Smallville Italia

I FRATELI ELEMENTALI
scritto da
Lex Lutor


RIASSUNTO: Quattro ragazzi con i simboli Kryptoniani dei quattro elementi piombano nelle vite di Clark e co. Come li combatterà il nostro eroe, adesso che i nemici sono 4?
DATA: 20 Novembre 2003 - 2 Gennaio 2004.
AMBIENTATO: seconda serie.
ADATTO: a tutti.
DISCLAIMAR: si ricorda che tutti i diritti del racconto sono di proprietà del sito Smallville Italia e che tutti i personaggi di "Smallville", utilizzati senza il permesso degli autori e non a fini di lucro, sono di proprietà Warner Bros Television.


Prologo
Talon, notte fonda. Silenzio rotto all'improvviso
Clark: "Lana. Ti amo!"
Lana: "Anche io Clark!"
Clark: "E pensare che ci ho messo 13 anni per dirtelo"
Lana: "Beh meglio tardi che mai!"
Clark e Lana si stavano baciando con passione. Un bacio che Clark aveva sognato da tantissimo tempo. Lui aveva trovato finalmente il coraggio di dirle ciò che pensava per non rischiare di perderla. Aveva anche iniziato a dirle che era un alieno, con super poteri, ma Lana aveva cominciato a baciarlo e a sganciarsi la camicetta. A quel punto Clark aveva deciso di rimandare le spiegazioni al giorno dopo. Anche Clark era mezzo nudo e proprio sul punto migliore un tizio col volto coperto da un passamontagna entrò nel Talon.
Lana: "Il Talon è chiuso da un pezzo, la prego di uscire!"
Uomo: "Ciao Lana. Ti ricordi di me?"
Lana: "Chi è lei??"
Uomo: "Non mi meraviglio. Non sono mai stato considerato molto da te. Peccato." detto questo uscì
Lana: "Ok amore. Torniamo a noi." Ma Clark si era già alzato.
Lana: "Che c'è??"
Clark: "Non senti questo odore??"
Lana: "Cos'è??"
Clark: "Odore di……bruciato!!"
In breve il Talon cominciò a bruciare e parte del soffitto crollò, proprio davanti a dove Clark e Lana stavano baciandosi, impedendo così a loro di uscire all'aperto. Era uno strano effetto per Clark: lui poteva appiccare fuoco, non spengerlo. In breve le fiamme si propagarono in tutta la stanza e i fumi intossicarono Lana che svenne. Clark non stava aspettando altro e con un po' di sforzo riuscì a spostare le travi ardenti che bloccavano l'uscita a lui e a Lana. Appena fuori poggiò Lana a terra e la coprì con la sua camicia e poi cercò di fare qualcosa per bloccare l'incendio, ma tutto sembrava inutile. Niente si poteva fare per fermare l'incendio. Ma qualcos'altro attirò l'attenzione di Clark: infatti appoggiato ad un palo lì vicino c'era l'uomo col passamontagna, che prima aveva disturbato lui e Lana. Questo gli sorrise, un sorriso con gli occhi, un ghigno più che un sorriso, si voltò e se ne andò. Clark usò la vista araggi X e notò che aveva lo scheletro ricoperto da Kryptonite. Stava per corrergli dietro, ma si accorse che Lana stava per rinvenire e concentrò tutta la sua attenzione su di lei. Del Talon non era rimasto più niente.


A casa Luthor la vita è ordinaria. Gli affari di Lex vanno abbastanza bene e sono diverse settimane che il padre Lionel non si fa sentire e non gli rompe le palle. La nostra storia comincia durante la notte. Anche la notte era tranquilla ed era una delle poche che Helen era a casa (il resto all'immaginazione) quando il silenzio notturno viene interrotto dallo squillo del telefono.
Lex: "Pronto" con voce assonnata
Voce al telefono: "Lex, sono Lana. Mi dispiace È una cosa importante"
Lex: "Lana, che succede??"
Lana: "Hanno appena dato fuoco al Talon. È tutto bruciato. Non è rimasto niente"
Lex: "Che cosa??!?"
Lana: "Puoi venire??"
Lex: "Vengo subito!"
Lex spiegò a Helen ciò che Lana gli aveva detto e lei capì e lasciò andare il suo compagno a vedere ciò che era successo
Appena arrivato al Talon si accorse che non era arrivato proprio al Talon, ma che era arrivato dove era il Talon. Non c'era assolutamente più niente tranne che cenere e detriti. Lana era in lacrime e con lei c'erano anche Clark, Pete e Chloe.
Lex: "Che cos'è successo esattamente?"
Lana: "Non lo so! Ero dentro e se Clark non fosse stato lì con me probabilmente sarei morta."
Se la situazione non fosse stata così urgente avrebbe chiesto a Lana che cosa stava facendo alle tre di notte con Clark al Talon deserto
Chloe: "Non piangere Lana, vedrai che l'assicurazione può fare qualcosa"
Clark: "Speriamo proprio di sì, altrimenti sarebbe un duro colpo sia per Lana che per Lex"
Lana: "Amici, vi ringrazio. Ma adesso vorrei andare a casa."
Clark: "Vuoi che ti accompagni?"
Lana: "Se non ti dispiace Lex vorrei venire in macchina con te."
Lex: "Nessun problema!"
I ragazzi si salutarono e Pete e Clark rincasarono insieme.
Pete: "Ti è sfuggito qualcosa, qualche sguardo infuocato?"
Clark: "Non credo. Le altre volte che è successo me ne sono accorto e sentivo il mio corpo stesso bruciare."
Pete fu molto tentato di chiedere a Clark come era andata la parte della nottata trascorsa solo assieme a Lana, ma decise di soprassedere. Invece gli chiese
Pete: "Ma come può un incendio scoppiare così……infondo avreste sentito odore di gas o roba simile…"
Clark: "Sono convinto che sia di origine dolosa"
Pete: "Cosa??"
Clark: "Senti, subito prima che l'incendio scoppiasse un tizio è entrato al Talon e diceva di conoscere Lana."
Pete: "Oh"
Clark: "Subito dopo che sono riuscito a salvarmi ed a salvare Lana l'ho rivisto lì vicino ed ho usato la supervista per vederlo in viso, sai aveva un passamontagna."
Pete: "Allora?? Chi era??"
Clark: "Non è il suo viso che ha attirato la mia attenzione, ma il suo petto!"
Pete: "??"
Clark: "Impresso sul suo corpo c'era il simbolo Kriptoniano del fuoco!"
Pete: "Vuoi dire che potrebbe essere un alieno come te?"
Clark: "No. Quello che ho in mente è che per qualche strana ragione, durante la pioggia di meteoriti, quel simbolo gli è rimasto impresso sul petto e probabilmente adesso può controllare il fuoco e le fiamme."
Pete: "Come farai a fermarlo?"
Clark: "Le fiamme a me non nuocciono, ma se dovesse minacciare Lana, o Chloe, o te, o la mia famiglia…sarei in suo potere"
Clark rifletté su quanto aveva detto ed ebbe un brivido. Poche volte prima aveva avuto paura, ma adesso era proprio in quella situazione. Non poteva sempre esserci lui a salvare Lana o i suoi amici.


La mattina dopo Clark non seppe come riuscì a svegliarsi. Era come uno zombie che camminava per la casa
Jonathan: "Sai figliolo, dovresti andare a letto un po' prima la sera."
Martha: "Tuo padre ha ragione, sai? Ieri sera sei rientrato alle tre e mezza"
Clark: "Ero con Lana, avete saputo dell'incendio al Talon?"
Non sapevano nulla. Clark gli spiegò tutto e ma nella storia non menzionò il giovane col simbolo del fuoco inciso sul petto. Era già in ritardo per la scuola e il preside non gradiva i ritardatari.
Appena arrivato a scuola c'era una piccola folla intorno ad una Lana ancora piangente. Una folla di persone che nemmeno Lana aveva mai visto, le classiche persone, pensò Clark, che non ci sono mai e si fanno vedere quando ti succede qualcosa di molto grave.
Quando Clark arrivò Lana si gettò letteralmente tra le sue braccia
Lana: "Finalmente sei arrivato!"
Clark: "Si dai calmati. In fondo l'assicurazione coprirà almeno una bella parte della ricostruzione del locale"
Lana: "È proprio qui il problema: l'assicurazione ci ha accusato di aver provocato noi l'incendio, per prenderci noi i soldi"
Clark: "Ma non è vero!!"
Lana: "Già ma loro non ci credono"
Clark: "Senti tuo padre, lui è avvocato no?"
Lana: "Sì, gli ho già lasciato un messaggio, spero che mi risponda al più presto"
La mattinata trascorse decisamente tranquilla (se si esclude il fatto che Clark prese un brutto voto a chimica) e gli amici di Lana, quelli veri, riuscirono a consolarla, ed a farla tornare la bella e sorridente ragazza che sempre era stata.
Chloe: "Sentite ragazzi, mi rilascereste un'intervista su ciò che è accaduto?"
Clark e Lana si guardarono per due motivi: primo Chloe era incorreggibile, secondo non volevano che lei indagasse sulle loro azioni private.
Clark: "Magari un'altra volta"
Chloe: "Cavolo Clark, è un pezzo da prima pagina!! Un incendio ad un locale che distrugge completamente quello e non tocca nemmeno con una scintilla i palazzi adiacenti?"
A questo non avevano pensato e Pete e Clark incrociarono gli sguardi. Era evidente che Clark aveva ragione: il ragazzo era in grado di controllare il fuoco. Lana però non capiva e decise che non gli importava gran ché come era successo, ma gli rompeva le scatole il fatto che era successo.
Clark prese Pete da una parte e gli disse
Clark: "Tu che ne dici, dovrei dire a Lana tutta la verità? Anche su di me?"
Pete: "Senti amico, un'amicizia tra maschi è un discorso, molto difficilmente si rompe, ma se sei insieme a lei e tra sei mesi la molli o ti molla, di solito i rapporti si rompono e rischi di commettere una stupidaggine. Comunque la scelta è tua, fai quello che ritieni giusto"
Ma Clark aveva deciso, sebbene le parole di Pete fossero vere, vedeva nel futuro lui e Lana sempre accanto, che non si sarebbero mai lasciati. Così decise di prenderla da una parte ed iniziare a dirle tutto quanto
Clark: "Ascolta Lana, è molto importante"
Lana: "Dimmi caro"
Clark: "Io……beh vedi……non sono proprio come gli altri ragazzi"
Lana: "Questo lo so Clark! Sei il ragazzo che amo e non puoi essere come gli altri"
Clark: "No, non è ciò che intendevo…"
Lana: "Allora che cosa?"
Clark: "vedi…io…" ma non riuscì a finire la frase perché un boato annunciò un pericolo imminente: un terremoto era scoppiato.
I ragazzi urlarono e i nostri amici si radunarono insieme. Il terremoto era il più forte che Smallville avesse mai avuto. Perfino il giorno della caduta dei meteoriti sembrava una leggera scossa al confronto di questo.
Pezzi di soffitto cominciarono a cadere e (con estrema soddisfazione) Pete salvò Clark da uno di essi. O meglio salvò il segreto di Clark. I ragazzi riuscirono ad uscire dalla scuola proprio mentre essa crollava completamente. Stavolta anche i palazzi adiacenti stavano crollando e la gente era per strada che gridava, ma quello era l'ultimo dei problemi dei ragazzi.
Di fronte a loro, a circa cinque o sei Km ben cinque trombe d'aria stavano marciando verso Clark e i suoi amici. Stavolta era davvero difficile per Clark riuscire a salvare tutte le persone. Si portò istintivamente verso Lana e la abbracciò
Lana: "È la fine Clark. Non riusciremo a salvarci"
Clark: "Non dire così, ce la caveremo in un modo o nell'altro."
A quel punto lo sguardo di Clark cadde su due ragazzi che non aveva mai visto prima e che invece di essere spaventati stavano ghignando. Avranno avuto circa 25 anni. Uno aveva i capelli color cenere e gli occhi grigio-verde. Era abbastanza minuto e sembrava gracile dal fisico, ma a guardarlo meglio comunicava una forza interiore decisamente elevata. Teneva una mano alzata al cielo, ed aveva lo sguardo fisso sulle trombe d'aria. L'altro era più alto, più robusto. Aveva i capelli bruni e gli occhi neri. Le spalle molto larghe gli davano un'aria di potenza non indifferente. Anche lui teneva una mano al cielo, come se stessero aspettando che un uccello gli saltasse nel palmo.
Ad un tratto Clark ebbe un sospetto che con la vista a raggi X diventò una certezza. Sul petto avevano inciso i simboli kriptoniani rispettivamente dell'aria e della terra. La faccenda era alquanto intrigante.
Clark non si fermò a pensare e (stava ancora abbracciando Lana, quindi lei non lo vedeva) con lo sguardo infuocato colpì il giovane più piccolo, i cui capelli presero fuoco. Appena entrambi buttarono giù le braccia il terremoto e le trombe d'aria cessarono all'istante.
Lana: "È un miracolo"
Clark si finse stupito e disse
Clark: "Già, siamo tutti bene?" i ragazzi risposero di sì anche se erano visibilmente scossiLana scosse la testa in segno che non le dispiaceva
Pete colse al volo
Pete: "Vengo con te Clark, due braccia in più alla fattoria faranno solo comodo"
Clark: "D'accordo, grazie."
Mentre però si allontanavano dal gruppo delle persone impaurite la conversazione andò su un ben più diverso argomento
Pete: "Allora, deduco che mi volevi parlare"
Clark: "Infatti!"
Pete: "Allora? Che succede?"
Clark: "Non so se li hai notati, ma non molto lontano da noi c'erano due ragazzi. Avevano sul petto inciso i simboli dell'aria e della terra. E guarda caso c'è un terremoto e un tornado."
Pete: "Che cosa vuoi dire?"
Clark: "L'altro ragazzo aveva il simbolo del fuoco. Ho una supposizione, ma te la dico a casa, non voglio ripetere la stessa storia due volte. Adesso scusami, ma ho fretta" prese in braccio l'amico e partì con la super velocità.
Appena giunto a casa lo aspettava uno spettacolo che ricordava ciò che era successo alle città della Germania dopo la seconda guerra mondiale. La casa era quasi completamente distrutta e il fienile pure. I suoi genitori dovevano essere nel rifugio per i cicloni, dove tenevano la navicella.
Infatti erano lì.
Martha: "Oh Clark stai bene?"
Pete: "Domanda retorica"
Tutti fecero una lieve risatina.
Jonathan: "Pete ti conviene restare qui per il momento."
Clark: "Mamma, papà vi devo dire una cosa importante."
Cominciò a raccontare tutto fino a dove era arrivato con Pete
Pete: "Adesso vuoi andare avanti??"
Clark: "Hai mai sentito la storia che avevano gli antichi dei 4 elementi?"
Lo sguardo stupito di Pete come pure quello dei suoi genitori lo fecero andare avanti
Clark: "Secondo un filosofo dell'antichità la vita e le cose terrene sono formate dall'unione e l'aggregazione dei 4 elementi presenti in natura: aria, terra, fuoco ed acqua.
Ora, i ragazzi che hanno attaccato hanno i simboli di tre elementi e riescono a manipolare quel determinato elemento. Dubito che non ci sia un quarto ragazzo che possiede tale capacità."
Martha: "Mancherebbe l'acqua"
Clark: "Già ed ho un dubbio: ho la sensazione che possa manipolare tutti gli stadi dell'acqua, se così fosse lo renderebbe il più pericoloso di tutti."
Martha e Jonathan erano parecchio spaventati ed anche Pete lo era. Stavolta Clark aveva trovato degli avversari degni di lui.


Clark decise verso sera di andare da Lex per sapere come stava.
Mentre si avvicinava cominciò a sentire sempre più freddo. Era strano, era maggio inoltrato e non doveva fare così freddo. Per sentirlo lui poi…..
Ad un certo punto vide un sottilissimo strato di ghiaccio sulla strada sotto ai suoi piedi ed un dubbio gli balenò nella mente. Cominciò a correre con la super velocità ed arrivò in breve a casa Luthor.
Il castello sembrava non aver risentito dei danni del terremoto, forse perché era parecchio distante dalla scuola di Clark dove i ragazzi avevano dato origine al fatto. In compenso però sembrava che fosse un castello costruito in Groenlandia. Enormi stalattiti pendevano dai lati e dalle torri del castello che era interamente ghiacciato. Clark entrò dentro e nell'entrare urtò un ragazzo che non aveva mai visto prima. Non ebbe bisogna della vista a raggi X per capire che era il quarto ragazzo. Appena entrato dentro si accorse che era molto più freddo del previsto e che se lui stava assiderando probabilmente Lex e Helen erano in fin di vita se non già morti. Quando arrivò nell'ufficio di Lex trovò un uomo ed una donna, ma lei non era Helen. Era Lana.
Clark: "LANA!!!!"
Ma ovviamente non poteva rispondere visto che era completamente congelata. Clark pregò che per le due persone più importanti della sua vita non fosse troppo tardi e li tirò fuori di lì.
Appena uscito fece subito la cosa più ovvia e cominciò a bruciare tutto intorno ai suoi amici cosicché il fuoco sciogliesse il ghiaccio. Ma una voce alle sue spalle fece sobbalzare Clark.
Ragazzo: "Ciao Clark Kent"
Clark si voltò di scatto e riconobbe il ragazzo che aveva visto pochi minuti prima fuori dalla villa Luthor
Ragazzo: "Mi chiamo Jake Mickless. E nel caso non lo hai capito controllo acqua e ghiaccio."
Clark cercò di prendere tempo e darne ai suoi amici affinché si scongelassero.
Clark: "Hai inciso un simbolo sul corpo."
Jake: "Già, significa Acqua in non so che lingua. Credo la lingua natale dei meteoriti.
Vedi… il giorno della pioggia dei meteoriti io e i miei fratelli stavamo facendo una piccola scampagnata ed eravamo a contatto con la natura. Io per la precisione stavo facendo il bagno in un fiume quando un meteorite atterrò lì vicino. Allora sentii un bruciore intenso sul petto e quando uscii dall'acqua notai che vi era impresso questo simbolo. Si tirò su la maglia per far vedere a Clark il simbolo dell'acqua. Non mi accorsi subito dei miei poteri, ma un giorno che mio fratello stava per annegare, in un gesto disperato, ordinai all'acqua di portarmelo dov'ero. Con mia sorpresa il liquido mi obbedì e da allora cominciai ad allenarmi per controllare l'acqua. Qualche mese più tardi capii che potevo controllare anche il ghiaccio e cominciai a partecipare a gare di scultura di ghiaccio. Ed ovviamente vinsi sempre. Cominciai a fare abbastanza soldi da potermi trasferire in Europa, il mio sogno. Poi, per caso, ho saputo da mio fratello che una sua vecchia fiamma era di Smallville. Decidemmo di tornare qui e quando mio fratello ti ha visto insieme a lei non ci ha visto più dalla rabbia e ci ha chiesto di aiutarlo a farsi vendetta. Successivamente ho fatto delle ricerche su di te. Ti ho spiato ed ho scoperto che non sei un umano. Hai dei poteri paranormali e mi piacerebbe confrontare i miei poteri con i tuoi."
Detto questo lanciò un getto di ghiaccio in direzione del viso di Clark. Lui rispose all'attacco con il suo sguardo infuocato e riuscì a pareggiare la situazione. Sfortunatamente, sotto questo punto di vista Jake era nettamente superiore. Clark decise di usare una volta tanto la sua forza per attaccare. Si portò grazie alla sua super velocità alle spalle del nemico e con un colpo alle costole lo mise a dormire per un po'.
Decise di lasciarlo per terra e portò Lana e Lex, che nel frattempo si erano scongelati, all'ospedale.
Helen era là e ovviamente andò subito dal suo compagno.
Helen: "Clark!! Cosa è successo a Lex e a Lana??"
Clark: "Non lo so. Ero andato a trovare Lex e l'ho trovato congelato. Sono riuscito a scongelarli dando fuoco ad un arbusto lì vicino."
Helen era pensierosa
Clark: "Se la caveranno, non è vero?"
Helen: "Sì. Grazie a te non sono morti assiderati, ma i loro tessuti sono ancora semi-congelati e non funzionano alla perfezione. Dovranno stare perciò un po' qui. Puoi venire quando vuoi."
Clark: "Grazie Helen."
Clark rincasò molto triste, sapendo che nei giorni seguenti non avrebbe visto Lana a scuola. Ad un tratto i suoi pensieri tornarono sui ragazzi che aveva avuto modo di conoscere in questi giorni passati. Che relazione aveva il ragazzo del fuoco con Lana. E perché ha distrutto il Talon. Perché poi, se anche volevano uccidere Lana, quel terremoto e i tornado che avrebbero ucciso decine e decine di persone. Mentre cercava queste risposte Clark tornò a casa e ci trovò, con grande sorpresa, Chloe ad aspettarlo.
Chloe: "Ciao Clark"
Clark: "Ciao Chloe. Tutto bene?"
Chloe: "Io sì. Tu piuttosto? Come hai fatto a trascinare Lex e Lana all'ospedale da solo??"
Clark: "Ho preso la macchina di Lex e li ho portati lì" una volta tanto era vero
Chloe: "Bene, allora ti pongo un'altra domanda: cosa sai dei fratelli Elementali?"
Clark: "Chi?"
Chloe: "Sono dei ragazzi che si sono trasferiti da poco a Smallville. Sembra che erano molto vicino al punto dove sono caduti i meteoriti 13 anni fa. Potrebbero avere poteri paranormali relativi ai quattro elementi. Per questo li chiamo fratelli Elementali. Non conosco i loro veri nomi…" Chloe aveva centrato la questione.
Clark: "Anche io penso una cosa del genere."
Chloe: "Beh, grazie della consulenza. Ci vediamo domani a scuola. Ciao, ciao"
Clark: "Buonanotte Chloe."
Clark si sentiva un po' strano. Chloe era arrivata alla sua stessa conclusione senza guardare i simboli sul petto dei ragazzi. Decise di andare a letto e pensarci l'indomani mattina a scuola. Poi gli venne in mente che la scuola non c'era più (accidenti alle disgrazie…) e decise così di andare da Lana in ospedale.
Durante la notte Clark fece un sogno strano. I fratelli Elementali erano tutti insieme e stavano concentrando i loro poteri in un unico punto
Fratelli: "Come in passato l'unione degli elementi portò vita, adesso porterà morte." Lanciarono così il colpo mortale, ma non verso di lui. Il colpo lo mancò di diversi centimetri e colpì qualcuno dietro di lui. Era Lana. Lui correva a soccorrerla ma era troppo tardi. Lana era morta. Si girava verso i fratelli e li vedeva che stavano caricando di nuovo il loro colpo mortale. Quando si voltò di nuovo verso il cadavere di Lana scoprì che non era più lei: era Lex. Il corpo cambiò più volte, assumendo l'aspetto di Chloe, Pete e dei suoi genitori. I fratelli avevano concluso il loro colpo e lo scagliarono verso Clark. Jake stava dicendo "voleva vendicarsi! Abbiamo dovuto farlo." Quando il colpo colpì Clark lui si svegliò di soprassalto. Era già mattina e era tutto sudato. Voleva uscire di casa. Peccato che non fosse a casa sua.


Si trovava in un luogo che non aveva mai visto prima. Probabilmente doveva aver camminato nel sonno come era successo altre volte. Sentiva delle voci provenienti dalla stanza adiacente. Decise di andare a vedere chi fosse e vide che era a casa del primo dei fratelli, quello di fuoco. Stava parlando con qualcuno che conosceva, ma non era uno dei suoi fratelli: era Lionel Luthor
Lionel: "Bel Lavoro John"
John: "La ringrazio signor Luthor. Spero che adesso mi darà ciò che mi spetta."
Lionel: "Certo ragazzo. Se tuo fratello ha fatto il lavoro giusto da adesso in poi sarai tu ad essere padrone dei possedimenti di mio figlio."
Così era questo che volevano i fratelli: non erano altro che sporchi ladri doppiogiochisti.
Ma Lex non era morto! Forse era questo che pensavano Lionel e John.
Clark decise di andare in ospedale quando John si diresse verso di lui.
John: "Ciao Clark Kent"
Clark non aveva tempo di andarsene e stette al gioco
Clark: "Ciao John"
John: "Tu non mi conosci"
Clark: "So che sei uno sporco assassino. Hai cercato di uccidere Lana!"
John: "Ti sbagli. Non sono un assassino. Sono un doppiogiochista. Un baro. Questo sì. Ma non un assassino, specie della ragazza che amo.
Devi sapere che diversi anni fa io e Lana ci incontrammo ad un corso per attori. Lei è molto bella, e io contavo sul fatto dei miei poteri per…compromettere il voto della giuria e fare colpo su di lei. Mostrai a Lana i miei poteri, pensando che mi sarebbe venuta dietro come fossi un Dio. Invece si allontanò da me. Aveva paura, nonostante la rassicurassi che non avrei mai usato i miei poteri per fare del male alla gente. Io non sono capace di fare del male: conto sulla paura che la gente ha del fuoco. Ma se fai attenzione non ho mai nuociuto a nessuno"
Clark: "Hai cercato di uccidere Lana"
John: "Ti sbagli!! Ti conosco e so che poteri hai. Vedendoti lì con Lana ho perso la testa, ma sapevo che con te nei paraggi non le avrei fatto alcun male."
Clark: "È per questo che Lana non ti ha voluto anni fa. Se tu fossi un fedele servitore della giustizia non ci sarebbero problemi e probabilmente troveresti ragazze anche migliori di Lana. So che sei diverso dai tuoi fratelli, specie da Jake."
John: "Hai conosciuto mio fratello acquoso?? Quando?"
Clark: "Ieri notte ha provato a uccidere Lana e Lex"
John: "COSA??? Era nel piano solo Lex! Lui doveva entrare nell'edificio mascherato e tirare una lastra di ghiaccio nel petto di Lex. Non ci doveva andare di mezzo nessun altro."
Clark: "Perché volete ucciderlo?"
John: "Vedi Kent…Io sto cercando di farmi apprezzare. Se riesco nel mio intento potrò rimanere solo a smallville. Ho poteri anche più grandi dei tuoi e tutti sarebbero ai miei piedi. Anche Lana."
Clark: "Ma non è il modo per farlo!! Se qualcuno sconfiggesse coloro che hanno creato scompiglio nella città e che ancora ne creeranno, lui sarà un eroe e tutti lo acclameranno."
John ebbe un po' di esitazione
John: "Stai cercando di farmi tradire i miei fratelli??"
Clark: "So che sei diverso da loro. Lo hai detto tu e te lo leggo nella mente. In fondo sei buono. Se hai dato fuoco al Talon nessuno saprà niente, pazienza. Dimostra che sei diverso dagli altri proprio questo: quando, accecato dalla rabbia, hai dato fuoco al Talon non hai coinvolto le case di persone innocenti mentre i tuoi fratelli di Aria e Terra hanno distrutto decine di case."
John esitò
John: "Vattene Clark. Non dirò a nessuno che sei stato qui. Ma vattene. Penserò a quanto ci siamo detti"
Clark uscì di lì, diretto all'ospedale per trovare Lana. Mentre camminava pensò a quanto aveva detto John su Lana. Lui gli aveva mostrato i poteri e lei si era tirata indietro perché aveva paura. E se avesse fatto lo stesso con lui? Con questa domanda nella testa in breve arrivò nei pressi dell'edificio bianco pallido dove tenevano i malati.
Appena arrivò, Lana gli sorrise come (a quello che avevano detto i dottori) non aveva mai fatto prima.
Clark: "Ciao Lana. Come va?"
Lana: "Ciao Clark. Ancora una volta sono viva grazie a te. Sei proprio l'uomo che fa per me."
Clark arrossì e le diede un bacio sulle labbra. Poco dopo arrivarono anche Pete e Chloe. I ragazzi scambiarono chiacchiere di ogni tipo e Lana si sentì meglio.
Chloe: "Insomma,cosa vuoi di più: riposo, dormi quando ti pare, riviste di ogni tipo, TV, amici. Cosa ti manca??"
Lana: "Beh, il cibo non è un gran ché. Mi portano un brodino tutti i giorni. Dicono che farà bene al mio stomaco che è ancora parzialmente gelato"
Tutti fecero una piccola risatina sul cibo e poi Clark si finse sospettoso.
Clark: "Come può essere successo che tu e Lex vi siete congelati così. E poi vedessi il castello. Completamente ghiacciato. Non vorrei fosse opera di qualche mago……"
Chloe: "Un mago congelatore. Wow, articolo da prima pagina"
Clark: "CHLOE!!! Lana è qui in ospedale perché ha rischiato la vita e tu riesci a pensare al Torch?"
Chloe: "Ti sbagli, non penso al Torch. Penso al Daily Planet di Metropolis"
Clark: "Ti…ti hanno offerto un posto al Daily Planet??"
Chloe: "Già. Il mio sogno si sta avverando…sono rimasti impressionati dall'articolo sulla scuola e il Talon."
Clark: "Senti Chloe, riguardo a quello che ci siamo detti ieri, io credo che ci sia un problema: ho l'impressione che sia stato il fratello che controlla l'acqua a congelare Lana e Lex. Credo possa controllare tutti gli stadi dell'acqua, anche il ghiaccio."
Pete: "Questo lo renderebbe un nemico pericoloso, forse il più pericoloso."
Clark: "Già. Facciamo attenzione."
In quel momento entrò l'ultima persona che Clark si sarebbe aspettato di vedere lì dentro: John
Clark: "John!! Che cosa ci fai qui!!"
John: "Ciao Clark! Ho riflettuto su quanto ci siamo detti prima. Forse hai ragione, i miei fratelli mi prenderanno per codardo, ma capiranno."
Clark: "Un'ultima cosa John."
John: "Dimmi"
Clark: "Tuo fratello Jake aveva detto che tutta questa storia era per eliminare Lana…."
John: "È una bugia! Non è nemmeno stata una nostra iniziativa. Ma mio fratello è pazzo, non esegue soltanto gli ordini. Gli piace fare ciò che ci ha ordinato Lionel Luthor."
Clark: "Ma allora qual è il vostro "Compito"??"
John: "Noi avremmo dovuto uccidere Lex. A compito finito Lionel ci avrebbe donato i possedimenti del figlio a patto che noi cedessimo una percentuale sugli introiti a lui. Probabilmente Jake ha voluto attirare la tua attenzione su Lana in modo che avesse via libera per Lex. Ti consiglio di tenerlo d'occhio. Ora se non ti dispiace sono passato a vedere come sta Lana."
Lana: "Chi sei tu??"
John: "Non mi riconosci?? Abbiamo fatto anni fa un corso di attori insieme."
Lana: "Non riesco a ricordare!"
John aprì il palmo della mano e la tese verso Lana. In un attimo comparve una fiamma che ardeva senza bruciare in realtà niente.
Lana: "Adesso mi ricordo di te: John Mickless. Eri soprannominato Piro, tanto usavi bene le tue fiamme." in un attimo la mente di Lana si illuminò e fece 2 + 2.
Lana: "Sei stato tu a dare fuoco al Talon!!!"
John: "Sì, lo confesso. Ma non ti avrei ma potuto fare del male."
Lana: "Davvero?? Dando fuoco al posto dove uno sta "parlando" con un'altra persona non mi sembra un pegno d'amore…"
John: "Ma è la verità" John incrociò lo sguardo di Clark che lo fulminò con gli occhi. Stava per rivelare tutto su Clark. John passò ad altro argomento.
John: "Ti darò una mano per ricostruirlo. Lavorerò giorno e notte."
Lana aveva capito che John non era poi così cattivo come sembrava. E decise di dargli un'altra possibilità.


Passarono diversi giorni prima che Clark riuscisse a parlare a quattr'occhi con Lex. E quando riuscì a parlarci gli rivelò ciò che John gli aveva detto.
Lex: "Così mio padre mi vuole morto eh?"
Clark: "Già…"
Lex: "Comportamento non molto paterno…"
Clark: "Cosa hai intenzione di fare.?"
Lex: "Non lo so… stavolta mio padre ha assoldato dei killer molto pericolosi."
Ma negli occhi di Lex una strana luce brillava. Clark non se ne accorse e decise di tornarsene a casa per evitare di coinvolgere anche i suoi genitori.
Arrivato a casa le cose si svolsero nel modo migliore possibile: cena magnifica, TV dopo cena e uno sguardo al cielo stellato per trovare qualche probabile indizio su Kripton. In quel momento arrivò Lana.
Lana: "Ciao Clark!"
Clark: "Ciao Lana! Come ti senti?"
Lana: "Meglio. In questi giorni passati ho rischiato di morire per ben tre volte, ma tu c'eri sempre e mi hai sempre aiutata. Come farei senza di te…"
Clark: "Faccio quel che posso."
Lana: "John mi ha detto tutto quello che sapeva."
Il cuore di Clark ebbe un sussulto
Clark: "E che cosa ti ha detto?"
Lana: "Che Lionel li ha assoldati per uccidere suo figlio. Posso capire, per quanto sbagliato sia, non amare il proprio figlio, ma addirittura odiarlo al punto di vederlo morto, tutto per soldi……"
Clark si sentì strano, quasi rammaricato per la situazione familiare del suo migliore amico.
Lana: "Ora però basta parlare" disse tutto d'un tratto
I suoi occhi scurissimi erano fissati su quelli altrettanto scuri e profondi di Clark. Lei gli stava sorridendo. Chiuse gli occhi e si avvicinò a lui. Le sue labbra erano sempre più vicino, sempre più vicino………
La mattina dopo Clark, Lana (molto stanca, vi lascio immaginare il perchè), Pete, Chloe e John erano al Talon. John era quello che si dava più da fare per ricostruire ciò che egli stesso aveva distrutto. Lex arrivò dopo un paio d'ore e portò con sé una troupe di muratori che in due giorni ricostruirono il Talon meglio di prima.
Lana: "Beh, grazie Lex"
Lex: "Non c'è di ché, dopotutto la compagnia di assicurazioni è mia e mi costa molto meno ricostruire tutto che pagare i danni. Infondo non ti sei fatta del male…"
Lana: "Non ti preoccupare e grazie ancora."
Lex se ne andò e lasciò i ragazzi dentro al nuovo Talon.
John si era offerto di intrattenere i clienti con i suoi giochetti col fuoco. Tutto era tornato alla normalità. O quasi.


Erano passati due mesi e la scuola era completamente ristrutturate, grazie anche alle donazioni di Lex. Tutto era tornato come prima e anche meglio: la sede del Torch occupava un piano intero e diversi ragazzi erano alle dipendenze di Chloe.
In questo periodo non si era più sentito parlare dei fratelli Elementali, fatta eccezione per John che continuava a lavorare per Lana, ora retribuito.
Clark entrò nell'ufficio di Chloe
Clark: "Ciao Chloe"
Chloe: "Ciao Clark, entra."
Clark: "Come va?"
Chloe: "Stranamente bene, è un po' che desideravo questo periodo di calma e pace…"
Clark: "Già. Hai rifiutato l'offerta del Daily Planet?"
Chloe: "Sì. Qui a smallville mi sento molto di più a casa mia. Inoltre come vedi sono caporedattore. Qui tutti obbediscono a me. E dove lo ritrovo un posto così…"
Clark: "Devi ammettere che Lex è stato gentile a donarci tutte queste cose."
Chloe: "Già…"
Lana: "Ciao ragazzi!" disse entrando anche lei nell'ufficio di Chloe e salutando Clark con un bacietto sulle labbra che mandò in bestia Chloe.
Chloe: "Lana, scusami sono molto occupata…"
Lana: "Ok, allora noi ce ne andiamo… ciao Chloe, vieni Clark"
Clark: "Eccomi. Ciao Chloe"
Appena Clark e Lana furono usciti si diressero verso il Talon dove i palazzi erano particolarmente pericolanti. Lì d'intorno c'erano solo due persone: John e Jake. E si stavano dando battaglia.
Clark: "Lana. Corri a casa dei miei. Io cerco di parlare con Jake e farlo ragionare"
Lana: "Clark cosa vuoi fare?? Non sfidare la sorte, non ti andrà sempre bene e…"
Clark: "CORRI!!"
Lana gli diede retta e si diresse verso la fattoria dei Kent mentre Clark si avvicinava ai due contendenti.
John: "Ora basta Jake, perché vuoi risolvere sempre tutto con la violenza?"
Jake: "Violenza, fratello? Violenza? Tu non dovresti mettere in discussione la mia autorità. Io sono il fratello maggiore, io sono quello che ha poteri maggiori e devi RISPETTARMI!!!" mentre pronunciava l'ultima parola lanciò un fascio d'acqua verso il fratello che venne scagliato diversi metri più avanti.
Clark si precipitò ad aiutarlo, ma un altro fascio d'acqua, diretto verso di lui glielo impedì.
Jake: "Stanne fuori Kent. Nella mia famiglia si discute così." Detto questo prese il fratello in braccio e si diresse verso la periferia della città, verso la casa di Lex
Clark era convintissimo che per Lex non ci fosse cosa nulla da fare e decise di andare dai suoi genitori e da Lana.
Appena arrivato a casa, constatò che Lana era preoccupatissima
Lana: "Clark, che è successo?"
Clark: "Ho visto che Jake ha colpito John con un fascio d'acqua e quest'ultimo è svenuto. Poi lo ha preso in braccio e lo ha portato in direzione della villa dei Luthor."
Lana: "Ma tu stai bene?"
Clark: "Sì, certo, non mi hanno visto."
Jonathan: "Lex, però, è in grave pericolo!"
Un suono di sgommate annunciò l'arrivo di una macchina. Era Chloe e pareva molto allarmata
Chloe: "Ragazzi, ho una notizia sconcertante: Lex è sparito. Delle persone lo hanno visto mentre era in macchina e poi hanno affermato di vederla terra aprirsi proprio sotto di lui. E allo stesso tempo mentre cadeva un fiotto d'aria lo teneva fermo a mezz'aria. Poi lo hanno preso e portato via. Non sanno dove sia adesso."
Ma Clark aveva un'idea: il posto migliore per nascondere qualcosa è metterlo bene in evidenza. Dove nessuno si sognerebbe di cercarlo. Nel posto più ovvio: casa sua!
Clark: "Io esco"
Lana: "So che stai andando da Lex e so che non riuscirò ad impedirti di farlo, ma questa volta vengo con te. Costi quel che costi."
Clark si arrese e portò la sua ragazza con se, sebbene fosse molto preoccupato di quello che stava per succedere.


Appena giunti alla villa dei Luthor si accorsero dello spettacolo terrificante: il castello era quasi tutto gelato, a parte in alcune zone dove il castello bruciava senza però consumarsi. Un muro di pietra spessa almeno cinque metri era posto come cinta muraria, lasciando libera solo l'entrata, nella quale però c'era di guardia una piccola tromba d'aria.
Clark: "Aspetta qui…"
Lana: "Niente da fare, vengo con te."
Clark: "Sarà molto pericoloso"
Lana: "Non importa, tanto ci sarai tu a salvarmi…"
Così Lana seguì il suo ragazzo verso la villa dei Luthor. Appena giunti ad un angolo…
Clark: "Aspetta qui, guardo se la via è libera."
Con questa scusa Clark aprì un varco sul muro di pietra. Era molto dura anche per le sue mani.
Clark: "Lana, puoi venire."
Entrarono insieme nel varco aperto da Clark e si appostarono dietro una pianta per vedere ciò che stava accadendo in giardino. Lex era su di una sedia, con mani e polsi legati. Era immobilizzato. I quattro fratelli erano tutti lì e anche se a malincuore anche John stava rispettando gli ordini. Una figura comparve alle spalle di Lex e parlò
Lionel: "Molto bene ragazzi, molto bene."
Jake: "Benvenuto signor Luthor, benvenuto. È venuto ad assistere alla fine di suo figlio??"
Lionel: "Fai un buon lavoro Jake. Addio figliolo."
Lex pareva sconcertato, ma un attimo dopo la paura passò e comparve un ghigno sprezzante sul suo volto.
Lex: "Sì, addio papà."
Il sorriso di Jake divenne ancora più cattivo. Alzò la mano al cielo col palmo rivolto verso l'alto. Una luce azzurra si concentrò nel centro della sua mano dove pochi istanti dopo si era formata un'enorme lama di ghiaccio. Era delle stesse dimensioni di una gigantesca stalattite, ma Jake la stava usando come arma e di lì a poco la avrebbe lanciata contro Lex.
Jake: "Addio Luthor!!"
Jake lanciò la sua arma verso Lex. Clark provò a usare il suo sguardo, a il ghiaccio era talmente consistente che gli ci sarebbero volute ore per scioglierlo. Il destino del suo migliore amico era segnato. Ma c'era qualcosa che non andava. La lastra mancò Lex abbondantemente per essere involontario e marciò con sicurezza avanti, verso un altro obbiettivo: Lionel.
L'arma di ghiaccio colpì padre Luthor allo stomaco e lo fece cadere in avanti. Respirava ancora. Era vivo.
John: "NOOO!!! Jake, cosa hai fatto!!"
Jake: "Ero d'accordo con Lex fin dall'inizio. Ci avrebbe donato la metà delle sostanze del padre. Niente lavoro, niente azioni, solo soldi, soldi, soldi." Disse liberando Lex che dopo se ne andò, portando con sé il corpo del padre
Anche Lana aveva cercato di urlare, ma Clark aveva agito prontamente tappandole la bocca.
Lex: "Bel lavoro Jake." disse mentre veniva liberato
Il fratello di terra aveva però notato Clark e Lana dietro al cespuglio e lo fece notare al fratello.
Jake: "Kent e Lang?? Bene, avranno ciò che si meritano."
Dette come uno schiaffo all'aria e dalle sue unghie uscirono degli spunzoni di ghiaccio che non promettevano nulla di buono. Clark si posizionò istintivamente davanti a Lana. Ciò avrebbe sicuramente svelato il suo segreto, ma se non altro, Lana sarebbe stata salva.
John: "NO. ORA BASTA!!!" decise di averne abbastanza, specie se gli toccavano la ragazza che amava. Aprì la mano verso i proiettili di ghiaccio e una fiamma di intensissimo calore, che perfino Clark sentì sciolse la minaccia ai due giovani. La battaglia tra i due fratelli era ricominciata.
Jake: "Non vincerai fratello. Non hai mai vinto"
John: "Non ho mai combattuto per una vera causa!!"
Jake: "Le cause non servono, serve la forza per vincere" disse aumentando il tono della voce.
John: "MA L'AMORE TI DÀ LA FORZA NECESSARIA A COMBATTERE!!!!!!!!"
Jake lanciò un fascio d'acqua che avrebbe spostato anche Clark al massimo delle sue potenzialità, ma un altrettanto potente fascio di fuoco respinse l'attacco del fratello. Erano in una situazione di stallo. Jake cominciò a caricare un altro colpo come quello che aveva steso Lionel, ma John fu più veloce: con un movimento della mano libera fece comparire una fiamma intensa ai piedi del fratello che lo bruciò interamente. Jake cadde a terra. Gli altri due fratelli si diressero verso John, ma era accecato dalla rabbia. Li colpì entrambi con una fiamma intensissima. I loro corpi rimasero a terra immobili.
Convinto che Jake fosse morto andò verso di lui per donargli una sepoltura dignitosa, ma quando fu in prossimità di lui, Jake tirò fuori un pugnale di ghiaccio e lo piantò nel cuore del fratello.
Lana: "Nooo!!! John!!"
John ricorse a tutte le sue forse; alzò entrambe le mani al cielo e le unì a formare una coppa. Una luce rossa comparve al loro interno e prima che fosse completata John la scagliò verso il fratello.
Una vampata di caldo costrinse Clark a sdraiarsi sopra a Lana per coprirla dal pericolo. L'intera Villa Luthor si sciolse e prese fuoco, tutto ciò che c'era entro cento metri andò distrutto, tranne Clark e Lana. Di Jake niente.
Lana si diresse verso John che stava morendo.
John: "Lana. Mi dispiace per ciò che mio fratello ha fatto…io non…"
Lana: "Non parlare John, ti sentirai meglio una volta in ospedale"
John: "No. Ormai è troppo tardi. Lana. Ti amo."
Si accasciò a terra e morì.
Lana cominciò a piangere e Clark gli andò lì vicino a consolarla. Ma si accorse di una cosa strana. Qualcuno lì nei paraggi si stava muovendo e mugolando. Era Lionel Luthor. E stava bene, era solo un po' scosso. Lana e Clark lo portarono in ospedale per degli accertamenti e portarono John al cimitero.


Epilogo
Clark era nel suo fienile, a guardare il cielo, e sentì dei passi alle sue spalle. Lana era entrata e stava piangendo.
Clark: "Su…John ha dato la sua vita per te. Non vorrebbe che tu passassi tutto il tempo a piangere per lui…"
Clark si diresse verso di lei e la abbracciò. Poi le dette un bacio dolcissimo e quando si separarono
Lana: "Clark. Non lasciarmi. Non voglio perdere anche te. Non resisterei."
Clark: "Non ti preoccupare Lana. Ci sarò sempre per te."
La scena cambia e si vedono Lex e Lionel che stano discutendo
Lionel: "Mi vuoi dire che cosa è successo in questi dintorni??"
Lex: "Ti ho già detto che non lo so, papà."
Lionel scrutò il figlio con aria sospetta. Doveva aver dimenticato tutto.
Lex: "Bene papà. Puoi anche andare"
Lionel decise che ne aveva abbastanza e congedò il figlio. Dopo pochi minuti Lex sentì dei passi fuori dalla sua porta.
Lex: "Entra pure Mark, sono convinto che avremo una discreta relazione io e te. Ho molto da offrirti."
Un ragazzo dai capelli biondo-cenere entrò nell'ufficio di Lex. Era un ragazzo apparentemente minuto, ma se lo guardavi bene ti faceva capire che non era affatto gracile………………


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