Il Camaleonte Fan Fiction

Minaccia dal passato


Riassunto: Il nostro finale personale alle vicende di "Jarod il Camaleonte".

Data di composizione: 10 agosto 2002 - 27 novembre 2002

Racconto adatto: a tutti

DISCLAIMER:
Si ricorda che tutti i diritti del racconto sono di proprietà del sito "Jarod il Camaleonte Italia", e che tutti i personaggi della serie "Jarod il Camaleonte / The pretender" utilizzati nel racconto sono di proprietà MTM Productions / 20th Century Fox, e sono utilizzati senza il permesso degli autori e non a fini di lucro.

ATTENZIONE: la storia è la continuazione di "Island of the Haunted", quindi contiene spoiler sul 1° e sul 2° film!


CAPITOLO 1

Blue Cove, Casa di Miss Parker, ore 3:30 a.m.

Miss Parker si svegliò improvvisamente. Aveva il respiro affannato ed era tutta sudata. Aveva sognato di nuovo di essere al Centro e di vedere due ragazzini abbracciati, che però non si vedevano in faccia, che ad un certo punto venivano separati da alcune persone che lei non riusciva a vedere, ma sentiva di conoscerle.
 
Questa sensazione era così forte che ogni volta che ci pensava veniva colta da terribili mal di testa, e la sua mente non riusciva più a formulare pensieri ben precisi, l'unica cosa che riusciva a vedere erano due ragazzini che tremavano, probabilmente di paura, e riusciva quasi a percepire un legame... tra di loro. 
Da qualche mese, quel sogno la perseguitava lasciandola sempre molto scossa.
Sentiva che se fosse andata avanti così ancora per un po' sarebbe impazzita. 
Si alzò e andò in cucina dove prese dal frigorifero una bottiglia d'acqua e se ne versò un bicchiere, dopodiché cominciò a girare per tutta la casa, con il bicchiere in mano, agitatissima, ripetendosi che il sogno che faceva ormai tutte le notti, non era niente di importante. 
Si sedette sul divano cercando di rilassarsi ma non ci riusciva. Ogni volta che chiudeva gli occhi quelle immagini dei due bambini che gridavano mentre li separavano, le apparivano davanti, facendola spaventare. 
Si chiese se anche Jarod, aveva gli stessi incubi ma scrollò subito la testa scacciando quei pensieri, pensando che probabilmente in quel momento lui stava dormendo sonni tranquilli e magari non da solo.
 
Il suo unico pensiero, riguardo Jarod, doveva essere quello di riportarlo al Centro, da dove proveniva... in quel momento aveva una tale confusione in testa!!!
Ad un tratto squillò il telefono facendola spaventare. All'inizio lo lasciò suonare, non aveva voglia di parlare con nessuno in quel momento, ma poi vista l'insistenza dell'idiota che la stava chiamando si arrese e afferrò la cornetta.
"Chi diavolo è?" gridò.
"Abbiamo i nervi saldi a quanto pare" 
"Jarod, ci mancavi solo tu" disse furiosa.
"Ma che hai stanotte?" chiese preoccupato "anche tu non riesci a dormire?"
"Senti io...." si bloccò pensando alla domanda che Jarod le aveva fatto "non dirmi che anche tu hai degli incubi" chiese stupita.
"Da un mese li ho continuamente e suppongo che anche tu sei in questa situazione"
"Si, ma sicuramente passeranno presto" 
"Ne sei sicura? Io non credo che sia così, penso piuttosto che quei sogni ci vogliano dire qualcosa"
"Smettila Jarod, io spero che finiscano presto invece, non ne posso più" disse lei furiosa. 
"Dimmi Parker, sei ancora dello stesso parere?" chiese ad un certo punto.
"Di che parere?"
"Sei ancora convinta che nella nostra vita ci sia solo un "io corro e tu insegui?"
"Ne abbiamo già parlato"
"Già scusa, non so perché te l'ho chiesto. Buonanotte Parker" disse lui tristemente e poi riattaccò. 
Lei mise giù la cornetta. Quindi anche Jarod, come lei, aveva degli incubi. Questo pensiero la rassicurò, almeno non era l'unica a sentirsi scossa da questi sogni. Aveva capito che anche lui lo era.

Nel frattempo, a Chicago, Jarod stava pensando la stessa cosa mentre guardava fuori dalla finestra. Miss Parker, come lui, sembrava scossa da strani incubi. Era sicuro che presto sarebbe successo qualcosa al Centro, ma non sapeva cosa.
Ad un certo punto Zoey gli si avvicinò mettendogli una mano sulla spalla "Jarod, cos' hai?" chiese preoccupata.
"Zoey, sei tu" disse girandosi "niente, non riesco a dormire"
.
"Hai avuto di nuovo degli incubi?" chiese.
"Si, non smettono mai di tormentarmi. Sento che sta per succedere qualcosa" disse.
"Con chi stavi parlando al telefono?"
"Con Miss Parker. Come pensavo anche lei è nella mia stessa situazione"
"Ma perché ogni volta devi sempre chiamarla?" chiese lei infuriata "come se volessi confidarti con lei, invece che con me"
"Guarda che Miss Parker ha i miei stessi problemi, è naturale che mi trovo più a mio agio parlarne con lei" disse lui.
"Come se fosse lei la tua ragazza".
"Smettila Zoey, non è proprio il momento di parlare di queste cose. Se ti fidi di me, bene, ma se hai dei sospetti, puoi anche andartene" disse lui furioso.
"Dimmi solo una cosa: tu mi ami?" chiese lei.
"Io torno a letto" disse lui seccato e poi se ne andò lasciandola sola.

Il Centro, ore 8:30 a.m.

Miss Parker entrò nell'ufficio di Sidney .
"Buongiorno Miss Parker" disse Broots "come stai?"
"Sono un po' stanca. Non ho dormito stanotte" disse lei sedendosi su una sedia dell'ufficio.
"Sai, io e Broots stavamo parlando di Raines. Dovresti essere tu il capo del Centro, dopo la scomparsa di tuo padre, invece ha preso lui il comando. Non mi sembra giusto" disse Sidney.
"Tanto io non saprei come comandare il Centro" disse lei.
"Comunque non aveva il diritto di prenderne il controllo, secondo me dovresti dirglielo" disse Sidney.
"No, non importa" disse lei. In questo momento aveva cose più importanti a cui pensare.
"Ti dovrebbe importare invece, ho l'impressione che stia confabulando qualcosa" disse Sidney preoccupato.
"Perché questi sospetti?" chiese lei stupita.
"Da qualche giorno è chiuso nel suo ufficio e questo non è un buon segno" disse Sidney.
"Aspettiamo un po' prima di sguinzagliare Broots nella ricerca di qualcosa" disse Miss Parker.
"Grazie Miss Parker" disse Broots tirando un sospiro di sollievo.
"Io vado nel mio ufficio, se c'è qualche novità su Jarod, chiamatemi" disse lei abbandonando l'ufficio.
Mentre percorreva il corridoio vide Raines e Lyle che stavano parlando, ma appena la videro si zittirono subito.
"Sorellina, che hai stamattina? Sembri strana" chiese Lyle con un tono disinteressato.
"Di che stavate parlando? Qualche segreto?" chiese lei avvicinandosi.
"Per ora è un segreto ma presto ne verrai a conoscenza anche tu" disse Lyle.
"Di cosa?"
"Del nostro...."
"Lyle!" disse Raines interrompendolo "ti ricordi quell'affare che dobbiamo sbrigare?" chiese.
"Si, certo. Scusa sorellina, ci vediamo" disse Lyle e tutti e due si allontanarono in tutta fretta.
La cosa non le piaceva affatto: da un po' di tempo Lyle era diventato il leccapiedi numero uno di Raines e questo la infastidiva molto...
"Ma che diavolo state tramando?" si chiese lei cambiando direzione e ritornando nell'ufficio di Sidney "avete ragione, Raines sta tramando qualcosa con la collaborazione di mio fratello". 
"Miss Parker, meno male che sei ritornata, stavamo proprio per venire a chiamarti" disse Broots.
"Che succede?" chiese lei.
"Subito dopo che te ne sei andata è arrivata questa busta per te" disse Sidney dandogliela "è da parte di Jarod"
"Sicuramente un altro dei suoi stupidi scherzi" disse lei aprendola e all'interno trovò una lettera.
"E' un lettera di mia madre, indirizzata a ..... Thommy Thompson" disse stupita e poi la aprì e la lesse ad alta voce:

Thommy,
mi devi assolutamente aiutare. Sto pensando che sia arrivato il momento di attuare un progetto segreto al quale lavoro da molto tempo. Le mie voci interiori mi dicono che non posso più aspettare. Mio marito e il Dr Raines però non devono sapere niente, tu sei l'unico di cui io mi possa fidare. 
Tra una settimana esatta verrò da te e ti spiegherò di persona di che progetto si tratta. 
Questa è l'unica speranza che abbiamo di salvare il Centro.
                                                                                                                                       Catherine Parker

"Potrebbe essere collegato a tutti i segreti di Lyle e Raines" disse lei.
"Tu credi che abbiano in mente di attuare questo progetto?" chiese Broots terrorizzato.
"No, io sono sicura che abbiano in mente piuttosto di distruggerlo" disse lei spaventata.
In quel momento squillò il cellulare di Miss Parker.
"Chi è?" chiese.
"Hai ricevuto la lettera?"
"Si Jarod. Ma che significa?"
"Io credo che Raines abbia in mente di distruggere questo progetto"
"E come fai ad esserne sicuro?"
"Ho trovato la lettera nell'ufficio di Raines, sulla sua scrivania. Sembra che la leggesse con molta frequenza in questi giorni"
"E io cosa dovrei fare?" chiese.
"Continuare il lavoro di tua madre. Lei voleva che questo progetto venisse attuato e tu, essendo sua figlia, devi impedire che Raines e Lyle lo eliminino" disse lui. 
"Non credo che Raines abbia in mente di eliminare quel progetto, è una cosa di tanti anni fa, come fa a ricordarsene?"
"Magari aspettava il momento buono, tuo padre adesso è scomparso e ..."
"Guarda che anche mio padre era d'accordo con Raines, la lettera lo dice" disse lei.
"Allora trovami una spiegazione del perché quella lettera era nell'ufficio di Raines e addirittura in bella vista" disse lui spazientito.
"Non lo so. Piuttosto, adesso non avrà dei sospetti? Non trovando più la lettera...."
"Tranquilla, quella che ti ho dato è una fotocopia, la lettera vera è ancora nell'ufficio di Raines. Comunque ti dico solo questo Miss Parker, tienilo d'occhio" disse e poi riattaccò.
"Allora?" chiese Sidney curioso.
"Teniamo d'occhio Raines e Lyle. Se davvero mia madre voleva attuare quel progetto, io devo continuare il suo lavoro" disse lei.

Nel frattempo, SL 19

"Accidenti Lyle, stavi per dirle tutto" disse Raines spazientito.
"Mi dispiace Raines, credi che avrà dei sospetti adesso?" chiese Lyle.
"Ne sono convinto. Signore come facciamo adesso?" chiese Raines ad un uomo nell'ombra della stanza.
"Dal momento che il signor Parker era d'accordo nell'eliminare il progetto di Catherine, mi sembra comunque giusto che Miss Parker debba prendere il suo posto" disse l'uomo.
"Non mi sembra una buona idea signore" disse Lyle "mia sorella se sapesse di questa storia si comporterebbe come Catherine, lei è uguale a sua madre"
"Si, forse avete ragione, non possiamo rischiare che ci rovini tutto. Andate adesso" disse.
"A presto signore" disse Raines e poi sia lui che Lyle abbandonarono il SL.


CAPITOLO 2

Il giorno dopo, Il Centro ore 7:10 a.m.

Miss Parker entrò velocemente nell'ufficio di Sidney sbattendo la porta.
"Buongiorno Miss Parker" disse Broots "come mai sei venuta così presto oggi?" chiese.
"Non sono riuscita a chiudere occhio stanotte, ma dopotutto ci ho fatto l'abitudine" disse lei avvicinandosi ai due.
"Di nuovo incubi?" chiese Sidney.
"Si, ogni notte sempre lo stesso sogno. Ma adesso parliamo di altro, ci sono notizie di Jarod?" domandò.
"Oggi nessun indizio ma ieri poi sono riuscito a localizzare la chiamata, quando ti ha telefonato e si trova a Chicago" .
"Aspettavi Natale per dirmelo?" disse lei arrabbiata. Stava cercando di mantenere una posizione distaccata, ma non ci riusciva, stava davvero cominciando ad arrabbiarsi prima del solito... quanto le sarebbe servita una sigaretta in quel momento!
"Non è facile rintracciare le telefonate e ..."
"Va bene, va bene, io vado là"
"Chicago è una città grossa, dove inizierai a cercare?" chiese Sidney.
"C'è un altro indizio veramente" disse Broots "la telefonata proviene dagli uffici della polizia"
"Ecco dove inizierò a cercare" disse lei rivolta a Sidney e poi uscì dall'ufficio.

Chicago, tre ore dopo

Miss Parker era vicino agli uffici della polizia. Nascose bene la pistola ed entrò. 
All'inizio si guardò un po' in giro e ad un tratto lo vide seduto a una scrivania. Stava per avvicinarsi a lui quando venne fermata da un poliziotto.
"Posso esserle utile, signora?" chiese.
"Devo parlare con una persona, mi lasci passare" disse lei irritata.
"Può dire a me se vuole" chiese lui insistentemente.
"Da lei non voglio niente, le ho detto di lasciarmi passare" disse. Stava cominciando ad alzare un po' la voce...
Jarod alzò gli occhi dalla scrivania e quando la vide si alzò subito in piedi spaventato. Senza farsi vedere uscì dagli uffici e si mise a correre.
Miss Parker quando non lo vide più capì subito che era scappato quindi uscì dagli uffici e vedendolo in lontananza iniziò a corrergli dietro.  
"Ci risiamo" si disse lei "sempre la stessa storia... sono davvero stufa... ma stavolta è mio!"
Lui corse fino ad arrivare in un parco molto grande, ma Miss Parker non l'aveva perso di vista un attimo e quando vide che nel parco non c'era nessun passante prese la sua pistola e sparò in aria. Lui si fermò e si girò verso di lei.
"Finalmente ti sei fermato" disse lei puntandogli contro la pistola.
"Ti sembra il momento di giocare?" chiese lui ridendo.
"Non fare lo spiritoso e mettiti queste" disse lei lanciandogli un paio di manette.
Lui se le mise ma senza chiudersele "e adesso?" chiese.
"Avvicinati e sbrigati" disse lei ma appena lui si avvicinò a lei si sfilò le manette dai polsi e le prese la pistola lanciandola lontano e poi scappò via.
Lei velocemente la riprese e la puntò contro di lui ma poi l'abbassò "maledizione"

Il Centro, ore 2:30 p.m.

Miss Parker era da sola nel suo ufficio quando ad un certo punto squillò il telefono.
"Cosa c'è?" chiese.
"Devo parlarti Parker" 
"Jarod, io no invece" disse lei seccata.
"Devo parlarti a proposito del mio incubo ricorrente"
"La cosa non mi riguarda" 
"Ti riguarda eccome dal momento che penso che anche tu faccia lo stesso sogno"
"Parlamene al telefono" disse lei.
"E' un po' lunga da spiegare veramente, ma sono sicuro che qualcuno ci stia chiedendo aiuto all'interno del Centro"
"Tu credi?" chiese.
"Non lo so, ma quei due ragazzini...."
"Cosa? Anche tu hai sognato due ragazzi?" chiese lei stupita.
"Si, un bambino e una bambina che vengono separati da alcune persone che non riesco a vedere"
"Anch'io ho fatto questo sogno"
"Forse sono un esperimento di Raines, farò delle ricerche, mi vuoi aiutare?"
"Non intendo collaborare con te"  
"Ma non vuoi scoprire chi siano quei due ragazzi?"
"Me la caverò da sola" disse lei prima di riattaccare e poi uscì dall'ufficio.

Jarod mise giù la cornetta con uno sguardo deluso "Parker, Parker perché non possiamo collaborare insieme come quando eravamo sull'isola?" si chiese mettendosi al computer.
Era intenzionato a scoprire tutto su quei due ragazzi. Era sicuro che si trovavano al Centro, magari erano un esperimento di Raines; se  fosse stato così, sarebbe entrato al Centro e li avrebbe salvati.
Aprì gli archivi del Centro, alla voce "esperimenti" e cominciò a cercare.
"Ciao Jarod" disse Zoey arrivando.
"Zoey, non ti ho sentita entrare" disse Jarod senza distogliere lo sguardo dalla tastiera.
"Che stai facendo?" chiese lei.
"E' un po' lungo da spiegare, si tratta di una cosa che ha a che fare con il Centro e forse anche con me e con Miss Parker..."
"Miss Parker?" gridò Zoey "non è possibile sempre lei, in questi giorni non fai altro che nominarla"
"Ci sono in giro dei segreti che ci riguardano e io devo scoprirli"
"Certo e che ne è di noi due? Ormai io non esisto più per te!"  disse Zoey. Era davvero molto arrabbiata.
"Non dire così, sai che non è vero" disse lui continuando a lavorare; aveva un' aria assente, e non capiva perché a Zoey potesse dare così fastidio il fatto che stava cercando delle informazioni.
"Smettila di stare al computer allora e facciamo un discorso serio"
"Adesso non posso, dopo" 
"Dopo, sempre dopo. Prima di ogni altra cosa deve esserci la tua Miss Parker vero? A volte mi chiedo se tu prendi sul serio il nostro rapporto"
"Non è il momento di parlarne" disse lui guardandola "ti prometto che quando tutto questo sarà finito staremo insieme ma adesso no"
"Dimmi la verità, tu sei innamorato di Miss Parker vero? Voi due siete amanti"
"Non è vero, come ti viene in mente una cosa del genere? Che razza di discorsi sono?" disse Jarod irritato.
"Non fai altro che parlare di lei"
"Solo perché è collegata con tutto quello che sta accadendo al Centro"
"No, non ti credo Jarod, comunque ritorna pure a lavorare, non preoccuparti per me.... ah ma che dico, tu non ti preoccuperesti per me neanche se fossi in pericolo"
"Zoey, non dire assurdità" disse lui.
"Senti Jarod, tornerò più tardi, vado a fare quattro passi" disse lei allontanandosi.

Tre giorni dopo, il Centro, ore 10:00 a.m.

Miss Parker era nell'ufficio di Sidney con quest'ultimo e Broots.
"Allora Broots, non hai ancora scoperto niente riguardo un eventuale esperimento di Raines che riguardano due ragazzi?" chiese lei.
"No, mi dispiace Miss Parker, il fatto è che è molto difficile trovare esperimenti di Raines"
"Mi meraviglio di te" si lamentò lei.
Ad un tratto squillò il cellulare di Miss Parker.
"Cosa?"
"Parker sono io"
"Jarod, che diavolo vuoi ancora?"
"Ascolta, in questi ultimi giorni ho fatto delle ricerche..."
"...anche noi stiamo effettuando delle ricerche, genio, non abbiamo ....."
"Devo parlarti, al più presto" disse lui "sono a Chicago, prendi l'aereo e vieni qui. Ci vediamo oggi pomeriggio alle 4:00 al parco di tre giorni fa"  e poi  riattaccò.
"Devo andare a Chicago" disse lei "se vedete mio fratello o Raines, dite che non sono venuta al Centro stamattina perché non stavo bene, intesi?" 
"Ma non avevi detto che non volevi collaborare con Jarod?" chiese Broots.
"Io vado solo là a sentire cos'ha scoperto, questo non è collaborare" rispose lei andandosene.

Chicago, ore 3:50 p.m.

Miss Parker entrò nel parco e si mise a camminare quando ad un certo punto vide Jarod seduto su una panchina.
"Allora genio, che cosa vuoi?" chiese  avvicinandosi.
Quando Jarod alzò gli occhi e la vide quasi gli venne un colpo "Miss Parker, ma dovevi mettere una gonna così corta?" chiese  alzandosi.
"Hai paura che la tua ragazza ti veda con me?" ribatté lei ironicamente.
"Tu ridi, ma io ce l'ho davvero una ragazza e se mi vedesse con te andrebbe su tutte le furie" disse  guardandosi in giro.
"Hai una ragazza?" chiese lei guardandolo stupita "comunque, cos'hai scoperto?"
"Sono entrato negli archivi del Centro e non c'è scritto niente sui due ragazzini, ma ho trovato il nome di uno strano progetto, Final Project"
"E cosa c'entra questo?" chiese lei.
"Sono sicuro che quel progetto sia quello che tua madre voleva attuare, ma non ho trovato spiegazioni a riguardo".
"Forse Raines l'ha uccisa per questo" 
"Dobbiamo scoprire di più su questo progetto"  
"Jarod!!" gridò Zoey avvicinandosi con una faccia sorpresa.
"Ciao Zoey che ci fai qui?" chiese lui.
"Io che ci faccio qui? Dovrei farti la stessa domanda. Chi è questa?" chiese furiosa.
"Io sono...un'amica di Jarod" disse Miss Parker facendo un mezzo sorriso "allora cosa mi stavi dicendo?" chiese rivolta a lui.
"Ecco io...." si bloccò guardando Zoey "ci puoi lasciare soli un attimo?" domandò.
"Certo, ti lascio in compagnia della tua fidanzata, parlate pure" disse lei.
"Zoey ti prego non ricominciare" 
"Ma scusa, tu chi sei?" chiese Miss Parker.
"Io sono la ragazza di Jarod" disse lei furiosa.
"Oh, quindi sei tu la nuova fiamma di cui mi aveva parlato Jarod poco fa"
"E la cosa ti dispiace vero?"
"Ma insomma si può sapere che vuoi da me?" disse Miss Parker arrabbiandosi. Quella donna era davvero insopportabile! Ma perché non si faceva gli affari suoi e non la lasciava in pace? E poi non si vergognava ad andare in giro vestita con quegli straccetti???
"Miss Parker, ascolta..." disse lui.
"Cosa? Miss Parker?" lo interruppe Zoey sconvolta "quindi tu sei la famosa Miss Parker, ho capito vi siete dati un appuntamento"
"Ma che stai dicendo ragazzina? Sei impazzita?" Miss Parker  stava cominciando a  perdere la pazienza...
"Tu e Jarod state insieme non è così? Mi chiedo come fa a piacerti una donna vestita in questo modo Jarod" disse Zoey sogghignando e squadrandola.
"Che intendi dire?" disse Miss Parker furiosa.
"Prenderai freddo se metti gonne così corte, e in più ti faresti passare per una donna facile" 
"Non ti permetto di parlarmi così ragazzina, sai quanto mi è costata questa gonna?" La bellezza di 300 dollari" disse Miss Parker mettendo le mani sui fianchi "e questi stivali invece li ho pagati 500 dollari perché sono di una nota marca italiana".
"Beh allora c'è da vantarsi" disse Zoey guardando da un'altra parte.
"Invece di parlare di me perché non ti guardi allo specchio? Sarei curiosa di sapere come ha fatto Jarod ad innamorarsi di una come te, vestita con quegli stracci" le rispose, facendo una smorfia.
"Ma come ti permetti brutta strega" gridò Zoey furiosa.
"Sarò pure una strega, ma almeno sono vestita bene, non come una....sguattera"
"Hai passato il limite, vattene via subito" gridò Zoey.
"Ti consiglio di andartene via tu invece" disse Miss Parker incrociando le braccia e mantenendo la calma, cosa che faceva infuriare ancora di più Zoey.
"E' inutile comunque che facciate finta di essere soltanto amici, vi ho visto prima che parlavate, sembravate proprio una bella coppia"
"Ci stavi spiando? Bella fiducia che dai al tuo ragazzo" 
"Già il mio ragazzo, forse ancora per poco". Zoey era furiosa e lo stava guardando attentamente.
"Senti perché non te ne ritorni a giocare con le bambole, ragazzina" 
"Non chiamarmi ragazzina" disse Zoey sempre  più infuriata.
"Oh altrimenti cosa fai? Vai a dirlo alla mammina?" disse la Parker prendendola in giro.
"E tu lasci che mi tratti così?" chiese Zoey rivolta a Jarod.
"Aiuto Jarod, la strega mi tratta male, dalle una lezione, io sono troppo piccola per farlo" disse Miss Parker ridendo e guardando Zoey che dopo aver dato un'occhiataccia a Miss Parker se ne andò via.
"Bene, è sistemata" disse Miss Parker soddisfatta.
"Ma che hai fatto Parker? L' hai offesa"  disse Jarod un po' preoccupato.
"Anche lei mi ha offeso e comunque era tanto che non mi divertivo così" disse ridendo.
"Adesso smettila, io le voglio bene" 
"Va bene, vai pure a far pace con la ragazzina, se ci riesci. Io torno al Centro" disse lei e poi girò sui tacchi e  se ne andò via.


CAPITOLO 3

Il Centro, ore 7:30 p.m.

Miss Parker entrò nell'ufficio di Sidney trovandolo con Broots.
"Allora Parker, cosa ti ha detto Jarod?" chiese Sidney.
"Non c'è molto da dire. Jarod non ha trovato niente sui due ragazzini che abbiamo sognato tutti e due ma ha trovato il nome di un progetto chiamato "Final Project". L' hai mai sentito nominare Sidney?" chiese lei.
"Veramente no, sarà un progetto nuovo" disse Sidney.
"Jarod è convinto che questo sia lo stesso che mia madre voleva attuare"
"Io non sapevo nulla di quel progetto, quindi non posso dirti se è lo stesso o no" 
"Non importa, in ogni caso adesso non ho più bisogno di Jarod, ce la caveremo da soli. Io torno a casa, ci vediamo domani" disse lei uscendo dall'ufficio.

Casa di Miss Parker, ore 10:30 p.m.

Miss Parker stava per andare a dormire, anche se era sicura che non sarebbe riuscita a chiudere occhio come tutte le sere precedenti a causa dei suoi incubi. Ad un tratto squillò il telefono.
"Chi è?"
"Devi aiutarmi a entrare al Centro"
"Jarod, di che stai parlando?"
"Se vogliamo scoprire di più sul progetto, devo entrare nell'ufficio di Raines e consultare il suo computer, ma non posso entrare da solo"
"Andiamo genio, ti sottovaluti. Comunque non ho intenzione di aiutarti, e poi metti che ci scoprano" 
"Non ci scopriranno, e poi non vuoi scoprire la verità?" chiese lui.
"Magari ti sbagli, chi ti dice che quel progetto sia quello di mia madre? Secondo me è inutile cercare" disse lei e poi stava per riattaccare il telefono quando sentì una voce dentro di sé
"Il progetto, tu e Jarod dovete attuarlo o sarà la fine" 
"MAMMA" gridò lei.
"Miss Parker, ti senti bene?" chiese Jarod preoccupato.
"Si ......d'accordo, ti aiuterò ad entrare al Centro. Dimmi quando e dove"
"Adesso Parker" disse lui alle sue spalle. 
Lei si girò sorpresa di vederlo "adesso? Ma sei matto? Dobbiamo organizzarci prima"
"Non servirà, ho già un piano. Però prima cambiati, non vorrai uscire in pigiama?" chiese lui guardandola.
"Spiritoso, comunque ci metterò solo un attimo, ma tu intanto esci da camera mia" 
"Ah già scusa. Ti aspetto vicino alla tua macchina" disse lui e poi stava per uscire quando si girò nuovamente verso di lei "mettiti i pantaloni Miss Parker"
"Scusa?" chiese lei.
"Hai capito benissimo, dovrai faticare per entrare al Centro, non vorrai passare dall'ingresso principale vero?"
"Ma naturalmente. Tu entrerai come un topo e io come una persona che ha il turno di notte"
"Tutti al Centro sanno che tu non fai mai il turno di notte e si insospettiranno. Mettiti i pantaloni e non discutere" disse lui e poi uscì.
Lei aprì l'armadio e prese un paio di pantaloni di pelle nera molto aderenti e se li mise, insieme a una camicia nera "accidenti ma chi me lo fa fare" si lamentò.
Dopo qualche minuto raggiunse la macchina e salì.
"Era ora Miss Parker, credevo che ti fossi addormentata" disse lui ridendo e poi le vide i pantaloni "ma proprio quelli dovevi mettere?"
"Senti, invece di criticare il mio modo di vestire pensa a un piano per quando saremo entrati al Centro" disse lei accendendo la macchina e poi partì.
"Ce l'ho già un piano. Andremo nell'ufficio di Raines e cercherò sul computer qualche indizio sul progetto" 
"E se non trovi niente? Magari quel progetto non c'entra niente con quello di mia madre" 
"Se sarà così allora lasceremo perdere, ma sono sicuro che sia lo stesso".
"Vedi di non essere troppo ottimista, topo da laboratorio, mi secca già abbastanza essere qui a collaborare con te, per non parlare che mi sono messa i pantaloni, un indumento che odio" si lamentò lei.
"Se ti danno fastidio, perché non li togli?" disse lui ridendo.
"Ridi pure, ma sappi che mi basta poco per dare l'allarme e farti catturare una volta entrati" disse lei seccata.
"Ecco, siamo arrivati" disse lui scendendo dalla macchina e così fece anche lei.
"Bene e adesso dove andiamo?"
"Entreremo nei condotti di areazione, ecco perché servivano i pantaloni" 
"Magnifico, dovrò entrare come un topo, se mi vedessero Sidney e Broots mi riderebbero in faccia".
"Peccato di non aver portato la macchina fotografica, ti avrei scattato volentieri una bella foto"
"Se lo facevi avevi firmato la tua condanna a morte" disse lei.
"Ecco il condotto, sai quando sono scappato dal Centro sono uscito di qua" 
"Lo sapevo genio" disse lei.
"Cosa? E come facevi a ...."
"....è l'unica via d'uscita"
"Entro prima io così ti faccio strada" disse lui entrando ma Miss Parker lo tirò per la giacca e lo fece uscire "la so la strada, entro prima io, non ti ha insegnato nessuno che prima devono entrare le signore?" e così facendo entrò.
Dopo qualche minuto uscirono dal condotto e si diressero nell'ufficio di Raines.
"Io consulto il computer, tu stai fuori e guarda se arriva qualcuno" disse Jarod andando al PC.
"Si, ma sbrigati" 
"Abbi pazienza, cercare il progetto non è come bere un bicchier d'acqua" disse lui mentre lavorava.
"Se lavori come Broots allora dobbiamo star qua tutta la notte. Allora a questo punto facevamo prima a chiamare lui"
"No, io sono molto più veloce di Broots, ma è difficile lo stesso, vuoi provarci tu?" chiese.
"Continua a lavorare e sta zitto" disse lei continuando a guardarsi in giro per il corridoio.
"Accidenti qua non c'è niente, dovrò cercare in un altro file" 
"Sbrigati Jarod, se ci scoprono non farò una bella figura"
"Fai una brutta figura perché sei con me nell'ufficio?" chiese  curioso.
"No, perché ho i pantaloni" ribatté lei.
"Accidenti a me che ti ho detto di metterli, ma dopotutto ti saresti lamentata anche della gonna".
"Chi me l' ha fatto fare a collaborare con te? Adesso potrei essere a casa nel mio letto, forse in compagnia di incubi ma è meglio che essere qui"
"Chi me l' ha fatto fare di portarti con me Miss Parker" si lamentò.
"Potevi anche venire da solo, ma no, il genio ha dovuto trascinare anche me in questa storia".
"Intanto che tu continui a lamentarti io finalmente ho trovato qualcosa" disse lui mentre si apriva un file intitolato "Final Project" con dentro varie sigle e numeri.
"Era ora, presto stampa il file e andiamocene, ho sentito arrivare qualcuno" disse con fermezza.
"L' ho già stampato, non aspetto certo che me lo dica tu" disse Jarod irritato spegnendo il computer e andando verso l'uscita dell'ufficio.
"Dove credi di andare?" disse lei prendendolo per un braccio.
"Ma che ti prende Miss Parker?" chiese confuso.
Lei si appoggiò alla parete vicino alla porta, e si tirò Jarod sopra di lei "ho sentito delle voci, sta zitto" disse sottovoce e guardando nella direzione della porta.
Lui quasi non riusciva a respirare dall'imbarazzo di avere Miss Parker praticamente attaccata a lui. 
Lei lo guardò. Le loro facce erano a un millimetro di distanza. Si guardarono a lungo, ma ad un tratto lui si avvicinò lentamente alle sue labbra e gliele sfiorò, poi si fermò a guardarla negli occhi. Lei lo guardò sorpresa, non se lo aspettava, ma poi lo abbracciò e si baciarono appassionatamente.                                                                                                                                                            Dopo qualche istante lei ebbe una visione del suo incubo, dove vedeva ancora i due ragazzini che gridavano mentre venivano separati e quando l'immagine sparì lei si staccò subito da Jarod e uscì velocemente dall'ufficio. Lui era rimasto fermo, non riusciva ancora a crederci, si sentiva come se avesse baciato per la prima volta, il che non si poteva dire. Da quando era fuggito dal Centro ne aveva baciate di ragazze, era abbastanza esperto in questo campo. Ma questa volta non aveva baciato una donna qualsiasi, era Miss Parker, la sua cacciatrice, una donna irraggiungibile. Aveva sempre invidiato Thomas perché era riuscito a conquistarla ma adesso forse c'era riuscito anche lui. 
"Allora ti muovi?" disse lei spaventandolo.
"Cosa?...Ah si...arrivo". 
Uscirono  dall'ufficio e, senza dirsi una parola, si incamminarono per il corridoio raggiungendo in pochi minuti il condotto di areazione.
Appena usciti corsero alla macchina e partirono.
"Parker, ascolta....quello che è successo prima, io...ecco..." disse lui imbarazzato.
"Ti ricordi cosa ti ho detto sull'isola? In macchina?" chiese lei.
"Si, mi hai detto "dimentica quello che è successo sull'isola, dimentica quell'attimo di debolezza" disse  tristemente, ricordando quel momento.
"Bene, vale anche per adesso" disse  duramente.
"Ma...."
"Jarod, ti prego non dire niente. Ecco siamo arrivati, ascolta, dimentica tutto" disse lei guardando da un'altra parte "piuttosto quando mi richiamerai per altre notizie?" chiese poi girandosi verso di lui ma Jarod era sparito. Lei scese dalla macchina e si avviò verso casa sua.


CAPITOLO 4

Una settimana dopo, Il Centro, ore 7:40 a.m.

Miss Parker, mentre camminava nei lunghi corridoi del Centro per andare nell'ufficio di Sidney stava ripensando ai suoi incubi che da qualche notte si stavano facendo sempre più violenti. Adesso, nel sogno, i due ragazzini venivano separati e picchiati da due spazzini e la cosa più sconvolgente era che nel sogno vedeva anche Raines che dava l'ordine di picchiarli.
Entrò nell'ufficio di Sidney ancora assorta in questi pensieri. Aveva intenzione di parlare con lui di questa storia.
"Buongiorno Sidney" disse lei.
"Ciao Miss Parker, ti vedo preoccupata, è successo qualcosa?" 
"Veramente si Sidney, si tratta dei miei incubi"
"Quelli che riguardano i due ragazzini abbracciati che vengono separati?" 
"Si, ma da qualche notte ho sognato che venivano anche picchiati e .....la cosa che mi ha spaventato di più era che .....nel sogno ho visto Raines"
"Raines?" chiese Sydney preoccupato.
"Si, lui ha dato l'ordine a due spazzini di picchiarli" disse lei sconvolta.
"Capisco. I due ragazzi non sei riuscita ancora a vederli?"
"No, però adesso che ci penso mi ricordo una cosa. Sul polso del ragazzo ho visto un bracciale"
"Che tipo di bracciale?"
"Non so spiegartelo, ma quel bracciale....mi sembra di averlo già visto....tanti anni fa" 
"Ne sei sicura Parker? Non confondere i sogni con la realtà"
Lei scrollò la testa "si è vero Sidney, non l' ho mai visto quel bracciale, me ne ricorderei" disse.
"Ti consiglio nei prossimi giorni di prendere un calmante, così magari potrai dormire, almeno qualche ora"
"Grazie Sidney. Lo farò"
In quel momento squillò il cellulare di Miss Parker
"Chi è?"
"Parker, non sai cos'ho scoperto"
"Jarod! E' una settimana che non ti fai sentire, pensavo ti fossi volatilizzato"
"Invece eccomi qua e ho delle notizie interessanti su quel file che ho trovato nell'ufficio di Raines"
"Intendi quelle varie sigle e numeri?" chiese lei.
"Si, esatto. Non so molto ma ho scoperto che riguardano due ragazzi, un ragazzo e una ragazza, che erano al Centro tanti anni fa"
"Sono gli stessi del nostro sogno?" 
"Non lo so, può darsi, però questo file non dice chi siano i due ragazzi"
"Jarod, io ti devo parlare di un'altra cosa che riguarda il mio sogno, ma non al telefono"
"Non dirmi che vuoi incontrarmi? Sarebbe la prima volta" disse lui sorridendo.
"E anche l'ultima" ribatté prontamente lei duramente.
"D'accordo, allora vieni a casa mia, è più sicuro"
"A Chicago?" chiese lei.
"Si, io vivo lì. Ti do l'indirizzo" disse Jarod e poi glielo dettò.
"Immagino che ci sarà anche la tua ragazza. Comunque verrò da te oggi pomeriggio alle 3:00." Riattaccò il telefono e uscì di corsa dall'ufficio.

Chicago, ore 2:50 p.m.

Miss Parker arrivò vicino alla porta della casa di Jarod.
"Incredibile, io che busso alla porta della mia preda" disse incredula e poi suonò il campanello.
"Ciao Miss Parker" disse Jarod sorridendo quando aprì la porta.
"Non essere troppo amichevole genio, non è certo una visita di cortesia" disse e così facendo entrò,  guardandosi un po' in giro. 
"Vi siete sistemati bene tu e la tua amichetta. Bella casa" disse  sorridendo "spero che la tua ragazza non si sia troppo offesa; l'altra volta, devo ammetterlo, sono stata un po' troppo brusca"
"Non preoccuparti Miss Parker" disse Zoey sbucando fuori "io e Jarod abbiamo già fatto pace" disse avvicinandosi a Jarod con un' aria soddisfatta e poi lo baciò prendendolo alla sprovvista.
Miss Parker non poté fare a meno di ridere guardando la faccia stupita di Jarod.
"Come vedi Miss Parker l'ho già perdonato" disse Zoey sorridendo.
"Attenta a non fargli venire il mal di schiena però"
"Che intendi dire?" chiese Zoey. Il sorriso di pochi secondi prima si stava trasformando in una smorfia.
"Sei molto più bassa di Jarod, mettiti i tacchi quando lo baci altrimenti gli farai venire la scogliosi" 
"Sempre acida eh?" disse Zoey che aveva stampato in viso un sorriso amaro.
"Adesso Jarod posso parlarti di una cosa in privato?" chiese Miss Parker e ad un tratto vide al polso di Zoey un bracciale d'oro.
"Dove hai preso quel bracciale?"  chiese Miss Parker stupita.
"Me l'ha regalato Jarod" disse Zoey con orgoglio.
"C'è qualcosa che non va Miss Parker?" chiese lui.


CAPITOLO 5

Miss Parker si avvicinò velocemente a Zoey e le strappò dal polso il bracciale.
"Ahia, Miss Parker sei impazzita, ridammi il..."
"Sta zitta" gridò lei e poi cominciò a guardarlo attentamente.
"Jarod, questo bracciale, l'ho visto nei miei recenti incubi, era al polso del ragazzo" disse con un filo di voce.
"Ne sei sicura Parker?" chiese lui.
"Sicurissima"
"Ma di che diavolo state parlando" disse Zoey arrabbiandosi. Si sentiva esclusa dalla loro conversazione, e questo non le piaceva affatto.
"Puoi star zitta un attimo?" gridò Jarod lasciandola con un'espressione scioccata.
Miss Parker vide dietro al bracciale una scritta in piccolo che diceva "Amore per Sempre".
Improvvisamente ebbe un flash back dove si vedeva lei, che aveva più o meno 14 anni che regalava un bracciale identico a quello a uno stupitissimo Jarod e lui per ringraziarla le dava un bacio...
Tornata alla realtà guardò Jarod con una strana espressione, come di odio, mentre qualche lacrima le solcò il viso.
Anche Jarod ebbe lo stesso flash back in quello stesso momento e anche lui alla fine la guardò come per scusarsi. 
"Vieni con me Miss Parker" disse lui trascinandola via.
"Aspettate, dove state andando?" chiese Zoey ma non ricevette risposta.
Jarod fece salire Miss Parker in macchina e partirono.
Lei aveva gli occhi chiusi, ripensava a quel momento, quando regalò il bracciale a Jarod perché suo padre le aveva detto che, dato che passava tanto tempo con Jarod, l'avrebbe mandata a Londra a studiare e la sera prima di partire, Miss Parker aveva regalato a Jarod quel bracciale.
Arrivati alla periferia di Chicago, vicino a un bosco Jarod si fermò e scese dalla macchina. Anche lei scese e poi lo guardò arrabbiata.
"Miss Parker, io non lo sapevo che...."
"Sta zitto Jarod, adesso ricordo tutto, io ti ho regalato questo bracciale prima di partire per il College, ti ricordi cosa mi avevi promesso quella sera?" chiese lei.
Lui la guardò stupito "veramente io...."
"Ho capito, non ti ricordi. Bene, ti schiarisco le idee, in quel momento ti dissi che quando saresti diventato un uomo avresti regalato questo bracciale alla donna che amavi veramente, e tu mi hai risposto che me l'avresti restituito, perché nessun'altra avrebbe mai potuto prendere il mio posto nel tuo cuore" disse lei con le lacrime agli occhi.
"Mi dispiace Miss Parker, io non mi ricordavo di questa promessa..."
"...oppure in realtà è Zoey la donna giusta per te" disse lei con un filo di voce "però io ti avevo regalato il bracciale soprattutto come segno di amicizia e tu l' hai dato a quella". Miss Parker accentuò l'ultima parola e la pronunciò quasi con veleno in bocca.
"Probabilmente mi devono aver fatto qualcosa al Centro, forse mi hanno cancellato la memoria" disse lui.
"Può darsi, ma si possono cancellare i sentimenti della mente, non quelli del cuore" 
"Allora quei due ragazzini dei nostri incubi...siamo noi" 
"Si, io mi ricordo che quando ci stavamo per salutare ci siamo abbracciati ma siamo stati sorpresi da Raines e da alcuni spazzini che..."
"Che ci divisero e ci picchiarono" disse lui furioso e poi tutti e due ebbero un flash back. Mentre Jarod veniva picchiato dagli spazzini arrivò Mr. Parker che disse alla figlia che se voleva che gli spazzini smettessero, doveva promettere che non avrebbe mai più rivisto Jarod, e che l'avrebbe odiato. Lei annuì e gli spazzini se ne andarono lasciando Jarod per terra svenuto.
Miss Parker tentò di avvicinarsi a lui ma suo padre la prese per un braccio e le ricordò la promessa fatta, allora lei si girò piangendo e se ne andò via con il padre.
"Ho dovuto fare quella promessa, ti avrebbero ucciso" disse Miss Parker tornata alla realtà.
"Io invece avrei preferito morire piuttosto che essere odiato da te"
"Non avresti mai dovuto regalare quel bracciale a Zoey, mi hai tradito" disse lei guardandolo e cambiando argomento.
"Non posso farmi perdonare in qualche modo?" chiese Jarod ferito.
"No, Jarod, portami all'aeroporto, non abbiamo più niente da dire. Ti aiuterò a trovare la verità sul misterioso progetto, perché riguarda anche me, ma non credo che riuscirò mai a perdonarti" disse lei duramente salendo in macchina.


CAPITOLO 6

Casa di Miss Parker, ore 9:30 p.m.

Miss Parker entrò in casa sbattendo la porta e, dopo essersi cambiata andò in cucina, si versò un bicchiere di Vodka, e si sedette sul divano cercando di dimenticare quello che era successo quel giorno con Jarod. 
"Proprio non me lo sarei mai aspettato da te Jarod, accidenti a te" disse lei bevendo tutto d'un sorso e poi andò a dormire.

Il giorno dopo, il Centro, ore 8:20 a.m.

Miss Parker entrò nell'ufficio di Sidney "buongiorno" disse seccata.
"Miss Parker, qualcosa non và?" chiese Sidney.
"Sto bene Sidney, non preoccuparti" disse lei sedendosi.
"Eppure non mi sembra che tu stia bene. Hai preso un calmante per dormire stanotte come ti avevo detto?" 
"No, non l' ho preso, mi sono dimenticata, la smetti di farmi il terzo grado?" gridò.
"Parker calmati, ieri hai visto Jarod vero? E' successo qualcosa tra voi due?"
"Basta Sidney, smettila di farmi domande, ti ho già detto che non è niente, sto bene". Così uscì dall'ufficio ancora più arrabbiata di prima.

Nel frattempo a Chicago Zoey era all'aeroporto. Continuava a guardare nervosamente gli orari degli aerei. 
"Non ci capisco niente in tutti questi orari, ma a che ora partirà l'aereo per Blue Cove?" si chiese continuando a lamentarsi.
Finalmente dopo mezz'ora di ricerca lo trovò e, dato che l'aereo sarebbe partito entro 5 minuti si precipitò alla partenza.

Il Centro, ore 11:30 a.m.

Zoey era all'entrata del Centro vestita con pantaloni e camicia, tutti e due di pelle nera molto aderenti e tacchi a spillo.
"Sto arrivando Miss Parker" disse trionfante entrando.
Appena entrata vide un sacco di persone che andavano avanti e indietro vestiti tutti eleganti.
"Le cose sono cambiate qui dentro" disse stupita, e poi si avvicinò a uno spazzino, che era Sam "mi scusi lei conosce una donna alta, brunetta, vestita con gonne corte, tacchi a spillo? Lavora qui"
"Lei sta parlando di Miss Parker" 
"Si, non sapevo che la conoscesse allora gliel'ho descritta" disse Zoey.
"Qui tutti la conoscono, è la figlia del capo del Centro. Secondo piano, quinto ufficio" disse Sam.
"Grazie" disse andando verso l'ascensore "così tu saresti la figlia del capo di questo posto, ecco perché hai quei vestiti così costosi" pensò.
Arrivata all'ufficio di Miss Parker tirò un profondo respiro e poi entrò senza bussare. 
Miss Parker era seduta alla scrivania che stava compilando delle carte "Broots, da quando non bussi?" chiese senza distogliere lo sguardo dagli incartamenti.
"Ci rivediamo Miss Parker" disse Zoey sorridendo. 
Lei alzò gli occhi e quando vide Zoey si mise a ridere sonoramente "ma come ti sei conciata?"
"Cos'ha che non va il mio abbigliamento?" chiese arrabbiandosi.
"Chi sei Cat Woman?" chiese Miss Parker ridendo "dove hai lasciato il tuo Batman o forse dovrei dire Wonder Boy?" 
"Non sono venuta qui per essere derisa da te Miss Parker"
"Con quei pantaloni ti si vede tutta la cellulite, vattene prima che chiami la protezione animali" disse rimettendosi a scrivere.
"Sai, ho saputo che sei la figlia del capo di questo posto" 
"Si e allora?" chiese  guardandola con aria seccata.
"Tu proprio non te lo meriteresti, mi piacerebbe tanto raccontare in giro che in realtà sei una ragazza facile, rubi i fidanzati e da quello che ho visto sembra che tratti male anche il personale" 
"Parli di quando ti ho scambiata per Broots?" chiese Miss Parker "sappi che lui è un mio fidatissimo collega e ormai è abituato a essere trattato male"
"Sappi che non intendo farmi trattare male da te Miss Parker, finché sarò qui" disse Zoey "ah proposito ridammi il mio bracciale"
"Non . è . tuo" scandì Miss Parker arrabbiata.
"Jarod me l'ha regalato quindi mi spetta"
"Jarod è solo uno stupido, quel bracciale è mio, gliel'avevo regalato tanto tempo fa in segno di amicizia, ma adesso me lo riprendo perché un bracciale così non è degno di appartenere a una sciacquetta come te"
"Ma come ti permetti? Tu hai una montagna di soldi, potresti prendertene migliaia di bracciali simili"
"Non è questo il punto, è una questione di principio"
"D'accordo tienitelo pure, io ho Jarod" proferì Zoey sorridendo.
"Oh, come sei fortunata" ribatté Miss Parker ironicamente "adesso vattene"
"Non vuoi neanche sapere perché sono qui?"
"No, voglio solo che ti levi dai piedi. Mi chiedo chi ti ha lasciato entrare poi? La sicurezza che c'è all'entrata è proprio inefficiente"
"Ti consiglio di usare un altro tono con la tua nuova collega" disse Zoey sogghignando.
"Cosa?" chiese  stupita e poi si mise a ridere "senti ragazzina, smettila di dire assurdità e vattene"
"Va bene, me ne vado, ma ritornerò. Se pensi che io non c'entri niente con il Centro ti sbagli di grosso" disse lei e poi se ne andò.
"Quella è matta" disse Miss Parker e poi si rimise a lavorare.


CAPITOLO 7

Il Centro, ore 5:30 p.m.

Broots entrò nell'ufficio di Miss Parker "mi hai fatto chiamare?" chiese.
"Si, Broots, entra. Volevo chiederti se hai trovato qualcosa a proposito del progetto di mia madre" chiese lei.
"No, Miss Parker, ho cercato dappertutto ma ancora nessuna traccia. Temo che Raines ...."
"Non lo dire, quel cadavere ambulante non l'ha distrutto. Non ancora" disse lei.
"E se invece fosse così?" chiese Broots.
"Nel SL 6 c'è una sala computer, dove sono registrati tutti gli esperimenti, i progetti e anche tutto il personale del Centro. Ne hai mai sentito parlare?"
"Si, io lavoravo lì prima"
"Perchè non ci sei andato subito allora?" chiese lei dandogli un'occhiataccia.
"Non....so se posso ancora entrare lì" disse lui.
"C'è un solo modo per scoprirlo e tu sai quale" disse lei uscendo dall'ufficio.

Un'ora dopo, ufficio di Sidney

Miss Parker era con Sidney nell'ufficio di quest'ultimo e tutti e due stavano aspettando l'arrivo di Broots. La più agitata come al solito era lei.
"Ma quando arriverà? Sicuramente l'avranno fatto entrare perchè è già un'ora che non si vede e magari ha anche trovato qualcosa. Forse questa è la volta buona" disse lei camminando avanti e indietro.
"E se invece non ha trovato niente?" chiese Sidney.
"Non è possibile che quel progetto non fosse registrato. In quei computer c'è tutto" disse lei.
Ad un tratto Broots entrò con una faccia sconvolta.
"Allora? Hai scoperto qualcosa?" chiese Miss Parker avvicinandosi.
Lui la guardò "non ho trovato niente riguardo il progetto ma....." disse lui con un filo di voce e poi diede a Miss Parker due DSA e una cartella.
"Che cos'è?" chiese lei aprendola.
"Riguarda....Thomas" disse lui.
"Cosa?" chiese lei e poi lasciò cadere la cartella e si mise a sedere "cosa...dice la cartella? Dimmi tutto"
"Sei sicura di...."
"Cosa dice??" gridò lei.
"Thomas lavorava per il Centro, era uno spazzino" disse Broots.
"Uno spazzino?" disse lei sconvolta.
"Si, però.... Raines gli affidò una missione e... guarda i DSA" disse lui e poi uscì velocemente dall'ufficio.
Lei si girò verso Sidney "non ho il coraggio di guardare quei CD" disse con le lacrime agli occhi.
"Allora non guardarli, prima o dopo lo farai ma prenditi tempo" disse Sidney.
"Se mi sento così dopo aver scoperto che Thomas era uno spazzino del Centro, chissà come mi sentirò quando guarderò i dischetti"
"Broots ne è rimasto sconvolto" disse Sidney.
Lei sospirò e poi si alzò in piedi "li guarderò a casa"
"Non farti ingannare dalle apparenze, ci dev'essere una spiegazione" disse Sidney "adesso forse è meglio che tu torni a casa, e non lo dico perchè devi guardare i CD, vai a riposarti"
"Hai ragione Sidney, lo farò" disse lei prendendo la cartella di Thomas e i DSA e poi se ne andò.

Casa di Miss Parker, ore 10:20 p.m.

Miss Parker, dopo un bagno rilassante, decise di guardare i DSA. Si sedette sul letto con il computer davanti a lei e mise dentro il primo CD.
Nel filmato c'era Raines che era nel suo ufficio a lavorare, quando ad un certo punto entrò Thomas.
"Mi ha fatto chiamare signore?" chiese lui.
"Si, Thomas, entra" disse Raines alzandosi in piedi "come sai, tu se il miglior spazzino qui, perciò vorrei affidarti una missione importante"
"Chieda e sarà fatto" disse lui ridendo.
Raines diede a Thomas una foto "Questa nella foto è una donna che lavora al Centro, si chiama Miss Parker, è la figlia di Mr Parker"
"Ho sentito parlare di lei" disse Thomas guardando la foto "non è niente male"
"Thomas, non dirmi che devo affidare la missione a qualcun altro" disse Raines "certe cose non devi neanche dirle"
"Stavo scherzando, mi piacciono di più le bionde" disse Thomas ridendo.
"Questo mi rassicura. Comunque io so che tu sei bravo a conquistare le donne e quindi devi fare la stessa cosa con lei"
"Dovrei conquistarla? Tutto qui?"
"Si, ma non sarà facile. Il tuo compito è quello di controllarla, lei sta cercando un uomo, un simulatore, ma non sta facendo un buon lavoro e sospetto che stia collaborando con lui, dopotutto erano molto amici quando erano piccoli"
"Insomma dovrei mettermi insieme a lei, vivere a casa sua e controllarla"
"Si, e se hai anche solo il minimo sospetto che stia collaborando con quell'uomo mi dovrai avvertire" disse.
"Sarà fatto, ma tutto questo le costerà caro, è la prima volta che faccio finta di conquistare una donna e controllarla"
"Naturalmente ti pagherò, e anche profumatamente" disse Raines "un'altra cosa, togliti giacca e cravatta e usa quei vestiti un pò malconci tipo jeans e camicia"
"Ma io odio quegli indumenti" si lamentò lui.
"Lo so ma dovrai sembrare un restauratore, se non sbaglio prima di diventare spazzino te ne intendevi di lavori di restauro"
"infatti, ma ho sempre odiato quel lavoro, comunque per i soldi farei qualunque cosa" disse Thomas uscendo.

Miss Parker tirò fuori il CD e spense il computer con le lacrime agli occhi.
Si alzò dal letto e andò in cucina versandosi un bicchiere di Vodka e poi bevve tutto d'un sorso e se ne versò un altro.
Dopo aver bevuto quasi mezza bottiglia tirò fuori dal cassetto del comodino un pacchetto di sigarette e si stese sul letto accendendone una.
Dopo aver consumato la terza sigaretta si alzò dal letto riaccendendo il computer. Si accese una quarta sigaretta e mise dentro il secondo CD.
Il filmato era datato il giorno prima della morte di Thomas. 
Raines stava camminando nel corridoio quando ad un tratto arrivò Thomas "Signor Raines, devo parlarle" 
"Thomas, scoperto qualcosa? Finalmente hai sorpreso Miss Parker a telefonare a Jarod o altro?"
"No, volevo dirle che....ho intenzione di licenziarmi e lasciar perdere questo compito che mi ha dato"
"Cosa? Non dirai sul serio. Ti arrendi già?"
"Non è quello, ma ....il fatto è che....io mi sono innamorato veramente di Miss Parker e voglio stare con lei, quindi credo che la cosa più giusta da fare sia andarmene dal Centro. Ma non dirò a Miss Parker che lavoravo qui, non verrà mai a saperlo. Adesso devo andare. A presto" disse Thomas andandosene.
Raines prese il suo cellulare e fece un numero "Brigitte, ho un problema"

Miss Parker tirò fuori il DSA ancora più sconvolta di prima. Credeva che Thomas non l'amasse invece era lei che era riuscito a conquistarlo alla fine.
Ma lui comunque l'aveva tradita, come tutti gli uomini che aveva conosciuto. Come Jarod.
"Al diavolo tutti, come hai potuto farmi questo Thomas. Ti odio, e soprattutto odio te Jarod" disse lei piangendo ma smise subito e si accese un'altra sigaretta.


CAPITOLO 8

Il giorno dopo, il Centro, ore 9:20 a.m.

Miss Parker entrò, mezza addormentata, nell'ufficio di Sidney.
"Ciao a tutti, bella giornata oggi vero?" disse  sedendosi su una sedia dell'ufficio.
"Parker, ma che ti è successo? Stai male?" chiese Sidney preoccupato.
"Ho visto i DSA, ma non ti preoccupare, non mi hanno scioccato molto"
"Secondo me invece ti hanno sconvolta parecchio, quanto hai bevuto ieri sera?" chiese lui.
"Non sono affari tuoi Sidney. Sto bene, non preoccuparti" disse lei "comunque ho bisogno di un caffè"
Sidney andò alla scrivania e gliene versò una tazza dandogliela "raccontami cosa hai visto in quel dischetto"
Lei si mise a ridere "Thomas non è quello che si pensava" disse semplicemente.
"Non ti amava?" 
"Si, alla fine sono riuscita a conquistarlo, eh si che in realtà era lui che doveva conquistare me per controllarmi, buffo no?"
"Controllarti?"
"Raines pensava che io stessi collaborando con Jarod e ha mandato Thomas a sorvegliarmi, tutto qui"
"Tutto qui? La cosa non ti ha sconvolto?"
"Non più di tanto" mentì lei "adesso vado nel mio ufficio, se vedi Broots digli che gli devo parlare" disse  uscendo.

Il Centro, ufficio di Miss Parker, ore 4:12 p.m.

Miss Parker era nel suo ufficio quando sentì bussare alla porta.
"Ciao Miss Parker" disse Broots entrando.
"Si può sapere dove ti sei cacciato?" gridò lei alzandosi in piedi "stamattina avevo detto a Sidney di farti venire nel mio ufficio, dove sei stato?"
"Veramente sono passato da te stamattina, ma tu non c'eri"
"Ma che stai dicendo?" chiese lei.
"Senti, non ho le allucinazioni, io sono venuto qui stamattina, precisamente alle 9:40 e tu non eri in ufficio"
"Beh allora mi devo essere allontanata per un momento"
"Però sono stato nel tuo ufficio ad aspettarti per quasi mezz'ora e ...."
"Sarà stato un momento lungo, hai scoperto piuttosto qualcosa di nuovo?"
"A parte la storia di Thomas..."
"Non mi interessa niente di Thomas, io voglio sapere del progetto di mia madre e ti consiglio di andartene se non hai trovato niente"
"Allora me ne vado" disse Broots andando verso la porta.
"Broots!" gridò lei facendolo girare "vai a cercare quel dannato progetto, sbrigati" gli ordinò.
"Sei rimasta sconvolta per la faccenda di Thomas vero?" chiese.
"Cosa ti ho detto?" ribatté Miss Parker  e lui se ne andò.
Lei, rimasta sola, si risedette alla scrivania e si massaggiò le tempie "ho a che fare con un'idiota e un impiccione, sono proprio messa bene" si disse.

Casa di Miss Parker, ore 10:30 p.m.

Miss Parker  tornò a casa stanca morta e quasi senza voce. Aveva passato il pomeriggio intero e anche la sera a sgridare Broots perché non aveva ancora trovato niente sul progetto della madre, e anche a rimproverare Sidney ogni volta che le chiedeva qualcosa sui DSA di Thomas.
"Andate al diavolo tutti" disse  andando in camera. Sopra il cuscino del suo letto trovò un biglietto di Jarod.

Ho bisogno di parlarti. Fatti trovare domani pomeriggio al parco di Blue Cove alle 4:30. 
Ti aspetto.
                                                                                                                                                           Jarod

"Ci sarò Jarod, ci sarò" disse lei e poi andò a farsi un bagno.

Il giorno dopo, parco di Blue Cove, ore 4:25 p.m.

Miss Parker, arrivata al parco, cominciò a guardarsi un po' in giro fino a che vide finalmente Jarod.
"Benvenuta Miss Parker" disse lui avvicinandosi.
"Ciao Jarod, sono contenta che sei qui, a Blue Cove"
"Non mi andava di farti venire ancora a Chicago, mi sono scomodato io stavolta" disse  sorridendo.
"Bene, anche perché ai miei spazzini non piace molto volare" 
"Che intendi dire?" chiese  confuso.
"Questo" disse lei facendo un cenno con la mano; ad un tratto uscirono 3 spazzini che catturarono Jarod.
"Perché? Perché l'hai fatto Parker?" gridò lui.
Lei non rispose e abbassò gli occhi.
"Ho capito, ti è successo qualcosa vero?" chiese.
"Sam, tienilo d'occhio, io vado a prendere la macchina" disse Miss Parker  incamminandosi ma fatti pochi passi sentì dei rumori dietro di sé e girandosi non trovò più Jarod e tutti gli spazzini a terra
"Idioti, come ha fatto a scappare?" chiese gridando.
"Ci dispiace Miss Parker"
"State zitti, torniamo al Centro" disse incamminandosi verso la macchina.
Nel frattempo Jarod  si era nascosto poco distante da loro "ma che ti è successo Miss Parker?" si chiese preoccupato. Era intenzionato a scoprire cosa le era accaduto.

Chicago, ore 7:40 p.m.

Jarod tornò a casa stanchissimo. Per tutto il viaggio di ritorno, in aereo, aveva continuato a pensare a Miss Parker. Si chiedeva ogni volta cosa l'aveva spinta a fare quel gesto. Aveva di sicuro scoperto qualcosa che l'aveva sconvolta e forse adesso non si fidava più di lui.
"Finalmente sei tornato" disse Zoey avvicinandosi a lui "dove sei stato?"
"Da nessuna parte" disse lui con aria assente.
"Andiamo, non torni mai a casa così tardi, perché invece di andartene in giro da solo non andiamo al cinema? Proprio stasera danno un bel film d'amore" disse con aria sognante.
"Sono troppo stanco, scusa ma il viaggio è stato lungo e ..."
"Quale viaggio?" chiese lei arrabbiandosi "sei stato a Blue Cove vero?"
"Si, esatto"
"Me lo immaginavo, hai sempre in testa il Centro e Miss Parker"
"Già" disse lui non sentendola.
"E lo ammetti anche. Mi chiedo come faccio a rimanere ancora con te".
"Già"
"Ma mi stai ascoltando almeno?"
"Eh...cosa?" chiese lui guardandola.
"Lascia perdere" disse lei infuriata e poi se ne andò.

Nel frattempo al Centro Miss Parker era nel vecchio ufficio di Mr. Parker, ora proprietà di Raines insieme a Lyle.
"Miss Parker, non è possibile, come hai potuto lasciartelo scappare?" chiese Raines.
"E' stato un momento di distrazione, non accadrà più" disse lei.
"Però quando si tratta di vestirti così, non ti distrai mai vero?" chiese Lyle ridendo "comunque ti faccio i complimenti sorellina, quella minigonna ti sta benissimo"
"Comunque, non sta facendo un buon lavoro Miss Parker" disse Raines.
"Anche io non sono molto contento del tuo lavoro, angelo" disse una voce alle sue spalle. 
Lei si girò con gli occhi fuori dalle orbite.  


CAPITOLO 9

"Papà, sei...tu?" chiese lei incredula avvicinandosi a lui.
"Si, angelo sono tornato oggi pomeriggio e Raines e Lyle mi hanno informato del tuo lavoro, se si può chiamare così"
"Ma cosa ti era successo? Dove sei stato in questi 2 mesi?" chiese lei sempre più stupita, ma anche preoccupata.
"In un posto sicuro, comunque sono stato sempre in contatto con Raines e con Lyle, e ho incaricato io Raines di prendere il controllo del Centro"
"Quindi voi lo sapevate?" disse lei girandosi verso di loro e non ricevendo risposta proseguì  "Ma perché non mi avete avvertita? Papà io sono tua figlia e ..."
"Angelo, adesso sono tornato no? Vai a casa a riposarti, ci vediamo domani" disse lui dandole un bacio sulla guancia e lei uscì dall'ufficio.

Nel frattempo nell'ufficio di Sidney quest'ultimo stava lavorando quando sentì il telefono squillare.
"Sono Sidney"
"Cosa è successo a Miss Parker?"
"Jarod, ecco io....non so se posso dirtelo"
"Sidney, deve essere qualcosa di molto grave se ti rifiuti di parlarne con me. Sappi che con o senza di te lo verrei a sapere comunque prima o poi, allora?"
"Eh va bene, abbiamo scoperto che....Thomas lavorava per il Centro, era un spazzino"
"Cosa?"
"Broots, cercando il progetto di Catherine ha trovato quelle informazioni. Quello che ha ferito di più Miss Parker è stato scoprire che Thomas ha fatto solo finta di innamorarsi di lei, per controllarla. Raines sospettava che lei collaborasse con te e ...."
"E ha mandato Thomas a sorvegliarla" disse lui furioso.
"Si, è stato ucciso perché si era innamorato veramente di Miss Parker e voleva andarsene dal Centro, ma Raines non gliel'ha permesso e l'ha fatto uccidere"
"Non ci posso credere, anch'io ho conosciuto Thomas, pensavo fosse una brava persona, invece...Immagino che adesso Miss Parker sia sconvolta"
"Ho paura che adesso sia arrivata al punto di non fidarsi più di nessuno"
"Ora capisco perché oggi pomeriggio mi voleva catturare"
"Stava per catturarti?" chiese Sidney incuriosito.
"Già, per fortuna sono riuscito a scappare, ma me la sono vista proprio brutta. Comunque devo parlarle"
"Stai attento Jarod"
"Lo sarò" disse lui riattaccando.
Proprio in quel momento arrivò Zoey che aveva sentito tutta la telefonata "allora che ti ha detto il tuo caro amico Sidney?" chiese.
"Mi ha detto che....è meglio che non te ne parli, così evito di farti arrabbiare"
"Sono già arrabbiata" disse lei "scommetto che ti ha parlato di Miss Parker, Sua Altezza sta male?" 
"Zoey, smettila, se proprio devo essere sincero sì, non sta affatto bene, e io devo vederla"
"Tu non la vedrai invece, se non vuoi guai" disse lei con un'imitazione del tono minaccioso di Miss Parker, che però non le venne fuori uguale.
"Mi stai minacciando?" chiese lui. Ecco, questo era un tono minaccioso...
"In un certo senso" disse lei.
"Falla finita. Devo ammettere che Miss Parker non ha tutti i torti quando dice che sei una ragazzina" disse andandosene.
Lei, offesa da quelle parole, andò in camera da letto, prese dal cassetto del suo comodino un numero di telefono e lo compose "Signor Raines?... Si ricorda di me?... Zoey.....devo parlarle"

Il giorno dopo, il Centro, ore 8:00 a.m. 
 

Miss Parker entrò nell'ufficio di Sidney.
"Buongiorno" disse.
"Ciao Miss Parker, allora come stai oggi?"
"Meglio di ieri, questo è certo. L' hai saputa piuttosto la novità?"
"No, quale?"
"E' tornato mio padre" 
"Cosa? Ma quando?" chiese lui sorpreso.
"Pensa un po' , in tutto questo tempo era nascosto non so dove e Raines e Lyle erano in contatto con lui. E' stato mio padre a dare a Raines il controllo del Centro"
"Non ci posso credere"
"Neanche io, comunque a me adesso importa una sola cosa: catturare Jarod" disse lei risoluta e poi uscì dall'ufficio.

Chicago, ore 11:12 a.m.

Miss Parker diede un calcio alla porta della casa di Zoey e di Jarod entrando con la pistola alla mano e accompagnata da Sam e Willy.
"Perquisite la casa, vediamo di trovare qualcosa di interessante" disse andando in camera da letto.
"Camera molto ordinata, la ragazzina  sa fare le pulizie a quanto pare" disse ironicamente e poi andò verso il comodino e prese in mano un biglietto con un numero di telefono.
"Non è la tua scrittura Jarod, vediamo a chi appartiene questo numero" disse lei componendolo.
"Parla Raines.....chi è?....pronto?...."
Miss Parker rimise giù il telefono completamente scioccata. 
"Perché Zoey ha il numero di Raines?" si chiese e poi riguardò il numero e ad un tratto ebbe una visione in cui si vedeva Jarod che litigava con Zoey. Dopo la litigata lui se ne andò via, Zoey andò in camera da letto, compose il numero di Raines e si mise a parlare con lui.
Tornata alla realtà si rese conto che Zoey aveva in mente qualcosa.
"Jarod è in pericolo, devi salvarlo" dissero ad un tratto le voci nella sua mente.
"Jarod in pericolo? Beh peggio per lui, almeno capirà che razza di persona è quella lì" si disse ma mentre stava per uscire si bloccò. No, non poteva permettere che Raines lo facesse catturare, doveva farlo lei, altrimenti non se ne sarebbe mai potuta andare dal Centro.
"Salverò Jarod, ma lo faccio solo per me" si disse  "Sam, Willy, torniamo al Centro, qui non c'è niente e in più non credo che Jarod tornerà" disse uscendo dalla casa.


CAPITOLO 10

Il Centro, ore 2:30 p.m.

Miss Parker entrò di corsa nell'ufficio di Sidney.
"Parker, tutto bene?" chiese lui.
"Si, Sidney, ma credo che presto Jarod ritornerà al Centro"
"Anche Raines prima mi ha detto la stessa cosa"
"Davvero?" chiese lei stupita.
"Ha detto che una sua più fidata collaboratrice l'ha trovato"
"E chi sarebbe questa? Una donna?"
"Si, da quello che mi ha detto. Lavora all'esterno del Centro e adesso sa dov'è Jarod, però Miss Parker, devo chiederti di fare una cosa, forse ti rifiuterai di farlo e ti capirò ma in questo caso lo farò io".
"Cosa?" chiese lei.
"Raines mi ha detto che ha in mente un nuovo esperimento e vuole sperimentarlo su .... Jarod" disse Sidney "io non posso permetterlo quindi ho intenzione di farlo fuggire una volta che sarà al Centro"
"Anche io qualche ora fa stavo pensando di farlo scappare, ma solo per il semplice fatto che devo essere io a catturarlo e a riportarlo qui, ma adesso ho qualche dubbio..."
"Come facevi qualche ora fa a sapere che Jarod sarebbe ritornato al Centro? Io l'ho saputo da Raines mezz'ora fa" chiese Sidney curioso.
"Ho avuto una visione. Ho visto ......aspetta un attimo Sidney, so chi è la collaboratrice di Raines" disse lei.
"E chi?"
"E' la fidanzata di Jarod, quando sono andata a casa sua...."
"Tu sei andata a casa di Jarod?"
"Si, volevo catturarlo ma temo che sarà inutile, Jarod probabilmente non tornerà più in quella casa"
"Perchè no? Magari è proprio lì che il Centro lo troverà"
"Se ieri pomeriggio ho tentato di catturarlo, avrà capito che sono andata anche a casa sua e non ci tornerà, ma avrà altri rifugi lui e la sua amichetta. Comunque ho trovato sul comodino di Zoey questo biglietto" disse lei dandoglielo "è il numero dell'ufficio di Raines. Ho avuto una visione di lei che gli telefonava"
"Evidentemente il tuo potere sta aumentando, ora non senti più solo le voci"
"Già, credo anch'io che sia così" disse lei.
"Troverai Jarod grazie alla tua forte connessione con lui, bambina mia"
"MAMMA!" gridò lei.
"Cosa ti succede Parker?" chiese Sidney preoccupato.
"Ho sentito mia madre, mi diceva che io riuscirò a trovare Jarod, perchè sono fortemente legata a lui" disse lei.
"Hai già qualche idea su dove si trovi?" chiese lui.
"No, io....non credo..."
"Ascolta le voci Parker, ti diranno loro dove si trova"
Lei chiuse gli occhi come per concentrarsi.
"Altlanta, NG, esperimento" dissero le voci e lei ripetè quello che avevano detto.
"Ma cosa significa?" chiese Sidney.
"Non lo so, cosa c'entra Jarod con l'Altanta? E poi le lettere NG non mi dicono niente" disse lei confusa.
"Aspetta Parker, cosa c'è ad Atlanta e più precisamente in Georgia che sia in contatto con il Centro?" disse Sidney.
"Ma certo, la Nugenesis" disse lei sorridendo "allora è lì che rinchiuderanno Jarod per l'esperimento"
"E adesso cosa vuoi fare?"
"Jarod non è ancora stato preso, lo sento" disse lei "e poi se fosse così, Broots ci avvertirebbe, è sempre il primo a scoprire tutto" disse ironicamente "ma è questione di poco tempo, almeno sapessi dov'è ora lo potrei avvertire".
"Devi salvare Jarod" dissero di nuovo le voci.
"Temo sia stato preso" disse lei preoccupata.
"Le voci immagino" 
"Si, e tra qualche secondo....." disse lei guardando l'orologio.
"Miss Parker, presto venite" disse Broots entrando.
".....entrerà Broots" disse lei sorridendo "calma, sappiamo già tutto"
"Sapete che Jarod è stato catturato?" chiese lui stupito "da quando non sono più il primo a scoprire le cose?"
"Da quando le mie voci ti hanno preceduto. Dobbiamo fare un piano per entrare alla NuGenesis adesso"
"Alla NuGenesis? Ma ti sbagli, Raines ha detto che è al Centro" disse Broots.
"E' quello che vuole farci credere, ma in realtà è alla NuGenesis, vuole usarlo per un esperimento" disse lei.

Nel frattempo nell'ufficio di Raines, quest'ultimo stava per recarsi alla NuGenesis, dopo aver ricevuto la notizia dai suoi spazzini che avevano preso Jarod. Prima di uscire però entrò nell'ufficio Zoey.
"Signor Raines, allora è andato tutto bene?" chiese lei.
"Si, Zoey, sei stata bravissima, anche se non è stato carino da parte tua non dirci subito che il tuo fidanzato era Jarod"
"Signor Raines, io amo Jarod, e non l'avrei mai tradito se non fosse stato per quella strega di Miss Parker"
"Dunque, ti vuoi vendicare di Jarod, è per questo che ci hai chiamato"
"Si, ma non dica che sono io la persona che l'ha fatto catturare"
"Naturalmente, la mia spia preferita dovrà rimanere in incognito"
"Ancora una cosa Raines, io le ho consegnato Jarod ma a una condizione"
"Dimmi pure"
"Dopo l'esperimento cosa ne farà di Jarod?"
"Lo porterò al Centro e svolgerà simulazioni con Sidney oppure avevo in mente anche un'altra cosa, Miss Parker non l'ha catturato quindi non se ne può andare dal Centro e a noi ci serve"
"Per cosa?"
"Lei ha lo stesso potere della madre, sente le voci, ha il senso interiore e questo ci potrà servire. Potrei utilizzarla per delle simulazioni, magari con Jarod e...."
"Ed ecco che arriva la mia condizione" disse Zoey "lei mi deve promettere che Jarod e Miss Parker non si vedranno più, mai più"
"Temo di non capire"
"Vede, ho capito che Jarod è molto legato a Miss Parker e viceversa, e io voglio farla pagare a tutti e due"
"Va bene, non permetterò mai a Miss Parker di vederlo neanche una volta, Jarod per lei non esisterà più e viceversa"
"Conto su di lei, a presto" disse Zoey andandosene.

Georgia, Atlanta, NuGenesis, ore 9:00 p.m.

Jarod era nella sua cella, al piano di sotto. Non riusciva a dormire, continuava a chiedersi come il Centro abbia potuto prenderlo. Il rifugio che aveva a Blue Cove era uno dei più sicuri che aveva. Era sicuro che qualcuno l'aveva tradito ma chi? Forse Miss Parker? Le sue voci interiori potevano averla aiutata.
Improvvisamente sentì dei rumori da fuori della cella ma prima che potesse fare qualcosa entrò nella cella Sidney vestito con una tuta nera e scarpe da ginnastica.
Jarod appena lo vide si mise a ridere "ma come ti sei conciato?" chiese uscendo e cominciando a correre.
"E' stata Miss Parker; mi ha detto che giacca e cravatta non erano adatti e dovevo vestirmi comodo, anche Broots è vestito più o meno uguale ma la cosa che più mi sorprende è che Miss Parker ha i pantaloni"
"Cosa? I pantaloni"
"Già, eh si che li odia, chi mai l'avrà convinta a metterli?" chiese.
"Non saprei" disse lui ridendo senza farsi vedere.
Ad un tratto arrivarono vicino all'uscita, dove trovarono anche Miss Parker e Broots nascosti.
"Finalmente, vi siete fermati a prendere un caffè per caso?" chiese lei seccata.
"Veramente una brioche" disse Jarod ridendo "hai messo i pantaloni Miss Parker e gli stessi dell'altra volta"
"Quale altra volta?" chiesero in coro Sidney e Broots un pò ad alta voce e 5 guardie che erano all'entrata li videro.
"FERMI" gridò uno. Tutti avevano le loro pistole puntati contro di loro.
"Siete degli idioti voi due, anzi tutti e tre" gridò lei e poi tirò fuori anche lei la pistola.
"Uno contro 5, hai un bel coraggio" disse uno delle guardie.
"Parker, metti giù la pistola, sono in 5" disse Jarod e lei, riluttante la mise per terra.
Quando le guardie li catturarono Jarod riuscì a divincolarsi e colpire le due guardie che lo stavano tenendo.
Un'altra guardia, che teneva Miss Parker la spinse a terra, prese la pistola per sparare a Jarod, ma la Parker gli diede un calcio alla gamba facendolo cadere.
Intanto anche Sidney era riuscito a liberarsi dalle due guardie che tenevano sia lui che Broots e lì stordì.
"Ben fatto, adesso andiamo" disse lei riprendendo la pistola da terra e tutti corsero all'uscita ma una delle guardie si riprese subito, prese la sua pistola e sparò colpendo Jarod di striscio a un braccio ma facendolo cadere per terra.
"Jarod!" gridò Miss Parker aiutandolo ad alzarsi e prima di andare sparò alla guardia colpendolo a una gamba e poi aiutò Jarod a raggiungere la macchina.
In poche ore raggiunsero Blue Cove e Miss Parker, portò Sidney e Broots a casa loro. 
"A domani Miss Parker" disse Broots scendendo dalla macchina.
Nell'auto erano rimasti solo Jarod e Miss Parker che non si rivolsero la parola per tutto il viaggio fino a casa di Miss Parker.
"Ti ha ferito gravemente?" chiese lei arrivata vicino a casa sua.
"No, è una ferita di striscio" disse lui.
"Comunque è meglio che vieni a casa mia, così puoi medicarti" disse lei scendendo dalla macchina e così fece anche lui.
"Perchè mi stai aiutando? Sei stata tu a farmi catturare?" chiese lui appena entrato in casa.
"Ma che stai dicendo? Io non sapevo dov'eri, sono state le voci a dirmi che eri alla NuGenesis"
"Le voci ti hanno detto che ero alla NuGenesis?" chiese lui stupito.
"Si, ma sappi che non ti ho salvato per farti un piacere, l'ho fatto per me. Dato che non ti ho catturato io, non me ne sarei potuta andare dal Centro, ma se ti catturo io si, quindi...."
"Quindi adesso mi porterai al Centro, giusto?" chiese lui.
"No, adesso puoi andare. Ho deciso che non ti catturerò finchè non avremo scoperto di cosa si tratta il Final Project"
"Bene, una tregua quindi" disse lui "ma non dobbiamo scoprire solo quello, anche un'altra cosa"
"Cosa?" chiese lei.
"Il Final Project è stato creato da tua madre per salvare il Centro ma da cosa?"
"Lo scopriremo"
"Forse io l'ho già scoperto. L'esperimento che Raines voleva fare su di me, forse è quello"
"Chissà quanti esperimenti avrà progettato di fare su di te, chi ti dice che sia quello?"
"Sensazione, allora posso avere l'occorrente per medicarmi?"
"Si, vado a prenderli" disse lei andando in bagno e ritornò subito.
"Mi piacerebbe proprio sapere come hanno fatto a catturarmi" disse lui.
"E' stata Zoey" disse lei "ho avuto una visione"
Lui si mise a ridere "andiamo Miss Parker non può essere, la odi a tal punto da incolparla di questo?"
"Si, perchè è stata lei, mi devi credere. Ho avuto una visione quando sono andata a casa tua, voi due che litigavate"
"Si, infatti abbiamo litigato"
"Quando te ne sei andato lei ha chiamato Raines, probabilmente per farti catturare, forse sapeva che saresti venuto a Blue Cove"
"Zoey non conosce il Centro"
"Si, invece, una volta è perfino venuta nel mio ufficio vestita alla Cat Woman e mi ha detto che lei ha a che fare con il Centro"
"Sicura di stare bene?" chiese lui un pò preoccupato.
"Sto benissimo. D'accordo continua pure a pensare che la tua Zoey sia una brava ragazza, peggio per te" disse lei furiosa.
"Piuttosto ho saputo di Thomas e..."
"Jarod, questi non sono affari tuoi, adesso non ti catturerò ma quando avrò scoperto tutto sul progetto filerai dritto al Centro" gridò lei.
"Adesso non hai più fiducia in nessuno immagino"
"Tutti gli uomini che ho conosciuto mi hanno tradito, ma Thomas, anche lui....un momento io sto parlando dei miei problemi con te, con il traditore n. 1" disse lei seccata.
"Io non ti ho tradito"
"Il bracciale Jarod" disse lei "te ne sei già dimenticato?"
"No ma parlare con qualcuno ogni tanto..."
"Tu sei l'ultima persona con la quale vorrei parlare" disse lei dandogli le spalle, ma quando si girò non lo vide più e trovò la finestra aperta.
Qualche lacrima le solcò il viso ma poi chiuse la finestra e andò a dormire.


CAPITOLO 11

2 giorni dopo, il Centro, ore 8:00 a.m.

Miss Parker stava camminando nei lunghi corridoi del Centro per andare nell'ufficio del padre. Arrivata davanti alla porta sentì delle risate femminili.
"Ci risiamo, un'altra sciacquetta che si interessa a mio padre" disse lei seccata, poi aprì la porta dell'ufficio e vide l'ultima persona che avrebbe voluto vedere: Zoey. Era seduta sulla scrivania del padre, e anche lei indossava, come Miss Parker, minigonna, camicia nera e tacchi a spillo.
"Ciao angelo, vieni avanti" disse Mr. Parker continuando a sorridere.
"Ci rivediamo Zoey" disse Miss Parker. Se il suo sguardo avesse potuto uccidere, Zoey sarebbe già stata uccisa da un pezzo.
"Voi già vi conoscete?" chiese Mr. Parker stupito.
"Si, ci siamo incontrati una volta ....al Centro" disse Zoey sorridendo.
"Allora saprai anche tu che Zoey fa parte anche lei del Centro, lavorava per Raines già da qualche anno e io non la conoscevo ancora"
"Papà, devo parlarti un secondo....in privato"
"Parla pure angelo, non ho segreti con Zoey"
"Che vuoi dire?" chiese Miss Parker stupita.
"Non l'hai capito da sola?" chiese Mr Parker facendole l'occhiolino.
"Oh no, non dirmi che ti sei invaghito di questa arpia" disse lei.
"Angelo, non parlare così"
"Invece si papà, sai che era la fidanzata di Jarod? E forse lo è ancora"
"Tutti ormai sanno che io stavo con Jarod, Miss Parker" disse Zoey "mi sono presa una bella sgridata da Raines perché non l'avevo avvertito che lo conoscevo, ma adesso non sto più con lui"
"Visto Angelo? Quindi ho via libera" disse lui ridendo.
Lei fece una smorfia "adesso Jarod è fuggito dalla NuGenesis, quindi il piano di catturarlo è fallito"
"Già, purtroppo" disse Zoey.
"Di cosa dovevi parlarmi angelo?"
"Niente di importante"
"Allora te la dico io una cosa importante, questa sera ti invito a cena....vieni anche tu Zoey?" chiese lui.
"Volentieri signor Parker"
"dammi del tu cara"
"Come preferisci" disse lei facendogli gli occhi dolci.
"Io speravo di passare una serata solo con te papà e poi perché invitare un'estranea?" chiese Miss Parker stupita.
"Ma io non sono un'estranea Miss Parker" disse Zoey sorridendole.
"Comunque non posso venire con voi, ho del lavoro da fare"
"Non puoi rimandare angelo?"
"No" disse lei e poi uscì di corsa.

Ufficio di Sidney, ore 8:40 a.m.

Miss Parker entrò nell'ufficio sbattendo la porta.
"Miss Parker, che ti è successo?" chiese Broots.
"Se ve lo dico non ci credete"
"Sai che ho visto tuo padre con una ragazza stamattina?" disse Sidney.
"Una biondina vestita più o meno come me che però assomiglia a una sciaquetta?" chiese Miss Parker.
"Si, più o meno"
"E' la fidanzata di Jarod, forse ex"
"Zoey? E cosa ci fa al Centro?" chiese Sidney stupito.
"Semplice, lavora qui. Signore e signori ecco a voi Brigitte 2°" disse  seccata.
"Non dirmi che è interessata a tuo padre?" chiese Broots.
"Proprio così e da quello che ho visto anche mio padre le fa la corte"
"Forse non è poi così antipatica. Pensavi la stessa cosa di Brigitte e poi invece ti sei accorta che non era così cattiva come credevi, anche se aveva ucciso Thomas..."
"Sidney" gridò Miss Parker "non parlarmi di lui"
"Scusa" 
"In effetti hai ragione, Brigitte alla fine mi ha chiesto scusa e .... mi sono ricreduta su di lei, ma con Zoey è diverso"
"Allora, adesso hai deciso di collaborare con Jarod?" chiese Broots.
"Si, ma solo fin quando non avremo scoperto tutto sul Final Project"
Ad un tratto sentirono bussare alla porta.
"Avanti" disse Sidney.
"Buongiorno a tutti" disse Zoey entrando.
"Eccola di nuovo" disse Miss Parker a bassa voce.
"Io sono Zoey, e lei deve essere Sidney, Jarod mi aveva tanto parlato di lei" 
"Si, sono io"
"Che diavolo ci fai qui?" chiese Miss Parker. Non aveva mai desiderato tanto ardentemente una sigaretta...
"Te l'avevo detto che ci saremmo incontrate, però non mi avevi detto che tuo padre era un uomo così affascinante"
"Perché non te ne vai?" suggerì.
"Sei molto inospitale, Miss Parker"
"Quali sono le tue intenzioni con mio padre?"
"Nessune intenzioni, mi ha invitato a cena e io ho accettato, cosa c'è di male in questo?"
"Jarod lo sa che tu lavori per il Centro adesso?"
"Non provo più niente per lui, per me è diventato un nemico quindi non devo informarlo su niente"
"Scommetto che tu fai solo finta di essere interessata a mio padre vero? Lo fai per interesse oppure per prenderti una rivincita su di me?"
"Ho solo sentimenti di amicizia verso tuo padre"
"Se speri di entrare nella famiglia Parker ti sbagli di grosso" disse Miss Parker parlando a denti stretti.
"Mi ci vedresti come la tua matrigna?" chiese ridendo.
Miss Parker non ci vide più dalla rabbia e le diede una spinta.
"Parker calmati" disse Sidney mettendosi in mezzo.
"A quanto pare sei un po'  agitata, comunque se questo dovesse succedere, tu non potrai farci niente. Al cuore non si comanda" disse andandosene via.
"Quella brutta strega" disse Miss Parker cominciando a camminare per la stanza.
"Andiamo Miss Parker, Zoey è una ragazzina, tuo padre non si metterebbe mai con una del genere" disse Sidney cercando di rassicurarla.
"Io non ne sarei così tanto sicura" disse lei "mio padre sta già cominciando a interessarsi a lei, e la cena ne è la prova,  per non parlare del modo in cui la guardava"
"Cosa vuoi fare adesso?" chiese Broots.
"Non lo so Broots, purtroppo non so cosa fare" disse tristemente.

Il Centro, ore 17:20 p.m.

Miss Parker entrò nell'ufficio di Sidney "mi hai fatto chiamare?" chiese.
"Si, Parker, devo parlarti. Poco fa ho pensato di chiamare Jarod per informarlo di Zoey, ma non l'ho trovato, allora ho pensato che magari potresti contattarlo tu dal momento che..."
"Tanto è tutto inutile, gli avevo già parlato di Zoey, ma non mi ha creduto"
"Non è da Jarod non crederti. E' la prima volta" disse Sidney stupito.
"Comunque non mi importa più di tanto"
"Ma se Zoey riuscisse a catturarlo..."
Lei si mise a ridere "non ci riuscirà, se non ci sono riuscita io in 5 anni"
"Se lo dici tu" disse Sidney "ma io sono comunque dell'idea di provare ancora a chiamarlo" disse facendo il numero e poi si mise in ascolto "accidenti, è sempre muto"
"Lascia perdere Sidney, non c'è da fidarsi di Jarod"
"Ti sei sempre fidata di lui"
"Ora non più" disse lei duramente uscendo dall'ufficio.

Casa di Miss Parker, ore 9:30 p.m.

Miss Parker appena tornata a casa andò a farsi un bagno caldo. 
Dopo mezz'ora uscì dalla vasca e andò in cucina prendendo dal frigo una bottiglia di super-alcoolico, se ne versò un bicchiere e bevve tutto d'un sorso. Stava ripensando a suo padre e a Zoey che sicuramente in quel momento erano in un lussuoso ristorante a ridere e a scherzare. E poi naturalmente ripensava a Jarod, con la storia del bracciale, e del fatto che non le aveva creduto quando lei gli aveva raccontato di Zoey.
Decise di non pensarci e riempì di nuovo il bicchiere.
Nel frattempo Jarod era vicino alla casa di Miss Parker. Finalmente aveva trovato delle informazioni sul progetto della madre e quindi doveva avvertirla.
Decise questa volta di entrare come una persona normale, cioè dalla porta d'ingresso, ma quando bussò non ricevette risposta dalla Parker.
"Possibile che sia ancora al Centro?" si chiese e poi si accorse che la porta era aperta ed entrò.
"Parker, ci sei?" chiese lui e andando in salotto la vide sul divano.
"Ti senti bene?" chiese lui vedendola mezza addormentata.
"Vattene via, Jarod cosa vuoi?" chiese lei.
"Forse è meglio che torni domani, devi essere lucida per sentire quello che ho da dirti"
"Non mi importa più niente del progetto, vattene" disse lei.
"Non sai quello che dici Parker, vado a prepararti un caffè e molto forte" disse lui andando in cucina ma lei si alzò di scatto e lo prese per un braccio.
"Tu non vai da nessuna parte, te l' ho detto non mi importa più niente di quel progetto"
"Non puoi lasciar perdere tutto, tua madre non lo vorrebbe"
"Io non mi fido più di te, non mi fido più di nessuno"
"Perché dici questo? E' sempre per la storia del bracciale?" chiese lui.
"No, è per tutto. Non mi hai creduto anche per la faccenda di Zoey"
"Andiamo Parker, come posso credere a una cosa del genere. Zoey non conosce il Centro"
"Invece si, stamattina l'ho vista nell'ufficio di mio padre e adesso staranno sicuramente cenando in un ristorante"
"L'alcool fa brutti scherzi a volte" 
"Va bene, non credermi, tanto peggio per te. Adesso vattene via"
"Come posso lasciarti sola?"
"Me la so cavare, me la sono sempre cavata anche senza di te" gridò lei.
"Come vuoi" disse lui tristemente e poi uscì dalla porta.
Lei si lasciò cadere sul suo divano e si addormentò mentre qualche lacrima scese dai suoi occhi.


CAPITOLO 12

Il giorno dopo, Il Centro, ore 8:30 a.m.

Miss Parker uscì dall'ascensore e cominciò a camminare per il corridoio, quando ad un certo punto incontrò Zoey.
"Ciao Miss Parker, dormito bene?" chiese lei un po'  arrabbiata.
"Che cosa vuoi di prima mattina?" chiese Miss Parker.
"Sei in ritardo di ....esattamente mezz'ora" disse Zoey guardando l'orologio "sbaglio o il tuo lavoro inizia alle 8:00?"
"Mi stai controllando?"
"In un certo senso. Sai tuo padre è un po' preoccupato per te, e ...."
"....Ti ha chiesto di sorvegliarmi" concluse lei.
"Già, ma lo faccio per il tuo bene"
"Perché non te ne vai?" gridò lei "se ti trovo un'altra volta da queste parti, passerai dei grossi guai"
"Non cercare di spaventarmi Miss Parker, lo so come sei fatta. Sei tanto brava a parole, ma ....sei altrettanto brava a fare quello che dici?"
Lei la prese per la giacca e la spinse contro il muro "oh non sai quanto" disse parlandole a denti stretti "adesso vattene, consiglio personale"
"Angelo, che stai facendo?" chiese Mr. Parker arrivando.
Miss Parker la lasciò andare e lei andò subito vicino a Mr. Parker  "ho l'impressione che tua figlia stamattina sia un po' agitata, mi ha minacciata"
"Cosa? Tesoro è vero?" chiese il padre.
Miss Parker si mise a ridere "andiamo papà, non le crederai mica? Vuole solo mettermi in cattiva luce ai tuoi occhi"
"No, non è vero" disse Zoey rivolgendosi al padre "prima che tu arrivassi mi stava minacciando di uccidermi se mi fossi di nuovo fatta trovare da queste parti, ma io stavo eseguendo solo i tuoi ordini"
"Mi meraviglio di te, angelo" disse lui.
"Papà, io sono tua figlia, lei mi ha provocato e io le ho solo detto di andarsene...."
"Dicendomi anche che se non l'avessi fatto avrei passato dei grossi guai" concluse lei.
"Sta zitta ragazzina" gridò Miss Parker cercando di avvicinarsi a lei ma Mr. Parker si mise in mezzo.
"Adesso basta. Vai nel tuo ufficio angelo e smettetela tutte e due di litigare"
"Ma io non stavo litigando con lei" disse Zoey facendo gli occhi dolci.
"Cercate di andare d'accordo" disse lui e poi prendendo sotto braccio Zoey fece per andarsene.
"Ah Miss Parker" disse Zoey girandosi verso di lei "mettiti dei vestiti più....come dire decenti, adatti alla tua classe"
"Zoey ha ragione tesoro" disse Mr. Parker "non dovresti mettere delle minigonne così corte"
"Perché invece non guardi com'è vestita quella ragazzina che ti sta vicino? Sembra una poco di buono"
"Non è vero, anzi mi piace molto com'è vestita"
"Grazie" disse Zoey sorridendo.
"Segui il consiglio di Zoey, cara"
"Non hai mai criticato il mio modo di vestire" disse Miss Parker stupita.
"E' arrivato il momento di farlo, a più tardi" disse lui andandosene con Zoey.
Lei, rimasta sola cominciò a camminare più velocemente, raggiungendo l'ufficio di Sidney.
"Miss Parker, un po' in ritardo oggi" disse Broots appena lei fu entrata.
"Zitto o ti sparo" gridò lei e poi tirò fuori dalla sua tasca un pacchetto di sigarette e ne accese una.
"Non avevi smesso?" chiese Sidney.
"Sidney, lasciami stare, oggi non è giornata" 
"Fammi indovinare, hai incontrato Zoey" disse Sidney.
"Non parlatemi di lei, mi sta facendo mettere contro mio padre"
"Proprio come Brigitte" disse Broots.
"Brigitte non era niente in confronto a questa. Comunque cercherò di evitarla"
"Cerca anche di evitare alcoolici e fumo" disse Sidney prendendole la sigaretta e spegnendola.
"Con quella in circolazione, sarà molto difficile". 
Ad un tratto squillò il suo cellulare.
"Sono Parker"
"Sei sempre della stessa idea?" 
"Di quale idea Jarod?" chiese lei confusa.
"Non ti ricordi ieri sera cosa mi hai detto?"
"Per tua informazione non ero in me ieri sera, non mi ricordo più niente"
"Avevi detto che non ti importava più niente del progetto"
"Ritiro tutto, te l'ho detto, non ero in me. Non dirmi che hai pensato veramente che lasciassi perdere?"
"No, volevo solo sentirtelo dire"
"Se non sbaglio ieri mi avevi detto che avevi delle informazioni"
"Si, e anche molto interessanti, ma non è molto. Ci vediamo oggi pomeriggio a casa tua, alle 3:00" disse lui e poi riattaccò.
"Allora Parker?" chiese Sidney curioso.
"Jarod ha scoperto qualcosa sul progetto di mia madre"
"Spero che ci terrai informati" disse Broots.
"Si, certo"
"Bene, perché siamo curiosi" disse Sidney ridendo.

Casa di Miss Parker, ore 2:40 p.m.

Miss Parker tornò a casa. Per fortuna suo padre, dopo tante insistenze da parte di lei, si era deciso a darle il pomeriggio libero.
"Ben arrivata Miss Parker, sei in anticipo" disse lui avvicinandosi a lei.
"Veramente tu sei in anticipo, questa è casa mia" disse lei "allora cos'hai scoperto?" chiese sedendosi sul divano.
"Come tu sai già tua madre ha creato il Final Project per salvare il Centro"
"Si, ma da che cosa?"
"Da un esperimento di Raines"
"Sapevo che c'era di mezzo anche lui"
"Io non ho scoperto molto di questo esperimento, so solo che è un virus"
"Un virus? E con quali effetti?"
"Purtroppo non l'ho scoperto. Raines fin ora non è mai riuscito a sperimentare questo virus su qualcuno, perché tua madre riuscì a impedirlo"
"Con il Final Project suppongo"
"Si, ma non sappiamo ancora come usarlo questo progetto e soprattutto non sappiamo che cosa può fare quel virus di Raines, ma una cosa è certa, il virus non può ancora essere utilizzato, perché Raines non l'ha ancora terminato."
"E tu come fai ad esserne sicuro?"
"Facendo delle ricerche ho scoperto che quando mi hanno portato alla NuGenesis, qualche giorno fa, era per sperimentare su di me questo esperimento"
"Ma Raines non ha fatto in tempo a usarti come cavia, perché sei scappato quindi come fai a dire che...."
"Sono entrato negli archivi della NuGenesis, per sapere il motivo per cui mi avevano preso e ho scoperto che era per quel motivo, ma poi ho letto anche che probabilmente non avrebbe funzionato, perché il virus non era completo"
"In poche parole mia madre ha utilizzato il Final Project per impedire a Raines di creare quel virus..."
"In un certo senso è arrivata troppo tardi, perché Raines l'aveva già creato, ma non del tutto"
"Insomma è un virus a metà"
"L'altra metà la sta terminando adesso, ne sono sicuro"
"Dopo tanti anni?" chiese lei.
"Anche io non riesco a capire come mai abbia aspettato così tanto, Catherine era l'unica a sapere del progetto..."
"No, c'era anche Thompson" disse lei.
"Allora forse ha mandato avanti lui il progetto, dopo la morte di tua madre, ma adesso anche lui è morto"
"Quindi Raines ha cominciato di nuovo a lavorare su quel virus dopo la morte di Thompson?"
"Probabilmente si, ricordi che l'aveva ucciso Alex? Gliel'avrà ordinato Raines, questo vuol dire che Alex prendeva ancora ordini da Raines".
"Adesso la cosa più importante è scoprire il potere che ha il progetto di mia madre. Se Raines non ha potuto continuare il suo lavoro a causa di quel progetto, deve essere proprio portentoso"
"Già, spero di scoprire ben presto dell'altro" disse lui.
Ad un tratto sentirono bussare alla porta e lei andò ad aprire.
"Ciao angelo" disse Zoey ironicamente.
"Che diavolo vuoi ancora?" chiese lei.
"E' solo una visita di cortesia Miss Parker, posso entrare?"
"No, cosa vuoi?" 
"Te l' ho appena detto"
"Ammettilo, mi stai controllando"
"E va bene, tuo padre è molto preoccupato per te e mi ha chiesto di venire a vedere se andava tutto bene"
"Come vedi sto benissimo"
"Sono contenta, allora stai nascondendo qualcosa?"
"No, ma tu non sei la benvenuta, quindi sparisci. Adesso non c'è il mio paparino a proteggerti, potrei anche diventare violenta"
"Va bene, me ne vado, ricorda di essere puntuale domani" disse Zoey andandosene.
Lei richiuse la porta e ritornò in salotto "Jarod, hai sentito? C'era Zoey..." disse lei ma lui non c'era già più.
"Accidenti" disse lei pensando che aveva perso l'occasione di dimostrare a Jarod che Zoey faceva parte del Centro.
Decise di non pensarci e si mise a pensare invece al progetto di sua madre.
"Ti prometto che troverò il modo di fermare Raines mamma" disse lei "porterò avanti il tuo lavoro".


CAPITOLO 13

Il Centro, ufficio di Sidney, ore 9:20 a.m.

Miss Parker entrò nell'ufficio "buongiorno"
"Ciao Miss Parker, in ritardo stamattina" disse Broots.
"Scusate ma come al solito non sono riuscita a dormire, poi dopo le rivelazioni di ieri..."
"Quali rivelazioni?" chiese Sidney.
"Quelle di Jarod, mi ha detto delle cose molto interessanti sul piano di Raines"
"Bene, possiamo sapere che cosa?" chiese Broots.
"Mi ha detto che Raines ha creato un esperimento molto pericoloso che riguarda un virus"
"Un virus?" chiese Sidney.
"Si, Jarod mi ha detto che Raines non ha ancora terminato il virus, anche se non sappiamo perchè non l'abbia ancora fatto. Dopo la morte di Thompson e di mia madre poteva farlo"
"Vuoi dire che il progetto di tua madre serviva a eliminare il virus?" chiese Sidney stupito.
"Mia madre è riuscita ad impedire che venisse completato, ma adesso Raines vuole terminarlo e io non so come fermarlo" disse lei.
"Troveremo il modo" disse Sidney.
"Ma perchè Raines ha aspettato tanto per terminare il virus?" chiese Broots.
"Non lo so, ma lo scopriremo" disse lei.
In quel momento si aprì la porta dell'ufficio ed entrarono Lyle, Raines e Mr Parker con delle facce soddisfatte.
"Papà, che succede?" chiese lei.
"Angelo, ce l'abbiamo fatta, finalmente Jarod è stato catturato" disse Mr Parker ridendo.
"Cosa?" disse lei stupita.
"Si, sorellina, abbiamo localizzato Jarod in un rifugio appena fuori Blue Cove e io con l'aiuto dei miei spazzini siamo andati a prenderlo" disse Lyle.
"Perchè non sono stata avvertita?" chiese lei furiosa.
"Angelo, ti prego, non cominciare a discutere, adesso Jarod è tornato e questo basta"
"Voglio vederlo" disse Sidney.
"No, non è permesso a nessuno di vederlo" disse Raines "solo a me, Lyle e al Triumvirato"
"Pensavo che dopo la morte di Adama non ci fossero più membri del Triumvirato, non sono tutti in Africa adesso?" chiese Miss Parker.
"No, c'è ancora qualcuno al Centro" disse Raines.
"E chi sarebbero?"
"Amici comuni" disse Lyle sorridendo "sai com'è....Matumbo ne aveva di amici e anche Adama"
"Siamo ancora sotto il loro controllo allora" disse lei distogliendo lo sguardo dai tre ma poi guardò subito suo padre e si avvicinò a lui "papà, adesso che mi ricordo, tu prima di paracadutarti dall'aereo avevi letto le sacre pergamene del mio bisnonno, la verità sul Centro, cosa c'era scritto?"
"Angelo, non ricordo nulla di quelle pergamene, sono passati due mesi, comunque non era niente di importante"
"Non ti credo, tutti i nostri antenati volevano sapere il segreto di...."
"Basta, ti ho già detto che non era importante, che tu mi creda o no" disse Mr Parker arrabbiandosi "in ogni caso adesso la cosa più importante è che Jarod sia tornato. Tu, angelo adesso puoi andartene dal Centro, erano questi gli accordi no?" disse lui dandogli un bacio sulla guancia e poi i tre uscirono dall'ufficio.
"Cosa sono queste pergamene Parker?" chiese Sidney.
"E' una storia un pò lunga, ma.... forse in quelle pergamene, c'era anche scritto il progetto di mia madre per la salvezza del Centro, mio padre non può essersi dimenticato tutto" disse lei "adesso però dobbiamo scoprire il motivo per cui non ci fanno vedere Jarod" disse lei guardando Broots.
"Faccio delle ricerche" disse lui andando al computer.
"Io vado nel mio ufficio, se ci sono novità chiamatemi" disse lei andandosene.

Casa di Miss Parker, due giorni dopo, ore 2:30 p.m.

Miss Parker si stava agitando nel sonno. Ad un certo punto si svegliò di soprassalto. Si alzò dal letto, aprì le porte-finestre della sua camera e uscì sul balcone.
L'incubo di quella notte era diverso da quello delle notti precedenti. Aveva sognato di essere al Centro. Stava camminando per un lungo corridoio, circondata da molte persone, quando ad un certo punto trovò tutte le persone a terra, morte, e guardandosi intorno vide anche Sidney a terra.
Era sicura che sarebbe successo presto qualcosa di terribile al Centro, che avrebbe coinvolto anche Sidney, ma come al solito non sapeva che cosa.

Il Centro, ore 10:30 p.m.

Miss Parker si trovava nel suo ufficio. Continuava a pensare a suo padre, alle pergamene, e a Jarod. 
Erano già passati due giorni da quando l'avevano preso e ogni volta che lei ne parlava con suo padre o con Lyle, loro cambiavano argomento. 
E poi ad un tratto si ritrovò a pensare al sogno avuto quella notte. Avrebbe voluto parlarne con Sidney, ma lui le avrebbe sicuramente detto di non confondere i sogni con la realtà e forse aveva ragione. Decise quindi di non preoccuparsi più di tanto.
Ad un tratto sentì bussare alla porta.
"Avanti" disse lei.
"Ciao Miss Parker"
"Broots, dimmi che hai trovato qualcosa" disse lei alzandosi in piedi.
"Ho scoperto dove tengono Jarod" disse lui "è nel SL 30, ma c'è una sorveglianza strettissima, quindi scordati di andare a liberarlo"
"Non so se voglio andare a liberarlo, ma hai anche scoperto perchè vietano l'accesso a Sidney?"
"No, ma ho un filmato della telecamera di sorveglianza del laboratorio di Raines, che si trova in quel SL. Ti avverto che non è un bello spettacolo" disse lui tirando fuori un DSA e lei glielo strappò dalle mani e lo mise dentro al computer.
Nel filmato c'era Jarod ammanettato mani e piedi a un letto. Vicino a lui c'erano Lyle, Raines e un terzo uomo che non si vedeva in faccia perchè era all'ombra della stanza.
"Che volete farmi?" chiese Jarod mentre continuava ad agitarsi "immagino sperimentare su di me il virus, ma ho scoperto che non funziona, non l'hai ancora completato Raines quindi...."
Lyle non gli fece finire la frase, colpendolo con un pungo allo stomaco "stai zitto, non ti conviene parlare" disse poi.
"Per tua informazione non voglio iniettarti il virus, non ancora" disse Raines iniettandogli una sostanza.
"E allora cos'è?" chiese Jarod.
"Te ne accorgerai presto" gli disse Lyle a un orecchio.
Jarod, dopo l'iniezione cominciò a sentirsi stanco e a dire frasi senza senso. 
"Adesso che cosa ha in mente di fare Raines?" chiese l'uomo nell'ombra.
"Aspetteremo qualche giorno e poi gli inietterò il virus vero e proprio, non so ancora se avrà effetto però" disse Raines.
Il filmato si interruppe. Miss Parker tirò fuori il CD dal computer e guardò Broots.
"Cosa ne pensi Miss Parker?" chiese lui.
"Non lo so, hai già mostrato questo dischetto a Sidney?"
"No, non ancora, volevo che tu fossi la prima"
"Allora andiamo da lui, sentiamo anche il suo parere" disse lei uscendo dall'ufficio.

Il Centro, ore 2:12 p.m.

Miss Parker era nell'ufficio di Sidney, quando ad un certo punto entrò Broots agitato.
"Calma Broots, che succede?" chiese Miss Parker.
"Miss Parker, Sidney, è successa una cosa terribile" disse Broots.
"Jarod!" disse Sidney agitandosi.
"No, non si tratta di lui, ma di uno spazzino di Raines. L'hanno trovato nel giardino del Centro...morto"
"E allora? A noi cosa ci interessa?" chiese Miss Parker.
"Lasciami finire. Lui non è l'unico, sono morti, in circostanze misteriose anche altri dipendenti del Centro, in tutto 5 persone. Mi trovavo nei paraggi quando sono stati trovati i cadaveri e quindi li ho guardati anch'io"
"Si, va bene, sei un tipo coraggioso" disse Miss Parker.
"No, no, sul braccio destro di tutti e 5 le persone c'era una piccola puntura e secondo i medici del Centro, erano tutti vittime....di una strana malattia"
"Cosa vuoi dire Broots?" chiese lei.
"Il virus di Raines, deve essere per forza collegato"
"Ma Raines non ha ancora terminato il virus....."
"Potrebbe averlo finito" disse Sidney.
"Hai anche scoperto che effetti da il virus?" chiese lei.
"No, ma..... i medici hanno detto che si tratta di una malattia....africana, un pò come la zanzara della malaria"
"Ma Raines ha creato il virus in laboratorio, non è andato in Africa" disse Miss Parker stupita.
"Però potrebbe aver preso un virus africano, e con l'aiuto di questo crearne uno nuovo in laboratorio" disse Sidney.
"Un pò come Gemini" disse Miss Parker.
"Si, ma con qualche differenza" disse Broots.
"Continua a fare delle ricerche Broots, dobbiamo saperne di più" disse lei uscendo dall'ufficio.

Il Centro due giorni dopo, ufficio di Sidney, ore 4:30 p.m.

Miss Parker continuava a girare avanti e indietro per l'ufficio con Sidney che la guardava.
"Andiamo Miss Parker siediti e calmati"
"No, non riesco a calmarmi, Broots ha detto che ha scoperto finalmente qualcosa di importante, ma quando arriva?"
"Eccomi qua" disse Broots entrando.
"Finalmente, dicci tutto" disse lei avvicinandosi a lui.
"Bene, ho scoperto che Raines aveva già sperimentato questo virus, oltre a queste 5 persone, anche su....Alex"
"Alex? Ma non era il simulatore sociopatico che voleva scappare dal Centro insieme a Jarod?"
"Si, proprio lui, quello che aveva rapito tuo padre......comunque Alex era diventato uno schizofrenico a causa di quell'esperimento"
"Quel virus trasforma le persone in pazzi?" chiese lei.
"Non sono gli effetti che vuole Raines, so solo che fino ad adesso quel virus ha sempre ucciso persone oppure le ha fatte diventare come Alex, Raines ha sempre fallito fin ora. Alex era l'unico simulatore oltre a Jarod..."
"No, ce ne era un altro, Eddy" disse Sidney.
"Vi ricordate che Raines aveva detto che non era un simulatore al 100%? E' per questo che su di lui Raines non ha sperimentato il virus, l'ha fatto su Alex, ma dato che ha fallito gli rimaneva un solo altro simulatore, la sua unica speranza.."
"Jarod" disse Miss Parker "quindi è per questo che Jarod doveva ritornare al Centro, perchè era un simulatore, ma anche perchè Raines potesse..."
"Usarlo come cavia per quel virus" concluse Sidney.
"Ho scoperto che il virus può controllare una persona dalle sue emozioni, Alex non era molto emotivo, ma Raines non lo sapeva e così l'ha usato come cavia"
"E questo l'ha fatto diventare matto" disse Miss Parker.
"Già, Raines gli ha iniettato quel virus dopo che Jarod era già fuggito dal Centro, e quando ha capito che l'esperimento su Alex era fallito per via della sua poca emotività...."
"Ci ha ordinato di catturare Jarod, perchè sapeva che era un tipo molto emotivo" disse Miss Parker.
"Si, e questo è tutto quello che ho scoperto"
"Dobbiamo liberare Jarod" disse Sidney.
"E perchè?" chiese lei.
"Parker, mi meraviglio di te" disse Sidney.
"Forse dopotutto il nostro topo da laboratorio merita che gli venga iniettato quel virus"
"Va bene, tu puoi anche non aiutarlo, ma io si" disse Sidney.
"Ti aiuterò io Sidney" disse Broots.
"Fate come volete, io non ne voglio sapere niente" disse Miss Parker uscendo dall'ufficio.

Il Centro, SL 30, ore 11:30 p.m.

Sidney e Broots erano entrati nel SL 30. Si diressero verso il laboratorio di Raines.
"Ecco, siamo arrivati" disse Sidney e poi aprì lentamente la porta del laboratorio.
Dentro c'erano Raines, Lyle, Mr Parker e l'uomo sconosciuto. Jarod era sdraiato sul letto.
"Proceda Raines" disse l'uomo e lui si avvicinò a Jarod con una siringa.
"FERMI" gridò Sidney entrando e mettendosi tra Raines e Jarod.
"Sidney vattene" gridò Raines.
"No, non vi permetterò di iniettargli il virus" disse Sidney e poi afferrò il braccio di Raines, cercando di fargli cadere la siringa ma lui riuscì subito a liberarsi e a spingerlo lontano.
"Lyle, tienilo, io inietto la sostanza a Jarod" disse Raines avvicinandosi a lui che continuava ad agitarsi.
"No, Raines" gridò Sidney riuscendo a liberarsi da Lyle.
Raines stava per iniettargli la sostanza quando Sidney per fermarlo, mise il suo braccio sopra quello di Jarod e gli venne iniettato il virus.
"Sidney!!" gridò Jarod.
"Dannazione, che stupido, ma non credere di averlo salvato" disse Raines.
"Invece si" disse Sidney riuscendo a liberare Jarod che si alzò subito in piedi e andò vicino a Sidney.
In quel momento entrò anche Broots con una pistola in mano "Jarod, è meglio che prendi tu questa" disse dandogliela.
"Dove credete di andare?" disse Lyle tirando fuori la pistola "non mi sparerai mai Jarod, al contrario di me"
"Forse lui no" disse Miss Parker entrando "ma io si Lyle"
"Miss Parker, sono contento di vederti" disse Jarod e poi sia lui che Broots aiutarono Sidney ad uscire dal SL. 
"Angelo, osi metterti contro tuo padre?" chiese Mr Parker arrabbiato.
"Forse tu non sei il mio vero padre, non hai diritto di darmi ordini" disse lei e poi chiuse a chiave la porta del laboratorio.
"Come stai Sidney?" chiese Jarod.
"Sono un pò stanco"
"Ma che è successo?" chiese lei.
"Sidney si è messo in mezzo e si è preso lui il virus. Dobbiamo andare nel mio rifugio"
"Tu non vai da nessuna parte" disse lei puntandogli contro la pistola.
"Parker, ma che ti prende, non c'era una tregua?" chiese lui.
"Tregua finita, per colpa tua Sidney è stato infettato e non possiamo salvarlo perchè non abbiamo l'antidoto" gridò lei.
"Troveremo una soluzione" disse lui.
"Parker, ascoltalo ti prego" disse Sidney.
Lei mise la pistola nella fondina "va bene, ma lo faccio solo per te Sidney" disse lei e poi aiutò Jarod a portare Sidney fuori dal Centro.


CAPITOLO 14

Rifugio di Jarod, ore 12:40 a.m.

Jarod, Miss Parker, Broots e Sidney arrivarono al rifugio di Jarod che si trovava fuori Blue Cove.
Jarod e Miss Parker aiutarono Sidney ad entrare e lo sdraiarono sul letto.
"Comincia ad avere la febbre alta, dobbiamo farla scendere" disse Jarod toccandogli la fronte.
"Broots, è meglio che tu torni al Centro, se ti chiedono qualcosa di noi, tu non sai dove siamo andati, intesi?" disse Miss Parker.
"Ma sei impazzita? Raines mi ucciderà, mi ha visto nel laboratorio quando vi ho aiutati, se mi presento al Centro....."
"Allora di a Raines che siamo andati nella casa di campagna di Sidney" disse Jarod.
"Anche se glielo dicessi scopriranno ben presto che ho mentito" disse Broots.
"Basterà dire che siamo andati là, ma non sai se ci troveranno ancora" disse Miss Parker "adesso vai, o hai qualcos'altro da obiettare?"
"No, vado" disse Broots uscendo dal rifugio.
"Miss Parker, tieni la fronte di Sidney bagnata, dobbiamo fargli scendere la febbre" disse Jarod dandogli un fazzoletto e una bacinella piena d'acqua.
"Se Sidney dovesse morire, ti terrò responsabile Jarod" disse lei.
"Guarda che non è colpa mia, e neanche di Sidney"
"Si, invece, è tutta colpa tua" gridò lei "se tu fossi stato più attento, non ti saresti fatto catturare"
"Non sapevo che mi avrebbero localizzato, mi hanno preso alla sprovvista" disse lui.
"Ammettilo, tu sei sollevato del fatto che non sei stato infettato vero? Ti dispiace per Sidney ma meglio lui che te"
"Ma che stai dicendo? Avrei preferito essere infettato io piuttosto che lui"
"E se me lo fossi preso io il virus? Avresti fatto qualcosa?" chiese lei furiosa.
"Che domande...." disse lui.
"Smettetela!" disse Sidney con un filo di voce.
"Sidney, non agitarti" disse Jarod.
"Siete voi che mi fate agitare, la smettete di litigare? Complicate solo la situazione, perchè non collaborate insieme piuttosto?"
"Sidney ha ragione, Parker è meglio collaborare come quando eravamo sull'isola, ti va?" chiese Jarod guardandola.
"Va bene Jarod, ma lo faccio solo per Sidney, non certo per te" disse lei.
"E' già qualcosa" disse Sidney.
"Ti ho preparato una tisana, ti aiuterà a far scendere la febbre" disse Jarod aiutandolo a berla.
"Jarod, tutte quelle persone che sono state infettate, sono morte, credi che riusciremo a salvare Sidney?" chiese lei preoccupata.
"Il fatto che ha solo la febbre è un buon segno, si può facilmente curare ma se subentrassero altri sintomi che per me sono sconosciuti, non saprei cosa fare".
"Allora prega che la situazione non peggiori" disse lei.

Il Centro, ore 5:00 a.m.

Broots entrò al Centro, e si diresse subito verso l'ufficio di Mr Parker.
"Signore, sua figlia e Jarod sono andati nella casa in campagna di Sidney, ma non credo che li troverà....signore, sua figlia e Sidney sono andati alla casa in campagna di Jarod....accidenti ho sbagliato" continuava a ripetersi mentre camminava.
"Eccomi, adesso entro e gli dico che Jarod e Miss Parker sono fuggiti insieme...con Sidney....no no, mi salterebbe addosso" disse lui e poi bussò piano.
"Avanti" disse Mr Parker e Broots entrò.
"Signore....mi chiamo Broots" disse lui entrando "ma che stupido, lo sa chi sono" pensò.
"Broots, dov'è mia figlia?" chiese Mr Parker avvicinandosi a lui.
"Ecco....lei e Jarod....sono andati alla casa di campagna di Sidney....per curarlo, ma credo che adesso siano già andati da un'altra parte"
"Accidenti, e tu naturalmente non sai dove siano adesso" disse lui.
"No, signore, ma posso cercare di localizzarli" disse Broots.
"Bene, allora mettiti al lavoro" disse Mr Parker e Broots uscì velocemente.

Il rifugio, ore 8:30 a.m.

Miss Parker, si era addormentata con la testa sul letto e anche Sidney stava dormendo profondamente. Jarod era stanco, ma qualcuno doveva stare sveglio per controllare che la febbre di Sidney non salisse.
Dopo essersi preparato un caffè forte per restare sveglio, prese una coperta, la mise sulle spalle di Miss Parker e poi si mise a guardarla. Si ricordò di quando aveva fatto la stessa cosa, sull'isola, nella casa di Ocee, mentre lui tentava di dirgli, ancora una volta, che suo padre in tutti quegli anni, le aveva raccontato un sacco di menzogne.
Lei, in quel momento si svegliò "novità Jarod?" chiese.
"No, nessuna" disse Jarod allontanandosi da lei "la febbre non è ancora scesa, ma per fortuna non è neanche salita"
"Sai, qualche giorno fa ho avuto un incubo. Vedevo un sacco di persone che morivano al Centro, tra queste c'era anche Sidney. Era una premonizione. Tu credi che....."
"Lui non morirà" disse Jarod guardandola.
"Adesso rimango io con Sidney, dormi pure se vuoi" disse lei.
"No, non ho tempo, devo entrare nel sistema operativo del Centro, voglio cercare di trovare una possibile cura da quel virus" disse lui mettendosi davanti al computer.
"L'unica cura è il Final Project, lo sai" disse lei.
"Voglio controllare lo stesso, magari c'è un altro modo per curarlo" disse lui.
"Ma ti scopriranno" disse lei.
"Abbiamo bisogno di Broots, così almeno può coprire le mie tracce nella rete. Lo chiamo e gli dico di venire qui"
"Hai un altro portatile?" chiese lei.
"Si, eccolo" disse lui prendendolo.
"Allora ci penso io a coprirti" disse lei accendendolo.
Lui si mise a ridere "cosa hai detto?" chiese.
"Senti genio, forse tu non lo sai, ma io, guardando ogni giorno il lavoro di Broots per 5 anni, alla fine ho assorbito qualche conoscenza informatica"
"Non ti offendere, ma non mi fido, metti che sbagli qualcosa?"
"Comunque non puoi chiamare Broots, sicuramente lo tengono d'occhio, quindi cosa hai intenzione di fare....amico?" chiese lei.
"Perchè non le dai una possibilità Jarod?" disse Sidney.
"Sidney, come ti senti?" chiese Jarod avvicinandosi a lui.
"Adesso non preoccupatevi per me, pensate ad entrare nel sistema operativo del Centro. Jarod, tu, spesso chiedi a Miss Parker di fidarsi di te, adesso tocca a te fidarti di lei".
Lui la guardò un pò perplesso "va bene Parker, mettiamoci al lavoro" disse andando al computer.
"Era ora" disse lei seccata.

Il Centro, ore 9:30 a.m.

Mr Parker era nel suo ufficio quando ad un tratto sentì bussare alla porta.
"Avanti" disse.
Entrò Raines trascinando la sua bombola dell'ossigeno "proprio non me lo sarei mai aspettato da tua figlia"
"Neanche io Raines"
"Dal momento che ci ha traditi entrambi, chiedo la tua autorizzazione a mettere anche Miss Parker dentro l'esperimento con Jarod. Avevo già in mente di usarla, perchè anche lei, come Catherine ha il potere del senso interiore".
"Credo anch'io che ci sarà utile, va bene Raines, hai la mia approvazione" disse Mr Parker.
"Ho organizzato una squadra di ricerche guidata da Lyle. Sono certo che li ritroveremo presto" disse Raines e poi stava per uscire quando si girò di nuovo verso Mr Parker "voglio chiederti una cosa, che ti ha già chiesto tua figlia qualche giorno fa"
"E cosa?" chiese lui.
"Le sacre pergamene, cosa c'era scritto?" chiese avvicinandosi "e non dirmi che non ti ricordi, perchè non ti credo"
"Io non posso dire niente, soprattutto a te"
"Sai che noi due abbiamo un segreto, vuoi che, una volta che Miss Parker tornerà al Centro glielo riveli?"
"No, Raines, non farlo" disse Mr Parker.
"Non vorrei usare il ricatto, ma sono costretto. Adesso dimmi cosa c'era scritto nelle pergamene" disse lui.


CAPITOLO 15

Il rifugio, ore 2:30 p.m.

Miss Parker e Jarod stavano ormai lavorando da ore con il computer mentre Sidney stava dormendo. Jarod cercava di trovare una cura per salvarlo, e lei copriva le sue tracce nella rete per evitare che il Centro li trovasse.
"Trovato qualcosa Jarod?" chiese lei ad un certo punto.
"No, ancora niente, sto cominciando a perdere le speranze" disse lui.
"Non ci dobbiamo arrendere, ci sarà pure una cura"
"Si, ma il problema è che non sono riuscito ad entrare nel computer di Raines, per via di una doppia password e anche se riuscissi ad entrare verrei subito scoperto. Non servirebbe a niente coprire le mie tracce"
"Ma l'altra volta sei riuscito ad entrare nel suo computer" disse lei.
"Però ero nel suo ufficio" disse lui guardandola.
"Allora dovremo entrare di nuovo al Centro, nell'ufficio di Raines giusto?" 
"Forse. Proverò ad entrare nel computer di tuo pad.....volevo dire del signor Parker.....ah proposito, hai saputo che è tornato?" chiese lui ironicamente.
"Ma tu come fai a..... fa niente, non importa" disse lei.
"Parole sagge" disse lui.
"Comunque non ti azzardare ad curiosare nel suo computer" disse lei duramente.
"Andiamo Parker, non mi dire che continui a difenderlo? Non ricordi che c'era anche lui nel laboratorio quando mi volevano iniettare il virus?" disse lui.
"Mi ricordo benissimo, ma sicuramente l'avrà convinto Raines....."
"Non ti sopporto quando parli così...cerchi di trovare mille scuse per difenderlo. Perchè non ammetti che lui è colpevole come Raines? Loro due sono sulla stessa barca"
"La smetti? Continua a cercare piuttosto" disse lei cambiando argomento.
"Senza il Final Project non possiamo fare niente" disse lui guardando Sidney.
"Sai, ho chiesto a mio pad....cioè quello che forse è mio padre, quello che c'era scritto nelle sacre pergamene..."
"Ce ne eravamo dimenticati delle pergamene, e adesso che mi ricordo lui le ha lette" disse Jarod guardandola.
"Ha detto che non si ricordava quello che c'era scritto"
"E tu ci credi?" chiese lui.
"Veramente no, sono sicura che in quelle pergamene c'era scritto anche il progetto di mia madre, oppure un'indicazione su dove possiamo trovarlo"
"Allora dovremo far quattro chiacchiere con Mr Parker. Molto presto" disse lui guardandola e poi vide al suo braccio il bracciale che aveva regalato a Zoey "vedo che ti sei rimessa il braccialetto"
"Si, perchè è mio" disse lei.
"Comunque non è stato molto carino da parte tua levarglielo a Zoey. Potevo convincerla io con le buone maniere a restituirtelo"
"Certo e come? Con uno sguardo ammaliatore o un bacio per caso?" disse lei ironicamente "comunque questo bracciale non sta bene al polso di una sanguisuga"
"Parker!" disse lui alzando la voce "non è ora di smetterla di insultare Zoey?"
"Finchè quella sarà in circolazione, mai"
"Che vuoi dire?"
"Se proprio lo vuoi sapere, Zoey lavora al Centro e mio padre si è invaghito di lei"
"E una volta per tutte, smettila di dire che lei lavora al Centro"
"L'hai più vista o sentita in questi giorni?"
"Mi ha telefonato dicendomi che, per motivi di salute di sua sorella, è dovuta andare a Los Angeles da lei"
"Questa è una scusa vecchia come il mondo. Chiedilo a Sidney se Zoey lavora al Centro o no" gridò lei "e comunque, perchè mi hai parlato del bracciale?"
"Nessuna ragione particolare"
"Invece una ragione c'è. Tu stai tentando di dirmi che rivuoi indietro il bracciale vero? Sai che ti dico? Me ne prenderò un altro molto più bello di questo" gridò lei togliendolo e gettandolo ai piedi di Jarod.
"Ma che stai facendo?" chiese lui raccogliendolo.
"Quello era un simbolo di amicizia, ma sai cosa è diventato adesso? Il simbolo del tuo tradimento. Ridallo a Zoey, dille che mi dispiace e che può tenerselo" disse lei.
"Ma Parker, io...."
"Cosa succede?" chiese Sidney con un filo di voce.
"Sidney, ti sei svegliato, come ti senti?" chiese lei avvicinandosi e cosi fece anche Jarod.
"Come se un virus stesse facendo un giro turistico dentro al mio organismo" disse lui sorridendo "stavate litigando?"
"In effetti noi stavamo...."
"No, ma che dici? Forse stavi sognando Sidney" disse Miss Parker sorridendo interrompendo Jarod.
"Stavamo cercando una cura contro il virus" disse lui guardandola deluso.
"Dovete cercare il Final Project" disse Sidney.
"Lo troveremo" disse lui e poi andò di nuovo al computer e cosi fece anche lei.

Il Centro, ore 4:20 p.m.

Zoey stava camminando in uno dei lunghi corridoi del Centro, verso l'ufficio di Mr Parker.
Ad un tratto, arrivata vicino all'ufficio sentì la voce di Raines che parlava con Mr Parker, cosi si mise in ascolto, sicura che stessero parlando di Jarod.
"Allora siamo d'accordo Raines. Anche mia figlia dovrà far parte dell'esperimento quando li troverete" disse Mr Parker.
"Purtroppo non abbiamo nessuna traccia di loro, sono spariti. I miei spazzini sono andati alla casa in campagna di Sidney ma non hanno trovato nessuno. Credo che andrò da Broots. Con qualche minaccia riuscirò a farmi dire dove si trovano" disse Raines.
"Non credo che quell'idiota sappia dove siano, ma prova lo stesso" disse lui ridendo.
"Allora vado" disse Raines uscendo dall'ufficio.
Fatti pochi passi vide Zoey.
"Ciao Zoey, che ci fai qui?"
"Non volendo ho sentito tutto. Lei mi ha mentito. Aveva detto che Miss Parker e Jarod non dovevano più rivedersi una volta tornati al Centro, e adesso vengo a sapere che vuole mettere anche quella dentro l'esperimento"
Raines si mise a ridere "sei solo un'ingenua, tu non sai come vanno le cose al Centro, non sai che regole ci sono, quindi non ti intromettere"
"Cosa c'entrano le regole?" chiese lei confusa.
"Sappi che qui al Centro tutti hanno uno scopo da raggiungere, una missione da compiere, e chiunque metta i bastoni tra le ruote, è destinato a finire nel SL 27" disse Raines con un tono minaccioso.
"Cos'è il SL 27?" chiese lei.
"Tu fai troppe domande, e chi continua a fare domande qui al Centro, finisce nei guai di solito" disse lui.
"Non riuscirà a prendere Jarod" disse lei andandosene.
Raines, prese il suo cellulare e fece un numero "Willy, sono Raines, ascolta...."
Intanto Zoey prese l'ascensore per andare al secondo piano, dove c'era l'ufficio di Broots. Voleva avvertirlo della "visita" che gli avrebbe fatto Raines.
Entrò velocemente nel suo ufficio facendolo spaventare "Broots, devo parlarti" disse avvicinandosi.
"Zoey, sei tu. Entrare senza bussare è diventato un vizio. Non bastava Miss Parker, ti ci metti anche tu a...."
"Vuoi stare zitto?" gridò lei "devo parlarti. Tra poco riceverai la visita di Raines. Lui vuole usare le maniere forti per convincerti a rivelargli dove sono Jarod e Miss Parker"
"Accidenti, grazie, scappo subito" disse Broots facendo per uscire dall'ufficio ma venne fermato da lei.
"Non fare il fifone, tu devi solo dire a Raines che non sai dove si trovano"
"Lui non ci crederà mai"
"Se tieni duro, alla fine ti crederà"
"Se tengo duro, sono sicuro che mi ucciderà"
"Rallegrati Broots, è un buongiorno per morire" disse lei andandosene.
"Ora capisco perchè Miss Parker la odia" disse Broots a bassa voce.
Zoey intanto raggiunse velocemente l'ascensore, scese a piano terra e uscì dal Centro.
Willy che l'aveva seguita, quando, anche lui, uscì dalla struttura non la vide più.
"Maledizione, adesso chi lo sente Raines?" si disse.

Il rifugio, ore 6:50 p.m.

Jarod stava continuando a lavorare al computer. Ad un tratto si girò verso Miss Parker che si era addormentata vicino al letto. Guardandola dormire, rivide la Miss Parker che lui aveva conosciuto tanti anni fa, al Centro. Si ricordò delle parole usate per descriverla, nel libro dedicato a lei. Erano parole vere. Una bambina innocente, con un sorriso che trasformava l'inverno in primavera, ma che gli era stato portato via dai soldati del palazzo. Il Centro le aveva messo la maschera della cacciatrice, della Regina di Ghiaccio. Ma lui era sicuro che sarebbe riuscito prima o poi, come aveva fatto Thomas, a sciogliere il ghiaccio nei suoi occhi e nel suo cuore.
"Non l'hai mai dimenticata vero?" chiese Sidney.
"Cosa vuoi dire?" chiese Jarod confuso.
"La ragazzina che hai amato al Centro, Miss Parker"
"Non so di cosa stai parlando" disse Jarod guardando il monitor del computer.
"Lo so cosa provi per lei"
"Ho l'impressione che il virus ti stia facendo delirare" disse lui "è meglio che ti rimetti a dormire".
"Come vuoi" disse Sidney sorridendo e poi chiuse gli occhi.
Jarod decise di provare ad entrare di nuovo nel computer di Raines. 
Dopo 5 minuti di tentativi falliti finalmente riuscì ad entrare e trovò un file chiamato "Final Project"
"Il progetto di Catherine?" si chiese lui stupito e lo aprì.
Mentre si stava aprendo, Jarod si girò verso Miss Parker. Non sapeva se svegliarla o no. Era sicuro che finalmente sarebbe venuto a conoscenza dello sconosciuto progetto di Catherine. 
Il monitor segnava "50 secondi all'apertura del file". Ancora poco e avrebbe scoperto la verità.
Ad un tratto si aprì il file. 
"Eccolo" disse lui sorridendo.
"Ecco cosa?" disse Miss Parker avvicinandosi e quando lesse il nome del file guardò Jarod stupita e arrabbiata "hai trovato il Final Project? Perchè non mi hai svegliata?"
"Stavo