
"Atlantis - L'impero perduto"

TITOLO ITALIANO: "Atlantis - L'impero perduto"
TITOLO ORIGINALE: "Atlantis: The Lost Empire"
ANIMAZIONE
REGIA: Gary Trousdale e Kirk Wise
SCENEGGIATURA: Tab Murphy
MUSICHE: James Newton Howard
PRODUZIONE: USA 2001
DURATA: 95 minuti
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PERSONAGGI |
DOPPIATORI ORIGINALI |
DOPPIATORI ITALIANI |
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MILO JAMES THATCH |
Michael J. Fox |
MASSIMILIANO MANFREDI |
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PRINCIPESSA KIDA |
Cree Summer |
STELLA MUSY |
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GAETAN MOLIERE |
Corey Burton |
CLAUDIO BISIO |
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HELGA SINCLAIR |
Claudia Christian |
CINZIA DE CAROLIS |
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COM. LYLE J. ROURKE |
James Garner |
MICHELE KALAMERA |
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VINCENZO 'VINNY' SANTORINI |
Don Novello |
PASQUALE ANSELMO |
| RE DI ATLANTIDE | Leonard Nimoy | GIANNI MUSY |
| PRESTON WHITMORE | John Mahoney | ENZO GARINEI |
| COOKIE | Jim Varney | ETTORE CONTI |
| AUDREY | Jacqueline Obradors | MARIA JOSE BERASATEGUI |
| DOTT. JOSHUA DOLCE | Phil Morris | ALESSANDRO ROSSI |
| SIG.RA PACKARD | Florence Stanley | FRANCA VALERI |
| SIG. HARCOURT | David Ogden Stiers | PAOLO LOMBARDI |
EDIZIONE ITALIANA: DISNEY CHARACTER VOICES INTERNATIONAL
DOPPIAGGIO ITALIANO: CAST DOPPIAGGIO
SONORIZZAZIONE: SEFIT-CDC
DIALOGHI ITALIANI: CARLO VALLI
DIREZIONE DEL DOPPIAGGIO: CARLO VALLI
ASSISTENTE AL DOPPIAGGIO: ISABELLA MARUCCI
La canzone dei titoli di coda "Segui i sogni" è interpretata dai Gazosa.
ALCUNE NOTE SUL FILM
COMMENTO AL FILM
(a cura di Francesco Russo, articolo pubblicato sul sito TempiModerni.com)
Siamo nel 1914. Il giovane ed imbranato linguista Milo
James Thatch combatte ogni giorno con i responsabili del suo museo per
convincerli dell’esistenza della leggendaria Atlantide, al fine di ottenere i
finanziamenti per una spedizione, ma i vetusti accademici rifiutano di
ascoltare, giudicando il ragazzo vittima delle stesse folli idee che hanno
condizionato la vita di suo nonno. Un giorno, però, Milo viene misteriosamente
rapito dall’assistente del miliardario Preston B. Whitmore. Questi, caro amico
del nonno, per rispettare una promessa organizza una spedizione alla ricerca
della città perduta, pretendendo l’assistenza di Milo in qualità di guida
esperta. Il giovanotto, incredulo, s’imbarca con tutto il suo carico
d’entusiasmo assieme a nove eccentrici accompagnatori, ma giunti ad Atlantide
attraverso imprevedibili pericoli, uno di loro lo tradisce, costringendolo a
svelare il segreto che assicura la sopravvivenza alla città e ai suoi antichi
abitanti.
La nuova tappa annuale della scuderia Disney giunge nelle sale preceduta da
un’ardente attesa, anche in virtù del suo ruolo di rappresentanza nel
celebrare i cento anni della gloriosa industria. Dopo molti episodi poco
convincenti, questo lungometraggio animato è forse il prodotto che meglio
realizza una sintesi tra progetto stilistico e attenzione ai contenuti
(esonerando la splendida eccezione rappresentata da "La Bella e la Bestia")
anche se non intendiamo, con questo, sottintendere un traguardo di maturità,
dato che la struttura drammatica continua a subire le disattenzioni di una
finalità subordinata. La competizione latente con i produttori della
Dreamworks, invece, mostra indubbiamente i frutti di un’esasperata ricerca
tecnica.
Al valore grafico del film contribuisce stavolta la partecipazione di uno tra
i predominanti talenti del fumetto americano, Mike Mignola, cresciuto
disegnando per la Marvel e la DC Comics fino ad approdare negli studi della
Dark Horse con il suo celebre ed incensato "Hellboy". Il suo tratto deciso ed
ombroso influenza con risalto tutto il cartone animato, dai soggetti ai
fondali, e assume un ruolo cruciale nella pianificazione architettonica della
città sommersa. Il resto coinvolge 350 specialisti alle prese con l’animazione
di 362 effetti diversi. Un’intera equipe, ad esempio, si è dedicata
esclusivamente all’animazione dei flessuosi mostri, forse l’ostacolo
prioritario di tutta l’impresa. Una volta concluso ognuno il proprio incarico,
i gruppi di lavoro hanno combinato i risultati dei loro sforzi per
giustapporre immagini digitali e disegni eseguiti a mano.
Se si scarta questa gigantesca confezione i frutti saltano all’occhio,
mostrando forse per la prima volta una coerente sovrapposizione degli elementi
digitali tridimensionali ai canonici disegni bidimensionali e, soprattutto,
una notevole competenza tecnica nella volontà di ricreare gli ambienti del
primo ‘900 attraverso i concetti grafici. Realizzato, come raramente accade
nel campo dell’animazione, in Cinemascope, il cartone animato rispolvera le
atmosfere che in passato la Disney amava evocare nei suoi fiabeschi film
d’avventura ("20.000 leghe sotto i mari", "La Famiglia Robinson") con
qualche riferimento ad "Orizzonte Perduto" e torna, allo stesso tempo, a
curare il profilo dei personaggi marginali, nuovamente fedele ad una
tradizione che sembrava perduta. Manca ancora la sceneggiatura, ma l’ossatura
di base è impeccabile.
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