Il Camaleonte Fan Fiction

I veri sentimenti


Riassunto: Jarod e Miss Parker, a causa di un incidente, si troveranno intrappolati su un'isola deserta e...

Data di composizione: 11/2/2002

Racconto adatto: a tutti

DISCLAIMER:
Si ricorda che tutti i diritti del racconto sono di proprietà del sito "Jarod il Camaleonte Italia", e che tutti i personaggi della serie "Jarod il Camaleonte / The pretender" utilizzati nel racconto sono di proprietà MTM Productions / 20th Century Fox, e sono utilizzati senza il permesso degli autori e non a fini di lucro.


New York ore 8:00 a.m.

Era una bella giornata di sole. Jarod si svegliò. Dopo essersi stiracchiato si girò verso Zoe che dormiva ancora. Si alzò e andò a preparare la colazione, dopo di che ritornò nella camera da letto e vedendola ancora addormentata la svegliò con un bacio.
Lei aprì gli occhi e gli sorrise.
"Buongiorno Jarod".
"Ciao, dormito bene?" le chiese dandogli il vassoio della colazione.
"Certo, vedo che ti sei svegliato prima di me" disse e subito dopo incominciò a mangiare.
"Proprio così, anche perché ... devo parlarti" disse lui sedendosi sul letto.
"Di cosa?" chiese lei preoccupata.
"Devo andarmene per un paio di giorni".
"Jarod, non abbiamo passato molto tempo insieme, sei tornato solo da pochi giorni e già te ne devi andare" disse lei tristemente.
"Ti prometto che quando tornerò staremo insieme, il fatto è che ho scoperto delle cose sul Centro che interessano anche a Miss Parker e ...."
"Miss Parker, Miss Parker" lo interruppe arrabbiandosi "sempre lei. Ogni volta che te ne vai prendi sempre la scusa del Centro e di Miss Parker, lo so che le tue scoperte sono legate alla tua famiglia e questo lo capisco, ma proprio non mi va che devi sempre mettere in mezzo quella".
"Noi due siamo legati al Centro, quello che scopro io deve saperlo anche lei, abbiamo fatto un patto".
"Se non ti conoscessi bene, potrei pensare che tu provi qualcosa per lei" disse lei guardandolo dritto negli occhi.
Jarod si mise a ridere "andiamo Zoe non c'è niente tra me e lei, lo dovresti sapere".
"Promettimi solo che dopo che sarai tornato potremo passare un pò di tempo insieme".
"Si, va bene te lo prometto" disse prima di baciarla.
Più tardi si salutarono e lui andò in aeroporto.

Il Centro ore 9:00 a.m.

"Buongiorno" disse Miss Parker entrando nell'ufficio di Sidney.
"Buongiorno Miss Parker, un po' in ritardo oggi, come sempre del resto" disse Sidney sorridendo.
"Che vorresti dire?" disse lei guardandolo interrogativamente.
"Vuole dire che da quando sei insieme a Thomas sei sempre in ritardo" rispose Broots.
"Non sono sempre in ritardo, Broots" si lamentò lei "solo che mi dispiace uscire di casa prima di avere salutato Thomas e lui si alza sempre tardi" disse poi sorridendo.
"Intanto che tu eri impegnata a salutarlo" disse Broots "è arrivata questa lettera per te".
"La manda Jarod?" domandò prendendola.
"Non lo so, è anonima, è stata anche scritta a computer quindi non posso decifrare la calligrafia" rispose Broots.
Miss Parker aprì la lettera.

Vai all'aeroporto alle 3:00, avrai un posto prenotato sul volo privato per Los Angeles, là troverai delle informazioni importanti riguardo il Centro, ti darò prossimamente altre notizie.
Vai da sola.
Un amico

Miss Parker aveva capito subito che quella lettera l'aveva scritto Jarod, lui era l'unico che le potesse dare informazioni riguardanti il Centro.
"Allora, te la mandata Jarod?" chiese Sidney.
"No, è di una mia amica" mentì "dato che non sa dove abito ma sa dove lavoro me l'ha mandata al Centro questa lettera. Andrò via da Blue Cove per qualche giorno, mi ha invitato a casa sua".
Sidney sapeva che Miss Parker non le stava dicendo la verità. Era sicuro che quella lettera gliel'aveva mandata Jarod, ma non le chiese niente.
"Intanto noi che faremo?" chiese Broots.
"Non lo so, chiedilo a Raines" disse Miss Parker prima di abbandonare l'ufficio.
"Non ci penso neanche, che facciamo Sidney?".
"Penso che Miss Parker abbia ragione, dovremo chiedere a Raines" disse lui e poi si mise a ridere vedendo l'espressione spaventata di Broots.
"Secondo te chi gliel'ha mandata la lettera? Io non credo alla storia dell'amica, qui c'è di mezzo Jarod".
"Si, lo penso anch'io Broots, ma se lei non ha voluto dirci la verità, è perchè c'è qualcosa di personale, meglio non indagare oltre" disse Sidney mettendosi alla scrivania e continuando a lavorare.

Casa di Miss Parker ore 10:30

"Cosa? Devi andare a Los Angeles?" disse Thomas dopo che Miss Parker gli raccontò tutto. Non gli disse che doveva andare là per cercare informazioni riguardanti il Centro. Thomas in realtà non sapeva cosa lei faceva al Centro, non sapeva che lei stava cercando l'assassino di sua madre e anche Jarod. Era meglio che non sapesse queste cose e quindi gli raccontò solo che suo padre gli aveva detto di andare a Los Angeles per lavoro.
"Penso di stare via per qualche giorno" continuò lei mentre preparava la valigia.
"A causa del tuo lavoro non stiamo quasi mai insieme, non so ancora bene neanche che cosa fai al Centro, so solo che alcune volte tu parti per New York, Chicago o altre città, e non mi dici mai il motivo di questi tuoi viaggi" le disse lui arrabbiato.
Miss Parker si girò verso di lui "te l'ho detto qual'è il mio lavoro. Al Centro sono un'impiegata, lavoro sotto mio padre, a volte lui mi dice di andare via da Blue Cove solo per incontrare alcuni suoi clienti, mio padre si fida di me. Un giorno me ne andrò dal Centro ma non adesso".
"Che ne diresti invece di andartene adesso? Il tuo lavoro influisce sul nostro rapporto, me l'hai detto anche tu che non vorresti più lavorare lì" disse lui.
"Sì, è vero, ma mio padre mi ha detto che non ce la può fare senza di me, e lui fa sempre parte della mia famiglia" disse lei.
"Va bene, se per te è più importante il tuo lavoro che il nostro rapporto, allora va a Los Angeles" disse prima di andarsene.
"Accidenti a Jarod" pensò lei.

L'aeroporto ore 2:40 p.m.

Miss Parker era in anticipo. All'inizio voleva aspettare nella sala d'attesa dell'aeroporto, ma quando andò al Check in per ritirare il biglietto che Jarod le aveva prenotato L'hostess le disse che poteva anche raggiungere l'aereo. Miss Parker la ringraziò e si fece accompagnare all'aereo. Quando salì, non notò che c'era un'altra persona seduta dietro finche non la salutò.
"Ben arrivata Miss Parker".
Lei che si era già seduta si girò e vide Jarod seduto dietro di lei.
"Che diavolo ci fai qui?" disse lei sedensosi vicino a lui.
"Ma come? Non hai capito che te l'ho mandata io la lettera?"
"Certo che l'ho capito, solo tu potevi farti venire in mente di farmi andare fino a Los Angeles, e poi per cosa?" chiese lei seccata.
"Non avere fretta, ti spiegherò quando saremo là" disse sorridendo.
"Quando la smetterai di fare il misterioso? Per colpa tua oggi ho anche litigato con Thomas".
"Non è colpa mia se ho fatto delle scoperte riguardanti il Centro e non è neanche colpa mia se tu mi hai detto di avvertirti se scoprivo qualcosa" disse lui seccato.
"Certo adesso la colpa è mia. Se tu ti arrendessi e tornassi al Centro ...."
"Questo non accadrà mai" disse lui.
"Vedremo, intanto io ho un cellulare e una pistola con me quindi se fai qualche scherzo posso chiamare il Centro quando voglio".
"Come hai fatto a non far scoprire la pistola in aeroporto, Miss Parker?" chiese lui curioso.
"E' un nuovo tipo di pistola" gli disse mostrandogliela "i metal detector non la vedono neanche, tutti al Centro ormai ce l'hanno nel caso i nostri jet privati non funzionassero e dobbiamo fare qualche viaggio con un aereo di linea, le cose sono cambiate al Centro Jarod, aggiornati" disse lei sogghignando facendo ridere anche lui.
"Stai ridendo di me per caso?" disse lei arrabbiandosi.
"No, sto ridendo del Centro" disse lui.
Intanto il pilota era arrivato e finalmente partirono.
"Ma chi me l'ha fatto fare?" continuava lei a lamentarsi.
"Ma la pianti? Goditi il viaggio piuttosto" disse lui guardando fuori dal finestrino.
"E ti pare che sia possibile? Ti ho dato la caccia per 2 anni e adesso sono qui a collaborare con te per una cosa che neanche so" disse lei ancora più seccata. Le dava fastidio il fatto che era insieme a Jarod e non poteva neanche catturarlo. La sua preda era vicino a lei, all'aeroporto sarebbe bastata una telefonata e lei se ne sarebbe andata dal Centro. Avrebbe finalmente potuto costruirsi una vita insieme a Thomas. Se n'era andata senza neanche salutarlo, perchè lui si era arrabbiato. Quando sarebbe tornata a casa, pensava, avrebbe fatto pace con lui. E se lui non la perdonava? Forse con quella discussione l'aveva perso per sempre. Qualche lacrima le solcò il viso.
"Miss Parker cos'hai?" chiese Jarod preoccupato quando la vide piangere.
"Non sono cose che ti riguardano, Jarod" disse lei girandosi dall'altra parte.
"Lo so a cosa stai pensando. A Thomas, avete litigato e ora hai paura che lui ti abbia lasciato. Non è così, ne sono sicuro" disse lui.
Miss Parker si voltò verso di lui e sorrise.
"Lo credi veramente?".
"Si, anch'io sono nella stessa situazione con Zoe e ...."
"Zoe? Chi è questa Zoe, una tua nuova fiamma?" disse lei ridendo.
"Una mia nuova fiamma da 4 mesi".
"Jarod non me l'avevi mai detto" disse lei sorridendo.
"Non ne ho mai avuto l'occasione. Io penso a scappare quando ti vedo e non a raccontarti la mia vita".
Miss Parker ad un tratto si fece seria "fai sul serio con lei?".
"Credo di si, perchè?" chiese lui.
Lei lo guardò "non lo so perchè te l'ho chiesto, scusa non sono affari miei. Devo andare un momento in bagno" disse alzandosi lasciando Jarod con uno sguardo interrogativo.
Miss Parker pensava. Perchè le aveva fatto questa domanda? A lei non importava niente di Jarod. Improvvisamente però, anche lei non lo sapeva spiegare, scoprì di essere gelosa di questa Zoe.
"Ma io sono innamorata di Thomas" si disse "ma perchè allora ogni volta che vedo Jarod o lo sento per telefono dentro di me sono contenta? E perchè quando riesco a prenderlo, faccio di tutto per farlo fuggire di nuovo?" erano queste le domande che continuavano a tempestare la sua mente. Con questi pensieri ritornò a sedersi.
Anche Jarod aveva molti pensieri nella mente. Lui era innamorato di Zoe, e allora perchè ogni volta che Miss Parker parlava di Thomas era invidioso?".
Erano tutti e due così assorti nei loro pensieri che si spaventarono quando il pilota disse loro che era in arrivo una perturbazione e sarebbero arrivati con un pò di ritardo a Los Angeles.
Improvvisamente però la pioggia divenne più forte, e il pilota si rese conto che dovevano subito atterrare e lì avvertì.
"Cosa? Lei non atterra proprio per niente mi ha sentito?" disse Miss Parker alzandosi e avvicinandosi al pilota.
"Preferisce morire per caso? Bè io no, quindi adesso vada subito a sedersi" gridò lui.
Miss Parker che non era abituata a ricevere ordini da nessuno e soprattutto da un uomo, in uno scatto di rabbia gli diede un pugno che lo fece svenire.
"Così impari a darmi ordini brutto idiota" disse lei.
"Miss Parker che hai fatto?" disse Jarod avvicinandosi faticosamente per via della tempesta "adesso come faremo?"
"Ma tu non sei un simulatore? E allora fa qualcosa".
Jarod si mise al posto del pilota. L'aereo stava precipitando, quindi tentò di tirare la cloche.
"Miss Parker tieniti forte, l'urto con la terra sarà violento" disse lui.
Lei stava per sedersi quando perse l'equilibrio e battendo la testa perse i sensi.
Quando l'aereo toccò terra anche Jarod svenì per colpa dell'urto che lo fece cadere per terra.

L'isola ore 5:30

Dopo pochi minuti Jarod si svegliò. Guardandosi intorno capì che lui e Miss Parker dovevano subito uscire perchè l'aereo sarebbe potuto esplodere.
"Miss Parker svegliati" le disse inginocchiandosi vicino a lei.
"Cos'è successo? Dove siamo?" chiese lei confusa mentre lui l'aiutava ad alzarsi.
"Presto dobbiamo uscire da qui, l'aereo potrebbe esplodere".
Mentre lei stava andando verso l'uscita Jarod si avvicinò al pilota, sentì se respirava ancora, ma era morto, così lui si alzò, prese la sua valigetta con dentro dei medicinali e uscì dall'aereo. Dopo pochi minuti che furono usciti l'aereo esplose.
"Il pilota?" chiese lei.
"E' morto" disse guardando nella direzione dell'esplosione.
"E' tutta colpa mia, quell'uomo è morto e noi bloccati qui. Moriremo anche noi" disse lei piangendo e Jarod l'abbracciò per consolarla.
"Miss Parker, sta ancora piovendo dobbiamo trovare un posto dove ripararci, andiamo" disse lui.
"Ma se non sappiamo neanche dove ci troviamo, quest'isola è deserta non credo che ci sarà una casa" disse lei camminando dietro di lui.
"E chi ha parlato di casa? Io parlavo di alberi, quello laggiù dovrebbe andare bene" disse lui indicando una grossa quercia.
"Quello cos'è?" chiese lei poco dopo guardando la valigetta.
"E' il mio kit di medicine" disse sorridendo "per fortuna che in questi giorni ho simulato di essere un dottore e me la sono portata dietro".
"Già bella fortuna" disse lei ironicamente.
"Intanto tu sei ferita alla testa e devo medicarti" disse lui prendendo del disinfettante.
"E' solo un graffio, non serve".
"Smettila di fare la bambina e fammi fare il mio lavoro di medico" la sgridò lui prima di tamponargli la ferita.
"Il tuo lavoro di medico? Vuoi sapere qual'è il tuo vero lavoro Jarod? Rendermi la vita un inferno".
"Tu potresti andartene dal Centro quando vuoi, solo che sei testarda. Ecco ho finito e intanto ha smesso di piovere" disse guardando il cielo "forza andiamo a esplorare un pò quest'isola".
"Sì hai ragione, purtroppo il mio cellulare è rotto quindi credo che non andremo via da quest'isola tanto presto".
"Da come l'hai detto sembra che la cosa non ti dispiaccia" disse lui sorridendo.
"Jarod, non fare lo spiritoso, non c'è niente di più brutto che stare su un'isola deserta insieme alla persona che odio di più al mondo" disse lei seccata cominciando a camminare.
Dopo mezz'ora che camminavano da lontano videro una capanna.
"Jarod guarda, forse c'è qualcuno" disse correndo ma i tacchi e la sabbia la fecero cadere. Jarod non potè fare a meno di ridere, ma poi si avvicinò e l'aiutò ad alzarsi.
"Tutto bene?" disse con un tono da presa in giro "ti conviene toglierti le scarpe, se non vuoi fare altri voli. Ne hai già fatti due oggi, forse è colpa dei tacchi se l'aereo è caduto".
"Sì, fai lo spiritoso, quando il Centro ci troverà ...."
"Sì e come? Con i radar?" disse lui continuando a ridere mentre di dirigevano verso la capanna.
Quando entrarono videro che era molto grande. Non c'era niente a parte qualche coperta e un camino spento.
"Carina, chissà chi l'ha costruita?" si domandò Miss Parker.
"Forse qualche naufrago di tanti anni fa, devo ammettere che è resistente" disse toccando le pareti.
"Qualche naufrago che adesso è morto, magari su quest'isola, la fine che faremo noi" disse lei sedendosi sulla coperta e sospirando.
"Non dire così Miss Parker, ce la faremo, venendo qua ho visto alberi di frutta e poi ti dimentichi del mare e ...."
"...I pesci, un cibo che ho sempre odiato".
"Mi dispiace ma se non vuoi morire di fame li dovrai mangiare" la rimproverò "comunque prenderemo domani i pesci, per adesso tu andrai a prendere della frutta, mentre io la legna" disse lui andando verso la porta per uscire.
"Cosa? Mi stai dicendo che dovrei arrampicarmi sugli alberi?" chiese lei arrabbiata.
"Come speri di prendere la frutta? Volando?" disse lui uscendo.
Lei lo fermò "io non intendo fare niente del genere, arrampicati tu, prenderò io la legna".
"Per tua informazione, anche per prendere la legna devi arrampicarti, io ti ho assegnato il compito più semplice ma se insisti tanto ..."
"E va bene, prendo io la frutta, ma spero che ci trovino presto" disse lei seccata prima di andarsene.

Il Centro 3 giorni dopo ore 10:00 a.m.

Sidney e Broots erano preoccupati. Erano ormai 3 giorni che Miss Parker non si faceva sentire. Non era da lei.
"Tu credi che le sia successo qualcosa Sidney?" chiese Broots preoccupato.
"Non vorrei farti agitare ma credo proprio di si, aveva detto che sarebbe stata via solo un paio di giorni".
"Forse ha prolungato la sua vacanza".
"So solo che quella lettera gliel'ha mandata Jarod, spero che siano insieme adesso".
Ad un certo punto sentirono bussare la porta. Broots incominciò ad agitarsi pensando fosse Raines.
"Avanti" disse Sidney.
"Buongiorno, lei è il Dr. Sidney?" era Zoe.
"Si, sono io. E lei è?"
"Lei non mi conosce ma io si. Jarod mi ha tanto parlato di lei" disse sorridendo.
"Jarod?" disse Broots sorpreso.
"Si, io sono Zoe la sua fidanzata. Sono venuta qui per parlare con lei Sidney, di una faccenda personale".
"Certo, Broots potresti ....."
"...andartene? Come no. E' stato un piacere" disse rivolgendosi a Zoe.
"Allora Zoe, di cosa mi deve parlare?" chiese Sidney.
"Si tratta di Jarod, è già tre giorni che non lo vedo e non si fa più sentire. Lei per caso sa dov'è?" chiese preoccupata.
"No, ma penso di sapere con chi si trova".
"Miss Parker" disse lei sospirando.
"Jarod ti ha parlato anche di lei vedo".
"Sì, mi ha raccontato tutto del Centro e ogni volta che siamo insieme e ne parliamo lui continua a parlarmi di Miss Parker. Ma che cos'ha di tanto speciale quella? Mi piacerebbe tanto vederla" disse lei arrabbiandosi.
"Jarod è affezionato a lei. Si conoscono da quando erano piccoli, passavano molto tempo insieme".
"Si, me l'ha detto. Mi ha detto anche che da quando lui è fuggito a volte l'aiuta a cercare informazioni per scoprire chi è l'assassino di sua madre. Sidney mi dica la verità, c'è qualcosa di più che un'amicizia tra loro vero?" disse lei seriamente guardandolo negli occhi.
"Bè .... non saprei" mentì Sidney.
"La prego, anche se io sono la fidanzata di Jarod ho il diritto di saperlo. Voglio sapere se quando lui mi guarda o mi abbraccia in realtà pensa a Miss Parker".
"Eh va bene. Tanto ormai" disse Sidney sospirando "Sì Zoe, Jarod e Miss Parker sono innamorati. Miss Parker non lo vuole ammettere, mentre invece Jarod un giorno me l'ha confessato".
"Grazie Sidney, lei mi ha aperto gli occhi su questo. Non si senta in colpa, se mi lascerò con Jarod non sarà certo perchè lei me l'ha detto, l'avevo capito da tempo. Da come Jarod mi parlava di Miss Parker, ma non volevo crederci" disse lei con le lacrime agli occhi.
"Mi dispiace Zoe" disse lui.
"Non si preoccupi, ora mi scusi devo andare, arrivederci" e con queste parole uscì dall'ufficio.
Mentre si dirigeva verso l'uscita ripensava alle parole dette da Sidney. Era così assorta che urtò contro una persona e cadde per terra.
"Ehi stai attento idiota" disse lei ma quando lo vide sgranò gli occhi e sorrise quasi come se avesse avuto una visione.
"Mi scusi, non l'avevo vista" si scusò Thomas aiutandola ad alzarsi "ero distratto e ... spero non si sia fatta male".
"No, non mi sono fatta niente" disse lei sorridendo "sono io che ero distratta, mi scusi anche lei per averle dato dell'idiota".
"Non si preoccupi, scusi ma sono molto in ritardo, ci vediamo" disse lui prima di andarsene.
"Si, spero proprio di rivederti molto presto" disse lei sottovoce guardandolo andare via.
Anche Thomas stava andando nell'ufficio di Sidney per sapere se sapeva qualcosa di Miss Parker.
"No, Thomas non so niente, non so neanche dov'è andata" disse Sidney.
"Mi ha detto che doveva andare a Los Angeles per lavoro".
"A Los Angeles hai detto? Bè almeno adesso sappiamo qualcosa di più".
"Ma come lei non lo sapeva Sidney?" chiese lui.
"No, di solito non mi dice mai dove và".
"Sidney, io vorrei sapere esattamente che lavoro svolge Miss Parker qui. Lei mi ha detto di lavorare come impiegata sotto suo padre, ma comincio a pensare che non faccia questo lavoro, perchè si porterebbe dietro la pistola se fosse un'impiegata?".
"Se Miss Parker lo vorrà te lo dirà lei che cosa fa al Centro, non vorrei fare la spia".
"Lei non farà la spia, qui c'è di mezzo il nostro rapporto, mi dica la verità".
"Ecco un altro" pensò Sidney "mi dispiace Thomas, ma non posso dirtelo" disse lui seriamente.
"Va bene, come vuole. Comunque la capisco, per lei Miss Parker è un'amica e non vuole tradirla. Mi scusi per il disturbo, arrivederci" e uscì velocemente.
Thomas andò a cercare Broots, lui gli avrebbe finalmente detto tutta la verità, bastava inventare una scusa per farlo parlare. Mentre percorreva il corridoio lo vide passare.
"Broots aspetta" disse chiamandolo.
"Thomas, sei tu?" disse Broots girandosi.
"Si, ciao come stai? E' tanto che non ci vediamo" disse sorridendo.
"Io bene, e tu?"
"Abbastanza bene. Adesso sono molto preoccupato per Miss Parker".
"Già non si fa più sentire, lo sono anch'io".
"Ascolta Broots" disse sottovoce "mi devi dire una cosa molto importante a proposito di Miss Parker. Lei non mi ha mai mai detto qual'è la sua vera funzione qui al Centro. Tu ci lavori insieme dovresti saperlo, quindi potresti dirmelo?" chiese lui.
"Se Miss Parker non te l'ha detto ci sarà un motivo, mi dispiace ma non posso dirtelo".
"Ma perchè deve essere un segreto? Broots io lo devo sapere, per caso è un'assassina? Sto cominciando a pensarlo".
Broots si mise a ridere "No, ti sbagli. Senti te lo dico ma prometti che ...."
"Si, le dirò che l'ho scoperto da solo".
"Miss Parker è incaricata di riportare al Centro un uomo. Si chiama Jarod, lui è scappato dal Centro 2 anni fa e il padre di Miss Parker le ha promesso che se riuscirà a catturarlo se ne potrà andare dal Centro. Tutto qua".
"Tutto qua, un bel niente Broots. Non è una cosa grave eppure lei non me l'ha detto. Scusa ora devo andare, ci vediamo".
Thomas era molto arrabbiato con Miss Parker. Dopotutto, pensava, non era la fine del mondo il lavoro che faceva, e allora perchè non gliel'aveva mai detto? Non si fidava di lui? Con questi pensieri abbandonò al Centro e si diresse verso un bar.

Il Bar ore 11:00 a.m.

Zoe stava prendendo un caffè. Non riusciva a smettere di pensare a Jarod e a quello che le aveva detto Sidney. Si ripromise che quando Jarod sarebbe tornato ne avrebbe parlato con lui di questa storia. Forse lui non era il tipo giusto per lei. E poi improvvisamente si ritrovò a pensare al ragazzo con cui si era scontrata quella mattina. Da quando lo aveva visto, l'aveva colpita molto, e mentre pensava a lui lo vide al bancone del bar e così decise di andare a presentarsi.
"Salve" disse lei sorridendo "il mondo è piccolo a quanto pare".
Lui fu sorpreso di vederla ma anche felice "salve, non mi aspettavo di trovarla qui, mi scusi ancora per prima".
"Mettiamoci una pietra sopra, e diamoci del tu ti và? Io mi chiamo Zoe".
"Io sono Thomas, lavori al Centro?" chiese lui mentre si sedevano a un tavolino del bar.
"No, ero lì solo per parlare con una persona, per caso ci lavori tu in quel posto?"
"Non andrei mai a lavorare al Centro, è un posto troppo misterioso, anch'io sono andato lì a parlare con una persona".
Ad un tratto Zoe vide che Thomas era distratto. Probabilmente stava pensando ad altro.
"Cos'hai? Sei preoccupato per qualcosa o non ti interessano i miei discorsi?" chiese lei.
"No, non si tratta di questo, il fatto è che la mia ragazza è sparita da 3 giorni e non ho più notizie di lei".
Zoe, sentendo che Thomas aveva una fidanzata improvvisamente, non sapeva il perchè si intristì.
"E come mai? Ti ha lasciato?"
"Non lo so, so solo che mi ha mentito. Mi ha detto che lavorava al Centro come impiegata e invece svolge un altro lavoro, non me lo sarei mai aspettato da lei" disse lui duramente.
"Anche il mio ragazzo è sparito da 3 giorni e non so dov'è. So solo che è con una donna, e proprio oggi ho scoperto che lui la ama, forse io sono solo un rimpiazzo per lui" disse tristemente.
"Se lui ti considera un rimpiazzo, è proprio un idiota, tu sei una bella ragazza" si guardarono intensamente "ti conviene lasciarlo, però la decisione spetta a te".
"Bè scusa ma adesso devo proprio andare" disse ad un tratto Zoe alzandosi dalla sedia "tra l'altro io non vivo qui a Blue Cove, devo andare a New York e l'aereo partirà tra mezz'ora".
"Se vuoi ti accompagno in aeroporto, tanto non ho niente da fare e mi farebbe piacere" disse lui sorridendo.
"Si, grazie, prima frequento altra gente, prima mi dimenticherò del mio ragazzo, ah scusa tu sei fidanzato".
"Dopo che ho saputo delle menzogne che mi ha raccontato la mia ragazza non so se riuscirò a perdonarla".
"Bè allora" disse lei scherzando "vieni con me a New York, ci sei mai stato?"
"No, mi piacerebbe visitarla, però devo prima preparare la valigia" disse lui seriamente.
"Guarda che stavo scherzando, non devi venire a New York" disse lei ridendo.
"Bè forse no, ma forse si" disse lui entrando in macchina.

L'isola ore 4:30 p.m.

Jarod si svegliò. dopo essersi alzato si guardò intorno e si preoccupò quando non vide Miss Parker. uscì e andando sulla spiaggia finalmente la vide. Lei era seduta sulla sabbia e stava guardando all'orizzonte.
"Ciao Miss Parker" la salutò "da quanto sei qui?" le chiese poi sedendosi vicino a lei.
"Da quando mi sono svegliata" disse lei guardandolo ironicamente.
"Molto spiritosa, come al solito" disse lui sorridendo.
"Stavo guardando se per caso vedo delle navi".
"Fin'ora non è arrivata nessuna nave, chi ti dice che ne passerà qualcuna nei prossimi giorni?"
"Nessuno, io spero, la speranza è l'unica cosa che mi è rimasta" disse lei tristemente "comunque quando ci ritroveranno, tu filerai dritto al Centro".
"Non credo proprio, farò di tutto per fuggire, non me ne resterò con le mani in mano mentre quegli idioti del Centro mi cattureranno".
"Io ti ho già catturato, finalmente dopo che saremo tornati me ne potrò andare". disse lei ridendo.
"Sei sicura di volermi riportare al Centro?".
Lei lo guardò interrogativamente "certo che ti voglio riportare al Centro, è da quando sei scappato che io sono intrappolata in quell'inferno, non credi che meriterei anch'io la libertà che tu hai avuto per 2 anni?".
Ma quale libertà?" disse lui furiosamente "credi che una persona che continua a scappare per non ridiventare una cavia da laboratorio sia una persona libera? Se il Centro non mi cercasse più, allora si che sarei finalmente libero e potrei godermi la vita".
"Si, con Zoe!!" disse lei arrabbiata prima di alzarsi e andarsene.
"Aspetta Miss Parker" gridò lui alzandosi e prendendola per un braccio "cosa intendevi dire con quella frase?".
Miss Parker con uno strattone si liberò dalla presa e lo guardò "niente Jarod, lascia perdere".
"No, voglio saperlo, ce l'hai con Zoe, o con me?".
"Non ce l'ho con nessuno, non so perchè l'ho detto".
"Gelosa di lei?" disse lui sorridendo.
Miss Parker si mise a ridere "io gelosa di quella? E perchè dovrei. Ti ricordo che io sono fidanzata con Thomas".
"Anche io sono fidanzato con Zoe, ma non ho mai smesso di provare dei sentimenti per quella bambina che è cresciuta con me al Centro" disse guardandola intensamente.
"Non dire sciocchezze Jarod" disse lei incrociando le braccia "io non tradirei mai Thomas e comunque non provo gli stessi sentimenti per te. Tu per me sei diventato solo.... una preda da catturare per andarmene dal Centro, nient'altro".
"Ne sei proprio sicura?" le sussurrò all'orecchio prima di andarsene.
Miss Parker rimasta sola pensò a quello che le aveva detto Jarod. Lei era innamorata solo di Thomas o provava qualcosa anche per Jarod? All'improvviso scosse la testa scacciando via tutti quei pensieri.
"No, Jarod si sbaglia, io amo Thomas e nessun altro" disse mentre si allontanava dalla spiaggia per raggiungere la casa.

L'isola ore 10:00 p.m.

Miss Parker era addormentata. Stava sognando di essere in un bosco di notte con Jarod. Ad un certo punto vide avvicinarsi una ragazza, che non era altri che Zoe. Ad un tratto Miss Parker vide Jarod avvicinarsi a Zoe e insieme se ne andarono. Lei tentò di fermarlo, ma si accorse che non poteva muoversi.
"No, Jarod non lasciarmi!!" gridava Miss Parker continuando a muoversi.
"Miss Parker svegliati" disse lui sorridendo e accarezzandogli la fronte.
Lei si svegliò e alzò velocemente la testa.
"Jarod, sei qui, perchè mi hai lasciata sola?" gridò lei piangendo.
"Calmati, hai fatto soltanto un brutto sogno".
"No, non era un sogno. Tu mi hai lasciata sola, quando te ne sei andato dal Centro e quando ti sei messo con Zoe" queste parole le disse spontaneamente.
Lui si mise a ridere "lo sapevo che prima o poi l'avresti detto. Tu sei gelosa di Zoe, e sai cosa vuol dire questo?".
"Non è come pensi" disse lei alzandosi.
"Si, invece, tu provi quello che io provo per te. E' inutile negare l'evidenza".
"No, io sono innamorata di Thomas e tu di Zoe, e tra noi comunque non potrebbe funzionare".
"Tu ami Thomas nello stesso modo in cui io amo Zoe. Pensavo che stando con lei sarei riuscita a dimenticarti ma non è successo".
"Quindi per te Zoe è solo un rimpiazzo" disse lei arrabbiandosi.
"No, io le voglio bene, e per un periodo di tempo l'ho anche amata, ma non è lo stesso sentimento che provo per te, e non dire che non lo pensi anche tu" disse lui avvicinandosi a lei.
"Io non potrei mai amarti, Jarod. Tu sei la persona che mio padre mi ha ordinato di catturare. E poi c'è Thomas, non voglio farlo soffrire" disse lei tristemente.
"Neanche io voglio far soffrire Zoe, ma in questo momento non posso proprio negare i miei sentimenti" disse e subito dopo la baciò.
Lei non si ritrasse. Stava quasi per abbracciarlo quando sentì il rumore di un elicottero. Si scostò da lui e corse fuori dirigendosi verso la spiaggia. lui gli andò dietro.
Dopo pochi minuti uscirono dall'elicottero Sidney, Lyle, e due spazzini.
Subito i due spazzini presero Jarod e gli misero le manette. Lui non oppose resistenza. Continuava a guardare Miss Parker che dopo averlo guardato tristemente andò verso Sidney.
"Miss Parker, stai bene?" chiese lui preoccupato.
"Si grazie Sidney, ma come avete fatto a trovarci?"
"Abbiamo saputo da Thomas che dovevi andare a Los Angeles, poi al telegiornale hanno parlato di un incidente di un aereo privato che è precipitato. Io e Broots ci immaginavamo che si trattava dell'aereo che avevi preso tu. Temevamo il peggio. Poi abbiamo fatto una ricerca e secondo alcuni calcoli, dovevate essere caduti più o meno in questa zona. Ed eccoci qui".
"Meno male che siete arrivati ancora solo un giorno qui e sarei morta" disse lei facendo una smorfia.
Intanto Lyle e i due spazzini avevano portato Jarod sull'elicottero e dopo pochi minuti salirono anche Sidney e Miss Parker.

Casa di Miss Parker ore 11:30 p.m.

Miss Parker appena entrata in casa fu sorpresa di non trovare Thomas. Dopo essersi fatta una doccia rilassante lo chiamò sul cellulare.
"Si, chi è?" rispose Thomas.
"Ciao, sono io".
"Miss Parker, grazie a Dio, stai bene?" chiese preoccupato.
"Si, per fortuna. Ti devo raccontare quello che è successo, ma dove sei?" chiese lei curiosa.
"Anch'io ti devo dire una cosa. Adesso sono a New York. Domani mattina torno, così ti spiegherò".
"Va bene. E' successo qualcosa?" chiese lei.
"In un certo senso si. Ti spiego tutto domani. Buonanotte" e riattaccò.
Miss Parker dopo aver appeso la cornetta con uno sguardo interrogativo si mise a letto.
Il giorno dopo si svegliò alle 10:00. Quando aprì gli occhì vide Thomas che le sorrideva.
"Ciao" disse lei baciandolo "quando sei arrivato?".
"Da poco. Ascolta, sono qui solo per poche ore, dopo devo ritornarmene a New York".
"Cosa? Sei ancora arrabbiato con me e hai bisogno di stare da solo per caso?" chiese lei preoccupata.
"No, non si tratta di questo. Sono venuto a sapere una cosa importante mentre eri via. So il tuo vero lavoro. Perchè mi hai mentito?" chiese seriamente.
"Bè il motivo è che non volevo che tu ti facessi strane idee. Avevo paura che tu pensassi che io fossi un'assassina o roba del genere. Non volevo perderti".
"Invece mi hai perso" disse lui alzandosi dal letto.
Anche lei si alzò e si avvicinò a lui "come sarebbe a dire, mi vuoi lasciare?"
"Si, mentre eri via ho conosciuto una ragazza. Indovina chi è?"
"Come faccio a saperlo".
"Bè dovresti conoscerla perchè lei sa molte cose di te e di Jarod".
"Parli di Zoe per caso?" chiese lei.
"Si, proprio così. Ci siamo incontrati casualmente. Solo ieri sono venuto a sapere che il suo fidanzato era con te in tutti questi giorni, e che lui ti ama".
"Sì, è vero eravamo insieme, intrappolati su un'isola deserta e abbiamo avuto anche un incidente aereo. Potevo morire e invece tu eri con Zoe a divertirti" disse lei arrabbiata.
"All'inizio ero preoccupato per te. Ma quando ho saputo che mi avevi mentito, non so cosa mi è successo, ma sentivo il bisogno di confidarmi con qualcuno".
"E in quel momento c'era Zoe".
"Si, mi dispiace Miss Parker, ma voglio stare con lei. Mi aspetta a New York. Addio" disse prima di andarsene.
Miss Parker non tentò di fermarlo ma quando se ne fu andato si mise a piangere.

Il Centro ore 11:00 a.m.

Sidney e Broots erano molto preoccupati sia per Jarod che per Miss Parker. Da quando erano tornati, Jarod era stato portato nei sottolivelli di Raines e a nessuno era permesso accedere.
"Broots, ho deciso, farò scappare Jarod" disse ad un tratto Sidney.
"Ma sei impazzito Sidney, non puoi farlo, se Raines dovesse scoprirti sarebbe anche capace di ucciderti" disse Broots spaventato.
"Correrò il rischio. So cosa gli sta facendo Raines, sicuramente lo starà torturando, e io non posso permetterlo".
"Ma Miss Parker non te lo perdonerà mai, tra pochi giorni se ne andrà dal Centro e..."
"Mi dispiace per lei ...." lo interruppe Sidney "ma non posso fare diversamente. Sono sicuro che in fondo lo vorrebbe anche lei. Ho bisogno del tuo aiuto Broots. Libererò Jarod stanotte, e tu devi disattivare le telecamere di sorveglianza".
"Si, va bene. Ma se Miss Parker se la prenderà con me io ...."
"Mi prenderò io la colpa, non preoccuparti, ora però devo vedere Jarod per avvertirlo, vado a parlare con Raines, speriamo che mi conceda di vederlo" disse Sidney uscendo.
"Buona fortuna" disse Broots.

"Si va bene Sidney, hai il mio permesso, vai da Jarod, ma solo per pochi minuti" disse Raines.
"Grazie, comunque spero che Jarod venga affidato a me, per i prossimi giorni".
"Non lo so ancora, per ora rimarrà nei miei sottolivelli privati, più avanti si vedrà".
Sidney non disse niente. Uscì dall'ufficio e si fece accompagnare da uno spazzino fino al sottolivello dove era rinchiuso Jarod, dopo di che entrò.
Jarod appena lo vide lo abbracciò "Sidney, ciao che cosa ci fai qui?".
"Sono venuto a trovarti, non posso stare molto" dopo queste parole si mise di spalle alla telecamera della cella in modo che non potesse vederlo, e gli diede una lettera che Jarod mise subito in tasca.
"Come sta Miss Parker?" chiese.
"Sta bene. Tra pochi giorni se ne andrà dal Centro e ...."
Proprio in quel momento lo spazzino entrò nella cella e disse a Sidney che doveva andarsene, così il dottore lo salutò e se ne andò.
Jarod senza farsi vedere dalla telecamera aprì la lettera di Sidney.

Stanotte ti verrò a liberare. Broots disattiverà le telecamere.
Tieniti pronto.

Sidney

Jarod sorrise e poi pensò a Miss Parker. Con questa fuga lei sarebbe rimasta al Centro e la caccia sarebbe continuata, ma forse dopo quello che era accaduto sull'isola lei se ne sarebbe andata via dal Centro. Con lui.
E Zoe? Si ripromise che sarebbe andato subito da lei appena uscito dal Centro.

Il Centro ore 11:00 p.m.

Broots aveva cominciato a lavorare sul computer per disattivare le telecamere, Sidney invece era nascosto vicino alla cella di Jarod aspettando che Broots gli dicesse, attraverso una ricetrasmittente, quando le telecamere si sarebbero disattivate.
Non dovette aspettare molto infatti dopo pochi minuti Jarod era già uscito dalla cella.
"Grazie Sidney" disse lui quando fu uscito.
"Ringraziami quando sarai fuori, prendi questa pistola e corri, ci sentiremo per telefono" disse Sidney. Jarod lo ringraziò ancora e poi si mise a correre.
Miss Parker intanto era venuta al Centro, per salutare Sidney e Broots. Sapeva che loro due avrebbero fatto il turno di notte ed è per questo che era venuta a quell'ora.
Ad un certo punto da lontano vide una persona scappare, ma improvvisamente si rese conto che quella persona era Jarod. Allora prese la pistola dalla fondina e si mise a correre finchè non riuscì a raggiungerlo.
"Jarod fermati" gridò lei.
Lui si fermò e si girò lentamente "ciao Miss Parker, è un piacere rivederti".
"Sbaglio o io ti avevo catturato?".
"Si, può darsi, ma adesso sono libero e scapperò" disse lui.
Lei si mise a ridere "come pensi di fare? Sei al Centro, hai una pistola puntata contro e come se non bastasse qui è pieno di spazzini".
"Non mi sparerai, non dopo quello che è successo sull'isola" disse lui sorridendo.
"Attimo di debolezza. Per colpa tua Thomas mi ha lasciato e ...." Miss Parker non fece in tempo a finire la frase che le venne dato una botta in testa che la fece svenire.
"Corri Jarod" disse Sidney.
"Ma Sidney ...." Jarod era rimasto a bocca aperta. Non riusciva a credere che Sidney avesse colpito Miss Parker, solo per farlo scappare.
"Avanti Jarod, muoviti".
Jarod non perse altro tempo, si mise a correre e in pochi minuti era già fuori dal Centro.

Il Centro, ufficio di Sidney ore 12:30 p.m.

"Maledizione, Jarod è scappato di nuovo" disse Miss Parker seccata quando si riprese dalla botta in testa.
"Ma come hai fatto a fartelo sfuggire?" domandò Broots.
"So solo che qualcuno mi ha dato una botta in testa, sicuramente qualcuno che voleva aiutare Jarod, ma chi?"
"Forse Jarod aveva un complice" disse Sidney.
"Ma come avrà fatto a entrare al Centro, di notte ci sono le guardie all'entrata, spero che le telecamere ci possano dire chi è stato a farlo scappare" disse lei.
"Non credo Miss Parker" disse Sidney facendola girare verso di lui "vedi poco prima che Jarod fuggisse io e Broots ci siamo accorti che mancava la luce, quindi le telecamere erano disattivate".
Broots lo guardò stranamente.
"Magnifico!!!, bè adesso sono stanca, vado a casa. Figuratevi che ero venuta a salutarvi, domani sarei venuta a prendere le mie cose per poi andarmene ma a quanto pare dovrò restare ancora qui. Ci vediamo." disse tristemente e subito dopo lasciò l'ufficio.
"Ma perchè le hai mentito Sidney, tu per caso sai chi è stato a darle quella botta in testa?" domandò Broots sottovoce avvicinandosi a lui.
"Sono stato io Broots, non volevo che Jarod restasse al Centro".
"Ma se in futuro Jarod venisse ricatturato e tu lo aiuteresti di nuovo a fuggire, Miss Parker capirebbe che ci siamo di mezzo noi e lei non se ne potrebbe mai andare dal Centro".
"Miss Parker se ne potrebbe andare anche adesso se davvero lo volesse. Lei ha semplicemente paura di ferire suo padre, ed è per questo che non se ne andrà mai da qui" disse Sidney tristemente.

Casa di Miss Parker, 2 giorni dopo ore 9:00 p.m.

Miss Parker stava per andare a letto. All'improvviso però squillò il telefono. Un pò seccata andò a rispondere.
"Chi è?"
"E' tanto che non ci sentiamo Miss Parker" era Jarod.
"Non so ancora come tu abbia fatto a fuggire 2 giorni fa dal Centro, ma la prossima volta non mi sfuggirai" disse lei a denti stretti.
"Quindi la caccia è riaperta" disse lui tristemente.
"Si, cosa pensavi?".
"Pensavo che tu andassi da tuo padre e gli dicessi chiaramente che te vuoi andare".
"Non posso farlo" disse lei.
"Si che puoi invece. Ho parlato con Zoe. A quanto pare siamo stati piantati tutti e due" disse lui sorridendo.
"Già, cosi sembrerebbe".
"Pensi che ci dovremmo incontrare adesso che non siamo più insieme a Zoe e a Thomas?" disse lui.
"No, Jarod. Dimentichi quello che ti ho detto sull'isola?"
"Non venirmi a dire che io per te sono solo una preda da catturare e nient'altro, perchè non ci crederò mai" disse lui duramente.
"Questa è la verità".
"No, la verità è che io ti amo e anche tu mi ami ma non lo vuoi ammettere, ma sappi solo una cosa. Io non rinuncerò mai a te" disse e subito dopo riattaccò.
Miss Parker si sdraiò sul letto a pensare. Che cosa provava lei realmente? Jarod per lei era solo una preda o c'era dell'altro come diceva lui?
"Quali sono i miei veri sentimenti?" si chiese prima di addormentarsi.

(scritto da Maura)


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