Il mondo dei doppiatori - In...soliti ignoti
Segreti e bizzarrie del mondo del doppiaggio in formato quiz

ARCHIVIO QUIZ (con risposte) 1-100


Il mondo dei doppiatori presenta il primo quiz per gli appassionati di doppiaggio! Questa pagina contiene l'archivio dei primi 100 quiz.
Le domande e le risposte sono state curate dall'Associazione Culturale First National di Milano: in dettaglio ecco gli autori.


  1. Chi è stato l’attore italiano in assoluto più doppiato del nostro cinema?
  2. In quale film Sophia Loren recita con tre diverse voci? Quali sono?
  3. In quanti dei 105 film interpretati Totò è stato doppiato? Chi gli ha prestato la voce più assiduamente?
  4. In una sua apparizione cinematografica Diego Abatantuono è doppiato da un imitatore che ripropone la cadenza del terrunciello, spassoso personaggio creato da Giorgio Porcaro. Chi è l’imitatore e di quale film stiamo parlando?
  5. Vittorio De Sica, uno dei padri del Neorealismo, decise da regista di far doppiare Vittorio De Sica attore. In quale pellicola accade questa bizzarria e chi fu il suo alter ego?
  6. In quale film e per quale attore italiano, deceduto durante le riprese, Federico Fellini conservò il girato raccordando le scene con una controfigura e dispose sotto la sua direzione due doppiaggi completi, diversi dall’eredità sonora del defunto ed alternativi fra loro, tra cui poi scegliere il definitivo? Chi erano i due doppiatori coinvolti e chi vinse la strana competizione?
  7. Il Musicarello, genere imperante nei mitici anni 1960, lanciò nel cinema una gloriosa schiera di cantanti, molti dei quali sono tuttora sulla cresta dell’onda. Sebbene divennero famosi per le doti vocali, tutti furono inesorabilmente doppiati. Fra questi Er Più è stato senza dubbio Adriano Celentano che subì lo speciale trattamento in un’unica occasione. In quale film, da chi e perché venne doppiato?
  8. Per la versione italiana di quale film di John Ford, negli anni Trenta del secolo scorso, venne ingaggiata un’intera compagnia teatrale, malgrado nessuno di loro avesse mai messo piede in una sala di doppiaggio? Chi era il capocomico, a cui venne chiesto di prestare la voce al protagonista del film?
  9. In concomitanza con la temeraria iniziativa di fare rivivere il mito di Walter Chiari in una miniserie televisiva di Rai 1, rendiamo un piccolo ma sentito omaggio al grande artista svelando un assoluto inedito: qual è stata la sua unica esperienza da doppiatore? Chi ha doppiato e perché?
    E per sfatare una bufala propagandata in alcune biografie che gli accreditano la voce di Alberto Sordi al suo primo impegno cinematografico: da chi in realtà venne doppiato all'esordio?
  10. Il doppiaggio nel cinema italiano ha rappresentato talvolta uno strumento chirurgico di esasperazione della finzione cinematografica. Nel divertente sequel de "I soliti ignoti", "Audace colpo dei soliti ignoti" (1959), con un colpo di bacchetta magica… vocale, il romano de Roma Riccardo Garrone si trasforma in bauscia milanese, mentre il padano doc Gastone Moschin diventa uno de noantri. Chi sono stati gli autori di questa grottesca mutazione genealogica?
  11. Emilio Cigoli, il più importante doppiatore italiano di tutti i tempi, lasciò la mitica C.D.C. (Cooperativa Doppiatori Cinematografici), il veicolo che portò il doppiaggio italiano a primeggiare nel mondo, nel 1966. Dopo di allora vi rientrò in tre occasioni. In quali film e per dare voce a chi?
  12. In un kolossal biblico "de li tempi belli de via Veneto", girato a Cinecittà in lingua inglese, la protagonista, una popolare diva di casa nostra, si doppiò per la versione italiana meno che in un anello. Sapreste individuare il film, l’attrice, la doppiatrice dell’anello e la causa di quella strana distrazione?
  13. I primi ridoppiaggi non risalgono al 1947/48, ma datano molto prima. Qual è stato ed in che anno è avvenuto il primo ridoppiaggio italiano della storia del cinema? L'arrivo nel nostro Paese di quale altra pellicola americana è stata l'indiretta causa dell'evento? Chi è l'attore che, partecipando ad entrambi i film, ebbe nel complesso un'unica voce italiana?
  14. In quale caposaldo della commedia all’italiana il Maestro Mario Monicelli optò per il ridoppiaggio parziale del parlato del caratterista principale? Quale fu la segreta ragione della sconcertante operazione? Chi sono i due doppiatori in alternanza?
  15. In quale satira sui costumi sessuali del Bel Paese l'imprevisto forfait al doppiaggio di un attore di prima grandezza scaricò sul direttore di doppiaggio Mario Bardella la grana di "inventare" la voce sostitutiva? Chi sono l'attore eclissato e la sua controfigura vocale? Quale ruolo da doppiatore si riservò Bardella nel film?
  16. Pino Locchi è stato l’impareggiabile voce italiana di Sean Connery dall’epocale "Agente 007 - Licenza di uccidere" (1962) fino alla sua morte (1994), con rare eccezioni salvo un discreto pacchetto di film "usurpati" da un peraltro valente doppiatore. Di chi si tratta ed in quali pellicole è intervenuto?
    Curiosamente quest'ultimo venne a sua volta doppiato proprio da Locchi in un’apparizione cinematografica. Quale?
    Infine, in quale unico caso dopo il fatidico 1962 Connery non ebbe la voce di Locchi pur essendo quest’ultimo presente in sala di doppiaggio?
  17. Il duello televisivo di ascolti fra le fiction del giovedì sera di Rai 1 e Canale 5 riserva un altro singolare risvolto competitivo: Doppiatore vs. Doppiato. Chi fra i due protagonisti ai fornelli di "Benvenuti a tavola - Nord vs. Sud" (Canale 5) - Giorgio Tirabassi e Fabrizio Bentivoglio - è stato doppiato in una delle sue prime partecipazioni cinematografiche? Chi è stato il suo doppiatore, distintosi per avere fatto dono della propria voce al Signore?
  18. In quale caper movie cozze e canzoni, un vero e proprio camaleonte del leggio dà voce, da solo, a 15 personaggi? Sapreste individuarne almeno una metà? E il mutante?
    L'elenco dei doppiati include un celebre comico che in quegli anni spesso usufruiva di un supporto vocale, di regola parziale. In quale altra pellicola, oltre alla presente, questo grande attore è stato integralmente doppiato?
  19. Il popolare Lino Banfi, tralasciando i doppiaggi “promozionali” in cui si è dilettato negli anni della maturità, si cimentò in quello "tradizionale" quando ancora non era un comico di primo piano, per sovrapporre la propria personalissima cadenza pugliese alle gesta di un attore campano, il quale, qualche anno più tardi, fece lo stesso con il proprio accento napoletano a favore di un attore pugliese. Sapreste identificare i dettagli di questo quadretto di ordinaria bizzarria?
  20. Qual è stato il primo film italiano in cui il protagonista, pur se italiano, è stato doppiato? Di chi è stata la voce di questa storica svolta? Qual è stata la ragione di una soluzione episodica divenuta apripista di un fenomeno dilagato nel cinema italiano nel successivo mezzo secolo?
  21. Quanti anni e quanti film dovette attendere Claudia Cardinale prima di poter fare ascoltare al pubblico la propria voce? Qual è stata invece l'ultima pellicola in cui è stata doppiata? Chi ne è l'autrice?
  22. Conoscete l’attrice che, in una commedia hollywoodiana di culto anni Trenta, è stata la prima voce italiana di una Katharine Hepburn dotata di sfrenata vitalità, tale da mettere in crisi la supremazia sessista maschile e, l’anno successivo, ha fatto parte del cast della piccata risposta del Regime, in cui viene dileggiato l’eccessivo permissivismo dei costumi sociali d’oltreoceano? Quali sono le due pellicole in contrapposizione?
  23. Tutti sanno che non basta il talento per avere successo nel mondo dello spettacolo. Per emergere dall'anonimato bisogna saper cogliere l'attimo fuggente. Per Monica Vitti ciò è accaduto con un doppiaggio, quale? Curiosamente, per il doppiatore del protagonista maschile dello stesso film avvenne l'esatto contrario. Da allora per lui si diradarono gli impegni artistici. Di chi si tratta?
  24. Nel ricordo dei più singolari doppiaggi eseguiti dal compianto Sergio Tedesco, recentemente scomparso, la Rete si è scatenata nell'attribuirgli quello dell'urlo di Tarzan (Repubblica.it fra gli altri) e il doppiaggio di Oliver Hardy, o secondo altri il doppiaggio di Stan Laurel (Wikipedia). Sapreste indicare se e in quali occasioni ciò è avvenuto?
    Non sottraendoci, a nostra volta, al tributo all'eclettico doppiatore, segnaliamo due doppiaggi - da nessuno citati - particolarmente curiosi: negli anni Sessanta ha dato voce ad un altro famosissimo doppiatore dalla timbrica opposta e ad uno dei più amati attori felliniani (naturalmente italiano). Chi sono i due attori, ed in quali pellicole Tedesco li ha doppiati?
  25. Nell'opera inaugurale del neorealismo "Roma città aperta" (1945), fa il suo esordio assoluto al leggio un quindicenne, diventato in seguito uno dei più grandi doppiatori italiani. Di chi si tratta? A chi diede voce?
    Il breve ma promettente debutto gli valse un'altra scrittura in un ruolo caratterialmente affine di "giovane antipatico". Sapreste individuare questa partecipazione in un classico del filone gotico-vittoriano?
  26. Può l’apprezzamento per un doppiaggio ottimamente eseguito provocare la rinuncia al protagonista designato di un film in preparazione, per attribuire quel ruolo proprio al doppiatore? Sì, se questi è il superlativo Gino Cervi. Sapreste individuare la pellicola ispiratrice, l’attore trombato ed il film successivamente realizzato con Cervi imprevisto protagonista?
  27. Quale attore italiano, dopo avere ottenuto un clamoroso successo internazionale in un film in lingua inglese, in cui recita con la propria voce anche nella versione per il Bel Paese, nella replica dello stesso fortunato personaggio di spietato antagonista, avvenuta questa volta in un film italiano, è stato inopinatamente doppiato?
    Quali sono le due pellicole in questione? Chi è l'inopportuno doppiatore?
  28. Il "Venerdì di Repubblica" del 3 agosto 2012 riportava il titolo "Gianni Morandi torna al cinema dopo 42 anni. L'ultima esperienza del cantante fu Le castagne sono buone di P. Germi (1970)". Il giornalista tira la volata: "Ne avrà ricevuti di copioni dopo il film con Germi." Gianni con olimpico aplomb taglia il traguardo a braccia levate: "Sì, tanti, ma io entrai in un periodo strano, negli anni Settanta, quando non capivo più da che parte andare... Io ricominciavo a cantare, mi sembrava di non avere tempo".
    Le orgogliose rinunzie di Gianni spiegano in toto il vuoto semisecolare? A differenza delle tante meteore avvicendatesi nei musicarelli, Morandi sperimentò altri generi e si oppose all'esproprio della propria ugola, almeno nelle partecipazioni da protagonista, tranne per un'esotica eccezione. Quale?
  29. Il noto scrittore e polemista statunitense Gore Vidal, scomparso il 31 luglio 2012, ebbe numerosi trascorsi nel cinema, prevalentemente da sceneggiatore, di rado come attore. In un cameo, Vidal interpretò un delegato alle primarie per la nomina del candidato democratico alle elezioni presidenziali americane. Quale sarcastica metafora vi era sottesa? Quale doppiatore venne inizialmente preferito per dare voce a Vidal nell'edizione italiana della pellicola, e chi invece lo doppiò effettivamente?
  30. Adalberto Maria Merli è stato la voce del primo attore italiano, un giovane Giuliano Gemma celato nello pseudonimo yankee Montgomery Wood, a trionfare come protagonista nel nascente Spaghetti Western in "Una pistola per Ringo" (1965).
    Quale opinabile considerazione indusse il regista Duccio Tessari a mettere in discussione la meritata rendita di posizione conquistata sul campo da Merli nel successivo "Il ritorno di Ringo", girato in tutta fretta dopo lo straordinario successo del primo e distribuito nello stesso 1965?
    Sempre in quel vorticoso anno Merli doppiò un altro famoso attore italiano - lui, sì, fiero di esibire i propri natali -, ancora in un western. Di chi si tratta ed in quale film?
  31. Ci uniamo all'unanime cordoglio per la scomparsa di Mario Maldesi, da considerarsi il patriarca del doppiaggio moderno, per la sagacia, la lungimiranza e la personalità con cui ha governato la naturale evoluzione del linguaggio e della recitazione nel Cinema, gestendo senza fratture, ma con indispensabili ed essenziali innovazioni il delicato passaggio dal periodo classico (quello per intenderci impostosi dal secondo dopoguerra) dopo lo storico spartiacque del 1968, nell'immutata eccellenza del livello artistico.
    Di Lui ci piace ricordare la straordinaria autorevolezza riconosciutagli nell'ambiente, per l'insuperabile capacità di estrarre il meglio da ogni attore.
    Due testimonianze a conferma:
    1) Maldesi riuscì a collaborare fattivamente con un regista di formazione teatrale, inguaribile accentratore, che curava con attenzione maniacale tutti i dettagli della recitazione fino al doppiaggio. Anzi lo convinse a mutare idea sul doppiatore del personaggio più caro al regista: quello di rottura su cui ruotava la metafora filmica, interpretato da un attore americano.
    2) Per l'edizione integrale restaurata di un film realizzato e doppiato quasi trent'anni prima, furono richiamati i doppiatori originari per completare il doppiaggio delle scene aggiunte e conservare il doppiato della prima preziosa edizione, curata appunto da Maldesi.
    Sapreste individuare il doppiatore ed i film in questione?
  32. Quale attore seriale in uniforme della saga comico-demenziale "Scuola di Polizia" è stato scritturato in Italia per un ruolo di boss della camorra?
    Quale attore napoletano ha concorso a caratterizzare nel film italiano questo personaggio antitetico allo stereotipo dell’attore straniero mediante un doppiaggio creativo?
  33. Martin Scorsese, regista di "Cape Fear - Il promontorio della paura" (1991), remake de "Il promontorio della paura" (1962)" di Jack Lee Thompson, riservò un deferente tributo alla pellicola ispiratrice inserendo nel cast del suo film alcuni attori già presenti nel precedente, quali i protagonisti Gregory Peck e Robert Mitchum, ed il comprimario Martin Balsam, nonchè replicando la bellissima colonna musicale di Bernard Hermann.
    Persino le edizioni italiane non si sono sottratte alla fascinazione del ricorso storico. Quali voci presenti nel primo film sono state tramandate al rifacimento di Scorsese?
  34. Riteniamo sia compito estremamente arduo scovare un personaggio del Cinema nostrano, la cui popolarità sia maggiormente dipesa dal contributo del doppiaggio di quanto lo sia stato per il Maresciallo Nico Giraldi, comunemente noto se pur impropriamente come "Er Monnezza".
    Refrattario, come ogni attore che si rispetti, a condividere i meriti artistici, Tomas Milian ebbe più volte a dichiarare di avere individuato personalmente il proprio doppiatore, dopo averlo ascoltato doppiare in una non meglio precisata pellicola. La ricostruzione storica dell'origine dell'investigatore romano, tuttavia rivela l'esatto contrario.
    Se siete stuzzicati dalla nostra iniziativa basata sul motto "Date a Ferruccio, quel che è di Ferruccio!", provate a decriptare la filmografia di Milian e i corrispondenti apporti vocali. Inoltre riannodate il nesso causale con il soggetto ispiratore, su cui germogliarono le peculiarità alla vaccinara di Nico Giraldi.
    A conferma della robustezza delle stampelle offerte da Ferruccio Amendola nei generi "leggeri", quale pellicola vide Milian inciampare in un solenne fiasco, in particolare per l'improvvida assenza del grande doppiatore romano dopo una lunga, ininterrotta serie di doppiaggi a suo sostegno?
  35. Bruno Persa è stato un pilastro della mitica C.D.C. (e successive denominazioni). Si è mai separato, anche solo sporadicamente, dalla Casa in cui ha militato per quarant’anni? Nonostante la bravura ebbe assegnato il doppiaggio continuativo di un solo big internazionale, tuttavia importantissimo come Humphrey Bogart. Da quale pellicola venne ingiustamente privato del meritato privilegio a vantaggio dell’asso pigliatutto Emilio Cigoli? E soprattutto, per quale motivo?
  36. Fra gli esempi più intriganti di doppiaggio creativo, vanno ricordate le versioni italiane di tre film con Peter Falk, in cui i personaggi da questi interpretati furono rielaborati, in libero adattamento delle versioni originali, unificandoli nel nome e con una grottesca cadenza siciliana.
    Quali sono i titoli delle tre pellicole in questione? Qual è il nome fisso dei tre personaggi con il volto di Falk assegnato nelle edizioni italiane e non corrispondenti a quelli attribuiti nelle versioni americane? Chi è/sono il/i doppiatore/i coinvolto/i in questa felice invenzione comica made in Italy?
  37. L'unico Presidente degli Stati Uniti d’America con un passato d’attore cinematografico professionista è stato Ronald Reagan, alla testa della Casa Bianca per due mandati consecutivi dal 1981 al 1989. Alla morte di Emilio Cigoli (7 novembre 1980), il Corriere della Sera e i Tg Rai, soggiogati da irrefrenabili impulsi sensazionalistici all’indomani dell’esito elettorale, titolarono (erroneamente): "E’ scomparso il doppiatore italiano del Presidente USA". In realtà quante volte Cigoli fu la voce cinematografica di Ronald Reagan? Chi fu invece il suo doppiatore più assiduo?
  38. Il Gattopardo Burt Lancaster, protagonista di tante mitiche pellicole, non ultima il capolavoro viscontiano, si è avvalso nel nostro Paese di numerose voci, tra cui spicca per assiduità ed efficacia, quella di Emilio Cigoli.
    Voci tutte ovviamente maschili, eccetto che in un film. Quale? Per opera di chi? Per quale ragione?
  39. Al Festival del Cinema di Roma 2012 è stato proiettato un documentario sulla figura di Tiberio Murgia, l’indimenticato Ferribotte, dal titolo insolitamente familiare "L’insolito ignoto". Chissà se verrà riservata attenzione al risvolto fondamentale della carriera cinematografica dell’attore sardo divenuto per antonomasia la caricatura del siciliano retrogrado? Ossia le varie voci che hanno costellato le sue interpretazioni.
    Accanto ai vari ruoli da caratterista, qual è stata l'opportunità da protagonista? Chi gli ha dato voce in quell’occasione?
    Dopo il successo dell’esordio con Mario Monicelli, Murgia replicò l’anno successivo in varie pellicole quel felice bozzetto, ma non in una dall’ambientazione incompatibile. Di quale film si tratta e chi lo doppiò?
  40. Il divertente Capannelle, al secolo Carlo Pisacane, così etichettato a vita per l'interpretazione dell'omonimo buffo vecchietto dalla biascicata bolognese ne "I soliti ignoti" (1958), venne sovente doppiato per esaltare gli inconfondibili lineamenti con grottesche accentazioni regionali, a lui estranee.
    Tuttavia in una circostanza subì un doppiaggio nel natio idioma, il napoletano, per voce di un bravo conterraneo reso immortale - guarda caso proprio come Capannelle! -, da un film girato con Totò.
    Chi è il "doppiattore" misterioso ed in quali pellicole, rispettivamente, doppia Capannelle e duetta col grande comico?
  41. Un sondaggio pubblicato qualche anno fa da un importante quotidiano nazionale proclamò, a furor di popolo, Woody Allen ed Oreste Lionello, migliore coppia attore-doppiatore del Cinema italiano. Questo fecondo ed indissolubile (fino alla morte di Lionello) matrimonio artistico fu amore a prima vista? O invece, dopo il puberale flirt all'esordio dell'attore in "Ciao Pussycat" (1965) doppiato nello stesso anno, Allen s'intrattenne in giri di valzer con terzi incomodi, prima dell'ufficialità dell'unione con il partner di sempre?
    In altre parole, quanti anni e quanti film trascorsero dal primo amore datato 1965 alla consacrazione definitiva della coppia?
  42. L'espediente di affidare ruoli di doppiaggio a famose personalità estranee al mondo del cinema, da intrigante soluzione artistica, si sta sempre più appiattendo a cinica operazione di marketing.
    Nella lungimirante strategia del tutto fa brodo, non ci si fa scrupolo di razzolare cantanti, sportivi, volti noti della TV e persino politici, cosicché non ci vengono risparmiati spettacolini nello spettacolo, come le raccapriccianti esibizioni di Totti nei "Simpson" e Belen ne "I gladiatori di Roma" (2012).
    Il vezzo di far accomodare al leggio VIP digiuni degli elementari rudimenti di recitazione da noi, comunque, risale al remoto passato. Quale fortuita circostanza provocò il primo caso del genere, con la partecipazione nientemeno che di un alto papavero del Governo allora in carica, con il debole per una femme fatale della celluloide?
  43. Del grande Adolfo Celi ricorre quest’anno il 90° anniversario dalla nascita. Ci pare l’occasione giusta per svelare un paio di retroscena del suo travagliato rapporto con il doppiaggio ed ovviare ad una non trascurabile inesattezza rimbalzata sulla rete.
    Quale impegno cinematografico fu la molla che pose termine al lungo soggiorno in Brasile, durato dal 1948 al 1963? Per quale ragione venne doppiato e chi gli diede voce per quell’unica volta?
    Malgrado spesso doppiato, in una circostanza fu Celi a calarsi nel ruolo di doppiatore. Fu il singolare esito di un amichevole patto stretto con un regista coetaneo, come simbolica riparazione al rammaricato rifiuto opposto, per lo stesso film, alla scrittura come attore. Di quale film si parla e di chi si occupò Celi?
  44. Molti dei personaggi dei crime movie sono proiezioni di figure leggendarie della malavita. Ma nella Terra dei paradossi non poteva mancare il ribaltamento del senso comune. E’ accaduto così che un boss in gonnella della criminalità partenopea, con proterva civetteria, abbia mirato ad una nuova ribalta, parallela a quella della cronaca nera, come primattrice e cantante melodica. Di chi si tratta?
    La recitazione rovinosa implorò il soccorso del doppiaggio. Chi tentò di porre rimedio all’irrimediabile?
    Un decennio prima, un esordiente regista napoletano si ispirò alle sanguinose vicende familiari di quella donna di camorra, dandole le sembianze di Rosanna Schiaffino. Chi le conferì una voce consona al personaggio?
  45. Nell’inestricabile selva di investigatori del piccolo e grande schermo, il disincanto venato di malinconia di Philip Marlowe, il detective privato nato dalla penna di Raymond Chandler, rimane fra i più adorati dai cinefili e citati dai cineasti. Delle numerose trasposizioni cinematografiche giunte nel nostro Paese, quale attore (l’unico) ne ha ripetuto le gesta più d’una volta? E quale doppiatore italiano (l’unico) ha fatto altrettanto nel prestare la voce al personaggio? Per quest’ultimo, in quali film ed a quali interpreti? Chi ha dato voce al primo Marlowe a colori?
    Ma il volto più noto assunto dal detective è stato quello di Humphrey Bogart ne “Il grande sonno” (1946). Stimandovi tanto da non quizzare su voci risapute, Vi indirizziamo su un altro personaggio cult della pellicola, divenuto un modello assai imitato di killer, lo spietato Canino. Chi lo doppiò nella prima versione italiana del 1948 e chi nel ridoppiaggio TV del 1975?
  46. Del manifesto antiautoritario e pacifista di Charlie Chaplin, “Il grande dittatore” (1940), varie fonti asseriscono siano state curate 4 edizioni italiane di datazione certa (1949, 1972, 1988, 2002) ed una di datazione contesa tra il 1940 e il 1945. Analizzando alcune deduzioni veicolate come notizie, concernenti le presunte prime due edizioni, vogliamo stimolarvi a riflettere in merito.
    E’ plausibile che il film, pur se martoriato dalla censura, sia stato proiettato in Italia nello stesso anno della sua uscita negli USA (1940), come sostiene un competente storico di cinema? O, come ribatte Wikipedia, sia uscito nella patrie sale nel 1945 in versione originale con sottotitoli?
    Dell’edizione datata 1949, è corretta la segnalazione che attribuisce ad Augusto Marcacci il doppiaggio di Chaplin? Oppure è fondato lo scoop riportato da Wikipedia che assegna diverse voci ai due personaggi nei quali si divide il grande attore: sempre Marcacci per il dittatore Hynkel e Gianfranco Bellini per il barbiere ebreo?
  47. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 1 - Dal battesimo di fuoco con un mostro sacro al sontuoso congedo sponsorizzato da Federico Fellini: quali sono stati in assoluto il primo e l’ultimo dei doppiaggi eseguiti da Alberto Sordi?
  48. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 2 - All’Alberto Sordi doppiatore extra Ollio furono attribuiti stabilmente ruoli di caratterista. La svolta scattò per l’imprevista defezione del doppiatore designato dell’interprete principale di un western, che preferì confermarsi voce abituale di una star americana in un’altra pellicola.
    Qual è stato l’unico doppiaggio di un protagonista “drammatico” compiuto da Sordi? Quali ragioni contingenti favorirono l’insolita investitura? Chi fu il doppiatore sostituito? Per quali altri attore e film decise di optare?
  49. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 3 - Negli anni ’40, Alberto Sordi intrecciò una lunga relazione sentimentale con Andreina Pagnani, allora attrice di punta del teatro italiano e quotata doppiatrice.
    Per quale pellicola hollywoodiana, nella quale entrambi facevano parte del cast di doppiaggio per la versione italiana, l’indispettita Andreina ottenne l’allontanamento del giovane Alberto, in previsione della registrazione di alcuni anelli gomito a gomito e malgrado Sordi avesse già doppiato in precedenti scene il personaggio assegnatogli?
    Chi sono gli attori doppiati dalla Pagnani (totalmente) e da Sordi (parzialmente)?
  50. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 4 - In quale film Alberto Sordi attore ripropose la tipica parlata utilizzata nel doppiaggio di Oliver Hardy? Sullo stesso set, ma non in sala di doppiaggio, Sordi incrociò un eccentrico amico di gioventù, al quale si ispirò nella caratterizzazione dell’esilarante Barone di Castelfusano d’Arezzo. Chi è l’attore amico e chi lo doppiò nella circostanza?
  51. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 5 - Il concorso promosso dalla MGM fu indetto per trovare un sostituto a Paolo Canali, fino ad allora voce italiana ufficiale di Oliver Hardy, che possedesse, nel solco della tradizionale accentazione grottesca, adeguate doti canore, in grado di assecondare la politica d’orgoglio nazionale desiderosa di tradurre in lingua madre anche i brani cantati.
    Alberto Sordi rappresentò la massima sintesi delle aspirazioni di principio. Data l’importanza giustamente riservata alla musicalità della voce italiana di Ollio, in quali corto e lungometraggio si sono verificati i primi doppiaggi cantati da Sordi? Con quale membro della commissione giudicatrice si ritrovò a dialogare nel film?
  52. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 6 - In quale film il giovane caratterista Alberto Sordi, per il concomitante impegno in uno spettacolo di varietà di Garinei e Giovannini, venne equipaggiato con una disorientante voce sottile? Questo "prodotto di laboratorio", nella pellicola, si confronta con un altro replicante eccellente, con il volto di uno dei pionieri di spicco del doppiaggio italiano, Camillo Pilotto, e la voce... di chi? In quale altra pellicola Sordi riproporrà la macchietta che riscosse enorme gradimento in quello spettacolo di rivista?
  53. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 7 - Alberto Sordi, facendo tesoro dell'apprendistato giovanile, curò personalmente i doppiaggi delle sue regie, fino ad almeno la prima metà degli anni '80. In una di queste, sconfessando la predilezione del regista per un attore napoletano, la produzione impose in una parte di rilievo un attore straniero, per agevolare la circolazione della pellicola all'estero.
    Sordi allora pretese la sua prima scelta almeno in sala di doppiaggio, per dare percezione della Terra di provenienza a quel ruolo così conteso. Di quale film si parla e chi sono l'attore ed il doppiatore dell'aneddoto?
    Nella caratterizzazione del personaggio cinematografico, Sordi si ispirò a quale personalità della vita reale, il quale, offeso, ruppe con lui ogni relazione?
  54. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 8 - In quale adventure movie dalle location kiplinghiane, il doppiatore Alberto Sordi, dopo essere intervenuto in alcuni anelli, venne "misteriosamente" sostituito nei restanti da un guru del leggio? Quali sono la pellicola del mistero, l'attore bilingue ed il mentore sordiano?
  55. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 9 - Nella caratterizzazione di un facoltoso commerciante sudamericano, per Sordi sembrò inevitabile subire la mannaia vocale, per essergli sovrapposta una vissuta e ruvida parlata dagli echi ispanici. A quale doppiatore si pensò per conferire maggiore credibilità al personaggio?
    Nella medesima pellicola (il titolo?), dopo essersi ricreduti sull'attendibilità della voce di Sordi... per se stesso, si escogitò il doppiaggio sia di un attor giovine dal luminoso avvenire, che di un consumato animale da palcoscenico, noto pure come primario doppiatore. Chi furono i due illustri devocalizzati? E quali i due subentranti?
  56. ALBERTO SORDI HAPPY HOUR 10 - Andreina Pagnani ed Alberto Sordi, negli anni ’40, uniti nella vita, si frequentarono spesso anche in sala di doppiaggio: la prima come voce protagonista, il secondo in parti secondarie. Negli anni ’50, lasciatisi, gli incontri si rinnovarono solo nella penombra dei leggii, ma a ruoli invertiti.
    Nel più eclatante l’eterna Signora Maigret diede voce ad una celebre attrice italiana, mentre nel congedo della coppia si prestò, in un crudele ricorso storico, per una “babbiona” spagnola dallo sfiorito appeal seduttivo sul giovanile Sordi. Sapreste indicare i film e le attrici doppiate?
  57. Il simpatico piccoletto Ughetto Bertucci è stato il "talismano" onnipresente nelle opere dello scaramantico regista Mario Mattoli. Ughetto va annoverato fra i genuini interpreti di un cinema artigianale estinto non senza rimpianti, dall’eccezionale freschezza creativa.
    Mattoli si guardò bene da cancellare al fruttarolo di Campo dei Fiori quella saporosa parlata trasteverina. Però non tutti la pensavano così. Nell’anno in cui Ughetto conquistò l’unico ruolo da protagonista, in quali altre due pellicole si vide affibbiate le voci di due fratelli, una virata in milanese e l’altra in russo? Sapreste individuare i nomi e l’identico cognome dei due “manipolatori”?
  58. Cyrano de Bergerac, leggendaria maschera del teatro francese, nato dalla penna di Edmond Rostand nel 1897, è stato l’ispiratore e protagonista di numerosi lungometraggi.
    Sapreste individuare tutti quelli proiettati nei nostri cinema? Siete in grado di dare un nome al volto del nasuto spadaccino di ogni trasposizione cinematografica, segnalando quale attore ne ha interpretato le gesta più d’una volta? E scoprire le corrispondenti voci delle edizioni italiane?
  59. Lo scrittore Francesco Leonetti collaborò assiduamente col Pier Paolo Pasolini cineasta ed il prodotto più bizzarro dell'incontro delle due vivaci personalità è stato senza dubbio il doppiaggio eseguito da parte di Leonetti del corvo petulante, che catechizza la strana accoppiata Totò-Ninetto Davoli in "Uccellacci ed uccellini" (1966).
    Affascinato dal brulichio dei set, lo scrittore si profuse anche in apparizioni dirette, non solo per Pasolini, tra cui la più corposa è avvenuta in una funerea allegoria libertaria.
    Ma in questo caso fu lui a fare la fine del volatile!
    Vittima del doppiaggio massivo a cui venne sottoposto il film - che coinvolse persino il figlio cinematografico: un famoso attore americano tuttavia con piena padronanza della nostra lingua -, chi ne sostituì la saettante vocina? E chi il più collaudato partner di scena?
  60. Un glorioso doppiatore con mezzo secolo di leggio e migliaia di doppiaggi alle spalle, in un'intervista, biasimò gli “slanci creativi” nel doppiaggio, sostenendo come "la creatività è aggressiva e stravolge il lavoro svolto dall'attore". Un basso profilo di facciata che non rispecchia una realtà italiana ben più caotica, ma altrettanto feconda per il fiorire del talento e dell'inventiva. Infatti è il suo stesso curriculum a smentirlo, rivelando come l'attore da lui più doppiato in assoluto (almeno 9 volte su 29 film interpretati) sia stato un celebre cantante italiano dall'ugola aristocratica.
    Chi sono i protagonisti di questo italico aneddoto? In quali pellicole si sono ripetuti questi doppiaggi "creativi"?
  61. Salutiamo Anna Proclemer, Musa dei palcoscenici del Novecento, appena ascesa all'Olimpo. Il debutto davanti alla macchina da presa, avvenuto nel mezzo delle turbolenze belliche, fu mimetizzato con uno pseudonimo. Quale? Perche? Chi lo coniò, ispirandosi ad un celebre musicista, vanto italiano nel mondo?
    Fra i saltuari approdi nelle sale oscure del dubbing, l'attrice offrì il suo temperamento a due altere dive nordeuropee, osannate dalla Mecca del cinema. Sapreste svelarne l'identità e per quali pellicole?
  62. L’innato comunicatore Beppe Grillo, protagonista della fenomenale iperbole San Pippo Baudo – San Giovanni, in una rara, forse unica apparizione pubblica si è mostrato dimesso e talvolta a disagio. Il singolare avvenimento si è registrato per responsabilità del nostro amato doppiaggio, che irreggimentò il leader ligure in particolare quando si rapportava con due celebri attori francesi.
    Qual è la pellicola dell’episodio? Chi sono i partner transalpini? Quali i titolari delle corrispondenti voci italiane che, con la loro spontaneità recitativa, hanno accentuato la percezione della titubanza del comico genovese?
  63. Paolo Stoppa, insigne attore teatrale e cinematografico, fra i prediletti di Luchino Visconti, come doppiatore alle prime armi subì un cocente smacco. Chiamato per una commedia brillante hollywoodiana a dare voce ad un divo emergente impegnato anche in un'esibizione musicale, la sua interpretazione canora lasciò talmente costernati i distributori per l'Italia da indurli a bloccare l'uscita del film e pretendere il ridoppiaggio del brano cantato. Di quale film si parla? Chi è il divo doppiato? Quale grande nome venne contattato per rimpiazzare il cantante Stoppa...to?
  64. Quale famoso attore, divenuto star come pericolo pubblico durante il Proibizionismo, è l'involontario testimonial di un singolare primato: essere stato doppiato, nel breve arco di un triennio, da padre e figlio facenti parte di una gloriosa stirpe di doppiatori? Chi sono e quali sono le due pellicole del più immediato confronto generazionale?
  65. A far da contraltare al quiz precedente, quale doppiatore ha per primo dato voce a padre e figlio, ambedue attori made in USA?
    Sapreste indicare i nomi ed il leggendario cognome delle due celebri star, interpreti entrambi di due romantici ladri da "Mille e una notte"? Quali sono i film testimoni dell'evento?
  66. ASPETTANDO FELLINEIDE (1) - Chi va considerato a pieno titolo il "portavoce" ufficiale del genio creativo felliniano, avendo collezionato il maggior numero di presenze nelle produzioni firmate dal Maestro riminese? In quante abbiamo udito questo fantastico doppiatore moltiplicarsi in variegati registri e cadenze? In quale pellicola è avvenuto il primo incontro con il grande regista? Per dare voce a chi?
  67. ASPETTANDO FELLINEIDE (2) - Fellini trasformò il doppiaggio in un prodigioso amplificatore della potenza suggestiva della voce nella rappresentazione cinematografica. Nel fertile crogiolo in cui elaborava le sue rivoluzionarie invenzioni stilistiche spesso inserì, fra i preziosi ingredienti, la sua caratteristica voce. In quanti dei suoi film possiamo udirla? Ed in quale è celata dietro un altro volto?
  68. ASPETTANDO FELLINEIDE (3) - Arnoldo Foà è stato il doppiatore felliniano per eccellenza degli anni ‘50. Il grande attore ci ha rivelato che il regista romagnolo lo impose alla recalcitrante C.D.C., aggiudicataria della sincronizzazione di "La strada" (1954), prelevandolo dall’acerrima avversaria CID per il doppiaggio di Anthony Quinn. A quale valente associato C.D.C. fu sottratta la parte?
    Il doppiaggio del successivo "Il bidone" (1955) fu ad appannaggio della CID, dato che Fellini aveva come punto fermo di partenza l’abbinamento di Foà per il protagonista Broderick Crawford. Come voce di Picasso, interpretato da Richard Basehart, il regista si fidò dell’endorsement di Foà a favore di un giovane dalla pronuncia pulita e fragile, in alternativa al raccomandato dalla Casa. Chi furono il reietto e l’eletto?
  69. ASPETTANDO FELLINEIDE (4) - Ne "Le tentazioni del dottor Antonio", episodio di "Boccaccio '70" (1962), Fellini compì un singolare abbinamento volto-voce dagli intenti simbolici, attribuendo la voce del direttore di doppiaggio al cameo di un giovane promettente regista. Da chi era composta l'allusiva accoppiata?
    L'attore-regista era già apparso in una pellicola felliniana. Quale? Doppiato da chi?
  70. ASPETTANDO FELLINEIDE (5) - Nella personale rilettura del "Satyricon" di Petronio Arbitro, Fellini, per raffigurare lo sconcio Trimalcione, prima di indirizzarsi sul Moro, noto ristoratore romano, a quale star di fama planetaria ambiva come prima scelta? Si tratta forse del simbolo dello spaghetti western che ha confidato il suo gran rifiuto alla profferta felliniana, perchè il Maestro pretendeva posasse ignudo? Quale eccellente voce trasformò in attore il Moro?
    A quali formidabili caratteristi del Totò-cult "...alloggio, vitto, imbiancatura, lavatura e stiratura!", il regista attinse per rimpolpare il cast di doppiaggio e, nello specifico, dare voce ai due loschi acquirenti dello schiavetto Gitone e ad Abinna, costruttore di monumenti funebri?
  71. ASPETTANDO FELLINEIDE (6) - "8½" (1963) sdoganò il pingue 54enne Guido Alberti, allora patron del Premio Strega, tutt’oggi rinomata kermesse dei salotti letterari, al debutto davanti alla macchina da presa. Secondo Wikipedia gli venne assegnata la voce di uno smilzo ventiseienne. Andò davvero così?
    Nella stessa pellicola, per impersonare il petulante scrittore per il cinema Daumier, Fellini decise di pescare nella medesima categoria artistica. Dopo avere testato e scartato un suo fedele sceneggiatore, chi fu il prescelto? Da chi attinse per la voce del personaggio?
  72. ASPETTANDO FELLINEIDE (7) - Nello struggente, fino alla malinconia, omaggio a "I clowns" (1970), Fellini fa scendere sulla pista del suo ideale circo i pagliacci del suo tempo: i gloriosi caratteristi del glorioso cinema italiano... tutti rigorosamente doppiati!
    Per esaltarne l’effetto scenico, chiese ai suoi cavalli di razza al leggio di "truccare" al parossismo la voce, in analogia agli appariscenti travestimenti di quei comici in maschera. Tra i meglio assortiti citiamo: Gigi Reder, dall’incomprensibile eloquio in grammelot francese; Nino Terzo, dal singulto asmatico; Capannelle, dalla vocina biascicata; Tino Scotti, dalla parlata ubriaca. Chi furono i rispettivi doppiatori dalle voci abilmente camuffate?
  73. ASPETTANDO FELLINEIDE (8) - Fra gli scoop circolanti in rete sulle bizzarrie (vere e presunte) rintracciabili nei doppiaggi felliniani, colpisce per autorevolezza, ed avventatezza, quello confezionato da Alberto Crespi, quotato critico cinematografico. Nel pezzo scritto per l’Unità "I doppiatori di Federico", Crespi svela che nella conferenza stampa di Anita Ekberg ne "La dolce vita" (1960), appartengono ad Elio Pandolfi "TUTTE le voci dei giornalisti, e solo sapendolo ve ne accorgereste." (?)
    Noi, pur sapendolo, azzardiamo che NESSUNA di quelle voci appartiene al bravo Elio. E ci pare di udire almeno 5 diversi doppiatori porre domande a raffica alla statuaria Anitona. Chi sono?
    Crespi poi sbandiera che Pandolfi "In fa tutti i preti". Quindi il Monsignore ed il segretario del cardinale dialogano ad una voce?
  74. ASPETTANDO FELLINEIDE (9) - Per la parte di fantasista imitatore nel teatrino dalla Barafonda per "Roma" (1972), Fellini adocchiò un noto comico dell’Urbe. Prima ancora di sottoporlo al provino di rito, lo dirottò al doppiaggio del medesimo. Tuttavia, in sala di doppiaggio, il comico si scoprì doppiatore dello sbeffeggiatore del guitto. Chi era quello sballottato caratterista romano ed a chi in definitiva diede voce nel film? Chi fu l’interprete del fantasista e da chi fu doppiato?
    Anche per il ruolo del mellifluo cardinale Ottaviani, il progetto cambiò in corsa. E se il Maestro non smentì se stesso nella scelta del non attore Renato Giovannoli come volto del porporato, affossò l’iniziale designazione di Mario Maranzana quale doppiatore, per l’attrazione esercitata da una voce sorniona ed ammaliatrice, echeggiata nei cartoon. Di chi s’era invaghito?
  75. ASPETTANDO FELLINEIDE (10) - Ne “Il Casanova di Federico Fellini” (1976) il fantastico Oreste Lionello ne impalma più del seduttore veneziano, steccando però la dozzina per la bocciatura nella sfaccettatura anglosassone. Sapreste sciorinare la squadra dei “lionellizzati”? Quale fu invece il personaggio estromesso dalla formazione ed a quale doppiatore lo attribuì il puntiglioso “Cittì” romagnolo?
  76. PROSEGUENDO FELLINEIDE... (1) - Una caratteriale italoamericana dall’autostima straripante pretese con piglio energico di non essere doppiata nella sua apparizione nel “Casanova di Federico Fellini” (1976). Il regista la rassicurò... nell’immediato. Nella post-produzione si comportò com’era uso fare. Di testa sua! Di quale attrice parliamo e chi, ciononostante, la doppiò?
    Il bravo e sfortunato Mario Maranzana, finora citato in precedenti quiz come trombato di lusso nelle severe selezioni felliniane, finalmente ottenne il via libera in un bel ruolo vocale nel “Casanova”. Quale?
  77. PROSEGUENDO FELLINEIDE... (2) - "Ginger e Fred" (1985) denuncia l'imbarbarimento dei costumi e di riflesso dello spettacolo. Il Maestro riminese rimpiange quello vissuto in gioventù, fondato sul garbo ed il talento, condannando senza appello quello contemporaneo, volgare e morboso. Tra i personaggi peculiari della prima concezione di spettacolo spicca l'ex spalla dei due protagonisti, simbolico riferimento al regista che promosse il debutto felliniano nel cinema. Della seconda è emblematica l'aria fritta propinata dal ciarliero giornalista intervistatore.
    Quali sono i rispettivi interpreti e doppiatori? Chi è il regista evocato e quale fu il pass che introdusse il giovanissimo Fellini nell'universo Cinema?
  78. PROSEGUENDO FELLINEIDE... (3) - "Ginger e Fred" (1985) è stata l'ultima vetrina di una ricorrente faccia felliniana: il ragazzone della 3a C Ennio Antonelli, epilogo di una gratificante avventura partita quasi due decenni addietro come replicante di un panciuto gladiatore. In quale opera? Con quali voci Fellini gli iniettò sapore in questi due estremi?
  79. PROSEGUENDO FELLINEIDE... (4) - Concludiamo l'immaginario viaggio di Fellineide ritornando al protagonista di partenza, a nostro avviso il più rappresentativo fra i doppiatori felliniani, Oreste Lionello. Il grande artista ci confessò che lo stesso Fellini osteggiò il suo debutto nell'eletta schiera delle Voci del Maestro.
    Precettato dal direttore di doppiaggio di "Fellini Satyricon" (1969) come doppiatore del non attore Genius, Lionello si sentì riferire che il regista, preferendo andare sul sicuro, intendeva confermare il medesimo doppiatore del precedente "Giulietta degli spiriti" (1965), nel quale Genius comunica con l'aldilà nella famosa scena della seduta spiritica. Chi era il competitor di Lionello? Lo stesso bissa la presenza al leggio di "Giulietta degli spiriti", dando voce anche ad un importante attore francese. Di chi si tratta?
  80. QUIZZONE NATALIZIO - Un allegro esploratore di voci del tempo perduto ha bollato la memoria di Nicola Fausto Neroni, epico direttore di doppiaggio di "Casablanca" (1942), col marchio a fuoco dello snobismo, reo di avere sterzato nella scelta della voce italiana di Ingrid Bergman, su quella, a suo dire, di secondo piano di Giovanna Scotto, a danno dell'abituale e dominante Lydia Simoneschi. Ma l'intrigante gossip è suffragato da una documentata indagine storica?
    Nel 1946, anno dell'edizione italiana del cult curtiziano, la Scotto può essere considerata una parvenu che, spodestando la Simoneschi, resetta le gerarchie fra i doppiatori dell'epoca?
    Quanti abbinamenti Ingrid-Lydia si possono contare fino al 1946? A quando risale il primo? Quello di "Casablanca" è stato davvero il primo ed unico contatto Ingrid-Giovanna?
  81. QUIZZONE DELL'ANNO NUOVO - Nella variopinta galleria di bizzarri personaggi del filone comico-demenziale anni '70, il più azzeccato è probabilmente il Colonnello Buttiglione. Il rintronato ufficiale, imbevuto di delirante alterigia da Jacques Dufilho, catapultato in caserme infestate dalla totale anarchia, secondo Wikipedia, domina in 4 pellicole, sempre con la voce del bravo Elio Pandolfi.
    Ma come soleva sentenziare il Ginettaccio: l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare! I film sono 5, i doppiatori 3! Ed in un caso, Pandolfi snobba Dufilho per dedicarsi ad un comico italiano di alto gradimento popolare.
    Ora tocca a Voi comporre il puzzle...
  82. L'intellettuale Alberto Bevilacqua, nella personale lettura del doppiaggio, seguì lo stesso tortuoso percorso di Michelangelo Antonioni. Da critici cinematografici, lo reputarono un tecnicismo che corrompeva la purezza delle versioni originali. Divenuti registi, se ne giovarono copiosamente, ben oltre i doveri della traduzione linguistica. E l'autore di "Gialloparma" s'inerpicò imperterrito fino ad avallare il doppiaggio del Presidente della Società che stava doppiando quel suo stesso film. Chi erano il Comandante umiliato e l'importuno?
    Ad esasperare il paradosso, la voce del Capo venne riabilitata in una successiva pellicola di Bevilacqua, per un attore italiano. Chi?
  83. Commossi per la perdita dell'immenso Arnoldo Foà, rimpianto amico e "figura esemplare di artista" (Presidente della Repubblica Napolitano), riveliamo alcuni inediti della sua appassionante eredità artistica. Qual è stato il suo primo doppiaggio in assoluto, avvenuto nel 1946 a beneficio di un affermato attor giovine italiano, in un film italiano? Arnoldo detiene il primato di avere partecipato al primo doppiaggio italiano di un corto a disegni animati. Qual è il titolo del delizioso cartoon ed a quale personaggio della tradizione fiabesca ha dato voce?
  84. La storiografia specializzata cataloga il grande Arnoldo Foà come uno dei più temibili "guastatori" dello strapotere CDC nel periodo tra il secondo dopoguerra e gli anni '60, per la costante affiliazione a società concorrenti e perchè il suo imponente carisma vocale era in grado di influenzare i committenti nella scelta della Casa per il doppiaggio di un film. Un esempio lo trovate al quiz n. 68.
    Abbiamo però scoperto, come poi confermato dal diretto interessato, che Foà lavorò per alcuni mesi del 1947 alla CDC, presto abbandonata per impieghi da lui definiti umilianti per le sue ambizioni.
    Qual è stato il doppiaggio più "consistente" di quella breve ed infelice esperienza?
  85. Michelangelo Antonioni, prima della consacrazione alla regia, è stato un paladino dell'antidoppiaggio. Censurò il procedimento che, dal suo punto di vista, mortificava le personalità artistiche dei divi stranieri. Quale sarcastica storpiatura del nome del dominatore di "San Francisco" (1936) coniò, per deplorare lo sgradito contributo del doppiatore?
    L'ostilità verso un "arbitrario surrogato acustico" (sono sue parole) svanì come nebbia al primo sole (rectius: ciac) allorquando pose rimedio alle deficitarie recitazioni di una commessa di pasticceria, di un imprenditore della moda e di un direttore del personale (tutti italianissimi). Quali voci celestiali lo folgorarono sulla via di... Milano?
  86. Grazie anche alla spinta propulsiva di questo portale, si sta affermando una diffusa cultura del doppiaggio, che ha infoltito le schiere dei cinefili convinti, come noi, che "un buon film, rischia di non esserlo senza un buon doppiaggio".
    E' stata perciò confortante scoprire, dopo decenni d'oblio ed un ridoppiaggio anonimo, il prezioso doppiaggio d'epoca di "Hondo" (1953). L'autore dell'encomiabile recupero ha giustamente voluto segnalare nei titoli di coda i nomi delle due poderose voci italiane protagoniste. Ahimè, però, toppando quella femminile!
    A chi appartengono in realtà? E quella attribuita al mitico Ward Bond? E all'altra icona western "Zeb Macahan"? Ed infine al capo indiano Vittorio?
  87. Tutti noi doppiaggiofili abbiamo gongolato nell'ascoltare la versione italiana del Director's Cut (2001) de "L'Esorcista" (1973), nella quale, per gli 11 minuti di scene inedite aggiunte, sono stati lodevolmente richiamati i doppiatori della prima edizione del 1974, evitando il dissennato ridoppiaggio dell'intero film. Una scelta editoriale encomiabile, a tutela di un grande, irripetibile, doppiaggio, tuttavia sporadicamente applicata da uno spietato sistema che antepone, a prescindere, la logica del profitto.
    Qual è stato il primo esempio italiano di doppiaggio "protetto"? Quali furono i valorosi doppiatori coinvolti?
  88. ASPETTANDO CINEVIANELLO (1) - Quali sono i titoli, dalla cabalistica convergenza, delle due pellicole estreme della ricca filmografia di Raimondo Vianello?
    Il debutto si consuma in un veloce siparietto con il primo big della musica leggera italiana, il quale presta la voce persino ad un altro. A chi? E chi è il celebre primo partner di Vianello?
    Attenzione! Non alludiamo a "I due orfanelli" (1947), da tutti spacciato (erroneamente!) come suo primo film, essendo invece (e solo) il "teatro" del primo doppiaggio da lui patito. Da parte di chi?
  89. ASPETTANDO CINEVIANELLO (2) - Sebbene non vi sia traccia nelle sue numerose biografie, il trentenne Vianello ha recitato, incanutito e con baffoni posticci, nel patriottico "Fratelli d'Italia" (1952), nel ruolo di un attempato ufficiale del Regio Esercito Italiano, corredato da un'innaturale, ma congeniale al personaggio, voce matura. Di chi? Un bislacco mistcast provocato dalla defezione del titolare della parte, colpito da improvviso malore. Di chi si trattava?
  90. ASPETTANDO CINEVIANELLO (3) - Credereste che una stella del calibro di Vianello non sia mai assurto nel cinema a ruoli di vertice di regista o protagonista assoluto? A scorrere i disparati ritratti della sua storia artistica, apparirebbero desolatamente vuote quelle caselle. Ma non è andata così! Per quale film ha ricoperto il doppio prestigioso incarico, seppur celato nella regia dietro uno pseudonimo? A chi appartengono le voci di due volti familiari dell'epoca, Capannelle ed Enzo Andronico, voluti da Vianello e doppiati senza il suo benestare?
  91. ASPETTANDO CINEVIANELLO (4) - Chi è stato l'unico “raddoppiatore” di Vianello? In quali pellicole quella voce lo supplisce nei panni di un generale dallo storico turpiloquio e di uno spettrale rivale galante di Tognazzi?
    Lo stesso Ugo è stato l'artefice di una chicca del doppiaggio creativo, proprio al servizio del partner di lungo corso. Per quale occorrenza?
  92. ASPETTANDO CINEVIANELLO (5) - Per interpretare quale film Vianello ricorse a lezioni private di tedesco? Il regista però stroncò come insipida la sua fonetica teutonica, decretandone il (parziale) doppiaggio.A quale collaudato evocatore di tragicomica arroganza über alles si rivolse la produzione, suscitando il disappunto di Raimondo?
  93. Un sondaggio commissionato per promuovere il lancio del Django griffato Quentin Tarantino ha incoronato, a sorpresa, il mitico vecchietto del Far West, personaggio immaginario più rappresentativo dell’epopea western nel cinema, premiandolo come testimonial più ricorrente nei diversi modelli espressivi del genere, alternatisi storicamente.
    Qual è stato l’attore americano che ne ha incarnato il prototipo nei ruggenti anni ‘30? Chi è stato la sua prima voce italiana? Quale le è subentrata nei doppiaggi eseguiti nel dopoguerra?
  94. Quentin Tarantino, aleggiante dal precedente quiz, si è ispirato per il plot di una sua fiammeggiante creatura ad un sanguinario spaghetti-revenge, diretto da uno specialista del genere, l'unico capace di attirare nel western il mitico Orson Welles. Di quali film e regista parliamo?
    La pellicola-modello va venerata come sancta sanctorum del doppiaggio italiano, per essere stata la prima, rilevante chance d'incontro-confronto al leggio di due grandissimi, al crepuscolo ed all'aurora delle rispettive carriere. Un duetto emozionante con risvolto sentimentale, visto che il "senior" è stato lo scopritore e il valorizzatore di "junior". Chi sono le due pluridecorate voci, in questo caso al servizio di un leggendario duro e di un brutale assassino dal volto italiano?
  95. Il popolare Corrado (Mantoni), il primo artefice dell'evoluzione della figura del presentatore televisivo in conduttore, in gioventù si è fatto le ossa doppiando. Secondo i biografi vi si dedicò saltuariamente fino alla prima metà degli anni '50. Invece è stata un'attività continuativa estesa a tutto il decennio. Un esempio? Lo spiritoso cameo in romanesco del 1958, al servizio di un caratterista che solitamente incarnava proprio il capitolino becero. Chi è il "corradizzato"? Per quale film (il cui protagonista è un melodico guaglione, pur'isso doppiato)?
  96. In quale cult di impianto essenzialmente teatrale, la Regina Bette Davis è stata doppiata da una primadonna del Teatro Italiano?
    Il ridoppiaggio televisivo del 1973, resosi necessario per ripristinare gli oltre 20 minuti di tagli inferti nella prima edizione, si è rispettosamente uniformato al predecessore, orientandosi su una voce dal medesimo background.
    Chi sono le due regine dei palcoscenici italiani, avocate per quell'unica occasione al doppiaggio della Davis?
  97. Nella composita categoria dei Doppiatori Italiani pullulano le ramificazioni familiari. Tra i confronti al leggio di parenti stretti, il caso probabilmente più eclatante è l'aspro diverbio orchestrato da due Gazzolo, il padre Lauro e il figlio Nando, degenerato nella più terribile delle soluzioni finali: l'assassinio! Fu parricidio o figlicidio? In quale lungometraggio italiano? Chi dei due appare anche nel cast (e quindi risulta doppiatore di se stesso)? Chi è l'attore doppiato dall'altro Gazzolo?
  98. Secondo il gerarca fascista Giuseppe Bottai, nel 1938 Mussolini ricevette a Palazzo Venezia una delegazione dell'Azione Cattolica, tuonante contro una pellicola straniera troppo compiacente nel trattare l'adulterio, che deraglia nell'intollerabile finale divorzista. Il Duce assicurò il proprio interessamento e, congedati i postulanti, fece accomodare nella sua alcova una signora felicemente coniugata.
    Gli strali dei benpensanti erano diretti verso il melò di William Wyler "Infedeltà" (1936) ed il suo protagonista, Walter Huston. Chi lo doppiava? Chi, discepolo artistico del primo doppiatore, lo ridoppiò nel 1973?
  99. Quando lo specialista Mauro Bolognini gli sottopose lo script tratto dal best seller di Italo Svevo, "Senilità", il produttore italo greco Moris Ergas lo finanziò nella prospettiva di lanciare il film anche all'estero. Cercò quindi di imbastire un cast "visibile" di richiamo internazionale. La montagna dell'ambizione, erosa dal modesto budget, partorì il topolino di vari miscast.
    Il regista vi rimediò con l'aiuto del cast "invisibile". Chi sono stati questi salvatori della p...ellicola?
  100. Tra i fiori all'occhiello dei restauri di fascinosi doppiaggi di introvabili prime edizioni italiane di intramontabili cult, curati dall'Associazione First National di Milano, fondata e tuttora diretta dagli Autori di questa rubrica, spicca il mitico "Gilda" (1946), atmosferico noir illuminato dal sensuale magnetismo di Rita Hayworth.
    L'inebriante degustazione di quel gioiello di magistrale recitazione, rivela che al leggio per le due edizioni italiane (1947 e 1977) hanno partecipato padre e figlio di una celebre dinastia. A quale ci riferiamo?


© 2012/18 Antonio Genna - IL MONDO DEI DOPPIATORI 
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