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11 SETTEMBRE 1999


Riassunto: un normale giorno di scuola… niente a che vedere con la tragica data.

Data di stesura: giugno/settembre 2003

Valutazione:adatto a tutti 

Disclaimer: Tutti i diritti dei personaggi appartengono alla WB e alla UPN, e il racconto è di proprietà del sito Roswell.it

E-mail: shanti_p@roswellit.zzn.com

L’atrio della scuola era inondato dal sole di settembre e Liz vide Maria entrare di rincorsa, come al suo solito. Il sole alle sue spalle formava una sorta di aureola, dove la luce colpiva i suoi capelli biondi.
Il giorno prima erano state insieme a fare shopping, ed avevano perso più di un ora nel negozio di abiti usati, il preferito di Maria, dove solo lei riusciva a scovare i pezzi di abbigliamento più assurdi con cui componeva, spesso mischiando vari generi, le sue “mise” incredibili.
Liz, invece, era entusiasta della sua conquista: finalmente era riuscita a convincere sua madre a darle il permesso per comprarsi le sue prime scarpe con il tacco alto, e consigliata da Maria, aveva scelto un paio di sabot beige, con un ricamo di perline in tinta, proprio all’ultima moda e con almeno 8 cm. di tacco.
Il solo problema era che non aveva avuto modo di allenarsi molto in casa, la sera precedente, e adesso aveva la sensazione, ad ogni passo, di camminare sopra tanti pezzi di vetro.
Maria le si avvicinò con la sua solita aria sbarazzina e un sorriso smagliante: - Mi guarda, mi guarda …… dai Liz, cosa stà facendo??-
– Mi dispiace Maria – replicò l’amica scuotendo la testa - ma Danny Hill non ti ha proprio considerato!!! –
L’espressione di Maria si rabbuiò all’istante, ma Liz non le avrebbe mai mentito, non era da lei, non ci riusciva proprio.
- Va bè, pazienza …. Ma vedrai che quando indosserò il mio nuovo top, quello rosso super scollato che ho comprato ieri, si accorgerà di me - rispose Maria senza rassegnarsi.
Liz sorrise ammirando la tenacia dell’amica che, distolta l’attenzione da Danny Hill, si concentrò a “torturarla” : - Allora – ammiccò sorridendo - come va con Ben Hamilton?-
L’espressione divertita sul volto di Liz mutò immediatamente: - Non pronunciare quel nome, ti prego! – disse sgranando gli occhi in segno di preghiera.
Ben Hamilton era lo zimbello di tutta la High Roswell. Aveva un quoziente di intelligenza ben al di sotto della media, ed era stato accettato nella scuola solo perché da almeno tre generazioni la famiglia ne faceva parte.
Al posto degli occhiali portava i classici fondi di bottiglia ed era una frana in quasi tutte le cose che faceva. Ma il problema non era nemmeno questo, in fondo.
Nonostante questo suo aspetto, si ostinava a indossare il “chiodo” e i pantaloni in pelle nera ed era proprio convinto di essere uno strafigo.
Liz capiva benissimo con chi aveva a che fare è per questo che cercava, nei limiti del possibile, di essere sempre gentile con lui; in fondo le dispiaceva anche che gli altri ragazzi della scuola lo prendessero in giro.
Tutto il problema che la riguardava era nato al momento che lui aveva scambiato questa gentilezza per qualcosa di più …
- Oh Maria ti prego, tu devi aiutarmi – proseguì Liz - Sono disperata, non so più come tenerlo a freno. Mi telefona almeno tre volte al giorno, senza contare gli sms sul telefonino. Io …. Non ce la faccio più …. -
- Ma dai, cosa sarà mai ….. in fondo è stata anche un po’ colpa tua, lo hai aiutato in chimica, gli hai prestato gli appunti di biologia …. – replicò tra il serio e il divertito l’amica -Un ragazzo fa presto a illudersi….. soprattutto un tipo come lui!! -
- Maria, aiuto a scuola un sacco di gente, ma nessuno mi ha mai chiesto di farmi la maratona horror al cinema, o di andare a vedere a casa sua il rettilario ….. ma a parte questo, lo sai ….. non mi interessa proprio!-
- Bè allora puoi sempre dirlo a Kyle! Ci penserà lui, con un bel discorsetto, a rimetterlo al suo posto e a farlo stare lontano …-
- No, non posso, mi dispiacerebbe troppo…… E’ già così com’è lo zimbello della scuola! Figurati se Kyle o quelli della squadra lo dovessero prendere di mira – si infervorò Liz – Io, io ….. io spero solo che questa fissazione gli passi al più presto e che, soprattutto, non mi ossessioni con tutte quelle telefonate ….. siamo solo all’inizio dell’anno ….- continuò sconfortata.
- Guarda Liz!! – sorrise Maria - la tua “ossessione” è in fondo al corridoio e mi pare proprio che stia venendo verso di te!! -
Ben stava infatti sbucando dal corridoio dei laboratori e veniva proprio dalla loro parte.
- Devo scappare, Maria …. Ti prego nascondimi …… dove posso andare… -
- Liz, non lo so!!! Prova nell’armadietto … vai nei bagni … cercherò di bloccarlo per darti un po’ di tempo. Su …. vai …….VAI !!! -
Liz cominciò a correre nella direzione opposta, ma sfortunatamente da quella parte del corridoio c’erano poche opportunità per potersi nascondere: la stanza dei cancellini, il bagno e lo spogliatoio dei maschi adiacente alla palestra.
Andò verso la porta della stanza dei cancellini, ma …. benchè provasse ad aprirla con tutta la sua forza, era inesorabilmente chiusa a chiave.
- Bene Liz Parker – pensò – adesso hai proprio una bella scelta da fare! - Si voltò per dare un occhiata a Maria che stava cercando di intrattenere Ben con tutta la sua arte conversatoria, che in realtà sembrava avere poco successo. Il ragazzo, benchè tirato per la manica, stava continuando a camminare per raggiungerla.
Piuttosto che ascoltare l’ennesima richiesta di uscire, che a questo punto non avrebbe più potuto “svicolare”, e con la speranza che, forse, volesse andare solo nel bagno, Liz si decise a entrare nello spogliatoio dei ragazzi .
Ascoltò per qualche secondo. Il posto, immerso nel silenzio, sembrava fortunatamente deserto.
Liz riusci finalmente a tirare un sospiro di sollievo - O.K., potrei avercela fatta. Adesso aspetterò un paio di minuti e ….- Non fece in tempo a finire il suo pensiero che si udirono due voci avvicinarsi.
Liz si sentì gelare. Cosa avrebbe detto o inventato per giustificare la sua presenza in “quello” spogliatoio.
Cercò un posto per nascondersi e questa volta dovette seguire il consiglio di Maria: aprì l’armadietto degli attrezzi ginnici e ci si infilò dentro - A volte essere “piccolette” ha i suoi vantaggi – pensò.
- Ti dico che mi sento diverso – disse la prima voce che sembrava piuttosto nervosa; Liz, da dentro l’armadietto non riusciva a vedere a chi appartenesse.
- Sento come se stessi cambiando. Mi sento più forte ……. come se dentro di me ci fosse un energia a lungo sopita …….. un energia che si stà risvegliando ogni giorno di più -
Liz nel suo nascondiglio se ne stava immobile, cercando di respirare meno rumorosamente possibile, il che non era semplice visto che quell’armadietto era pieno di attrezzi, palloni e …. polvere.
- Credo che in fondo per noi sia normale – disse una seconda voce – Anche se la cosa ci può spaventare, sapevamo che prima o poi qualche cambiamento sarebbe avvenuto -
La polvere le faceva prudere il naso e pensò che non ce l’avrebbe fatta a trattenere gli starnuti, ma nonostante questo Liz riuscì a notare che a differenza della prima, questa voce era profonda, morbida e pacata, e in un certo senso molto melodiosa.
La prima voce riprese - Ho capito! Ma io ho paura di non saper controllare tutta questa energia … temo di fare del male a qualcuno quando giochiamo a basket, o peggio di farci scoprire ….-
- Non ce la faccio, …. non adesso, per favore ….. – pregò mentalmente Liz, ma il suo naso non le dette retta e reagendo a tutto quel pulviscolo le fece fare due sonori starnuti. Lei si sentì morire….
Per un tempo che sembrò interminabile, ci fu un gelido silenzio .
Poi, molto violentemente, qualcuno aprì la porta dell’armadietto e lei si trovò faccia a faccia con due intensi e arrabbiatissimi occhi marroni ….
- TU ! COSA CI FAI QUI???
Era Michael Guerin !
Chi fosse più fuori di testa fra lui e Ben Hamilton, Liz non avrebbe potuto dirlo. Non aveva una gran bella fama nella scuola, anzi era voce comune che il ragazzo fosse pieno di problemi.
- Posso spiegarti tutto, Guerin - Liz si disincastrò alla meglio dall’armadietto nel tentativo di uscire con dignità - Ma ti prego, non dire che sono entrata qui. L’ho fatto solo per nascondermi da …..-
- Mmmmhh, la “perfetta” Liz Parker colta in flagrante…. – il tono di Guerin era il solito: tagliente e ironico - Chi aspettavi… Kyle Valenti? – disse mentre un sorrisino beffardo gli appariva sulle labbra – Non dirmi che volevate pomiciare proprio nello spogliatoio maschile?? -
Liz, che nel frattempo, era uscita dall’armadietto facendo cadere buona parte del contenuto, arrossì fino alla punta dei capelli.
- Guerin, per favore!! – replicò tentando di raccogliere i palloni e le clavette che si erano sparpagliati sul pavimento - …… io non pomicio con Kyle Valenti….. e anche se lo facessi, certo non verrei qui!!! -
- Che stupido che sono! Ma certo usereste la stanza dei cancellini ….. – ammiccò sempre più divertito Michael a vederla in imbarazzo.
Liz che era riuscita a raccogliere tutto e a richiudere quella dannata porta dell’armadietto, si voltò verso il ragazzo e tentò un approccio più deciso - Ti prego lascia che ti spieghi ….-
L’espressione di Michael improvvisamente cambiò da divertita a furiosa e avanzando minaccioso verso di lei le disse - Sei venuta a origliare per conto del papà del tuo amichetto?? Avanti rispondi!! - la incalzò Michael sempre più arrabbiato.
Liz lo guardò stupita da quell’affermazione di cui non comprendeva il significato.
- Senti Michael ….- riprovò esitante.
- ALLORA? - gli urlò lui
Liz, sorpresa dalla sua reazione e dal tono della sua voce, indietreggiò spaventata.
- Adesso basta Michael! Smettila! – Max Evans intervenne nella discussione - Non mi sembra il caso di assalirla così – Liz fino a quel momento era stata talmente presa alla sprovvista, da non aver quasi notato la sua presenza - Lasciala spiegare, almeno – Max, appoggiò una mano sulla spalla dell’amico, cercando di calmarlo.
Liz intuì all’istante che la seconda voce che aveva sentito non poteva che appartenere a lui, e lo guardò negli occhi, grata di aver fermato quella furia che aveva davanti.
- Vi spiegherò tutto ve lo prometto. Ma Michael, per amor del cielo, calmati. Mi stai mettendo paura – rispose Liz. – Credete sia il caso di rimanere qui a chiarire la faccenda, soprattutto per me ? -
- Stai tranquilla - rispose Max - eravamo venuti qui anche noi per avere un posto deserto dove poter parlare, in questo momento non c’è nessuna lezione di educazione fisica -
- Allora? Sto aspettando!! - incalzò Michael leggermente più calmo ma non meno determinato nello sguardo.
- Ecco, io …. Bè è un po’ imbarazzante da raccontare, ma ero venuta a nascondermi qui per non incontrare una persona…. - Liz, parlò guardando entrambi negli occhi, come a voler dimostrare che la sua sincerità era più che reale - Non sapevo che voi eravate qua …. Non vi ho nemmeno visti entrare …. -
Gli occhi di entrambi i ragazzi la fissavano intensamente ……. molto intensamente.
- ……. Quando sono entrata era tutto deserto. - Liz deglutì, pensando che non aveva mai visto una coppia di occhi così …magnetici …. - Solo dopo ho sentito delle voci e non potendo uscire fuori…… – Liz guardò Max Evans, che sembrava avere un atteggiamento più amichevole rispetto a Michael Guerin – …….visto che rischiavo di incontrare quella persona ……. mi sono nascosta nell’armadietto. Tutto qua! – concluse Liz, fissando negli occhi Max Evans e cercando di decifrare di quale razza di colore fossero. Marroni ….. no, verdi …. o entrambi?
- E chi sarebbe questa persona che devi evitare ? - domandò Michael per niente convinto.
- Non posso dirtelo, non per me, ma per ….. per lui! - ribattè Liz, guardando Michael dritto negli occhi per dimostrare che non mentiva.
Liz pensò che fare il nome di Ben equivaleva a condannarlo a diventare ancora di più la barzelletta di tutta la scuola.
In particolare se la cosa fosse arrivata agli orecchi di Kyle, che si considerava a tutti gli effetti il suo ragazzo, certo che questa cosa con Kyle avrebbe dovuto chiarirla prima o poi, per Ben potevano esserci ulteriori prese in giro e scherzi di ogni genere. I ragazzi della squadra di football non perdevano mai l’occasione normalmente di dargli fastidio, figuriamoci se ne avessero avuto un motivo preciso.
No, non poteva farlo, non poteva parlare di Ben con quei due e rischiare che l’andassero a raccontare a tutto il resto della scuola.
Non lo aveva aiutato proprio perché in fondo gli dispiaceva che tutti lo trattassero così?? Ma chi immaginava che si sarebbe cacciata in guaio simile …
- Cosa c’è vuoi salvare l’onore a qualcuno o a te stessa, miss perfezione? – ribattè Michael ironico.
- Non c’è nessun onore da salvare! E’ solo una questione di correttezza ….. e io non sono “miss perfezione” – rispose Liz, le cui guance, cominciando anche a arrabbiarsi per l’atteggiamento di Guerin, si stavano sempre più imporporando, - ma del resto – pensò - cosa poteva saperne lui dell’onore …. visto il tipo che era.
Ci fu una lunga pausa di silenzio .
Proprio in quel momento la porta dello spogliatoio si aprì e la testa unta e impomatata di Ben fece capolino : - Mi sembrava di averti visto entrare qui, mentre parlavo con la tua amica …… ehi Liz, allora usciamo insieme stasera ?? -
Due paia di occhi allibiti si voltarono verso Liz, la quale contraccambiò lo sguardo con fierezza e con velata minaccia. Se solo avessero osato intervenire minimamente nella questione gli avrebbe conciati per le feste quei due!
Era arrabbiata! Sì molto arrabbiata per come l’avevano trattata, soprattutto Michael Guerin.
Ma chi si credono di essere …... – pensò Liz - Bè in effetti Max Evans non è stato così sgradevole come Michael, anzi, ha anche cercato di calmarlo con quella sua voce …. quella voce ….. – il suo pensiero si perse per un istante, ma tornò ben presto alla realtà - e quando cercavo di spiegare la situazione mi ha fissato così intensamente che ho avuto proprio l’impressione di essere creduta e rispettata…. -
- Niente commenti – mormorò sottovoce Liz al loro indirizzo - Qualunque parola sarebbe fuori luogo! – e voltando le spalle a entrambi si incamminò per raggiungere il suo “cavaliere”.
Max e Michael si ripresero dalla sorpresa e entrambi seguirono l’uscita trionfale di Liz dallo spogliatoio.
- Max …. Max … MAAAX!! Ti sei incantato?? Guarda che dobbiamo capire cosa ha sentito la Parker della nostra conversazione -
Max si girò lentamente verso l’amico – Se tu non l’avessi aggredita e messa in agitazione con i tuoi soliti modi educati, forse saremmo riusciti a saperne di più ! – gli rispose con la solita flemma.
- E certo!! Guai a toccarti Liz Parker, amico – replicò indispettito Michael – Non farti illusioni ….. e cerca di ricordare le nostre regole!! -
- Certo che le ricordo! – rispose seccato Max - ma non mi sembra che la maleducazione rientri tra queste!! Comunque lascia che le parli io. Tu rischi di peggiorare la situazione, con i tuoi soliti modi da gentleman. Hai visto come ci ha guardati prima di uscire …… se avesse potuto ci avrebbe fulminato!! - finì Max alterato.
Michael fece spallucce e ignorando completamente le proteste di Max che non voleva certo essere equiparato a lui per il suo comportamento sgarbato, invitò l’amico a escogitare un piano per scoprire cosa avesse potuto capire Liz della loro conversazione.
Stava prospettandogli varie congetture quando Max tra l’allibito e il pensieroso gli domandò - Secondo te esce davvero con Ben Hamilton? –
- Ma che ne so io!! E comunque grazie di avermi ascoltato Max! - disse Michael.
- Certo che ho sentito cosa vuoi fare – replicò Max abbassando lo sguardo – Ti ripeto, lascia che me occupi io. Se tu la fai arrabbiare di nuovo, non risolveremo niente. -
- Senti Max, se hai bisogno di una scusa per parlare con lei, trovala meglio – rispose acido Michael.
Max lo ignorò completamente e ritornò sul suo pensiero fisso - Credi davvero che abbia un appuntamento con Hamilton ?? -
Michael sbuffò - Lo sai che le ragazze sono capaci di tutto – rispose dando una pacca sulla spalla a Max, e entrambi uscirono dallo spogliatoio.
Davanti alla porta della classe Liz e Ben stavano parlando fitto fitto, la mano di Liz era appoggiata sulla spalla del ragazzo che scuoteva la testa mogio mogio.
Lei gli sorrideva dolcemente, cercando di parlargli con lo stesso modo in cui si spiega a un bambino per l’ennesima volta qualcosa che non capisce.
Max, incantato da quell’espressione di Liz, avrebbe pagato qualunque somma per riuscire a capire che di che cosa stessero parlando.
- Non posso uscire con te Ben, ti prego cerca di capirlo – spiegava Liz all’ennesima insistenza da parte di lui – Odio i ragni, i serpenti e gli iguana. Sono anche loro creature di Dio, ma …. Io non riesco proprio a capire come si possano trovare tanto belli da tenerli in casa …….. E prima che tu lo dica di nuovo, nemmeno i film horror sono il mio genere preferito. Quindi che te ne fai Ben di una ragazza come me che non condivide per niente i tuoi interssi? Forse dovresti cercartene un’altra con gusti più simili ai tuoi …. – Liz tentava in tutti i modi di convincerlo che non era certo lei la ragazza adatta a lui.
- Vabbè .. – rispose Ben triste triste – se proprio non vuoi uscire con me, magari dammi almeno un bacetto !
Liz sorrise divertita - in fondo il ragazzo non è mica così suonato come dicono… - pensò – O.K.! – disse e si allungò per dargli un bacio sulla guancia, senza accorgersi dello sguardo sofferente e invidioso che la controllava da lontano.
Proprio in quel momento suonò la campanella e tutti i ragazzi si affrettarono per entrare in classe, nella calca Ben fu urtato da un compagno e, maldestro come era, finì addosso a Liz malamente.
Lei perdette l’equilibrio e le sue nuove scarpe fecero il resto: le si ruppe un tacco e una fitta lancinante le trafisse la caviglia e le contrasse lo stomaco.
Per un attimo fu stordita dal forte dolore e non riuscì a pensare a altro. Poi cercò di riprendersi e tirarsi in piedi ma la caviglia proprio non la reggeva.
Benchè cercasse di trattenersi, lacrime di dolore le scesero sulle guance, mentre qualche compagno si fece intorno per aiutarla.
Ben tutto dispiaciuto e preoccupato si offrì di accompagnarla in infermeria e visto che lei non poteva camminare fece di tutto per poterla prendere in braccio, ma fatti pochi metri, nonostante il carico fosse piuttosto leggero, ansimante e senza più forze dovette rimetterla a terra perché non ce la faceva più.
- Maria … Maria, chiamate Maria, per favore – disse Liz – ma il dolore e le lacrime le annebbiavano la vista.
Si sentì sollevare da terra con forza e sicurezza - Stai tranquilla, presto saremo in infermeria e ti medicheranno – sentì una voce calda e pacata che la rassicurava e tranquillizzava - Abbi solo un attimo di pazienza – fra il dolore e la confusione lei alzò il viso e incontrò gli occhi di Max Evans.
Non poteva crederci! Aveva Liz Parker tra le sue braccia! Certo non era proprio come l’aveva immaginato nei suoi sogni, anzi poteva sentire tutta la sua sofferenza, ma era la prima volta che riusciva a starle così vicino.
Sentiva il profumo dei suoi capelli, il ritmo del suo respiro, poteva percepire perfino il battito del suo cuore.
Per un attimo ebbe la tentazione di continuare a camminare, camminare e allontanarsi ….… lui e lei in un posto lontano da tutto, dove avrebbe potuto dirle finalmente tutto quello che aveva dentro e dove lei gli avrebbe sorriso come aveva fatto a Ben…
Ma delle piccole gocce umide e calde che gli scivolarono all’interno del braccio lo riportarono bruscamente alla realtà.
In quel preciso istante Max sentì smuoversi dentro qualcosa che non seppe definire chiaramente, ma l’attrazione che aveva provato per Liz Parker fin dalle elementari, cambiò in qualcosa che a lui, in quel momento sembrò del tutto incomprensibile.
- So che è doloroso – cercò di confortarla - ma vedrai che passerà presto – finì chinando la testa e riuscendo a vedere solo una massa di morbidi capelli che annuiva.
Appena giunti in infermeria, Max l’appoggiò dolcemente sul lettino; l’addetto di turno le spruzzò abbondantemente la caviglia di spray istantaneo; le mise la borsa del ghiaccio per impedire che la distorsione si gonfiasse e se ne andò a chiamare il medico della scuola per valutare la gravità del danno.
Lacrime di dolore continuavano a scendere sulle guance di Liz, senza che dalla sua bocca uscisse un suono. Max, che si era seduto a fianco del lettino, le passò un kleenex, pensando con tenerezza che in fondo, sotto quell’apparenza così fragile e delicata, si doveva nascondere molta forza e determinazione.
- Di solito non piango così – riuscì finalmente a dire Liz – ma il dolore è stato così improvviso e forte che le lacrime sono scese da sole. Penserai che sono la solita ragazzetta piagnucolona -
- Non preoccuparti, Liz, non c’è nessun problema – replicò Max – Non dimenticare che ho una sorella ….. e comunque se Hamilton non fosse stato il solito imbranato …tutto questo non ti sarebbe successo ! -
- No, Max, non dire così!! Ben non c’entra – replicò lei serenamente - E’ stata tutta colpa delle mie scarpe nuove! Queste trappole infernali che fanno apposta per torturare le donne.…….. e che io, stupida, mi sono andata a mettere proprio per venire a scuola!-
Max rise di gusto, notando che almeno il ghiaccio cominciava a farle effetto anestetizzando il dolore - Sembra proprio che le donne non possano farne a meno … anche Isabel ne ha diverse paia – concluse divertito.
- Bè magari lei …. Visto che non ha problemi di altezza può anche permettersi di non portarle…. Ma giuro che d’ora in avanti non mi importa per niente di essere piccola!! Da oggi non metterò mai più scarpe con i tacchi!!! – replicò Liz tra il serio e lo scherzoso.
– Questo lo dici adesso, ma appena sarai guarita, alla prima occasione elegante …Vedrai che li rimetterai per farti bella per il tuo cavaliere …. Per Ben Hamilton….- finì serio Max.
Liz, nonostante il dolore riuscì a sorridere e Max pensò che non aveva mai visto un sorriso così luminoso e dolce.
- Ben non è il mio cavaliere …….. almeno lo spero! - Gli rispose – Spero che gli sia passata l’ossessione nei miei confronti dopo tutta la chiaccherata che abbiamo fatto.-
- Perché lo difendi è stato lui a farti cadere!! – replicò Max indispettito.
- Dai Max, poverino…… Come si fa a prendersela con uno così …- disse Liz guardandolo negli occhi e pensando, mentre parlava, di che razza di colore fossero….. Verdi! Si! decisamente verdi, ma …….cangianti …. - Mi fa solo tenerezza e non mi va di trattarlo come fanno gli altri -
- Avrei potuto trattarlo male o prenderlo in giro come fanno tutti, invece con un po’ di pazienza e parlandoci sono finalmente riuscita a convincerlo che non usciamo insieme perché io non sono il suo tipo………Mi è costato perfino un bacio convincerlo a non chiedermi più di uscire con lui – continuò Liz divertita – e in fondo è bastato così poco per non renderlo infelice …. -
Max la guardò attentamente. Si era fatto un idea, da vari atteggiamenti che aveva notato, che Liz fosse una ragazza attenta agli altri, ma rimase stupito da quanto era profonda la sua sensibilità.
Si domandò anche se per caso lei avesse la minima idea di quanto aveva invidiato Ben Hamilton per quell’effusione ricevuta.
- Pensi che mi sarò fatta molto male? – chiese ad un tratto Liz adocchiando la sua caviglia - Se mi fasciano non riuscirò ad andare al Crash Festival di venerdì prossimo……non che ci tenga particolarmente, ma è una delle poche occasioni in cui i miei genitori mi fanno uscire senza farmi tante storie…... Tu ci andrai Max ? -
Il ragazzo si rabbuiò all’istante, e distogliendo lo sguardo dal suo viso, rispose – No, non ci vado mai –
- Perché? Alla tua ragazza non piace? – chiese curiosa Liz, cercando di incontrare i suoi occhi.
- No ! Non mi piace quel genere di festa – rispose lui tagliando corto e abbassando lo sguardo.
Enigmatico il ragazzo pensò lei.
Imbarazzata dal silenzio che si era creato tra loro, lo invitò a raggiungere la classe per non perdere la lezione.
- Non c’è problema, stai tranquilla – rispose Max - Anzi, fammi dare un occhiata se la caviglia è gonfiata ancora.
Era proprio in brutto stato. L’ematoma era ancora più esteso, anche se la parte era ormai addormentata dal ghiaccio.
Max, in piedi, dava le spalle a Liz seduta sul lettino e le copriva praticamente la visuale - Senti male se ti tocco qui? – le chiese - No! Mi sembra tutto addormentato – rispose lei.
Facendo attenzione alla porta e a Liz, si concentrò e monitorò la sua ferita. Non c’era niente di rotto, ma la contusione era proprio brutta.
E senza pensarci troppo, controllandone l’intensità, lasciò che un debole flusso energetico andasse a “migliorare” l’ematoma di Liz, senza guarirlo completamente per non destare sospetti.
- Max! Sento un formicolio strano. Cosa stai facendo? – chiese Liz allarmata da quella strana sensazione.
- Niente, non preoccuparti – mentì lui spudoratamente - è che probabilmente sta finendo l’effetto del ghiaccio e te ne occorre di nuovo – le rispose, andando contemporaneamente a prendere lo spray e inondando la caviglia di Liz di una abbondante spruzzata.
Finalmente arrivò il medico che dette una rapida controllata all’arto colpito e diagnosticò una semplice slogatura che necessitava di abbondanti impacchi di crema antinfiammatoria, seguiti da fasciatura .
- Ragazzo! Fai in modo che possa essere riaccompagnata a casa perché è meglio che per qualche giorno non cammini. E mi raccomando Parker, riposo assoluto fino a che la caviglia non sgonfia e per un po’ di tempo …….. lasci da parte le scarpe con i tacchi per le più comode scarpe da ginnastica - aggiunse il medico tutto allegro.
Lo sguardo che gli lanciò Liz non fu certo dei migliori visto le battute, dovette anche mordersi la lingua per non rispondergli a tono, poi si girò verso Max chiedendogli se per favore poteva andare a cercare Maria, che avendo l’auto poteva riaccompagnarla a casa.
Dopo qualche minuto Maria e Max arrivarono in infermeria proprio mentre il medico, finito di fasciare la caviglia di Liz, la stava salutando con le solite frasi che solo lui riteneva ironiche.
Maria abbracciò l’amica – Mi hai fatto preoccupare !! Meno male che non è rotta. -
- Davvero!! Il dottore ha detto che ne avrò per qualche giorno e che poteva andare peggio. Comunque mi farò un po’ di vacanza …- replicò Liz, tentando di alzarsi in piedi sorretta da Maria.
Max sorrise fra sé, pensando a quello che aveva fatto e aiutando Maria a sostenere Liz nel percorso verso l’uscita della scuola.
Stavano aspettando l’arrivo di Maria con l’auto, quando Liz, spostandosi con la mano i capelli dal viso, guardò Max negli occhi – Grazie per quello che hai fatto …. Per me….tutto il disturbo che ti sei preso portandomi da una parte all’altra della scuola…-
- Non sei pesante Liz … nessun disturbo davvero!! – le rispose sorridendo.
- Senti per quanto riguarda prima, nello spogliatoio ….. dì a Michael che può stare tranquillo ……dentro l’armadietto si sentivano le voci, ma non si capiva niente….. digli che se parlava di ragazze .…o di qualcos'altro …… insomma io non ho sentito niente di niente!! -
- Lo so Liz! L’ho visto nei tuoi occhi…… e so che quello che hai fatto per Ben lo faresti anche per Michael …..io sento che sei una ragazza di cui ci si può fidare …-
Liz rimase un po’ interdetta da quello che forse doveva interpretare come un complimento e lo guardò cercando spiegazioni a questa strana affermazione, ma proprio in quel momento arrivò Maria con l’auto e entrambi l’aiutarono a sedersi sul sedile posteriore e a sistemare la gamba.
In quel momento Michael sbucò dal nulla e, senza dire una parola, si affacciò al finestrino posteriore dell’auto porgendole la sua scarpa aggiustata.
Interdetta e senza parole, Liz riuscì solo a sorridere e a farfugliare un confuso grazie, mentre Maria mise in moto e partì.
- Allora ci hai parlato ?? – domandò ansioso Michael – cosa ha sentito? Che ti ha detto?? -
- Stai tranquillo Michael, è tutto a posto! Non ha sentito niente…… pensava che tu parlassi di ragazze ….. quindi possiamo stare assolutamente tranquilli……. dato che non è certo il tuo argomento preferito… - rispose ironicamente Max.
- Sei sicuro? Non ti ha preso in giro con quella sua aria innocente e poi magari se ne va a fare la spia, magari proprio allo sceriffo!! – lo incalzò sempre più concitato Michael.
- Ma tu sei paranoico! Ti dico che non ha sentito niente e comunque …. Io sento che possiamo fidarci …. E’ una persona diversa dagli altri …- e raccontò all’amico tutta la faccenda di Ben Hamilton quasi a voler dimostrare la lealtà di Liz.
- Sarà …. Ma io non sono tanto convinto. E’ meglio andare al Crashdown Cafè nel pomeriggio per indagare di nuovo – replicò scettico Michael.
Max sospirò esasperato – Non mi pare il caso! Oggi starà sicuramente a riposo con quella caviglia …-
Ma in fondo, senza volerlo, Michael gli offriva un ottima scusa per poter rivedere Liz, e quindi perché non approfittarne…– OK! Ma solo per farti stare tranquillo, magari ci passiamo uno dei prossimi giorni …… -

Scritta da Shanti


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