della Royfilm (1958) è avvenuta dopo la chiusura di un’altra società, la FILMECO, che si occupava di produzione di documentari, titoli e doppiaggio. Divenuto ormai dialoghista a tutti gli effetti, mio padre, soprattutto in virtù del forte legame che lo univa alla famiglia Disney, chiuse la vecchia società e aprì la Royfilm che si occupava prettamente di doppiaggio.
Quale edizione cinematografica e televisiva curata dalla sua società ricorda con maggiore affetto?
Sicuramente tutti i Classici Disney che abbiamo editato in esclusiva dall’arrivo della Disney in Italia. Inoltre ricordo con affetto gli innumerevoli film come Il Padrino, Arancia Meccanica, etc. Per i prodotti televisivi sono particolarmente affezionato alla serie televisiva di “Zorro”, ai vecchi Documentari Disney sulla Natura.
Dal 1951 in poi la Royfilm ha curato l’edizione italiana di tutti i film animati e live-action prodotti dalla Disney, con risultati a volte perfino superiori all’originale: quali prodotti l’hanno resa più orgoglioso?
Il Libro Della Giungla, Gli Aristogatti, Tron ( e il suo recente sequel Tron Legacy) , Il Re Leone, La Bella e La Bestia, Aladdin. Direi più o meno tutti i classici. Alla fine di ogni edizione abbiamo sempre ricevuto telefonate dagli addetti ai lavori americani, nonché dai vari supervisor e presidenti alternatisi nella storia. Ogni volta! Non solo, spesso sono venuti appositamente a Roma, a trovarci a casa, per complimentarsi personalmente. Queste sono grandi soddisfazioni che io e mio fratello Andrea abbiamo sempre dedicato a mio padre, rendendo onore al lavoro di due grandi uomini e di due grandi amici: Walt e Roberto.
Da alcuni anni la Disney si appoggia anche a diverse altre società, non solo situate a Roma, per doppiare i suoi prodotti: quali sono le ragioni di questo cambiamento creativo?
Credo che ciò dipenda solo ed esclusivamente da scelte politiche, non artistiche, a volte prese anche a danno della qualità. E da figlio di un purista dell’edizione italiana capirà perché questo è un argomento di cui preferirei non parlare.
Come giudica sia cambiato il doppiaggio italiano da quando ha iniziato a occuparsene?
Purtroppo è cambiato in peggio. Ormai quello che conta è solo la quantità che da sempre va a discapito della qualità. L’abbattimento dei costi e i tempi sempre più accelerati per realizzare la versione italiana, portano a un prodotto che non è più quello di una volta. Inoltre, sono diventati adattatori e direttori di doppiaggio persone che non hanno la cultura adatta per svolgere queste delicate professioni, convinte che questo genere di lavoro possa essere svolto da chiunque. Ma non è così!
Quest’anno la Royfilm festeggia il 55° anniversario. 55 anni a braccetto con Disney. Come vede il futuro?
In questo momento storico, direi pessimo per tutti. Per quanto mi riguarda, la Royfilm cercherà di portare avanti il lavoro iniziato da mio padre sempre nel rispetto della qualità e del valore del prodotto finito e delle figure professionali che permettono e hanno permesso nel tempo, di realizzare opere passate alla storia del cinema. Continuerò su questa strada coadiuvato da mio fratello Andrea e affiancato da mio figlio Niccolò che con la sua giovane età sta portando una ventata di freschezza e di novità nella nostra impresa di doppiaggio.
Che cosa si augura per questo settore?
Una ripresa di cui tutti abbiamo bisogno. Auspico inoltre, il ritorno della qualità di un tempo, nel rispetto della tradizione del doppiaggio, delle figure professionali che ne fanno parte, e degli utenti che hanno diritto a un prodotto ben curato e affidabile, sia nelle informazioni, che nel linguaggio utilizzato.


Roy de Leonardis riceve il premio Disney Legend (a destra Roy Disney)


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