Roswell.it - Approfondimenti

Le trascrizioni degli episodi di Roswell in anteprima
Episodio 3.6 "To Have and To Hold (Possedere e mantenere)"

Traduzione dall'originale realizzata da Kikka


[L’episodio comincia con Isabel che sta dormendo.Suona la sveglia.Compare la scritta: 3giorni, 6 ore e 24 minuti al matrimonio. Isabel si alza di soprassalto.]

Isabel: Devo andare!

[Isabel arriva al Crashdown e aspetta fuori dalla porta finché Maria non viene ad aprire.]

Maria: Buon giorno.

Isabel: Non aprite alle 6:30? Sono le 6:42!… Avrò bisogno di un panino ai semi di papavero con crema di formaggio e Tabasco…e un bel po’ di caffè. Oh, mio Dio, dov’è quel numero di telefono? (al telefono) Sì, salve. E’ la tipografia Zippy di Dallas? Il mio nome è Isabel Evans. Ho ordinato 150 partecipazioni di nozze la scorsa settimana. Esatto. Beh, avrebbero dovuto essermi consegnate ieri. Allora dove sono? Guarda, ragazzo,i tuoi problemi di lavoro non mi riguardano. Come ti chiami? Va bene, Ed, vorrei parlare con il tuo capo.

[E’ sera. Maria accompagna l’ultimo cliente alla porta per chiudere il Crashdown. Isabel è ancora lì.]

Maria: (verso il cliente) Buona notte.

Isabel: (al telefono) Bene, ho ordinato le composizioni floreali 3 giorni fa. Ne ho ancora bisogno qui entro venerdì. No, non voglio un risarcimento, le voglio qui in tempo altrimenti guai.Mi creda, è meglio che lei non sappia cosa significa. Fiori. Venerdì. Altrimenti guai.

LIZ: Ancora torta?

Isabel: No… Liz, ti ringrazio. Mi dispiace di essere stata una tale strega oggi.

LIZ: No, non devi neanche preoccuparti di questo. Non so neanche come sarei io 3 giorni prima del mio matrimonio.

Maria: E io allora? Puoi immaginare lo stress implicato nello sposarsi con Michael?

[Liz ride.]

LIZ: (verso Isabel) Beh, voglio dire, e tu lo sei? Sei almeno un po’ nervosa? Non riguardo al matrimonio, ma riguardo, sai, alll’essere sposata? E’ per il resto della tua vita.

Isabel: Onestamente no.

Maria: Sei così sicura.

Isabel: Direi di sì.

Maria: Hmm. Questo lo ammiro molto.

Isabel:Grazie.

Maria: Voglio dire, io sono qui, completamente innamorata di questo fantastico ragazzo, ma sposarlo? Per favore!

LIZ: Oh, Dio, lo so.Potresti immaginartelo? Come sarebbe se dovessi sposare Max?

[Mentre Liz e Maria parlano, Isabel chiude gli occhi per la stanchezza e ha una visione di se stessa in un salone con grandi finestre aperte e le tende mosse dal vento. Un uomo le si avvicina e la bacia appassionatamente. Lei si sveglia di soprassalto.]

LIZ: Stai bene?

Isabel:Sì,sto...bene. Sto bene.

SIGLA.

[Nel parcheggio dell’ officina Kyle sta ispezionando un autobus che trasporta un gruppo musicale.Il manager del gruppo è al fianco di Kyle in attesa di una risposta.Nel frattempo parla al telefono attraverso un auricolare.]

Karter: Beh? Beh? Beh?Avanti, mi serve una risposta.

Kyle: Sto ancora guardando!

Karter: Non sto parlando con te.Pronto? Sto parlando con te, Phil. Assicurati che sabato ci vengano concessi gli stessi spazi orari . Sì, beh lo scoprirai. (verso Kyle) Ok, allora qual’è il problema? Ok? Pronto, sto parlando con te adesso, Gomer. Cosa c’è che non va con l’autobus?

Kyle: Beh, Signor Karter...

Karter: No, no, no. Niente signore, niente nome, niente cognome, solo Karter con la kappa.

Kyle: Ok, guarda, io non …non so ancora qual’è il problema ,quindi perché tu e il gruppo non andate a prendervi una piccola tazza di caffè e non tornate tra un’ora o due?

Karter: Grandioso, siamo bloccati per 2 ore in una specie di tana per topi chiamata Ruston, Nuovo Messico.

Kyle: Roswell.

Karter: Non sto parlando con te. Fai sapere a Kzab che dobbiamo rifissare la data dell’intervista. Già…Aspetta…con chi sto parlando?

[Isabel arriva per parlare con Kyle.]

Isabel: Hey, hai un minuto?

Kyle: (sospirando) Ho tutto il tempo che ti serve.

[Kyle e Isabel stanno parlando dentro l’officina.]

Isabel: Non so. E’ stato semplicemente il sogno più assurdo,capisci. Era come se fossi io, ma non ero io. [Kyle le passa una tazza di caffè.] Oh,grazie… Come se stessi dicendo e facendo cose sulle quali non avevo nessun controllo, come se non fossi io, ma...ero io.

Kyle:Sì, beh sai, dicono che dovresti scrivere i tuoi sogni appena ti svegli.

Isabel:Non so. Tutta la faccenda dava proprio la sensazione di essere veramente, ehm...pericolosa. Ma ero elettrizzata da questo…da quest’uomo, quest’uomo familiare. E’ stato piuttosto erotico. Voglio dire...non dirlo a nessuno...ma,quando mi sono svegliata al Crashdown, ero così sconvolta che ho letteralmente dovuto farmi una doccia fredda.

Kyle: Questa sì che è una bella visuale!

Isabel: (dandogli una pacca in testa) Sta zitto!

Kyle: Ascolta, non lasciarti prendere, non… voglio dire, non pensi veramente che questo sia un caso di tremarella prematrimoniale che sta contagiando la vita dei tuoi sogni?

Isabel:Tremarella?Sicuramente mi sfotti.

Kyle: (sfottendo) No, e non...

Isabel e Kyle: (contemporaneamente)…chiamarmi Shirley.

Isabel: Io e te stiamo passando decisamente troppo tempo insieme.

[Il cellulare di Isabel suona.]

Isabel:Pronto?…(infuriata) Cosa?! Lei è fuori di testa?!

Kyle: Nessuna tremarella qui.

Isabel: (verso Kyle) Oh, grazie, Kyle. (al telefono, allontanandosi) No, no, così non funzionerà. No, non voglio cambiare la data, non è neanche in discussione!

[Kyle guarda Isabel e Karter che stanno entrambi litigando con qualcuno al telefono.]

Karter: (al telefono) Ascolta! Quando io…

Kyle: Dio, come odio i cellulari.

Isabel: (al telefono) Non capisco. Come può condurre un’attività in questo modo? Prende un ordine,accetta il mio pagamento…

[Isabel esce in strada,sempre parlando al telefono,e si imbatte nei suoi genitori.]

Sig.ra Evans: Isabel.

Isabel: Ciao.

Sig. Evans: : Come…ahem. Come stai?

Isabel: Bene. [riprende a camminare.]

Sig.ra Evans: Tesoro, aspetta. So che sei ferita e arrabbiata…e noi lo capiamo, ma…

Sig. Evans: Ma bisogna che tu capisca che la ragione per cui non intendiamo venire non è perché non ti vogliamo bene.

Sig.ra Evans: Certo che no...

Sig. Evans: Ma noi non possiamo appoggiare questa cosa. E’…

[Isabel guarda i suoi con fare sprezzante e prosegue per la sua strada,sempre parlando al telefono.]

Isabel: Mi ascolti. Questo è il mio matrimonio e nessuno lo rovinerà! Nessuno!

[Isabel e Max stanno parlando nel parco.]

Isabel: Allora come era Los Angeles?

Max: Non proprio come mi aspettavo. Com’è, ehm...come stai?

Isabel: Parecchio sotto pressione. Sai, 2 giorni all’ora “X”.

Max: Già.

Isabel: Avanti dillo, Max. Tu non vuoi che io sposi Jesse. Va tutto bene,credimi. Le persone non stanno esattamente facendo i salti di gioia quando apprendono la notizia.

Max: Sono tutti solo un po’ turbati. Non è che non ci piaccia Jesse.

Isabel: E’ che voi non conoscete Jesse… E’ che è stato così improvviso e che voi non volete che io faccia un errore che rimpiangerò per il resto della mia vita. Lo so. Le ho già sentite tutte.

Max: Non pensi che ci sia una ragione per cui tutti continuano a dirti la stessa cosa...Come per esempio che forse abbiamo ragione?

Isabel: O forse potreste avere fiducia in me. Mi piacerebbe credere che la mia famiglia vorrebbe trovare un modo per esserci per me.

Max: Sai che lo faremo.

Isabel: No,non lo so! La mamma e il papà non hanno intenzione di venire al mio matrimonio. I miei genitori non verranno al mio matrimonio! Posso dirlo,ma non posso proprio convincermi a crederci.

Max: Mi dispiace,non lo sapevo.

Isabel: Non ha importanza, ok? Tutto quello che importa è che io so che Jesse è quello giusto.

[Arriva Jesse. Max e Isabel lo vedono avvicinarsi.]

Jesse: Hey!

Max: (sottovoce) Cos’è questo?

Isabel: (sottovoce,ironica) Oh, questa è una “trappola”.

Jesse: Salve, Max.

Max: Hey.

Isabel: Ciao.

Jesse:Ciao.Come sta andando?

Isabel: Beh, ho pensato che avrei lasciato che glielo chiedessi tu, tesoro. E’ la tradizione.

Jesse:Giusto. Ahem. Io, ehm, Io so che non ci conosciamo ancora molto bene...ma poiché stiamo per diventare una famiglia, ho pensato che...veramente, io e Isabel abbiamo pensato che forse potremmo cominciare le cose con il piede giusto chiedendoti se, ehm, se vorresti considerare l’idea di essere il mio testimone.

Max: (incredulo) Il tuo...testimone?

Jesse: Già, beh, cosa ne dici, Max?

Max: (guardando Isabel) Ok. Sì, sì, ne sarei…ne sarei onorato.

Isabel: (abbracciando Max) Ohh, grandioso!

[Max e Michael stanno parlando nel loro appartamento.]

Max: Per prima cosa ci serve un campione del suo sangue, per essere sicuri che non è un alieno.

Michael: Oh, sì, questo sarà facile.

Max: Poi controlliamo nel suo passato, parliamo con la sua famiglia, i suoi amici, cerchiamo di scoprire tutto quello che possiamo su questo tizio. Non possiamo permettere che Isabel lo sappia. Si sente già abbandonata dalla maggior parte della sua famiglia. Se viene a sapere che non sono d’accordo...

Michael: Max, tu non sei d’accordo.

Max: Lo so. Lo so, ma...adesso che ho stupidamente accettato di essere il testimone, non posso permettere che lei lo sappia. Non finché non avrò trovato qualcosa di concreto su Jesse.

[Isabel e Jesse stanno parlando per la strada.]

Jesse: Magruder ha chiamato questo pomeriggio e ha detto che c’è ancora una possibilità di affittare il capanno per il ricevimento, ma non può garantirlo fino a che gli altri non cancellano ufficialmente.

Isabel: Jesse, sei sicuro di tutto questo? Niente fifa o crampi allo stomaco dell’ultimo minuto?

Jesse:Sì, sono sicuro. Non penso di essere mai stato così sicuro di qualcosa nella mia vita.

Isabel: Ok,bene.

Jesse: E tu sei sicura?

Isabel: Oh,sono sicura. Niente potrà impedire questo matrimonio. Niente! (sospirando profondamente)
Adesso devo andare ad incontrare il nuovo fotografo. Ciao.

Jesse: Hey, aspetta un minuto. C’è qualcosa che non va, lo vedo bene.

Isabel: No, sono solo ... faccende dell’ultimo minuto, tutto qui.

Jesse: Beh, non stare alzata tutta la notte a preoccupartene.

Isabel: Non preoccuparti, non lo farò.

[Isabel va a letto e sogna lo stesso uomo che aveva visto prima nella sua visione.]

Isabel: Tu approvi?

Kivar: Hai bisogno della mia approvazione?

Isabel: No.

Kivar: (accarezzandole il viso) A tuo marito piace questo volto?

Isabel: Non è mio marito.

Kivar: Tu non lo sposerai.

Isabel: Non puoi fermarmi.

Kivar: Sarai tu stessa a fermarti. Tu sarai mia per sempre.

[La mattina dopo Maria va ad aprire la porta del Crashdown,convinta di trovare Isabel.Compare la scritta: 1 giorno e 5 ore al matrimonio.]

Maria: Buon giorno.

[Maria resta sorpresa perché Isabel non c’è.La scena passa su Isabel,che seduta sul suo letto,sta prendendo appunti sul sogno che ha fatto.]

Isabel: Oh,mio Dio.

[ Maria bussa alla finestra.].

Maria: Ciao.

Isabel: Ciao.

Maria: Va tutto bene?

Isabel: Sì, bene.

Maria: Ehm, Liz e io eravamo un po’ preoccupate quando non ti sei fatta vedere, così appena ho avuto una pausa, ho pensato che avrei potuto fare un saltino a vedere come sta andando l’organizzazione del matrimonio.

Isabel: Oh, mio Dio, che ore sono? Che giorno è oggi?

Maria:E’ sabato, le 11:30.

Isabel: (agitata)Dio, oh, mio Dio, Maria, sono veramente in ritardo! Ehm, avrei dovuto essere al padiglione un’ora fa per, ehm, per incontrarmi con il fiorista e…e dovrei ritirare i vostri vestiti da damigelle proprio adesso. Dovrei farlo proprio adesso… Avrei dovuto farlo parecchio tempo fa, veramente, se avessi avuto più tempo… (sempre più agitata) E veramente devo, ehm, portare l’assegno al capanno...o finiranno per dare il mio posto a qualcun’altro. Gesù…io…

Maria: No, no, va tutto bene.

Isabel: Oh, mio Dio, devo…

Maria: Siediti, siediti, non preoccuparti di questo. Solo non…non preoccuparti, non c’è problema. Andrà tutto bene, te lo prometto. Te lo prometto. Io ti aiuterò, ok?

Isabel: Mi aiuterai?

Maria: Mm-hmm.

Isabel: Grazie. Grazie, Maria. Ok, ok... Puoi cominciare con, ehm... ehm...sai cosa, puoi cominciare proprio con tutto. Io devo andare.

Maria:Aspetta, tu devi andare?

Isabel: Sì, devo correre. Ehm…ti ringrazio tanto, davvero tanto Maria.

[Liz e Maria stanno lavorando all’organizzazione del matrimonio.]

Liz: Tutto questo non è proprio da Isabel. Deve esserci qualcosa che non và.

Maria: Non si discute, ma sai una cosa? Il matrimonio è domani e quello che ho potuto cogliere dando solo un’occhiata al tutto è che ci sono almeno un milione di cose che avrebbero dovuto essere fatte ieri, quindi ecco cosa sto pensando. Dovremmo semplicemente saltare a piè pari dentro tutto questo, in questo preciso istante,e prendere il controllo della situazione…

Liz: Oppure potremmo restare sedute in disparte e lasciare che vada tutto a monte.

Maria: Esattamente.

Liz: Allora…qual’è l’emergenza più urgente?

Maria: Ehm, il mio vestito, il tuo vestito e il suo vestito…in quest’ordine.

Liz: Il mio vestito e il tuo vestito.

Maria: Lascia solo che ti mostri cosa ha preso per noi.

[Maria mostra a Liz una foto dei vestiti e Liz resta senza parole. La scena passa su Jesse e Max che sono in sartoria per provare i vestiti per la cerimonia. Arriva Michael.]

Jesse: No, non penso di poter mettere questo collo sciallato. Proviamo il doppio petto.

Michael: Hey, Jesse. (verso Max) Hey.(verso Jesse) Ah, congratulazioni. Tutto il meglio. Voglio dire, ti sei proprio preso una gran donna.

Jesse: Grazie, ehm....

Michael: Michael. Ci siamo incontrati in…

Jesse: …Utah, giusto.

Michael: Esattamente.

Jesse: Non sono bravo con i nomi.

Michael: Oh, no, non farti problemi. Allora 25 ore all’ora “X”... Devi star diventando nervoso.

Jesse: Oh,sai com’è.

Michael: Oh, che eleganza qui.

Jesse:Grazie.

Michael: Ehm, così Max mi dice che sei un ragazzo del luogo.

Jesse: Già, nato e cresciuto.

Michael: E poi sei andato a Harvard.

Jesse: Già. Prima ho fatto il mio lavoro da studente a Cornell.

Max: Si trova, ehm, a nord di New York, giusto? Perché così lontano?

Jesse: Un paio di motivi.La borsa di studio era uno. Ma soprattutto volevo proprio uscire dal Nuovo Messico.

Michael: Già,posso capire perché. Problemi in famiglia, giusto?

Jesse: No, no, niente del genere. Ehm, questo senso di irrequietezza, sai? Proprio un desiderio schiacciante di vedere qualcosa fuori dalla finestra che non fosse il deserto.

Michael:Già, conosco quella sensazione. Io sto morendo dalla voglia di andarmene da questo posto. Dimmi di Cornell. Com’era?

Jesse: Oh, era bellissima. Sta assisa in cima a questa collina vegliando dall’alto il lago Cayuga.Ci sono molti splendidi sentieri per escursioni, i boschi sono meravigliosi.

[Il tempo è passato e Michael e Max stanno ancora spremendo Jesse.]

Jesse: Ad ogni modo, non feci la revisione di legge, così capii che non avrei fatto l’impiegato per nessuno alla Corte Suprema.

Michael: No, naturalmente no.

Max: Aspetta, possiamo tornare indietro per un momento? Hai detto che hai cambiato appartamento tra il secondo e il terzo anno ad Harvard. Perché hai traslocato?

Jesse: Heh heh heh! Cos’è, voi ragazzi mi state interrogando o qualcosa del genere?

Max: No!

Michael: No, no, no!

Max: Siamo solo curiosi. Sai, ragazzi di una piccola città ansiosi di sentir parlare del mondo esterno.

[Il commesso porta l’abito da sposo di Jesse che è pronto.]

Michael: (parlando del vestito) Wow, quello sì che è elegante.

Max: Voglio dire, tu sei stato in un sacco di posti diversi dove noi non siamo mai stati,quindi...

Jesse: Giusto. No, è vero, vi capisco.

Max: Roswell è Roswell.

Jesse:Già, puoi dirlo forte.

[Michael inserisce uno spillo in una manica del vestito da sposo di Jesse e poi gli si avvicina per farglielo provare.]

Michael: Qui, ecco qui. Provati questo.

Jesse:Ahi!

Max: Stai bene?

Jesse: C’era ancora dentro uno spillo.

Michael:Oh,mi dispiace.

[Max asciuga il sangue sul polso di Jesse con un fazzoletto ,che poi si mette in tasca.]

Jesse: (verso il commesso) Ancora uno spillo nella giacca.

Michael: Oh, Max, dobbiamo andare perché dobbiamo fare quella cosa che dobbiamo fare.

Max:Già, sì…(verso Jesse) Scusaci.

Michael:Sì, è stato un piacere parlare con te.

Jesse:Già, anche per me.

Michael: Sai…buona fortuna.

Jesse: Grazie.Tutto bene, Max. Grazie, ragazzi.

[Michael sta guardando al microscopio il sangue di Jesse,nel frattempo parla con Max al telefono.]

Michael:Brutte notizie, Maxwell. Jesse Ramirez è... Ta-da!…umano!... Già, tante belle cellule di sangue rosso… Neanche una verde nel gruppo.

[Bussano alla porta.]

Michael: Devo andare.

[Bussano di nuovo.]

Michael:Va bene, sto arrivando,sto arrivando!

[Michael apre la porta e trova un’agitatissima Isabel.]

Isabel: Michael, sono nei guai. Noi tutti potremmo essere nei guai. C’è un alieno là fuori da qualche parte e sta cercando me.

[Michael e Isabel stanno ancora parlando.]

Michael:Sai, potrebbe essere solo un sogno, Isabel. Sei sotto parecchia pressione,parecchia ansia. E che c’è di così strano a sognare un alieno?

Isabel: No, questo è un alieno che…che mi conosce, che è…in intimità con me, voglio dire…voglio dire, che succede se è…oh,Dio!

Michael: Chi?

Isabel: Kivar. Che succede se è Kivar?

Michael: E allora anche se lo è? E’ comunque probabilmente solo un sogno.

Isabel: (sarcastica) Sì, ok!

Michael: Pensaci per un secondo. Chi è Kivar? E’ un uomo con cui hai avuto una relazione…

Isabel: No, quella non ero io! Era quell’altra persona.

Michael: Eri tu su un altro pianeta, ok? E come è andata a finire questa relazione illecita? Ci ha fatto uccidere tutti.

Isabel: Questo non mi sta aiutando.

Michael: Perché non stai ascoltando! Non vedi che cosa sta succedendo? E’ solo un sogno, Isabel. Il tuo subconscio si sta prendendo gioco di te. Voglio dire,sai cos’è il senso di colpa? Ti senti in colpa per quello che hai fatto a quel tempo.

Isabel: Io non so neanche di sicuro quello che ho fatto a quel tempo! Voglio dire, tutto quello che so veramente è che ho tradito te e Max e tutta la mia famiglia per questo…questo Kivar. Oh, Dio, perché? Che c’è di sbagliato in me? Voglio dire...chi può fare una cosa del genere? Che succede se io tradisco Jesse nello stesso modo in cui ho tradito tutti voi?

Michael: Hey, no, siediti. Nessuno di noi sa che cosa è successo in quella vita. Tutto quello che sappiamo per certo è chi siamo in questa vita. E in questa vita tu sei Isabel…e Isabel non è quel genere di persona che abbia intenzione di tradire suo marito.

Isabel: Che succede se non sono solo sogni? Che succede se Kivar sta veramente cercando di contattarmi?

Michael: E allora? Kivar non è qui. E’ lassù da qualche parte,su un altro pianeta. Se sta cercando di contattarti, allora ce ne occuperemo.

Isabel: Ok. Sì, ok.

Michael: Bene.

Isabel: (indicando il microscopio) Cos’è questo?

Michael: Ehm, un progetto scolastico.

Isabel: Hah. Di chi è questo sangue? E’ il sangue di Jesse? Stai testando il suo sangue,adesso?

Michael: Ed è passato! Perché io sapevo che sarebbe passato. Avevo detto a Max…

Isabel: C’è dentro anche Max?!

[Maria apre improvvisamente la porta ed entra in preda all’agitazione.]

Maria: Oh,grazie a Dio sei qui! Oh...ok... ehm, questa è la situazione. Ehm, c’è un piccolo contrattempo nei piani. Il tuo... il tuo vestito è in Florida.

Isabel: Cosa?… Cosa?! Oh, Dio.

[La scena passa a casa Evans dove Max è andato a prendersi un paio di scarpe.Entrano i suoi genitori.]

Max: Ciao.

Sig.ra Evans: Che stai facendo qui, Max?

Max:Io, ehm, mi servivano queste (mostra le scarpe)...per il matrimonio.

Sig. Evans: Allora hai intenzione di andare?

Max: Già, è un po’…un po’ complicato, ma sono il…il testimone.

Sig.ra Evans: Davvero? Pensavo che non approvassi.

Max: Beh, non del tutto, ma…sai com’è…la famiglia.

Sig.ra Evans: Allora...come sta tua sorella?Voglio dire, deve star diventando nervosa.

Sig. Evans: Conoscendo Isabel, sono sicuro che ha ogni cosa completamente sistemata su una quantità di petali di rose.

Max: Beh, veramente, sta passando un momento piuttosto difficile.

Sig. Evans: Oh?

Max: Già, la…ehm,la sartoria ha perso il suo vestito da sposa, quindi... Così siete ancora intenzionati a non andare al matrimonio?

Sig.ra Evans: Sta facendo il più grosso errore della sua vita, Max. Non posso starmene lì con un sorriso stampato in faccia e far finta di esserne felice.

Max: Se non lo fai , la perderai... Voi ed io... stiamo avendo dei problemi e...io non so cosa farci al momento, ma spero che col tempo li risolveremo. Ma…voi perdete il matrimonio di vostra figlia…e io non penso che questo lo risolverete mai.

[Al Crashdown il signor Parker entra in cucina per parlare con Liz.]

Sig. Parker: Liz,che diavolo sta succedendo? Ho appena ricevuto una telefonata dalla panetteria riguardo a una torta nuziale.

Liz: Ehm, sì, sto organizzando il servizio “catering” per il matrimonio di Isabel.

Sig. Parker: Non sto ridendo.

Liz: Non sto scherzando.

Sig. Parker: Prima di tutto, questa non è un’istituzione di carità. Questa è un’attività lavorativa.

Liz: Si viene pagati per farlo.

Sig. Parker: E secondo, non sono stupido. So che Max sarà presente al matrimonio…e se tu pensi di aver trovato una specie di scappatoia per stargli intorno,beh, non funzionerà.

Liz: Sto aiutando un’amica. Vedi, i miei genitori… loro mi hanno insegnato che gli amici si aiutano l’un l’altro. Quindi,a meno che tu non intenda farmi portare via in manette, ho intenzione di comportarmi come la persona che sono stata cresciuta per essere. Adesso scusami.

[Jim sta cercando di convincere Maria ad assumere i Kit Shickers per il ricevimento.]

Jim: E dai, vi servirà un gruppo che suoni al ricevimento.

Maria: Non un gruppo country western.

Jim: Maria, abbiamo bisogno di farci vedere in pubblico.

Maria: Sai cosa, potete suonare alla festa di addio al celibato, che te ne pare?

[Entra Kyle.]

Jim: Hey, Kyle! Dille quanto siamo bravi.

Kyle: Non sono il vostro agente.

[Isabel entra e si avvicina a Jim]

Isabel: Ho bisogno di parlarti. Ehm, voglio che tu faccia qualcosa per me al matrimonio, durante la cerimonia precisamente.

Jim: Non è l’usciere,vero? Sto così male con quel vestito da scimmia.Voglio dire, sono commosso e tutto il resto ma…

Isabel: No,io…voglio che tu mi dia via.

Jim: Intendi dire…

Isabel: Che mi accompagni all’altare. I miei,ehm, i miei genitori non hanno intenzione di venire…e poiché in un certo senso penso a te come ad una figura paterna,ho pensato... Che cosa rispondi?

Jim: Sì. Sì, sarebbe un onore.

Isabel:Ti ringrazio.

[Karter raggiunge Kyle al suo tavolo e gli si siede di fronte.]

Kyle: (quando Karter si è già seduto) Siediti pure.

Karter: (sarcastico) Ho capito tutto.

Kyle: Non so di cosa stai parlando.

Karter: Ho capito, ok? Il tutto resta bloccato a Mayberry finché Gomer non sarà in comodo. Mi dispiace di aver ferito i tuoi poveri piccoli sentimenti.Adesso…quanto ci vorrà perché tu ti decida a sistemare l’autobus, così il gruppo potrà rimettersi in strada e andare in onda nelle serate che io continuo a fissare e …?

Maria: (interrompendolo)Aspetta un momento, sei il manager di un gruppo musicale?

Karter: No, Alice, sono il direttore dei programmi di 7, contale, 7 stazioni radio sparse per il sud ovest degli Stati Uniti.

Maria: Che gruppo?

Karter: “Ivy”.

Maria: “Ivy”?Qui?

Karter: Sfortunatamente.

Maria: (sedendosi) Parliamo.

[La scena passa alla festa di addio al celibato. Jim e i Kit Shickers stanno suonando. Max sta interrogando uno degli amici di Jesse.]

Max: Allora cos’è successo dopo che voi due avete passato l’esame per l’avvocatura?

Amico 1: In un certo senso siamo andati ognuno per la sua strada. Non l’ho proprio più visto fino a più o meno un anno fa.

Max: Cosa stava facendo allora?

Amico 1: Esercitava la libera professione,lavorando per uno studio di diritto commerciale di alto livello.

[Kyle sta giocando a biliardo con un amico di Jesse…e sta perdendo.]

Ritchie: Voi ragazzi non giocate molto a “palla 9” qui nei dintorni,vero?

Kyle: Non come voi ragazzi di Harvard.

Ritchie: (imbucando una palla dietro l’altra) Ooh, è come un incubo, vero? Continua proprio ad andare sempre peggio…Ed ecco vinta la partita. Sono 20 bei dollaroni, amico mio.

[Max sta ancora interrogando l’amico di Jesse.]

Amico 1: Ascolta, mi piacerebbe star seduto qua a rispondere alla tue domande tutta la notte, ma sono sposato… questo è un addio al celibato…e il tempo volge al termine. [si avvicina una ragazza.] Wow! Scusami...

Michael: Max, è ora di lasciar perdere. Non riuscirai a trovare niente su questo ragazzo, perché non c’è niente da trovare.

[Si avvicina Kyle.]

Kyle: (verso Michael) Mio caro amico alieno, c’è qualcuno che vorrei farti conoscere.

[Kyle e Michael si avviano verso il biliardo. Intanto Max si presenta ad un altro amico di Jesse.]

Max: Hey, sono Max Evans, sono il testimone. Allora dimmi, da quanto tempo hai conosciuto Jesse?

[Isabel sta dormendo e sogna di nuovo Kivar,nello stesso salone con le tende mosse dal vento.]

Kivar: Tu sarai mia per sempre.

Isabel: Lo sposo domani.

Kivar: Non significa niente.

ISsabel: No, significa che ho chiuso con te. Addio, Kivar.

[Intanto,alla festa di addio al celibato,Max sta parlando con un terzo amico di Jesse.]

Louis: Sì, parlavamo al telefono per tutto il tempo. Beh, voglio dire, eccetto quando stava facendo quella cosa da FBI.

Max: FBI?

Louis: Non so cosa facesse,amico. Non ne voleva parlare. Diceva che era roba riservata, sicurezza nazionale…quel genere di cose.

[Michael sta usando i suoi poteri per vincere a biliardo.]

Ritchie: Non posso credere che tu abbia imbucato la palla 9 un’altra volta!…Rivincita o niente.

Michael: Tu mi leggi nel pensiero.

[Jesse raggiunge Max che sta ancora parlando con uno degli amici.]

Jesse: Stai interrogando i miei amici?

Max: Solo facendo domande.

[Alle loro spalle si sta svolgendo la partita di biliardo. Michael,usando i suoi poteri,manda in buca tutte le palline con un solo colpo.]

Kyle: (verso Ritchie) E’ come un incubo, vero?

[Di nuovo su Max e Jesse.]

Jesse: (verso Max) Oh, così questo è quello che stavate facendo anche in sartoria,vero? Tu e il tuo amico in cerca di costruire un qualche dossier su di me.

Max: Dossier? E’ una parola interessante per uno che ha lavorato per l’ FBI.

Jesse: Cosa? Di che cosa stai parlando? Non ho mai lavorato per l’ FBI.

Max: Louis ha detto che tu avevi un misterioso lavoro riservato all’ FBI.

Jesse: Ha ha ha! Louis è un idiota. Ho fatto un internato alla D.E.A… Per un semestre… e sì, alcuna di quella roba era riservata. Che diavolo di lavoro è questo che stai facendo,ad ogni modo? Cos’è, stai cercando di trovare qualcosa di marcio in me, qualche scusa per far sì che Isabel mandi all’aria il matrimonio?

Max: Non è quello.

Jesse: Col cavolo che non è quello!

[Alle loro spalle sta per scoppiare un litigio tra Ritchie e Michael.]

Kyle: (separandoli) Hey, hey, hey, dai ragazzi, dai.

Ritchie: Nessuno può fare dei colpi come quello. E’ statisticamente impossibile.

Michael: E come faresti a saperlo?

Ritchie: Sono uno statistico.

Michael: (ridendo) Ooh!

Kyle: (ridendo assieme a Michael) Ooh! D’accordo. (verso Michael) Allora dagli indietro i suoi soldi,amico.

[Intervengono Max e Jesse.]

Jesse: Ritchie, che sta succedendo?

Ritchie: Questi due pezzi di idioti stanno cercando di fregarci.

Kyle: Come ci hai appena chiamati?

Max: Hey ragazzi…

Ritchie: Oh, non hai sentito? Ho detto che sei un pezzo di idiota!

[I ragazzi si azzuffano.]

Max: Hey! Hey!

Jesse: Sta indietro!… Ahi!

[Scoppia una rissa e Max colpisce Jesse con un pugno. La scena si sposta dopo la festa. Isabel sta discutendo con Max.Compare la scritta: 4 ore e 36 minuti al matrimonio.]

Isabel: Gli hai rotto il naso?!

MAX: Non volevo farlo. E’ solo…successo.

Isabel: Oh, è solo successo! E’ solo successo che tu stavi agitando il tuo pugno in aria ed è solo successo che lui ti si parasse davanti!

Max: Ascolta, mi dispiace. Era una festa. Le persone stavano bevendo troppo,io non…le cose sono andate fuori controllo.

Isabel: Oh! Come la tua indagine! E’ anche quella una delle cose che sono andate un po’ fuori controllo?!

Max: Posso spiegare…

Isabel: Non ti disturbare. Capisco perfettamente. Tu non hai fiducia in me.

Max: Non si tratta di fiducia.

Isabel: Si tratta totalmente di fiducia, Max! Dio, pensi veramente che sposerei qualcuno che neanche conosco? Qualcuno che potrebbe star lavorando segretamente per l’ FBI o perfino…ooh!.. un alieno? Non pensi che io mi sia fatta un giro per i suoi sogni qualche volta…e che forse abbia fatto un controllo sul suo possibile status di alieno parecchio tempo fa? Dio, Max!…(triste) L’ironia qui è che io ti ho creduto. Ho creduto che saresti stato al mio fianco al mio matrimonio,quando tutta la mia famiglia se l’era svignata. Ho creduto che ci saresti stato per me...ma non era così.

[Maria e Liz stanno mostrando a Isabel il vestito che hanno trovato per lei.]

Isabel: E’ carino.

Maria: So che non è esattamente quello che volevi, ma...

Liz: Abbiamo setacciato ogni negozio di Roswell, davvero.

Isabel: No, è carino e vi ringrazio. Vi ringrazio entrambe così tanto per tutto quello che avete già fatto. E’ il vestito andrà bene...veramente bene.

[Si apre la porta ed entra la signora Evans con in mano un vestito da sposa.]

Sig.ra Evans: E’ grazioso. Voglio dire, lo è davvero ma…(mostrando il vestito) Ho solo pensato che questo potrebbe essere una alternativa. Questo è il mio vestito da sposa, ragazze, e mia madre lo ha indossato prima di me…e io sarei onorata se…

Isabel: (abbracciandola) Ti voglio bene, mamma.

Sig.ra Evans: Voglio dire, non so se ci sarà possibile farlo modificare in tempo.

Isabel: Oh, no, troverò un modo.

Sig.ra Evans: Bene.

[Anche Jesse si sta preparando.Il suo naso è gonfio e violaceo.Bussano alla porta.]

Sig.ra Ramierez: (verso Jesse) Indovina chi è qui?

Max: (entrando) Hey.

Sig.ra Ramirez: Posso lasciare voi due da soli o devo fare l’arbitro?

Jesse: Grazie, mamma.

Max: Venendo qui ho comprato una bistecca.

Jesse: E’ solo un vecchio detto popolare, Max.

Max: Senti, io volevo solo…volevo solo dire che …

Jesse: Non ci pensare.

Max: No, davvero, io…sono andato piuttosto oltre il limite interrogando i tuoi amici. Voglio dire... Isabel è chiaramente innamorata di te…e tu la rendi ovviamente felice e…non so, non riuscivo ad accettarlo.

Jesse: Tu probabilmente lo sai già da tutta la tua, ehm, "ricerca"… ma mio padre è morto quando avevo 13 anni. Quello che probabilmente non sai è che sono passati quattro anni prima che mia madre anche solo vedesse un altro uomo…e io non potevo accettarlo, neanche allora. Li odiavo.

Max: Non volevi che nessun altro prendesse il posto di tuo padre.

Jesse:In parte, sì. Ma ancora più di quello era che... non erano abbastanza buoni per mia madre. Nessuno, per dirti la verità, potrebbe mai essere abbastanza buono per mia madre. Quindi ti capisco. Nessuno potrà mai essere abbastanza buono per Isabel.

Max: Lo supererò.

Jesse: Forse. Io non l’ho mai fatto. Ma dobbiamo buttarci tutto questo dietro le spalle, d’accordo? Perché anche se non diventeremo amici, stiamo per diventare una famiglia…Allora,hai intenzione di mangiarla quella bistecca o cosa?

Max: (appoggiando la bistecca sul naso di Jesse) Ehm... ehm, tienila semplicemente qua sopra. Ci vorrà solo un secondo.

[Max usa i suoi poteri per guarire il naso di Jesse.]

Max: Ehm... non so, dai un’occhiata.

Jesse: Sì.

Max: Beh, guarda che roba.

[Siamo al matrimonio.Isabel e Jim stanno per andare all’altare.]

Isabel: Eccoci qui. Sei pronto?

Jim: Non penso proprio.

[Il signor Evans si avvicina a Isabel e le offre il suo braccio.]

Sig. Evans: Posso?

[Isabele suo padre vanno all’altare.Il matrimonio ha inizio.]

Isabel: Io, Isabel Amanda, prendo te, Jesse Esteban, come mio sposo.

Jesse: Io, Jesse Esteban, prendo te, Isabel Amanda, come mia sposa.

Isabel: In salute e in malattia...

Jesse: In ricchezza e in povertà...

Isabel: Nella gioia e nel dolore...

Jesse: Finche morte non ci separi.

Sacerdote: Per l’autorità che mi è concessa come ministro della chiesa di Gesù Cristo, proclamo che Jesse e Isabel sono adesso marito e moglie. Puoi baciare la sposa.

[La scena passa al ricevimento. Max chiede la parola.]

Max: Posso avere la vostra attenzione,per favore? Salve. Sono Max Evans. Il testimone. Ahem. Isabel e io, ehm...beh, sono sicuro che voi tutti conoscete la storia, come ci hanno trovato...due ragazzini che vagavano nel deserto. Nessuno sapeva da dove venissimo o a che luogo appartenessimo. Neanche noi sapevamo niente, chi fossero i nostri genitori, come fossimo arrivati lì. Tutto quello che avevamo era ognuno l’altro. Due persone ci hanno preso in casa con loro, ci hanno dato dei nomi, ci hanno reso parte della loro famiglia, una cosa per cui io sarò…sarò grato per sempre. Crescendo, mi sono sempre …sempre sentito molto protettivo verso la mia sorella maggiore, ho sempre cercato di badare a lei. Suppongo che...quello che devo arrivare a realizzare è che lei non ha più bisogno di me per proteggerla. E’ troppo forte per questo…Quindi,ehm…brindo a Jesse... Benvenuto nella famiglia. Pensò che scoprirai presto che sarà un’esperienza interessante. [Gli ospiti ridono] e a Isabel... Ti voglio bene. Ho fiducia in te. E ti auguro tutta la felicità del mondo. A Jesse e Isabel.

Ospiti: A Jesse e Isabel.

Maria: Va bene, Karter. E’ il vostro turno.

Karter: Suonate.

[Il gruppo degli Ivy suona “The edge of the ocean” mentre gli ospiti ballano. Kyle riprende con la telecamera.]

Sig. Parker: (verso un cameriere) C’è uno scaldavivande nel mio bagagliaio. Puoi prenderlo?

Cameriere: Vado subito.

Liz: Papà.

Sig. Parker: Sì?

Liz: Voglio ballare con Max. Non perché è una tradizione e non perché ho trovato una specie di scappatoia,ma perché è una mia scelta. Ci amiamo l’un l’altra e abbiamo intenzione di stare insieme.
(abbracciandolo) E voglio bene anche a te.

[Liz raggiunge Max per ballare. Max guarda sorpreso il padre di Liz e poi comincia a ballare con lei. Isabel sta ballando con gli ospiti.Ora è il turno di Michael.Si avvicina un altro uomo per prendere il posto di Michael. Isabel comincia a ballare con lui.]

Kivar: Stai calma e continua a sorridere, Isabel.

Isabel: Tu non sei qui. Tu non sei veramente qui.

Kivar: Oh, sono qui. Sono venuto per te.

Isabel: No. Sto sognando o dormendo o qualcosa del genere.

Kivar: (prendendo dello champagne dal vassoio del cameriere) Posso? Brindo al tuo giorno felice. E, ehm...ai molti altri giorni felici che verranno. Ci vedremo presto.

[Kivar se ne và,sparendo tra la folla. Kyle si avvicina per ballare con Isabel.]

Kyle: Posso, ehm, ballare con la sposa?

Isabel: Kyle, hai visto quel ragazzo che era qui?

Kyle: Il ragazzo con cui stavi parlando e ballando?

Isabel: Lo hai visto? Lo hai visto veramente?

Kyle: Certo,sì. Perché? Chi era?

Isabel: Qualcuno che non può essere qui.


Traduzione dall'originale realizzata da Kikka


Roswell © 1999/2002 Jason Katims Productions / Regency Television - UPN
© 2002 Antonio Genna - Roswell.it
La trascrizione è di proprietà del sito Roswell.it, è assolutamente vietato utilizzare in altri siti il materiale inserito in questa sezione!

Torna al menu delle trascrizioni degli episodi

Torna a Roswell.it