Il mondo dei doppiatori - In...soliti ignoti
Segreti e bizzarrie del mondo del doppiaggio in formato quiz


Il mondo dei doppiatori presenta il primo quiz esclusivo per gli appassionati di doppiaggio!
Le domande e le risposte di questo spazio sono interamente curate da Franco Longobardi dell'Associazione Culturale First National di Milano (vedi spazio a fondo pagina).


QUIZ #188

King Kong

King Kong compie 100 anni! Eh si, la mitica "Bestia" è apparsa nei cinema ben 16 anni prima del cult del 1933. Sapreste dire in quale movie?
Cogliamo l'occasione per sollevare il velo dell'anonimato sui gloriosi doppiatori del trittico che ha creato la leggenda. Chi ha dato voce italiana nel trio delle pellicole datate 1933, 1933, 1949, ai due personaggi più importanti: la "Bella", nelle sue varie interpreti e l'attore simbolo, unico presente in tutte e 3 le pellicole? (...e tralasciate pure gli arcinoti ridoppiatori)

Di seguito alcuni indizi per aiutarvi nella risoluzione:

  • Il King Kong del 1933 è il replicante, per fattezze e movenze, beneficiato rispetto al predecessore da tecnica e budget superiori, di un colossale orango che ingaggia una lotta mortale con un altrettanto mastodontico animale, oggi estinto, in un corto di 6 minuti.
  • Nei primi due film, la Bella acquisì la voce italiana di una quasi neofita del doppiaggio, qui alla sua prima importante interpretazione al leggio, che tuttavia nello stesso anno diverrà voce di regina e a sua volta incoronata "regina del doppiaggio".
    A lei si affiancherà una leggenda del teatro, dalla voce ricca di espressione, che lo fece avvicinare al doppiaggio già dai tempi di Joinville (1931), fino a divenire in maturità voce dell'Altissimo.
    Nell'ultimo capitolo la Bella sarà doppiata da una voce molto dolce, che l'anno seguente darà la sua più importante performance, a supporto di una bionda schiava adottata da un console romano.
    Il partner che la affianca nel King Kong parte terza, lo rifarà anche nella pellicola appena delineata, in questo caso come doppiatore di un apostolo ... turco.

Inviate le vostre risposte a questa mail entro domenica 24 dicembre, oppure aspettate lunedì 25 dicembre 2017 per la soluzione!
Chi indovinerà sarà segnalato in questa sezione del portale.



ARCHIVIO DOMANDE (e risposte) PRECEDENTI
Per i primi 150 quiz visitate questa pagina!
  1. Ma allora chi è stato il primo doppiatore abituale di James Stewart? Identificate i suoi primi tre doppiaggi del divo hollywoodiano.
    Trent'anni dopo, in pieno "Impero De Angelis", il direttore di doppiaggio se lo riassegnò, disorientando lo spettatore italiano. Di quale film parliamo e perché molti non condivisero il ritorno al passato?
  2. Addio Bud Spencer! Persino Vincenzo Mollica nel servizio di commiato trasmesso dal TG di Rai 1 ne ha situato l'esordio in una comparsata nel "Quo Vadis" (1951). In realtà, per una pura casualità, aveva già prima affrontato la macchina da presa.
    Al contrario del suo compare di sganassoni, non amava farsi doppiare, pur convenendone l'opportunità in molti casi, per cui al regista che gli chiedeva di riproporre un personaggio di successo, pose a condizione l'impiego irrinunciabile della propria voce.
    Provatevi a completare queste importanti note biografiche.
  3. Ricorre quest'anno l'80° anniversario dal debutto del più importante - ritenendo questione d'opinione se sia il più grande -, doppiatore italiano di tutti i tempi, Emilio Cigoli.
    La sua attività prebellica risulta tuttora poco esplorata. Qual è stato il primo protagonista a cui ha dato voce? Quale invece l'unico attore attore protagonista doppiato con continuità sia prima che nel dopoguerra?
  4. Emilio Cigoli è stato anche un abilissimo direttore di doppiaggio. Tra le sue più ardite -e trionfali- operazioni, spicca la versione italiana del mitico incontro-scontro tra due regine del cinema britannico, Vanessa Redgrave e Glenda Jackson, nel suggestivo "Maria Stuarda regina di Scozia" (1971). Sebbene le due attrici fossero sostanzialmente coetanee -un solo anno le divide-, Cigoli è riuscito ad imbastire un'affiatata coppia di doppiatrici separata da un gap generazionale di ben 37 anni!
    A chi appartengono le due voci "senza età"?
  5. L'onnipresente Emilio Cigoli ha impresso il suo inconfondibile marchio vocale su più generazioni, arrivando perfino a dare voce ad un padre e al relativo figlio. Chi sono i due, capostipite e primo successore di una leggendaria dinastia hollywoodiana? In quali film sono stati doppiati da Cigoli?
  6. Alcuni cultori del cinema del Maestro del brivido Alfred Hitchcock hanno interpretato la latitanza degli attori francesi nelle sue pellicole come scarsa disponibilità nel tollerarne il proverbiale temperamento altero.
    Per quale opera non ha potuto fare a meno di scritturarne due, affidando loro ruoli determinanti?
    Chi sono i due "galletti"? Anche il doppiaggio italiano si è conformato all'esclusività dell'evento, scegliendo voci assolutamente originali per i due celebri attori. Quali?
  7. I popolari Castellano e Pipolo sono stati prima di tutto scrittori per il cinema. Autori del capolavoro "Totòtruffa 62" (1961), dieci anni più tardi sono stati chiamati per raccontare, in stile fotocopia, le peripezie truffaldine di una nuova coppia comica.
    Per quale film? Da chi era formata la coppia? Uno di loro, formidabile trasformista, avrebbe dovuto dare anche la voce ad un attore del cast, del quale da copione ne diventava il sosia. Non piacque al regista! Da chi è stato sostituito?
  8. "Nel blu dipinto di blu", la canzone italiana più famosa e venduta nel mondo, ha ispirato il film omonimo del 1958, con protagonista, ovviamente, il cantante che l'ha lanciata.
    Tutto deja vu? Niente affatto! Attenti non è un musicarello, ma un melodramma tutt'altro che banale. Poi, sorprendentemente, il brano viene fatto cantare -per scaramanzia?- ad un altro!
    Nel valzer delle voci, un fratello meno noto doppia un fratello meno noto, il paroliere non mantiene la parola, mentre il doppiaggio dell'esordiente co-primattrice, che accomunandosi ad una celebre diva si fa chiamare come un personaggio da questa appena interpretato, influenzerà nientemeno che il doppiaggio della sua beniamina. A voi scoprire le tante particolarità di un film assai particolare!
  9. Tributo a Dario Fo con due inediti sulla sua fantastica storia artistica, riservati ai cultori di doppiaggio. In quale film e da chi è stato doppiato quasi impercettibilmente?
    Ed in quale altro duetta lungamente al leggio con l'altrettanto grande Nino Manfredi?
  10. In quale film il grandissimo Ugo Tognazzi è doppiato da ben 2 voci altrui?
    Nella circostanza diverte e si diverte in 2 ruoli, distanti tra loro 300 anni! E' contornato, fra gli altri, da 2 mirabili caratteristi, nei panni del giudice e del suo avvocato difensore, anch'essi doppiati. In totale, quindi, 2+2 voci, dietro cui si celano veri e propri artigiani dell'ugola. Chi sono?
  11. SPECIALE 8^ CONVENTION: "COMENCINI AMORE E FANTASIA" (1) Il grande regista Luigi Comencini va annoverato tra coloro che più e meglio si sono avvalsi del doppiaggio a fini artistici.
    Già nel suo primo film, girato a Napoli in piena egemonia neorealista, il protagonista, un prete di strada, è la simbiosi tra il sosia di un divo americano e la voce serafica di un frate in odore di santità; il suo aristocratico patrocinatore, tra un vero conte e una nota voce snob partenopea; la perpetua, tra una vissuta maschera dei vicoli e una voce monitoria del Teatro italiano. Chi sono i 6 attori dimezzati coinvolti nella caratterizzazione dei 3 personaggi?
  12. SPECIALE 8^ CONVENTION: "COMENCINI AMORE E FANTASIA" (2) La sintesi ideale dell'azione nevralgica del doppiaggio nel cinema di Luigi Comencini si può cogliere in filigrana nelle vicissitudini di una delle interpreti più memorabili, Marisa Merlini.
    Il regista, prima, ne boccia la voce per eccessiva passionalità, poi, nel sequel, la riabilita sdegnando ogni timore censorio. Infine, per riparare al torto, la inventa doppiatrice per un anello. Individuate le pellicole, la doppiatrice e la doppiata di questa emblematica storia italiana.
  13. 100 candeline per il mitico Kirk Douglas, ultimo mohicano di un'epopea irripetibile! Sulle edizioni italiane dei suoi film è stata montata un'astiosa polemica, secondo cui Gualtiero De Angelis sarebbe diventato sua voce per la prima volta in "Sabbie rosse" (1951), per la rivolta interna alla CDC contro lo strapotere autoreferenziale di Giulio Panicali, doppiatore di Douglas fino ad allora, senza possederne il merito.
    A voi scoprire se il retroscena è comprovato o è il frutto di un'illazione di un epigono di Napalm 51, identificando le sue voci italiane che precedono il doppiaggio del western di Raoul Walsh.
  14. "Camicie rosse" (1952), ovvero lo struggente epilogo dell'avventuroso amore di Anita e Giuseppe Garibaldi, era un progetto su cui Anna Magnani puntava molto. Purtroppo il risultato sarà assai inferiore alle aspettative.
    Hanno nuociuto in particolare gli sterili personalismi che hanno infiammato il set, interrotto da continue discussioni a muso duro. Salva l'intoccabile Nannarella, a farne le spese saranno il regista e due attori di primo piano, estromessi a riprese ancora da ultimare.
    Chi sono questi ultimi e da chi saranno doppiati in forma "creativa", per tamponare i prematuri allontanamenti?
  15. Fra i capisaldi della canzone italiana, un posto di riguardo è riservato alla deliziosa "Mille lire al mese" (1939). Non tutti sanno che Gilberto Mazzi ne è divenuto l'interprete, favorito dal prestigio acquisito dall'essere stato appena promosso doppiatore di un celebre attore italiano. Chi è il divo? In quali altro film lo doppierà? Per l'inossidabile legge del contrappasso del nostro cinema, anche il doppiatore-cantante subirà, in un musicarello (!), l'annullamento della propria voce. Da parte di chi?
  16. Lo splendido thriller hitchcockiano "L'ombra del dubbio" (1943) rimane una delle rare testimonianze degli avventurosi doppiaggi eseguiti da uno sparuto drappello di attori durante il forzato soggiorno spagnolo, esilio preferito al caos post 8 settembre che li avrebbe accolti in patria.
    Prodotti rustici, che lasciano trasparire scarsa varietà vocale, dizioni sporche, incapacità di alcuni principianti dell'arte del leggio di estraniarsi dalla propria matrice artistica, eppure dotati di enorme fascino d'antan.
    Alcune di queste voci già le conoscete, vi sfidiamo a scoprirne altre, quella del poliziotto Jack e del collega Fred, quella della sorellina Anna. Performance di doppiatori imprevedibili, che si guarderanno bene dal dedicarsi stabilmente a quella professione.
  17. Coi tre spassosi protagonisti di popolari novelle del '600, Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno, il cinema ha realizzato altrettante versioni (1936, 1954, 1984).
    Quale interprete di uno di questi personaggi, rinunciando a doppiarsi, ha involontariamente lanciato la scalata all'Olimpo a colui che risulterà in seguito fra i più acclamati doppiatori?
    E quale invece viene doppiato (parzialmente) da un ragazzo che troverà la vera vocazione dirigendo kolossal teatrali?
  18. E' capitato che il regista simbolo del Neorealismo, Roberto Rossellini, si sia invaghito di un plot fantasy scritto dal grande Eduardo e di ambire di farne un film, avendo come guest-star l'Autore stesso. Esaudito il primo desiderio, il secondo naufragò sull'agenda... esaurita del drammaturgo napoletano. Di quale pellicola parliamo? Chi davvero ha interpretato e chi ha doppiato la parte pensata per De Filippo?
    Curiosità: Rossellini inserì nel cast un ricco commerciante salernitano per spingerlo alla massima generosità nel sovvenzionare il film, demandandogli la scelta del proprio doppiatore. Alla voce di quale compaesano si è rivolto il principiante?
  19. Vittorio Gassman, travolgente mattatore della commedia all'italiana, in proprio ne ha diretta una sola. Chiaramente debitore di Dino Risi nello stile, tanto da attirarsi critiche di scarsa personalità (sic!),dall'amico-maestro (di regia) ereditò la tendenza a foggiare i caratteri dei personaggi minori in sala di doppiaggio. Per quale di questi si è inventato doppiatore con una vocalità artefatta? Impersonando nel film un prestigiatore, si fece insegnare i segreti del mestiere dal Mago Silvan, che gratificò infilandolo in un divertente cameo. Da chi lo ha fatto doppiare con accento burlesco? A quale voce femminile si è rivolto per doppiare un maschio ... travestito? Infine, a quale funambolico doppiatore ha affidato una "manita" di personaggi?
  20. Lo straordinario retroscena che si nascondeva dietro l'ordinario nome del regista accreditato per "Ultima notte a Cottonwood" (1969) – a proposito perchè da noi è stato appiccicato questo fuorviante titolo ? - è stato nel tempo svelato. Non lo è stato invece quello riguardante l'inappuntabile, in apparenza, doppiaggio italiano. Ne è stata causa forse la voce assegnata alla rediviva Lena Horne? O forse quella attribuita al reverendo, figlio d'arte, Harry Carey Jr.?
  21. Strappalacrime dei più inconsolabili, "Vortice" (1953), di Raffaello Matarazzo, si distingue per la fitta concentrazione di volti di grandi del doppiaggio: (in ordine d'apparizione) Aldo Silvani, Giorgio Capecchi, Gualtiero De Angelis, Bella Starace Sainati, Dina Perbellini.
    Chi fra loro è inopinatamente doppiato? Perché e da chi?
  22. L'opera prima di Tinto Brass, "Chi lavora è perduto" (1964), è un pamphlet antisistema dalla formidabile carica dissacratoria. Tanto tuonò che... il regista col tempo si è riparato sotto la più rassicurante omologazione. L'impeto provocatorio dell'esordio ha travolto persino il doppiaggio, che comunica, in un'originale mescolanza, sia il parlato che il pensato.
    Da chi vengono fatti, sarcasticamente, doppiare i grandi attori goldoniani Tino Buazzelli e Gino Cavalieri? E da chi, beffardamente, l'ottuso generale col volto di Piero Vida?
  23. Fortunato Misiano, più che un produttore, è stato un imprenditore cinematografico. Fautore del doppiaggio spinto, usato come scorciatoia verso il profitto, nel 1952 arrivò a costituire una Casa di doppiaggio, la ARS, per creare sinergie tra produzione e postproduzione, con risultati tuttavia talvolta stravaganti. Come quando nel 1955, in "La rossa" e "Suonno d'ammore", patrocinò il doppiaggio "aziendalistico" del napoletanissimo Giacomo Furia, con la voce di due conterranei che si esprimevano con forte accento partenopeo. Chi sono stati i due "inopportuni"?
  24. Le affinità espressive di due icone del cinema italiano, l'attore Ugo Tognazzi e il regista Marco Ferreri, hanno cementato una solida amicizia e dato impulso ad un'intensa collaborazione ... anche a ruoli invertiti. In quali delle sue sporadiche regie, il goliardico cremonese ha disegnato giocosi cameo per il sulfureo milanese? In quali di questi, da chi e per quale ragione, lo ha fatto doppiare?
  25. Il poliziesco metropolitano "Un uomo, una città" (1974) nasconde una coppia di doppiaggi fra i più bizzarri di sempre. Occulto ispiratore, tra provocazione ed allucinazione, è stato il grande Enrico Maria Salerno, protagonista del film, che, a sua volta, partecipa alla sterzata eccentrica indossando una pacchiana, quanto improbabile, folta parrucca rossiccia. Spalleggiato dal Maestro d'ironia Luciano Salce, convinse il regista Guerrieri al doppiaggio in napoletano (?) del popolare cantautore torinese Gipo Farassino, scritturato proprio perché la vicenda si snoda nel capoluogo piemontese. Mentre sull'icona milanese Tino Scotti fece ricamare la voce dissonante di un altrettanto logorroico comico newyorkese. Chi sono gli autori dei doppiaggi "nonsense"?
  26. Il grande produttore napoletano Giuseppe Amato è stato il primo ad intuire le potenzialità cinematografiche della poesia di Eduardo, De Pretore Vincenzo. A patto che la triste storia dal destino crudele si trasformasse in una commedia a lieto fine.
    Anche in "Un ladro in Paradiso" (1952), Amato si circonda di collaboratori di prim'ordine, Giuseppe Marotta, Nino Rota e, alla direzione del doppiaggio, Gino Cervi, al quale chiede di esaltare la napoletanità. Quest'ultimo, quali napoletani DOC aggrega alla "sua" CDC per doppiare Franco Golisano, Helene Remy, Enzo Turco e Ugo D'Alessio?
  27. Ecco una specialissima "insolita ignota"! E' Marta Abba, radiosa diva del Teatro Italiano, il cui irresistibile fascino ha ghermito persino il mite Luigi Pirandello.
    Sul finire del 1935, oltre alle abituali incursioni radiofoniche, si dedica alla più recente versione della recitazione puramente vocale: il doppiaggio della protagonista del remake di un "gelido" melò di David Wark Griffith, sotto la direzione del fratello di un attore della sua compagnia teatrale, che saranno entrambi suoi partner al leggio. Qual è la pellicola della preziosa performance della Abba? Chi sono i due fratelli (anch'essi VIP "ignoti" alla nomenclatura del doppiaggio) e chi hanno doppiato?
  28. Diamo a Cesare quel che è di Cesare! Vari quiz addietro avevamo segnalato un grave errore di attribuzione compiuto da Wikipedia, poi precipitosamente rimediato, privando un bravo attore di una benemerenza (immeritata), elevata, sempre da Wk, a suo più importante doppiaggio.
    Oggi compensiamo il... bentolto, attribuendogliene uno altrettanto rilevante, che gli esperti di Wk hanno ascritto a Gigi Proietti! Si tratta del doppiaggio dell'iconico Paul Newman in una delle sue rare regie, "Sfida senza paura" (1971). Di chi è quella voce, per molti così indecifrabile? E chi doppia Henry Fonda, partner nel film?
  29. Questa volta raccontiamo di quando un doppiaggio mal digerito è stato causa di un indignato esilio. Ne è protagonista l'ischitano Eduardo Ciannelli: emigrato negli USA poco più che ventenne, è diventato negli anni 1930 fra i più richiesti villain degli Studios. Tornato in Patria nel 1949, si dovette accontentare di ruoli non sempre esaltanti, finchè se ne conquistò uno di spicco con l'uso della propria voce baritonale pregna di umori del Golfo. Però la produzione implode e il film viene fatto doppiare integralmente. Amareggiato ripara negli USA per non tornare più a “casa”, se non per lavoro! Qual è il film della grave onta? Chi lo doppia? Per beffarda casualità si spegne mentre si trova in Italia. Per quale set? Chi lo ha doppiato post mortem?
  30. Chi doppia da sé, doppia per tre!! E' il motto quanto mai calzante di "La guerra segreta" (1966), coproduzione internazionale dal nutrito cast. Infatti qui l'estroso direttore di doppiaggio riserva a sé stesso tre gustosi camei, che in ossequio allo spirito cosmopolita della pellicola riguardano, un italiano, un francese, un tedesco.
    Chi sono i celebri attori omologati sotto la voce protettrice dell'autorevole director? Quali altri doppiatori nel film bissano la loro presenza vocale?
  31. Bud Spencer-Glauco Onorato brilla come uno degli abbinamenti volto-voce più azzeccati e meno scontati del doppiaggio italiano. Resta a tutt'oggi sconosciuto l'ideatore, alla cui lungimiranza si è inchinato lo stesso doppiato, ammettendo pubblicamente che per molti ruoli "quella" voce era più consona della propria.
    L'exploit Stephen Boyd-Messala in "Ben-Hur" (1959) aveva elevato Onorato a doppiatore di rango, ma nel contempo l'aveva ancorato al ruolo fisso di antagonista. Solo dopo svariati anni, un glorioso direttore di doppiaggio lo ha promosso a voce protagonista, scovando sotto la scorza burbera e attaccabrighe, un cuore tenero. Quale attore è stato il viatico per Bud? In quali film? Quale cameo si è riservato il direttore-scopritore.
  32. Clark Gable-Emilio Cigoli, ovvero l'indissolubile binomio che ha marchiato i cinema italiani dal dopoguerra (1946) a fine carriera del divo USA. Un mantra violato con due sole eccezioni. Quali sono le pellicole orfane del pigliatutto livornese? Per "responsabilità" di chi? Quali le ragioni sottese? Chi nelle due circostanze ha doppiato i coprotagonisti virili di Gable?
  33. Sensibile interprete dei classici teatrali del Novecento e direttore per oltre un decennio del prestigioso Teatro Carcano di Milano, Giulio Bosetti è stato inoltre il più precoce direttore di doppiaggio, avendo iniziato a governare quelle stanze semibuie appena trentenne.
    Bruciando le tappe, qualche anno più tardi, viene scelto da un produttore tedesco per prestare la voce ad un loro campione nazionale di popolarità in un kolossal e poi, apprezzatene le doti, viene incaricato di coordinare a Berlino il dubbing delle 8 versioni previste e dirigere quella italiana. Di quale megaproduzione parliamo e chi ha doppiato? Quali big del leggio ha utilizzato per doppiare gli attori italiani che vi compaiono?
  34. Zorro, icona mascherata del cinema d'azione, è il paradigma della duplicità umana, divisa tra esteriorità ed intimità, ovvero tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere.
    In Italia il mirabile spadaccino è espressamente citato per la prima volta in "Il sogno di Zorro" (1951) di Mario Soldati. Il protagonista (Walter Chiari) ne è un discendente e conserva dell'avo il gene della doppia personalità. Come la manifesta?
    Figurano inoltre due interpreti (famosissimi), anche loro autori di un'esibizione bifronte ... o meglio bivocale, con la propria voce e non. Chi sono? Qual è la ragione dell'ambiguità? Chi li doppia?
  35. Ugo Gregoretti, acuto osservatore dei mutamenti del costume, in "Le belle famiglie" (1964) ironizza sulle avvisaglie di sgretolamento dell'istituzione familiare nella concezione tradizionale.
    Nel solco di un registro grottesco, il regista attinge a piene mani alle risorse infinite del doppiaggio e affida i ruoli di due personaggi chiave, il padre-padrone che vuole imporre lo sposo alla figlia e il coniuge dai gusti sessuali tentennanti, ai volti di due Vip non attori ed alle voci di due Vip non doppiatori, per meglio esprimere sottesi simbolismi. Chi sono gli interpreti (soprattutto quelli "all'ombra") e quali le ragioni che hanno portato alla loro scelta?
  36. Il silenzio delle biografie farebbe supporre che l'attrice italiana più longeva di sempre, la mitica Paola Borboni, negli incredibili 78 (!) anni di carriera, non sia mai stata doppiatrice. D'altronde detestava recitare "con quelle orribili cuffie che isolano dal mondo", tanto che scantonava volentieri persino il doppiaggio di se stessa. Eppure, almeno una volta, la passionale Paolina c'ha provato. Per amore. E' accaduto nei pionieristici anni 30, quando si legò ad un importante doppiatore, conosciuto durante il doppiaggio di un film da lei interpretato. Di lì a breve si trovò a prestare la voce ad una biondissima star, avendo come partner il compagno che già allora doppiava Robert Taylor.
    Oltre ad individuare le pellicole, il fascinoso doppiatore e la diva doppiata en passant dalla Borboni, provatevi ad aggiungere una sua nuova doppiatrice alle tante già elencate da Wikipedia.
  37. Vi è un nesso tra Bertolt Brecht, autore icona del secolo scorso, e il doppiaggio? L'effetto di straniamento che l'attore genera nello spettatore non immedesimandosi nel personaggio, brand della drammaturgia dello scrittore tedesco, è stato reso o accentuato nel cinema italiano grazie al doppiaggio?
    Analizziamo due casi! Nel suo film più fedele alla messa in scena brechtiana, il regista Giuseppe De Santis si autocita esplicitamente voce narrante fuori campo, ma in verità quella voce non gli appartiene. Nella pellicola italiana considerata più brechtiana, il regista scrittura un novello Jean Valjean, modello ottocentesco della controversa natura umana, e gli affida il ruolo del prete (messaggero di pace) guerriero (... di lotta) e lo fa doppiare. Completate il puzzle e ovviamente scoprite le identità vocali nascoste.


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