Il mondo dei doppiatori - In...soliti ignoti
Segreti e bizzarrie del mondo del doppiaggio in formato quiz

ARCHIVIO QUIZ (con risposte) 101-200


Il mondo dei doppiatori presenta il primo quiz per gli appassionati di doppiaggio! Questa pagina contiene l'archivio dei quiz 101-200.
Le domande e le risposte sono state curate dall'Associazione Culturale First National di Milano: i 100 quiz di questa pagina sono stati ideati da Franco Longobardi.


  1. NINO MANFREDI SCONOSCIUTO (1) - Nella prestigiosissima sede del Circolo della Stampa di Milano, mercoledì 15 ottobre 2014 alle ore 17.30, scatterà la 6a Convention del Mondo dei Doppiatori di Antonio Genna, dedicata, nel decennale dalla scomparsa, a Nino Manfredi, un gigante del Cinema Italiano con un intenso trascorso giovanile nel doppiaggio.
    Giacchè solo alla Convention sarà alzato il velo sul suo pirotecnico debutto al leggio, focalizziamoci su quello davanti alla macchina da presa, anch'esso suggestionato dal doppiaggio. Chi fornisce la voce al giovane Nino? E non sarà unicamente per quell'occasione! (?)
    Chi invece dà spessore all'illustre romanziere, meteora VIP della pellicola?
  2. NINO MANFREDI SCONOSCIUTO (2) - In quale commedia minimalista si è toccato il massimo delirio con la duplicazione del nostro Nino, perfino in una stessa sequenza, in doppiato e doppiatore?
    In quale programma televisivo un trentennio più tardi, Manfredi ed il suo doppiatore hanno ricostruito l'incredibile episodio in uno spassosissimo sketch?
  3. NINO MANFREDI SCONOSCIUTO (3) - Le sonorità non proprio ortodosse della voce del giovane Nino hanno spesso servito attori caratteristi, instillando personalità e colorita umanità. Manfredi si è speso in ruoli da protagonista assoluto per due soli attori: un italiano ed un francese. Chi sono? In quali film?
  4. NINO MANFREDI SCONOSCIUTO (4) - Nino Manfredi ha debuttato come doppiatore nel 1950. Fu una partenza sprint, innescata dal trionfo in una selezione bandita dalla ODI per sostituire un doppiatore indisponibile, componente di una coppia di comici di fresco successo, individuata inizialmente come novità vocale per un rodato duo di fama mondiale. A quale binomio di doppiati e doppiatori (di cui uno rinunciatario) ci riferiamo? Manfredi: chi ha sostituito e doppiato? In quale film?
    Perché i due celebri attori stranieri appaiono qui con un nome diverso da quello coniato per le edizioni italiane di tutte le altre loro pellicole?
  5. EDUARDO DE FILIPPO (1) - In occasione della proiezione in prima assoluta del docufilm CineEduardo, realizzato dagli Autori di questa rubrica e dedicato al grande Eduardo De Filippo, facciamo un po' di chiarezza sul primo doppiaggio da lui subito.
    Il Guidorizzi lo localizza in un istant movie sul problematico reinserimento sociale dei reduci. Il Mereghetti punta il dito su un melò tratto da un'opera verdiana, senza riuscire a trovare risposta alla sconcertante scoperta che "Eduardo è incomprensibilmente doppiato". Scansando imprecisioni e vaghezze, cercate di individuare pellicola, autore e causa di quel doppiaggio, a dir poco dissennato.
  6. EDUARDO DE FILIPPO (2) - Quello analizzato nel precedente quiz è stato l'unico doppiaggio subito da Eduardo? Si, secondo Wikipedia, che ha eretto uno scoop sulle sabbie mobili del silenzio generale sulla questione! L'obbrobrio invece si è ripetuto in un polpettone sentimentale esotico girato in Italia. Quale?L'assurdità dell'operazione non deve tuttavia offuscare la dignitosa prova al leggio dell'incolpevole doppiatore. Di chi si tratta?
  7. EDUARDO DE FILIPPO (3) - Eduardo è stato accorto fruitore delle doti taumaturgiche del doppiaggio. Nel finanziare la riduzione per il cinema di "Filumena Marturano" (1951), Luigi De Laurentiis gli chiese di inserire nel cast l'allievo più brillante sfornato quell'anno dal Centro Sperimentale di Cinematografia. Il regista gli attribuì il ruolo già promesso all'attore che lo aveva egregiamente ricoperto a teatro.
    Sulla voce da dare al personaggio Eduardo fu però intransigente: doveva essere la stessa che aveva risuonato ininterrottamente sui palcoscenici dalla stagione teatrale 1946/47. Da chi sono composte le due metà di quel personaggio cinematografico?
  8. EDUARDO DE FILIPPO (4) - Altro tocco... anzi due, di doppiaggio virtuosistico firmato Eduardo, li troviamo in "Ragazze da marito" (1952), da lui co-sceneggiato, diretto ed interpretato. Il film venne lanciato in pompa magna come l'evento che ha ricongiunto i tre fratelli De Filippo dopo la burrascosa separazione - il docufilm in prima visione al Circolo della Stampa di Milano mostra un raro reportage sul trio eccezionalmente riunito in un hotel romano per festeggiare l'avvenimento.
    La pellicola nasconde la correzione in corsa delle personalità di due attori, noti anche come illustri doppiatori, attraverso la sostituzione delle voci. Uno, abruzzese, diventa industriale meneghino. L'altro, fiorentino, essendo nonno del primo, muta anch'egli in "milanes". Da chi è composto l'eterogeneo quartetto?
  9. Auguri spaghetti western! 50 anni 50 e non sentirli. E' opinione diffusa che il primo western interamente prodotto in Italia sia stato "Per un pugno di dollari", proiettato per la prima volta a Firenze il 12 settembre 1964. Falso! Già 4 mesi prima era uscito nelle sale il vero capostipite! Il titolo? A quale classico hollywoodiano era ispirato? Chi è stata la prima voce protagonista del genere? A beneficio di chi? A questa storica aurora fa da contraltare un nostalgico tramonto. Quale grande doppiatore, morto lo stesso anno, sentiamo qui nella sua probabile ultima esibizione al leggio?
  10. IL QUIZZONE NATALIZIO - Il profluvio di pellicole (una settantina di titoli con due new entry previste per il 2015) incentrate sul Mostro evergreen ideato da Mary Shelley nel lontano 1816, non ha scalfito il fascino primordiale delle 4 leggendarie produzioni Universal dominate dal genio folle del Dott. Frankenstein, realizzate tra il 1931 ed il 1942, che rimangono inespugnati capisaldi dell'horror gotico.
    Chi ha fornito il proprio talento vocale, nelle prime insuperate edizioni italiane, agli scienziati creatori del Mostro che, a differenza degli epigoni, hanno marchiato col proprio nome l'intera Saga?
  11. IL QUIZZONE DI CAPODANNO - Il successo cinematografico del mito di Frankenstein è stato nutrito dalle suggestive devianze di tre personaggi cardine, che si sono confermati nel tempo presenze basilari e tra loro efficacemente complementari: il terrificante Mostro, il geniale (fino alla follia) Scienziato, il suo inquietante Assistente.
    A completamento del quiz precedente, sapreste identificare le pittoresche, in quanto spesso abilmente artefatte, prime voci italiane degli altri due personaggi, sempre nei quattro cult Universal, ritenuti i migliori della serie?
  12. A 10 anni dalla morte ricordiamo Corrado Pani, bel tenebroso da adulto e brillante ragazzo prodigio, grazie soprattutto ad una disinvolta vocalità. In un periodo - siamo nel dopoguerra - in cui nel Cinema fioccavano ruoli primari per adolescenti, la CDC lo mise sotto contratto. Ciò ha solleticato qualche Pinocchietto, dal naso ben più sviluppato delle orecchie, ad accostargli (a vanvera) personaggi disneyani.
    Urge una doverosa operazione-chiarezza: quali sono stati il suo primo doppiaggio ed il primo personaggio disneyano doppiato? Qual è stata la sua prima apparizione cinematografica? E, ciliegina sulla torta, quale il doppiaggio a cui era più legato?
  13. Nei tanti quadretti familiari lasciati in dote dal patrio spettacolo, spicca quello tutto al femminile delle 3 sorelle Gramatica. Somiglianti nel fisico gracile e dimesso, nonchè nella congenita padronanza scenica, i loro percorsi artistici si sono volutamente divaricati -e riannodati solo dal cerimonioso Ferdinando Maria Poggioli-, a causa delle profonde differenze caratteriali: Irma, l'istrice; Emma, la chioccia; Anna, la pecorella, che per distinguersi dalle assillanti balie dell'infanzia assunse il cognome del marito, Ruggero Capodaglio, cancellando l'anagrafico.
    Il doppiaggio le ha standardizzate. Quale doppiatrice tuttofare ha prestato la voce alle 3 sorelle? In quali film?
  14. "Cappello a cilindro", il più celebrato musical della premiata coppia Fred Astaire-Ginger Rogers, spegne 80 candeline: è lo spunto ideale per riportare alla luce l'identità dimenticata di una delle più rappresentative voci italiane degli anni '30.
    Infatti il sig. X è stato l'unico doppiatore di un volto ricorrente di numerosi film con Fred e Ginger a non avere subito avvicendamenti, dopo l'ottima prova in "Top Hat".
    Chi è questo pioniere del doppiaggio italiano? Quante volte ha marchiato con la sua spiritosa timbrica il caratterista seriale di tanti Fred & Ginger movies?
  15. Fernandel prese i voti prima col saio che con la talare. Anzi, il successo della prima missione spirituale (il titolo?) condotta con sapido materialismo contadino abbagliò Julien Duvivier, che tosto lo incoronò parroco di Brescello. Al posto di chi?
    I due chierici si distinguono anche nella voce: il primo possiede una cadenza dall'eco gabibbesco, il secondo dall'abbozzo emiliano. A chi appartengono?
  16. Sulla spinta del notevole interesse suscitato dalle peripezie giovanili (vedi quiz 112), passiamo al Corrado Pani doppiatore in età adulta. Quale importante regista, scritturatolo per un divo italiano, lo accolse sarcastico"T'ho voluto perché sei bello uguale!"?
    In sala di doppiaggio Gigi Proietti dissolse il suo iniziale disagio (in quegli anni infuriava la polemica sugli attori italiani dimezzati): "Nun te preoccupà! L'ho doppiato pure io e nessuno m'ha filato."
    Chi è il divo dimezzato... senza scalpore? In quale precedente film il sommo Gigi lo ha, a sua volta, sezionato?
  17. Per il centenario del Genio bizzoso Orson Welles, è tempo di diradare le nebbie di certe designazioni vocali affibbiate ai personaggi dei suoi film, non meno fuori dal mondo degli invasori spaziali che aveva concepito in una celeberrima allucinazione radiofonica.
    Nell'incombente, cupo bianco e nero di "L'orgoglio degli Amberson" (1942), poi follemente colorizzato, chi sono stati gli effettivi doppiatori (1946) e ridoppiatori (1983) della mater dolorosa Dolores Costello (scordatevi Giovanna Scotto!) e del fratello di lei Ray Collins (scordatevi pure Olinto Cristina!)? E Welles? Al primo sbarco in Italia, centellinatosi a dicitore fuori campo dei titoli (non scritti) del film, il suo posto venne davvero preso, profeticamente, dal futuro doppiatore abituale, Emilio Cigoli?
  18. Perfino l'aplomb shakespeariano di Sir Kenneth Branagh si è dovuto inchinare all'insostenibile leggerezza della "Cenerentola" 1950, imprescindibile riferimento della nuova "Cenerentola" 2015. Ritorniamo allora all'intramontabile classico, per rendere giustizia ai reali artefici del doppiaggio di personaggi centrali della prima, in tutti i sensi, edizione italiana. Chi sono coloro che, seppur tardivamente, vanno riabilitati come voci dell'odiosa Genoveffa e dei deliziosi Giac e Gas Gas? Il ridoppiaggio del 1967 è stato causato dalla stroncatura di Giuliana Maroni?
  19. Nel centenario del suo deus ex machina, è tempo di sgombrare il campo dalle tante, troppe congetture sulle origini delle edizioni italiane della pietra miliare del cinema, "Quarto potere" (1941).
    Se sulla prima, le fonti più accreditate ondeggiano tra 1948, 1949, 1950; sulla seconda si spazia tra la fine degli anni '50 e il 1965. Cilecca su entrambi i fronti!
    Quali sono le datazioni esatte e chi ebbe l'onore di far parlare per la prima volta in italiano Orson Welles? Perché nella seconda edizione risuonano le vituperate traduzioni "Rosabella" e "Candalù"?
  20. MARIO MONICELLI (1) - Nella Milano ombelico del mondo, celebriamo il genere-simbolo del nostro cinema all'estero, la Commedia all'italiana, attraverso uno dei massimi interpreti, il regista Mario Monicelli, nel centenario dalla nascita. La Convention 2015 rivisita, in una nuova luce, il nocchiero di una stagione irripetibile, svelando, una volta di più, il ruolo nevralgico del doppiaggio.
    Suo malgrado, Monicelli ha diretto il primo film italiano interamente ridoppiato. Il titolo? Nel 1986 la Rai ne importò una copia titolata e sonorizzata per il mercato americano, ri...doppiandola come fosse un'opera straniera. Quale ridoppiatore allora in voga soppiantò, con evidente sconcerto tra i telespettatori, la voce del grande Carlo Campanini? Nel 2000 la stessa Rai riesumò la colonna sonora primigenia. Chi aveva dato voce al duo messicano farlocco ed al tenore Ferruccio Tagliavini?
  21. MARIO MONICELLI (2) - Del mitico "Amici miei" (1975) tutti danno per scontato che uno solo dei 5 compagnoni risulta doppiato. Noi del Mondo dei Doppiatori ... NO! Quanti e quali sono in realtà? Chi li doppia?
  22. E' proprio vero che non si finisce mai di conoscere se stessi! Il bravissimo Adalberto Maria Merli ha creato un sito web per raccontare la sua prestigiosa carriera. Chi ne pretendesse l'esaustività o almeno l'indicazione delle tappe fondamentali, rimarrebbe però deluso.
    Scorrendolo -ma nemmeno Wikipedia ne colma le falle-, si deduce che Merli iniziò a doppiare nel 1965. Invece, scartando quelli fugaci, il primo ruolo importante risale al 1964, per un non attore che ha fatto la storia della musica italiana. Chi è? In quale film?
    Assume poi proporzioni abissali la voragine temporale scovata nella filmografia, che data l'esordio al 1971. In realtà lo si intravede già negli anni '50 in un film con Totò e Peppino. Quale?
  23. Purtroppo se ne è andato il bravo Silvio Spaccesi, sapida voce dal taglio rustico. Peculiarità che lo ha indirizzato verso ruoli di antagonista, prima, e di caratterista, poi. Mentre, a scorrere le liste di pubblico dominio riportanti i doppiaggi attribuiti, parrebbe gli siano sempre stati preclusi quelli di protagonista. Ovviamo a questo buco nero nella sua eredità artistica! Per la TV, sul finire degli anni '60, ha dato voce ad un celebre attore americano in una serie di comiche inedite in Italia. Per il cinema, ha prestato la voce ad un'icona britannica, quando interpretò la parodica rivisitazione anni '80 di un seriale investigatore cinese. Chi sono i due protagonisti valorizzati dalla voce di Spaccesi?
  24. "Intrigo a Stoccolma" (1963) è una godibile commedia di taglio hitchcockiano, ambientata durante la consegna dei Nobel. Nella caratterizzazione dei premiati, gli sceneggiatori hanno satireggiato sulle logore maldicenze gettate su illustri personaggi (reali) della cultura e delle scienze. Sapreste, decifrando le loro vere o presunte debolezze, identificare chi si cela dietro il romanziere americano beone e sottaniere (Paul Newman), l'ambiguo scienziato tedesco dal fosco passato poi riparato negli USA (Edward G. Robinson), la coppia di biologi francesi in perenne discordia (Micheline Presle e Gerard Oury), il medico italiano sospettato di avere carpito le scoperte di uno statunitense (Sergio Fantoni e Kevin McCarthy)? E i loro doppiatori?
  25. Lo Stracult...ore del cinema italiano di genere Marco Giusti, nel suo bel "Dizionario del western all'italiana", racconta le peripezie vissute da Glauco Onorato, scritturato per un set, da cui sono poi scaturiti due film, con protagonisti i più spudorati cloni della coppia Bud Spencer-Terence Hill, anch'essi, come gli originali, doppiati dai soliti noti. Chi sono i replicanti? A quali lungometraggi ci riferiamo? Davvero,come sostiene Giusti, Onorato appare in entrambi? Aiutereste Giusti a scoprire chi doppia Onorato, in altre faccende affaccendato?
  26. Gary Cooper ci ha lasciati nel 1961, quando era ancora popolarissimo in Italia.
    Al profondo cordoglio fece seguito la lodevole iniziativa di ristampare, quindi mantenendo il doppiaggio esistente, alcuni suoi film e di rieditarne due, nei quali le voci italiane apparivano diametralmente diverse da quella imperante da oltre un decennio.
    Quali sono le 2 pellicole ridoppiate? Chi lo ha ridoppiato per l'occasione? A quali anni risalgono le prime edizioni di quei due film? Contrassegnate da quali irripetute voci?
  27. Se vi interpellassimo sui doppiatori del leggendario Rodolfo Valentino, pronta sarebbe l'ammonizione per l'antistoricità del quesito, essendo l'attore deceduto prima dell'avvento del sonoro. Tutto vero… ma non sottovalutate l'italico ingegno!
    Nel commemorare il ventennale dalla morte, si escogitò la sonorizzazione di un suo capolavoro. Quale? Dato che nella circostanza il divo di Castellaneta interpreta un doppio ruolo, chi sono stati i due “rievocalizzatori”?
  28. Quest'anno, nello sconfortante silenzio dei media, ricorre il 20° anniversario dalla morte del grande Tino Carraro, interprete di riferimento del Maestro del palcoscenico Giorgio Strehler e del Patriarca della fiction televisiva (di qualità!) Sandro Bolchi. Del suo talento si è avvalso anche il cinema.
    Come doppiatore, nel più curioso dei casi, ha sostituito la voce di un solido attore-doppiatore italiano in un sandalone "bucato". Come attore, all'esordio si vide soppiantare la voce da una accesamente rancorosa. Quali sono i film ed i personaggi qui accennati?
  29. Per il 14° anniversario del Mondo dei Doppiatori, puntiamo i riflettori sulla Terra d'origine del suo indomito condottiero.
    Sapevate che è esistita una Sicilian way of movie? Negli anni '40 del secolo scorso, sotto la direzione artistica del palermitano Pino Mercanti venne realizzato un trittico per esaltare la sicilianità e supportare culturalmente le istanze separatiste.
    Quali furono le pellicole fiancheggiatrici? In quale di queste, tuttavia, tre bandiere della tradizione attoriale isolana furono “inquinate” da voci continentali? Chi erano gli “avvelenatori”?
  30. L'attore siciliano dalla popolarità più longeva è senza dubbio il neottantenne Lando Buzzanca, sotto i riflettori da oltre mezzo secolo. Per Wikipedia sarebbe rimasto perennemente estraneo all'attività di doppiaggio, salvo irrisorie comparsate.
    Fandonie! Se questo Portale testimonia già da tempo l'esecuzione di un doppiaggio ben più consistente, al simpatico Lando va reso l'onore al merito di avere prestato la voce perfino ad un protagonista. Per quale divo ed in quale film ci allieta il suo folkloristico eloquio?
  31. Per le 70 primavere di Catherine Spaak, filiforme icona sexy degli anni del Boom, cimentatevi nella ricerca delle due decisive (e inedite) doppiatrici, che l'hanno caratterizzata nei film crocevia della sua carriera cinematografica.
    Chi l'ha appropriatamente puntellata nel pluricensurato esordio italiano e chi non è riuscita a ravvivare (nel nostro Paese) lo sbiadito approdo hollywoodiano?
  32. La popolana irruenza del partigiano Folco Lulli ha bucato gli schermi del dopoguerra. Era stato il fratello Piero ad introdurlo nell'ambiente e poi a dargli man forte nel dare corpo al sogno cullato da tempo di ripetere, in habitat siciliano, il viaggio della morte interpretato anni addietro. Finalmente nel 1967 la Sagittario Film finanziò "Gente d'onore". Ma la regia maldestra, condita da un ego sordo a qualsiasi suggerimento, sancì la cacciata dei fratelli, ancor prima del termine delle riprese. Chi, subentrando vocalmente, infranse il mito di un Lulli all around?
  33. Giusto 20 anni fa si spegneva l'eterna promessa Franco Fabrizi. Del Vincent Price italiano (accostamento da lui assai gradito) sono caduti nel dimenticatoio almeno due tappe importanti della sua biografia.
    1) Ad inizio carriera assunse un nome d'arte, attingendolo da un personaggio appena interpretato.
    2) I non pochi doppiaggi patiti li somatizzò con amarezza, meno la stroncatura subita per un doppiaggio, a suo dire, "irrispettoso" delle sue peculiarità.
    Oltre a declinare il nome sostitutivo e le pellicole teatro di quegli eventi, provatevi ad identificare i suoi "strani compagni di viaggio" vocali presenti in queste ultime.
  34. Chi ha seguito questa rubrica, ha avuto modo di constatare come il nostro Paese sia stato la culla del doppiaggio creativo, inteso come elaborazione a fini artistici in sala di doppiaggio dei dialoghi fissati nel girato. La natura casareccia di certo nostro cinema in casi limite lo ha estremizzato fino a trasformarlo in free dubbing, nella formula ad esempio riscontrabile nel western trash "Amico mio... frega tu che frego io" (1973). Chi sono stati gli inventivi doppiatori della coppia protagonista Ettore Manni - Paolo Rosani, autori, seduta stante al leggio, di loro interi dialoghi?
  35. Per il 40ennale dalla tragica scomparsa di Pier Paolo Pasolini rispolveriamo un aneddoto che lo riguarda, tramandato da un diretto testimone: il suo doppiatore.
    Questi, candidato ad essere voce protagonista, avendo già doppiato l'interprete, si ritrovò avvicendato da un asso pigliatutto di quel periodo e slittato a doppiatore un antagonista, l'allora semisconosciuto Pasolini. Solo tempo dopo realizzò che il "sorpasso" gli era valso il titolo di prima voce cinematografica della personalità che ha segnato indelebilmente la cultura italiana.
    Chi è questo doppiatore? A quale film ci riferiamo? Chi doppiò il protagonista? In quale precedente pellicola quest'ultimo era stato doppiato dall'alter vox pasoliniana?
  36. QUIZZONE DI NATALE - La I edizione italiana del supercult comico "Fra Diavolo" (1933) conserva tuttora nebulosi coni d'ombra.
    Chi si cela dietro l'inafferrabile doppiatore "americano" annunciato da alcuni giornali dell'epoca come voce italiana di Oliver Hardy, diventata nel tempo principale traccia di riferimento, senza tuttavia mai evolversi in un'identità acclarata?
    Quale prestigioso cantante ha debuttato nel cinema doppiando nelle parti musicali il personaggio che dà titolo al film? In quale successivo lungometraggio, divenuto anche noto attore cinematografico, ha riproposto quelle famose arie, che tanto gli avevano portato fortuna?
    Quale importante svolta si è verificata proprio a partire da Fra Diavolo, nella denominazione italiana dei due grandi comici?
  37. QUIZZONE DI CAPODANNO - La poderosa esibizione canora di Tito Gobbi nell'edizione italiana del 1948 del "Fra Diavolo" (1933) non lasciò indifferenti e come per il predecessore (vedi quiz precedente), il sentimento popolare acclamò il bis.
    In quale film il celebre baritono gorgheggia sotto la doccia "Quell'uom dal fiero aspetto ..."? Qui Gobbi giostra nel doppio ruolo di cantante e suo pazzo sosia, smarrendo per entrambi la preziosa ugola nel parlato. Chi lo doppia?
    Il feeling con Fra Diavolo non può però relegare il suo cavallo di battaglia, Figaro. Con che voci ne ha vestito i panni al cinema?
  38. Recentemente RaiStoria ha trasmesso un interessante documentario del 2015 su Guido Notari, colui che ha elevato il puro annunciatore ad interprete di raffinato carisma. Un'attenta ricostruzione del successo di una Voce che ha fatto la Storia d'Italia, corredata da eccezionali filmati d'epoca e commentata con competenza. Peccato per l'errore madornale di attribuirgli la narrazione di "Pastor Angelicus" (1942), docufilm su papa Pio XII, con l'aggravante di considerarla bivio della sua presunta conversione politica.
    Con chi è stato clamorosamente confuso? In quali film proprio costui ha doppiato Notari? E chi altro lo ha fatto?
  39. L'ottima opera illustrativa dell'arte vocale di Guido Notari realizzata dall'Istituto Luce (vedi quiz precedente) sarebbe stata ancora più esaustiva se vi si fosse dedicato maggior spazio al suo non irrilevante contributo al doppiaggio, sia come direttore che come doppiatore.
    Nel primo caso ha curato titoli con Robert Mitchum e Kirk Douglas e ha diretto Alberto Sordi e Macario. Nel secondo ha doppiato attori del calibro di George Sanders e ... udite udite ! .... Marcello Mastroianni. In quali film?
  40. Il grande regista Ettore Scola si è formato alla redazione del Marc'Aurelio, fucina di talenti in cui si coltivava il gusto del paradosso. Il suo cinema ne riecheggia lo stile, talvolta con la mediazione del doppiaggio.
    In un film ha fatto interpretare lo stesso personaggio, rappresentato in un lungo arco temporale, da figlio e padre, attribuendo ad entrambi però, la sola voce di uno dei due. In un altro, mentre mostra un filmato in cui un interprete felliniano declama numeri sul set su ordine del Maestro, sottilmente svela l'inganno ordito dal "Gran bugiardo". Individuate i titoli e i protagonisti delle due vicende.
  41. Si è spento lo scorso dicembre Gabriele Ferzetti, fra i massimi interpreti della nostra drammaturgia. Che sia stato talvolta doppiato è cosa nota. Assai meno chi per primo lo abbia fatto. Assolutamente ignorato è poi il passato da doppiatore, che raggiunse l'acme nel ruolo di protagonista di una spy story all'italiana, su incarico di una neonata associazione di doppiaggio che intendeva puntare sulla sua classe cristallina.
    Provatevi a completare le due note biografiche dimenticate dai media.
  42. Sul Robert Mitchum in tricolore circolano leggende metropolitane. Una vorrebbe il grande Alberto Sordi sua voce canora in "Il vagabondo della foresta" (1948). Un'altra identificherebbe il suo doppiatore del 1949 in "Sette settimane di guai" (1944) nell'altro big Nino Manfredi.
    Aiutateci a sfatarle, considerando che, nel primo caso, si avverte chiaramente come il cantante non abbia affatto padronanza del nostro idioma e, per il secondo, non scordando che Manfredi iniziò a doppiare solo nel 1950.
  43. E' plausibile che l'incantevole, civettuola grazia di Shirley Temple sia stata veicolata in Italia da una voce maschile? Per qualcuno, l'azzardo sarebbe firmato Gianfranco Bellini!? La notizia - sbalorditiva- s'è afflosciata al fragore della risata di colei che è stata non soltanto l'insostituibile voce, ma la vera e propria replicante italiana, Miranda Bonansea.
    Per quale dote ne è diventata la doppiatrice? A partire da quando? In quale film interpreta "la Temple (letterale) de casa nostra"? Bellini che c'entra in tutto ciò?
  44. In ricordo del glorioso caratterista Riccardo Garrone, da poco scomparso, sveliamo una sua performance da protagonista... grazie al doppiaggio! A chi ha prestato la voce in uno spin-off cinematografico del mitico "Alto gradimento"?
    Come attore si è affermato definitivamente in due megaproduzioni, "Ulisse" (1953) e "La romana" (1954). Con la voce di chi?
  45. " ... e se c'è qualcosa da correggere, la sistemiamo durante il doppiaggio", rassicura un produttore avido ed arruffone in "La signora senza camelie" (1953) di Michelangelo Antonioni. Rasoiata sull'affarismo nel cinema - non casualmente fatta pronunciare al grande doppiatore Gino Cervi - di cui il doppiaggio viene considerato arma letale. Qual è il confine, se mai esiste, tra doppiaggio politicamente corretto e doppiaggio manipolatorio o lesivo della dignità dell'attore? Da quale parte stanno i doppiaggi della Musa del regista, del celebre doppiatore Nino Dal Fabbro, del protagonista del primo film sonoro italiano? Da chi vengono "sistemati"?
  46. C'è chi lo ricorda magnetico affabulatore televisivo della propria infanzia e da Fabio Fazio. E chi, camaleontico one man show teatrale. Noi proponiamo il compianto Paolo Poli nelle vesti di acerbo caratterista cinematografico, privato dell'inconfondibile vocina.
    Quali celebri voci "sottili" della CDC e della CID lo hanno doppiato in quel 1954 del debutto?
  47. Galeotto fu il set per Al Bano e Romina Power: un colpo di fulmine che li ha consacrati coppia simbolo del musicarello. E galeotta fu la penombra che avvolse i loro soccorritori vocali, anch'essi, per osmosi, convolati a nozze. Chi sono i due piccioncini ai microfoni e per quante volte sono intervenuti? L'affiatato quartetto però si separò in una pellicola. Quale? A chi appartengono le voci estranee ai coniugi al leggio?
  48. Nelle innumerevoli commemorazioni della scomparsa di Giorgio Albertazzi non v'è traccia delle testimonianze della sua voce calda e magnetica, che hanno impreziosito gli annali del doppiaggio italiano.
    La più importante è stata al servizio di un divo internazionale, su scrittura del suo mentore Luchino Visconti. La più consistente è stata come onnipresente voce narrante delle struggenti peripezie di un cane randagio.
    Contribuite a completare la biografia del grande artista toscano.
  49. "Vite vendute" (1952), cult inserito di diritto nel ristretto gotha della cinematografia francese, si segnala anche per la contraddittoria presenza di un attore italiano, che, seppure imponga la propria voce nell'edizione originale, la smarrisce in quella distribuita nel nostro (e suo) Paese.
    Episodio sconcertante, ma non isolato. Pochi anni fa si è ripetuto lo stesso ribaltone vocale, con protagonista un altro connazionale, assai più celebre. Chi sono i due attori inabilitati all'uso della lingua madre e chi li ha sostituiti?
  50. Accostare la recitazione "dimessa" di James Stewart alla voce "sabbiata" di Gualtiero De Angelis è stata fra le più azzardate e azzeccate intuizioni del doppiaggio italiano, che nel tempo si è rivelata fra le soluzioni più durature.
    L'accoppiata non si è costituita all'inizio della carriera della star hollywoodiana, nè si è interrotta al termine.
    Quali sono state cronologicamente la prima e ultima volta del binomio? Chi è stato il primo doppiatore dell'appendice post Gualtiero?
  51. Ma allora chi è stato il primo doppiatore abituale di James Stewart? Identificate i suoi primi tre doppiaggi del divo hollywoodiano.
    Trent'anni dopo, in pieno "Impero De Angelis", il direttore di doppiaggio se lo riassegnò, disorientando lo spettatore italiano. Di quale film parliamo e perché molti non condivisero il ritorno al passato?
  52. Addio Bud Spencer! Persino Vincenzo Mollica nel servizio di commiato trasmesso dal TG di Rai 1 ne ha situato l'esordio in una comparsata nel "Quo Vadis" (1951). In realtà, per una pura casualità, aveva già prima affrontato la macchina da presa.
    Al contrario del suo compare di sganassoni, non amava farsi doppiare, pur convenendone l'opportunità in molti casi, per cui al regista che gli chiedeva di riproporre un personaggio di successo, pose a condizione l'impiego irrinunciabile della propria voce.
    Provatevi a completare queste importanti note biografiche.
  53. Ricorre quest'anno l'80° anniversario dal debutto del più importante - ritenendo questione d'opinione se sia il più grande -, doppiatore italiano di tutti i tempi, Emilio Cigoli.
    La sua attività prebellica risulta tuttora poco esplorata. Qual è stato il primo protagonista a cui ha dato voce? Quale invece l'unico attore attore protagonista doppiato con continuità sia prima che nel dopoguerra?
  54. Emilio Cigoli è stato anche un abilissimo direttore di doppiaggio. Tra le sue più ardite -e trionfali- operazioni, spicca la versione italiana del mitico incontro-scontro tra due regine del cinema britannico, Vanessa Redgrave e Glenda Jackson, nel suggestivo "Maria Stuarda regina di Scozia" (1971). Sebbene le due attrici fossero sostanzialmente coetanee -un solo anno le divide-, Cigoli è riuscito ad imbastire un'affiatata coppia di doppiatrici separata da un gap generazionale di ben 37 anni!
    A chi appartengono le due voci "senza età"?
  55. L'onnipresente Emilio Cigoli ha impresso il suo inconfondibile marchio vocale su più generazioni, arrivando perfino a dare voce ad un padre e al relativo figlio. Chi sono i due, capostipite e primo successore di una leggendaria dinastia hollywoodiana? In quali film sono stati doppiati da Cigoli?
  56. Alcuni cultori del cinema del Maestro del brivido Alfred Hitchcock hanno interpretato la latitanza degli attori francesi nelle sue pellicole come scarsa disponibilità nel tollerarne il proverbiale temperamento altero.
    Per quale opera non ha potuto fare a meno di scritturarne due, affidando loro ruoli determinanti?
    Chi sono i due "galletti"? Anche il doppiaggio italiano si è conformato all'esclusività dell'evento, scegliendo voci assolutamente originali per i due celebri attori. Quali?
  57. I popolari Castellano e Pipolo sono stati prima di tutto scrittori per il cinema. Autori del capolavoro "Totòtruffa 62" (1961), dieci anni più tardi sono stati chiamati per raccontare, in stile fotocopia, le peripezie truffaldine di una nuova coppia comica.
    Per quale film? Da chi era formata la coppia? Uno di loro, formidabile trasformista, avrebbe dovuto dare anche la voce ad un attore del cast, del quale da copione ne diventava il sosia. Non piacque al regista! Da chi è stato sostituito?
  58. "Nel blu dipinto di blu", la canzone italiana più famosa e venduta nel mondo, ha ispirato il film omonimo del 1958, con protagonista, ovviamente, il cantante che l'ha lanciata.
    Tutto deja vu? Niente affatto! Attenti non è un musicarello, ma un melodramma tutt'altro che banale. Poi, sorprendentemente, il brano viene fatto cantare -per scaramanzia?- ad un altro!
    Nel valzer delle voci, un fratello meno noto doppia un fratello meno noto, il paroliere non mantiene la parola, mentre il doppiaggio dell'esordiente co-primattrice, che accomunandosi ad una celebre diva si fa chiamare come un personaggio da questa appena interpretato, influenzerà nientemeno che il doppiaggio della sua beniamina. A voi scoprire le tante particolarità di un film assai particolare!
  59. Tributo a Dario Fo con due inediti sulla sua fantastica storia artistica, riservati ai cultori di doppiaggio. In quale film e da chi è stato doppiato quasi impercettibilmente?
    Ed in quale altro duetta lungamente al leggio con l'altrettanto grande Nino Manfredi?
  60. In quale film il grandissimo Ugo Tognazzi è doppiato da ben 2 voci altrui?
    Nella circostanza diverte e si diverte in 2 ruoli, distanti tra loro 300 anni! E' contornato, fra gli altri, da 2 mirabili caratteristi, nei panni del giudice e del suo avvocato difensore, anch'essi doppiati. In totale, quindi, 2+2 voci, dietro cui si celano veri e propri artigiani dell'ugola. Chi sono?
  61. SPECIALE 8^ CONVENTION: "COMENCINI AMORE E FANTASIA" (1) Il grande regista Luigi Comencini va annoverato tra coloro che più e meglio si sono avvalsi del doppiaggio a fini artistici.
    Già nel suo primo film, girato a Napoli in piena egemonia neorealista, il protagonista, un prete di strada, è la simbiosi tra il sosia di un divo americano e la voce serafica di un frate in odore di santità; il suo aristocratico patrocinatore, tra un vero conte e una nota voce snob partenopea; la perpetua, tra una vissuta maschera dei vicoli e una voce monitoria del Teatro italiano. Chi sono i 6 attori dimezzati coinvolti nella caratterizzazione dei 3 personaggi?
  62. SPECIALE 8^ CONVENTION: "COMENCINI AMORE E FANTASIA" (2) La sintesi ideale dell'azione nevralgica del doppiaggio nel cinema di Luigi Comencini si può cogliere in filigrana nelle vicissitudini di una delle interpreti più memorabili, Marisa Merlini.
    Il regista, prima, ne boccia la voce per eccessiva passionalità, poi, nel sequel, la riabilita sdegnando ogni timore censorio. Infine, per riparare al torto, la inventa doppiatrice per un anello. Individuate le pellicole, la doppiatrice e la doppiata di questa emblematica storia italiana.
  63. 100 candeline per il mitico Kirk Douglas, ultimo mohicano di un'epopea irripetibile! Sulle edizioni italiane dei suoi film è stata montata un'astiosa polemica, secondo cui Gualtiero De Angelis sarebbe diventato sua voce per la prima volta in "Sabbie rosse" (1951), per la rivolta interna alla CDC contro lo strapotere autoreferenziale di Giulio Panicali, doppiatore di Douglas fino ad allora, senza possederne il merito.
    A voi scoprire se il retroscena è comprovato o è il frutto di un'illazione di un epigono di Napalm 51, identificando le sue voci italiane che precedono il doppiaggio del western di Raoul Walsh.
  64. "Camicie rosse" (1952), ovvero lo struggente epilogo dell'avventuroso amore di Anita e Giuseppe Garibaldi, era un progetto su cui Anna Magnani puntava molto. Purtroppo il risultato sarà assai inferiore alle aspettative.
    Hanno nuociuto in particolare gli sterili personalismi che hanno infiammato il set, interrotto da continue discussioni a muso duro. Salva l'intoccabile Nannarella, a farne le spese saranno il regista e due attori di primo piano, estromessi a riprese ancora da ultimare.
    Chi sono questi ultimi e da chi saranno doppiati in forma "creativa", per tamponare i prematuri allontanamenti?
  65. Fra i capisaldi della canzone italiana, un posto di riguardo è riservato alla deliziosa "Mille lire al mese" (1939). Non tutti sanno che Gilberto Mazzi ne è divenuto l'interprete, favorito dal prestigio acquisito dall'essere stato appena promosso doppiatore di un celebre attore italiano. Chi è il divo? In quali altro film lo doppierà? Per l'inossidabile legge del contrappasso del nostro cinema, anche il doppiatore-cantante subirà, in un musicarello (!), l'annullamento della propria voce. Da parte di chi?
  66. Lo splendido thriller hitchcockiano "L'ombra del dubbio" (1943) rimane una delle rare testimonianze degli avventurosi doppiaggi eseguiti da uno sparuto drappello di attori durante il forzato soggiorno spagnolo, esilio preferito al caos post 8 settembre che li avrebbe accolti in patria.
    Prodotti rustici, che lasciano trasparire scarsa varietà vocale, dizioni sporche, incapacità di alcuni principianti dell'arte del leggio di estraniarsi dalla propria matrice artistica, eppure dotati di enorme fascino d'antan.
    Alcune di queste voci già le conoscete, vi sfidiamo a scoprirne altre, quella del poliziotto Jack e del collega Fred, quella della sorellina Anna. Performance di doppiatori imprevedibili, che si guarderanno bene dal dedicarsi stabilmente a quella professione.
  67. Coi tre spassosi protagonisti di popolari novelle del '600, Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, il cinema ha realizzato altrettante versioni (1936, 1954, 1984).
    Quale interprete di uno di questi personaggi, rinunciando a doppiarsi, ha involontariamente lanciato la scalata all'Olimpo a colui che risulterà in seguito fra i più acclamati doppiatori?
    E quale invece viene doppiato (parzialmente) da un ragazzo che troverà la vera vocazione dirigendo kolossal teatrali?
  68. E' capitato che il regista simbolo del Neorealismo, Roberto Rossellini, si sia invaghito di un plot fantasy scritto dal grande Eduardo e di ambire di farne un film, avendo come guest-star l'Autore stesso. Esaudito il primo desiderio, il secondo naufragò sull'agenda... esaurita del drammaturgo napoletano. Di quale pellicola parliamo? Chi davvero ha interpretato e chi ha doppiato la parte pensata per De Filippo?
    Curiosità: Rossellini inserì nel cast un ricco commerciante salernitano per spingerlo alla massima generosità nel sovvenzionare il film, demandandogli la scelta del proprio doppiatore. Alla voce di quale compaesano si è rivolto il principiante?
  69. Vittorio Gassman, travolgente mattatore della commedia all'italiana, in proprio ne ha diretta una sola. Chiaramente debitore di Dino Risi nello stile, tanto da attirarsi critiche di scarsa personalità (sic!),dall'amico-maestro (di regia) ereditò la tendenza a foggiare i caratteri dei personaggi minori in sala di doppiaggio. Per quale di questi si è inventato doppiatore con una vocalità artefatta? Impersonando nel film un prestigiatore, si fece insegnare i segreti del mestiere dal Mago Silvan, che gratificò infilandolo in un divertente cameo. Da chi lo ha fatto doppiare con accento burlesco? A quale voce femminile si è rivolto per doppiare un maschio ... travestito? Infine, a quale funambolico doppiatore ha affidato una "manita" di personaggi?
  70. Lo straordinario retroscena che si nascondeva dietro l'ordinario nome del regista accreditato per "Ultima notte a Cottonwood" (1969) – a proposito perchè da noi è stato appiccicato questo fuorviante titolo ? - è stato nel tempo svelato. Non lo è stato invece quello riguardante l'inappuntabile, in apparenza, doppiaggio italiano. Ne è stata causa forse la voce assegnata alla rediviva Lena Horne? O forse quella attribuita al reverendo, figlio d'arte, Harry Carey Jr.?
  71. Strappalacrime dei più inconsolabili, "Vortice" (1953), di Raffaello Matarazzo, si distingue per la fitta concentrazione di volti di grandi del doppiaggio: (in ordine d'apparizione) Aldo Silvani, Giorgio Capecchi, Gualtiero De Angelis, Bella Starace Sainati, Dina Perbellini.
    Chi fra loro è inopinatamente doppiato? Perché e da chi?
  72. L'opera prima di Tinto Brass, "Chi lavora è perduto" (1964), è un pamphlet antisistema dalla formidabile carica dissacratoria. Tanto tuonò che... il regista col tempo si è riparato sotto la più rassicurante omologazione. L'impeto provocatorio dell'esordio ha travolto persino il doppiaggio, che comunica, in un'originale mescolanza, sia il parlato che il pensato.
    Da chi vengono fatti, sarcasticamente, doppiare i grandi attori goldoniani Tino Buazzelli e Gino Cavalieri? E da chi, beffardamente, l'ottuso generale col volto di Piero Vida?
  73. Fortunato Misiano, più che un produttore, è stato un imprenditore cinematografico. Fautore del doppiaggio spinto, usato come scorciatoia verso il profitto, nel 1952 arrivò a costituire una Casa di doppiaggio, la ARS, per creare sinergie tra produzione e postproduzione, con risultati tuttavia talvolta stravaganti. Come quando nel 1955, in "La rossa" e "Suonno d'ammore", patrocinò il doppiaggio "aziendalistico" del napoletanissimo Giacomo Furia, con la voce di due conterranei che si esprimevano con forte accento partenopeo. Chi sono stati i due "inopportuni"?
  74. Le affinità espressive di due icone del cinema italiano, l'attore Ugo Tognazzi e il regista Marco Ferreri, hanno cementato una solida amicizia e dato impulso ad un'intensa collaborazione ... anche a ruoli invertiti. In quali delle sue sporadiche regie, il goliardico cremonese ha disegnato giocosi cameo per il sulfureo milanese? In quali di questi, da chi e per quale ragione, lo ha fatto doppiare?
  75. Il poliziesco metropolitano "Un uomo, una città" (1974) nasconde una coppia di doppiaggi fra i più bizzarri di sempre. Occulto ispiratore, tra provocazione ed allucinazione, è stato il grande Enrico Maria Salerno, protagonista del film, che, a sua volta, partecipa alla sterzata eccentrica indossando una pacchiana, quanto improbabile, folta parrucca rossiccia. Spalleggiato dal Maestro d'ironia Luciano Salce, convinse il regista Guerrieri al doppiaggio in napoletano (?) del popolare cantautore torinese Gipo Farassino, scritturato proprio perché la vicenda si snoda nel capoluogo piemontese. Mentre sull'icona milanese Tino Scotti fece ricamare la voce dissonante di un altrettanto logorroico comico newyorkese. Chi sono gli autori dei doppiaggi "nonsense"?
  76. Il grande produttore napoletano Giuseppe Amato è stato il primo ad intuire le potenzialità cinematografiche della poesia di Eduardo, De Pretore Vincenzo. A patto che la triste storia dal destino crudele si trasformasse in una commedia a lieto fine.
    Anche in "Un ladro in Paradiso" (1952), Amato si circonda di collaboratori di prim'ordine, Giuseppe Marotta, Nino Rota e, alla direzione del doppiaggio, Gino Cervi, al quale chiede di esaltare la napoletanità. Quest'ultimo, quali napoletani DOC aggrega alla "sua" CDC per doppiare Franco Golisano, Helene Remy, Enzo Turco e Ugo D'Alessio?
  77. Ecco una specialissima "insolita ignota"! E' Marta Abba, radiosa diva del Teatro Italiano, il cui irresistibile fascino ha ghermito persino il mite Luigi Pirandello.
    Sul finire del 1935, oltre alle abituali incursioni radiofoniche, si dedica alla più recente versione della recitazione puramente vocale: il doppiaggio della protagonista del remake di un "gelido" melò di David Wark Griffith, sotto la direzione del fratello di un attore della sua compagnia teatrale, che saranno entrambi suoi partner al leggio. Qual è la pellicola della preziosa performance della Abba? Chi sono i due fratelli (anch'essi VIP "ignoti" alla nomenclatura del doppiaggio) e chi hanno doppiato?
  78. Diamo a Cesare quel che è di Cesare! Vari quiz addietro avevamo segnalato un grave errore di attribuzione compiuto da Wikipedia, poi precipitosamente rimediato, privando un bravo attore di una benemerenza (immeritata), elevata, sempre da Wk, a suo più importante doppiaggio.
    Oggi compensiamo il... bentolto, attribuendogliene uno altrettanto rilevante, che gli esperti di Wk hanno ascritto a Gigi Proietti! Si tratta del doppiaggio dell'iconico Paul Newman in una delle sue rare regie, "Sfida senza paura" (1971). Di chi è quella voce, per molti così indecifrabile? E chi doppia Henry Fonda, partner nel film?
  79. Questa volta raccontiamo di quando un doppiaggio mal digerito è stato causa di un indignato esilio. Ne è protagonista l'ischitano Eduardo Ciannelli: emigrato negli USA poco più che ventenne, è diventato negli anni 1930 fra i più richiesti villain degli Studios. Tornato in Patria nel 1949, si dovette accontentare di ruoli non sempre esaltanti, finchè se ne conquistò uno di spicco con l'uso della propria voce baritonale pregna di umori del Golfo. Però la produzione implode e il film viene fatto doppiare integralmente. Amareggiato ripara negli USA per non tornare più a “casa”, se non per lavoro! Qual è il film della grave onta? Chi lo doppia? Per beffarda casualità si spegne mentre si trova in Italia. Per quale set? Chi lo ha doppiato post mortem?
  80. Chi doppia da sé, doppia per tre!! E' il motto quanto mai calzante di "La guerra segreta" (1966), coproduzione internazionale dal nutrito cast. Infatti qui l'estroso direttore di doppiaggio riserva a sé stesso tre gustosi camei, che in ossequio allo spirito cosmopolita della pellicola riguardano, un italiano, un francese, un tedesco.
    Chi sono i celebri attori omologati sotto la voce protettrice dell'autorevole director? Quali altri doppiatori nel film bissano la loro presenza vocale?
  81. Bud Spencer-Glauco Onorato brilla come uno degli abbinamenti volto-voce più azzeccati e meno scontati del doppiaggio italiano. Resta a tutt'oggi sconosciuto l'ideatore, alla cui lungimiranza si è inchinato lo stesso doppiato, ammettendo pubblicamente che per molti ruoli "quella" voce era più consona della propria.
    L'exploit Stephen Boyd-Messala in "Ben-Hur" (1959) aveva elevato Onorato a doppiatore di rango, ma nel contempo l'aveva ancorato al ruolo fisso di antagonista. Solo dopo svariati anni, un glorioso direttore di doppiaggio lo ha promosso a voce protagonista, scovando sotto la scorza burbera e attaccabrighe, un cuore tenero. Quale attore è stato il viatico per Bud? In quali film? Quale cameo si è riservato il direttore-scopritore.
  82. Clark Gable-Emilio Cigoli, ovvero l'indissolubile binomio che ha marchiato i cinema italiani dal dopoguerra (1946) a fine carriera del divo USA. Un mantra violato con due sole eccezioni. Quali sono le pellicole orfane del pigliatutto livornese? Per "responsabilità" di chi? Quali le ragioni sottese? Chi nelle due circostanze ha doppiato i coprotagonisti virili di Gable?
  83. Sensibile interprete dei classici teatrali del Novecento e direttore per oltre un decennio del prestigioso Teatro Carcano di Milano, Giulio Bosetti è stato inoltre il più precoce direttore di doppiaggio, avendo iniziato a governare quelle stanze semibuie appena trentenne.
    Bruciando le tappe, qualche anno più tardi, viene scelto da un produttore tedesco per prestare la voce ad un loro campione nazionale di popolarità in un kolossal e poi, apprezzatene le doti, viene incaricato di coordinare a Berlino il dubbing delle 8 versioni previste e dirigere quella italiana. Di quale megaproduzione parliamo e chi ha doppiato? Quali big del leggio ha utilizzato per doppiare gli attori italiani che vi compaiono?
  84. Zorro, icona mascherata del cinema d'azione, è il paradigma della duplicità umana, divisa tra esteriorità ed intimità, ovvero tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere.
    In Italia il mirabile spadaccino è espressamente citato per la prima volta in "Il sogno di Zorro" (1951) di Mario Soldati. Il protagonista (Walter Chiari) ne è un discendente e conserva dell'avo il gene della doppia personalità. Come la manifesta?
    Figurano inoltre due interpreti (famosissimi), anche loro autori di un'esibizione bifronte ... o meglio bivocale, con la propria voce e non. Chi sono? Qual è la ragione dell'ambiguità? Chi li doppia?
  85. Ugo Gregoretti, acuto osservatore dei mutamenti del costume, in "Le belle famiglie" (1964) ironizza sulle avvisaglie di sgretolamento dell'istituzione familiare nella concezione tradizionale.
    Nel solco di un registro grottesco, il regista attinge a piene mani alle risorse infinite del doppiaggio e affida i ruoli di due personaggi chiave, il padre-padrone che vuole imporre lo sposo alla figlia e il coniuge dai gusti sessuali tentennanti, ai volti di due Vip non attori ed alle voci di due Vip non doppiatori, per meglio esprimere sottesi simbolismi. Chi sono gli interpreti (soprattutto quelli "all'ombra") e quali le ragioni che hanno portato alla loro scelta?
  86. Il silenzio delle biografie farebbe supporre che l'attrice italiana più longeva di sempre, la mitica Paola Borboni, negli incredibili 78 (!) anni di carriera, non sia mai stata doppiatrice. D'altronde detestava recitare "con quelle orribili cuffie che isolano dal mondo", tanto che scantonava volentieri persino il doppiaggio di se stessa. Eppure, almeno una volta, la passionale Paolina c'ha provato. Per amore. E' accaduto nei pionieristici anni 30, quando si legò ad un importante doppiatore, conosciuto durante il doppiaggio di un film da lei interpretato. Di lì a breve si trovò a prestare la voce ad una biondissima star, avendo come partner il compagno che già allora doppiava Robert Taylor.
    Oltre ad individuare le pellicole, il fascinoso doppiatore e la diva doppiata en passant dalla Borboni, provatevi ad aggiungere una sua nuova doppiatrice alle tante già elencate da Wikipedia.
  87. Vi è un nesso tra Bertolt Brecht, autore icona del secolo scorso, e il doppiaggio? L'effetto di straniamento che l'attore genera nello spettatore non immedesimandosi nel personaggio, brand della drammaturgia dello scrittore tedesco, è stato reso o accentuato nel cinema italiano grazie al doppiaggio?
    Analizziamo due casi! Nel suo film più fedele alla messa in scena brechtiana, il regista Giuseppe De Santis si autocita esplicitamente voce narrante fuori campo, ma in verità quella voce non gli appartiene. Nella pellicola italiana considerata più brechtiana, il regista scrittura un novello Jean Valjean, modello ottocentesco della controversa natura umana, e gli affida il ruolo del prete (messaggero di pace) guerriero (... di lotta) e lo fa doppiare. Completate il puzzle e ovviamente scoprite le identità vocali nascoste.
  88. King Kong compie 100 anni! Eh si, la mitica "Bestia" è apparsa nei cinema ben 16 anni prima del cult del 1933. Sapreste dire in quale movie?
    Cogliamo l'occasione per sollevare il velo dell'anonimato sui gloriosi doppiatori del trittico che ha creato la leggenda. Chi ha dato voce italiana nel trio delle pellicole datate 1933, 1933, 1949, ai due personaggi più importanti: la "Bella", nelle sue varie interpreti e l'attore simbolo, unico presente in tutte e 3 le pellicole? (...e tralasciate pure gli arcinoti ridoppiatori)
  89. QUIZZONE DI FINE 2017 Il mitico commissario Maigret può riservare ancora oggi risvolti inediti alle folte schiere di estimatori. Chi obbietta, elenchi TUTTE le sue voci cinematografiche italiane!
    Prova ardua, dato che alcune di quelle pellicole non si rivedono da tempo. Si tratta di una lista d'interpreti autorevoli, a cui sono legati interessanti aneddoti, che meriterebbero la citazione in grassetto nell'enciclopedia del doppiaggio ... qualora esistesse! Siamo tuttavia fiduciosi che con l'ausilio degli Indizi e mutuando l'arguzia indagatrice dell'eroe di George Simenon, riuscirete nella non agevole ricostruzione del prezioso patrimonio vocale del CineMaigret all'italiana.
  90. Il "buen retiro" in terra iberica, tra il 1943 e il 1944, è l'apoteosi dell'artigianalità ingegnosa e frugale, allorchè una raccogliticcia pattuglia di esuli ha scritto la pagina più avventurosa del doppiaggio italiano. (Vedi anche il quiz n°166)
    Nel fordiano "Com'era verde la mia valle" (1941), uno dei capolavori doppiati in quel di Madrid, perché Emilio Cigoli interpreta due ruoli vocali evidentemente inconciliabili e chi altri si moltiplica? Quale diva dei telefoni bianchi recita qui, eccezionalmente, con la sola voce?
  91. Accogliamo con favore l'ultima novità editoriale sul doppiaggio, titolata "Senti chi parla". E' una vivace rassegna, ricca di annotazioni e di glamour, dei più memorabili doppiatori di tutti i tempi. Una lista di mostri sacri del leggio selezionata secondo le strategie degli autori, sicuramente plausibile, a cui, personalmente, a puri fini di giocoso spunto per il quiz, aggiungeremmo la coppia di fratelli, a nostro avviso, di maggior talento di sempre.
    Rovistando nei loro monumentali trascorsi, scoprireste che hanno fatto pure questo! Chi sono stati, per ciascuno, i primi protagonisti da loro doppiati? Quale divo italiano ha parlato con la voce di entrambi? Chi ha osato doppiare il Duce? Chi dei due ha prestato la voce all'altro? E, infine, chi dopo essere stato doppiato... si è salvificamente ridoppiato?
  92. "Tutto Totò" è una serie televisiva trasmessa dalla Rai nel 1967, su cui Wikipedia è assai prodiga d'informazioni, dispensando sfondoni ed omissioni quando si occupa del doppiaggio del Principe della risata.
    Non dice, innanzitutto, che Alighiero Noschese è stato un (ottimo) rimpiazzo. Chi era la prima scelta? Ne scova l'apporto nei soli Totò ciak e Totò a Napoli, asserendo che avesse l'unico scopo di colmare i buchi presenti nelle colonne audio, non completati dallo stesso Totò, deceduto all'improvviso. Glissa poi sull'ulteriore voce doppiante che irrompe in un episodio? A chi appartiene? E dov'era finito Noschese?
  93. Al ristretto novero degli avventurosi “doppiaggi spagnoli” datati 1943-1944 (vedi quiz n°190), questa rubrica ha l'onore di aggiungerne un altro, stravagante fino a rasentare la follia. Si tratta di un dramma bellico, la cui colonna italiana, secondo un attore che imparò a doppiare in Spagna continuando poi a farlo in Italia, verrà realizzata a Madrid dopo la liberazione di Roma (4/5 giugno 1944), in condizioni più precarie del solito. Il titolo?
    Individuate inoltre i due doppiatori più sbalorditivi: l'attore citato prima, allora giovanissimo, che si barcamena in una performance “a raggiera” con dizione pseudonipponica; un divo, colui che meglio di tutti mieterà successi nell'imprevista trasferta iberica, che si elargisce “a spizzichi”.
  94. In passato abbiamo presentato storie di intrecci impossibili: padre e figlio doppiatori che hanno prestato la voce al medesimo attore, il doppiatore che si è dedicato sia a padre che figlio, la doppiatrice che ha uniformato la voce di tre sorelle. Questa volta sveliamo l'inopinata sostituzione della colorita cadenza di una rinomata coppia di coniugi siciliani con la parlata rustica di una famosissima coppia, ancora marito e moglie, romana. Da chi è composto il variopinto quartetto ed in quali pellicole si materializzano i bislacchi scambi vocali?
    E come se non bastasse, al doppiato, in un altro film, ci ha pensato persino il cognato! ...che sarebbe?
  95. La libera associazione è stata la prima forma aggregativa dei doppiatori italiani. Si affermò nel clima di ridestata passione sindacale, sulle ceneri della Seconda Guerra Mondiale. Alla dominante CDC, che raccolse le migliori voci in circolazione, fece da contraltare l'emergente ODI, innervata da giovani promesse del valore di Arnoldo Foà, Ivo Garrani, Ubaldo Lay, Carlo D'Angelo. La ODI ha svolto una preziosa funzione di stimolo competitivo, concorrendo al conseguimento dei livelli di eccellenza assoluta del doppiaggio italiano nel mondo.
    Eppure molti, tra cui recenti scritti, l'hanno snobbata! Arrivando perfino a rimuovere dalla memoria la prima doppiatrice protagonista, che nel 1946 ha prestato la voce a Bette Davis, Vivien Leigh, al personaggio icona di Rostand, alla stellina dell'opera neorealista più controversa sui Partigiani. Chi è la "Dimenticata" ed in quali film ha lasciato un segno (ahimè!) delebile?
  96. Nel 2005, caldeggiato dall'indimenticato Raimondo Vianello, con il quale stavo lavorando sul set di "Casa Vianello", allestii una proiezione privata per mostrargli filmati, alcuni assai rari, dei suoi primi exploit cinematografici. Ai divertiti commenti alle sue esibizioni doppiate non mancò l'ironia della moglie Sandra Mondaini, seduta accanto, convinta, per quanto la riguardava, di essere passata indenne dalla lotteria del doppiaggio passivo. C'era da crederle? Risentitela nei panni dell'infedele compagna di un celebre comico romano, a sua volta riassemblato con una voce estranea. Nella stessa pellicola, Aldo Fabrizi buca lo schermo – e i timpani - con una improbabile parlata femminea.
  97. Che fine ha fatto Rina Morelli? Parafrasiamo il cult che ci ha regalato uno dei suoi doppiaggi più memorabili, per dissociarci dall'indifferenza che sta circondando la grande attrice nel 110° anniversario dalla nascita. Ci piacerebbe inoltre che nella rivalutazione della sua eredità artistica non venga tralasciato il lato meno noto di grande doppiatrice. Eccovi due ciliegine. Ha doppiato (almeno) due enfants prodige (maschi!). Quali? E' stata per un certo tempo la voce fissa di una mitica attrice italiana famosa nel mondo, dalla similare fisionomia. Chi?
  98. La Francia sta approntando varie retrospettive per il 120° dalla nascita del suo grande cantore René Clair. Da noi, parrebbe nulla! Indifferenza causata da reciproca scarsa empatia? Nel suo unico film girato in Italia, la coppia di protagonisti, tutta al maschile, si sarebbe voluta comporre da un francese ed un italiano, per agevolarne la distribuzione. Allo scopo, la produzione propose due attori delle due nazionalità per ciascun ruolo, demandando al regista la decisione finale, con quell'unica condizione. Clair, senza nemmeno passare dall'anticamera dei provini, tirò dritto sui francesi! Chi furono i promossi ed i bocciati ? Chi, tra questi ultimi, doppiò il suo concorrente? E chi doppiò l'altro francese?
  99. L'interminabile bagarre pre e post-elettorale a cui ci ha abituato la politica italiana rende ben più attuale del mezzo secolo trascorso, la battaglia senza esclusione di colpi tra Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ne "I 2 deputati" (1968).
    Nella frizzante satira non mancano nemmeno le gag vocali, tanto che uno dei due comici subisce la sostituzione della propria voce, in chiave grottesca, da un poker di doppiatori. Chi sono?
  100. I primattori, soprattutto storici, che si sono dedicati al doppiaggio, lo hanno fatto solo dopo avere superato robusti stage in altri settori, chi in teatro, chi nel cinema. Fra le rare eccezioni spicca Roldano Lupi, magistrale protagonista di classici firmati, tra gli altri, da Pietro Germi e Ferdinando Maria Poggioli. Nel 1936, due anni prima dell'esordio professionistico in teatro e cinque prima di quello nel cinema, a quale storico condottiero in un kolossal di Cecil B. De Mille ha prestato la voce?
    Quale divo hollywoodiano, doppiato sia prima che nel dopoguerra, è stato il modello ispiratore nello scandire i tempi di recitazione delle sue successive prove di attore cinematografico?


© 2012/18 Antonio Genna - IL MONDO DEI DOPPIATORI 
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